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lunedì 6 giugno 2011

Raid della Nato sulla tv di Stato a Tripoli Rasmussen: "Prepararsi al dopo Gheddafi!"

Colpita anche la sede del Parlamento, già semidistrutta in un bombardamento di alcune settimane fa. Il segretario dell'Alleanza Atlantica: "Il tempo del Colonnello è alla fine. Nella transizione sia predominante il ruolo dell'Onu". Nuovi scontri fra lealisti e insorti, mentre i ribelli entrano a Yafran, in Tripolitania. Emissario Russo in visita a Bengasi!

TRIPOLI - Aerei della Nato hanno colpito oggi edifici della radio e della televisione di Stato a Tripoli, denuncia un responsabile del regime. Un corrispondente della France Presse ha riferito inoltre di danni alla sede del Congresso generale del popolo, il Parlamento libico, che era stato già colpito dai raid dell'Alleanza tre settimane fa ed era semidistrutto. I due edifici sono a meno di due chilometri dal centro della capitale libica.
Mentre i ribelli avanzano, conquistando la città di Yafran, città a sud ovest di Tripoli prima occupata dalle forze fedeli al regime, il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, afferma che il tempo del Colonnello è ormai "alla fine" e che la comunità internazionale deve cominciare a pensare al "dopo Gheddafi".
La Nato non giocherà "un ruolo primario" nella fase di transizione democratica della Libia, ha spiegato Rasmussen in una conferenza stampa tenuta a Bruxelles. "Penso piuttosto ad un ruolo maggiore per l'Onu, insieme all'Unione europea, all'Unione africana e alla Lega araba", ha chiarito, aggiungendo che la Nato continuerà a fare la propria parte "aiutando a costruire e a formare un sistema di forze di sicurezza moderno e democratico". 
"Gheddafi ha perduto la sua stretta sulla maggior parte del Paese e sembra isolato a casa sua come all'estero", ha detto ancora Rasmussen, secondo il quale il popolo libico può ora cominciare a pianificare il proprio futuro verso una società libera e democratica, lasciandosi alla spalle il regime di paura. "Spetta al popolo libico forgiare il proprio futuro - ha precisato Rasmussen - ma la comunità internazionale deve cominciare a preparasi al dopo Gheddafi".
Sul terreno si continua a combattere. I ribelli hanno preso Yafran, in Tripolitania, riferiscono Al Jazeera e giornalisti della Reuters sul posto. Le forze governative intanto sono tornate a bombardare Agedabia, strategica roccaforte dei ribelli in Cirenaica e loro estrema difesa in vista di Bengasi, 'capitale' dell'insurrezione: secondo un portavoce dell'opposizione, Ahmed Bani, sulla città sono stati lanciati almeno quattro missili Grad. Nel frattempo nuovi combattimenti di terra tra lealisti e rivoltosi sono scoppiati 18 chilometri più a ovest, a ridosso della linea del fronte, senza che nessuna delle parti riuscisse a guadagnare terreno rispetto all'altra.
Sul piano diplomatico, a Bengasi è atteso l'inviato russo Mikhail Margelov. Il presidente Dmitri Medvedev aveva annunciato al vertice del G8 il mese scorso a Deauville l'invio di un emissario nella roccaforte degli insorti, concretizzando così il riposizionamento di Mosca, dopo la prima fase in cui aveva dialogato prevalentemente con il rais. Margelov non ha specificato se andrà anche a Tripoli per incontrare i rappresentanti del governo di Gheddafi, ma per ora non sembra in programma alcuna visita nella capitale.  

Fonte: http://www.repubblica.it/
(06 giugno 2011)

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ITALIA-CINA

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