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lunedì 25 luglio 2011

Norvegia, il giovane autore del massacro parla di "altre due cellule"! Chi c'è veramente dietro l'attentato di Oslo?

OSLO - NORVEGIA (Reuters) - Anders Behring Breivik ha detto oggi ad un giudice norvegese di aver compiuto l'attentato e la strage costati la vita a 76 persone per salvare l'Europa dalla conquista musulmana, e ha affermato che esistono "altre due cellule" nella sua organizzazione.
La polizia, che aveva parlato inizialmente di 93 morti, ha rivisto al ribasso il bilancio delle vittime, ora fermo a 76.
La polizia, che ha lamentato difficoltà nel raccogliere informazioni sull'isola di Utoeya, dove è avvenuta la sparatoria, ha spiegato che i morti sull'isola sono stati 68 (prima il bilancio era di 86), mentre i morti per la bomba ad Oslo sono saliti a otto da sette.
Breivik aveva detto in precedenza di aver agito da solo ma la polizia ha fatto sapere di non poter "escludere completamente" la possibilità che l'uomo sia stato aiutato.
"Non possiamo escludere completamente, e sottolineo completamente, che ci siano altre persone coinvolte in quello che è successo", ha detto il pubblico ministero Christian Hatlo in conferenza stampa, quando gli è stato chiesto se ci fossero altre "cellule".
Le dichiarazioni di Breivik, invece, sono state riferite dal giudice, Kim Heger, durante una conferenza stampa successiva all'udienza per la custodia cautelare, che si è svolta a porte chiuse.
Non è chiaro se Breivik faccia effettivamente parte di un'organizzazione, anche se il norvegese ha scritto di una rinascita dei Templari, un ordine medievale di monaci crociati.
Dopo l'udienza, Heger ha detto di aver decretato un periodo di detenzione cautelare di otto settimane, in isolamento, per Breivik, che non potrà ricevere lettere, giornali o visite, eccezion fatta per quella del suo legale.
La misura di custodia cautelare, in linea con quanto richiesto dai pm, consentirà ai pubblici ministeri di indagare sull'uomo.
Una folla inferocita ha atteso il norvegese fuori dal Tribunale distrettuale di Oslo.
"Esci fuori, esci fuori", ha gridato Alexander Roeine, 24 anni, colpendo ripetutamente l'auto su cui, erroneamente, pensava fosse presente l'attentatore. La polizia, infatti, ha condotto Breivik in tribunale entrando da un ingresso laterale.
"Tutti i presenti lo vogliono morto", ha detto Roeine, affermando di conoscere una delle vittime e tre dei superstiti.
Breivik avrebbe voluto spiegare pubblicamente il perché del peggior massacro recente in Norvegia, in tempi di pace. Questa possibilità, però, gli è stata negata ed è stato il giudice, in conferenza stampa, a fare un resoconto delle sue affermazioni.
Heger ha detto che il 32enne ha accusato il partito laburista al governo di aver tradito la Norvegia con "importazioni di massa di musulmani".
Breivik ha aggiunto che la bomba agli edifici governativi e il massacro nel campo estivo dei giovani laburisti avevano lo scopo di scoraggiare future adesioni al partito.
"Lo scopo dell'attacco era quello di dare un forte segnale alla gente", ha detto Breivik, secondo quanto riferito dal giudice.
Il periodo di detenzione cautelare del 32enne può essere esteso prima dell'inizio del suo processo, sulla base delle accuse di terrorismo. La polizia ha detto che il processo potrebbe iniziare tra un anno.
"Vogliamo vederlo soffrire per quello che ha fatto", ha detto Zezo Hasab, di 32 anni, che era tra la folla che ha accolto furiosamente l'arrivo di Breivik.
Dopo l'udienza, una jeep della polizia ha portato fuori Breivik, che aveva una barba non curata, capelli corti e indossava un maglione rosso con sotto una camicia rosso chiaro.
Il norvegese è apparso calmo e non ha cercato di comunicare con i giornalisti, rimanendo immobile sul sedile posteriore della jeep, con un poliziotto accanto e con la testa leggermente inclinata all'indietro.

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ITALIA-CINA

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