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lunedì 24 ottobre 2011

LIBIA (TRIPOLI) - La demolizione della statua di Gheddafi mentre la Nuova Libia proclama la "Liberazione"! Intanto il cadavere di Gheddafi è ancora in attesa di una dignitosa sepoltura...





di Brian Rohan

BENGASI (Reuters) - I nuovi governanti libici hanno proclamato ieri la liberazione del paese nordafricano dopo 42 anni di regime di Muammar Gheddafi, annunciando che è in arrivo un futuro di democrazia e riconciliazione.
Ma mentre a Bengasi migliaia di persone ascoltavano le autorità "annunciare" la liberazione, il cadavere di Gheddafi, che ancora non è stato seppellito e resta in pubblica esposizione a Misurata, gettava un'ombra sulla nazione che un tempo dominava.
Alcuni temono che per il capo del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) Mustafa Abdel Jalil, un ex ministro della Giustizia, sarà dura imporre la propria volontà su un'alleanza rivoluzionaria divisa in molte fazioni. E a motivare i timori è proprio l'insistenza a mostrare il corpo martoriato di Gheddafi e del figlio Mo'tassim, oltre alla mancanza di una chiara ricostruzione della loro morte.
L'assenza di piani precisi per la sepoltura di Gheddafi indica, per alcuni analisti, il rischio di una situazione di caos senza una leadership chiara e di scontri armati tra le fazioni.
Molti libici e la comunità internazionale sperano che il paese non si allontani dal promesso iter democratico, e considerano un incoraggiamento su questa strada quello della Tunisia, che ha tenuto ieri le sue prime elezioni dopo la cacciata del presidente Zine Al-Abidine Ben Alì, nel gennaio scorso.
Alcuni musulmani saranno offesi dalla mancata sepoltura di Gheddafi in tempi rapidi, come indica l'Islam, sebbene in pochi abbiamo condiviso l'indignazione espressa da uno dei suoi figli, Saadi, per la morte del padre e del fratello Mo'tassim.
Ma nelle celebrazioni di Misurata non si è fatto alcun accenno alla macabra vicenda di Misurata. Nel suo discorso, Jalil ha ribadito la promessa di appoggiare la sharia, la legge islamica.
"Dichiariamo al mondo intero di aver liberato il nostro amato paese, con le sue città, i suoi villaggi, le cime delle colline, le montagne, i deserti e i cieli", ha detto un rappresentante del Cnt che ha aperto la cerimonia di Bengasi, la città dove a febbraio scoppiò la rivolta contro il regime, e che è stata quartier generale del Cnt.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha detto che le Nazioni Unite contribuiranno alla costruzione di una nuova Libia, e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha salutato la dichiarazione di Bengasi.
L'annuncio della "liberazione" fa partire ora la tabella di marcia del piano per un nuovo governo e per l'assemblea costituzionale che dovrebbe portare nel 2013 all'affermazione completa della democrazia.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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