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domenica 20 maggio 2012

Brindisi (Puglia), l'attentatore è in un video "Gesto isolato, non è stata la mafia?" - L'immagine esclusiva de LaStampa.it

Esclusivo: Brindisi (Puglia), ecco la foto del presunto killer...


Pubblichiamo un'immagine del presunto autore della strage di Brindisi, ripreso nel momento in cui starebbe attivando il telecomando che ha innescato la bomba alla scuola Morvillo-Falcone. Il fotogramma proviene dal video a disposizione degli inquirenti, di cui ha parlato stamani il procuratore di Brindisi Marco Dinapoli. "Sono immagini terribili", ha commentato il procuratore, spiegando che ritraggono un uomo in giacca, di età presunta di 50-55 anni, che alle 7:37 provoca l'esplosione. Abbiamo sfocato i tratti del volto dell'uomo - qui ritratto in apparenza con una mano in tasca mentre esegue l'attentato - per non compromettere le indagini in corso mirate a identificarlo.

La Procura: «Volontà stragista! Il killer ripreso dalle telecamere mentre preme il telecomando!» Nella notte sentite due persone...

Si stringe dunque il cerchio attorno all'attentatore di Brindisi. In un filmato esaminato dagli inquirenti si vede un uomo che preme il tasto del telecomando azionando così la bomba che ha ucciso Melissa Bassi davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Alle 7.38 da un'altra telecamera si vede uscire il fumo. L'esplosione è quindi avvenuta presumibilmente alle 7.37. Gli inquirenti non escludono l'esistenza di complici.
La persona «non è stata ancora identificata», ha detto il procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli. All’uomo, un adulto, gli inquirenti sono giunti analizzando le immagini registrate da una telecamera. Altre due persone, identificate dalle riprese di una videocamera di sorveglianza, sono state intanto interrogate nella notte. La pista imboccata dalla polizia esclude dalle responsabilità la mafia e punta invece su un gesto isolato. Un esperto di informatica, uno «arrabbiato con il mondo». In ogni caso c’è stata «una volontà stragista». «Non è impossibile - ha aggiunto Dinapoli - che tutta l’organizzazione sia stata fatta da una persona sola».
Il video che ha dato agli investigatori la chiave per inquadrare un gesto comunque ancora senza movente lo fornisce una telecamera che probabilmente il killer non sospettava di trovare: quella installata su un chiosco che vende bibite, panini e giornali a meno di 20 metri dall’ingresso della scuola. Proprio di fronte al cancello principale. Un chiosco senza pretese e che però potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini: la piccola telecamera montata all’angolo più vicino all’istituto e rivolta verso l’altro lato della strada, registra infatti immagini che durano abbastanza per fornire quegli elementi che il procuratore capo di Brindisi Marco Dinapoli definisce «significativi». Elementi che consentono di «non lavorare più al buio». Soprattutto, registra l’intero minuto che trascorre dall’attivazione dell’ordigno, con un comando a distanza, all’esplosione: sessanta secondi pieni di dettagli.
Nell'immagine che LaStampa.it pubblica in eslusciva c’è un uomo. Un adulto bianco, molto probabilmente un italiano che potrebbe avere tra i 50 e i 60 anni. Vestito come un tipo qualunque: giacca scura, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica. Non sono ancora le 7.40 e lui è già  li. Il cassonetto «armato» con la bomba è dall’altra parte della strada, pronto ad esplodere. Portato, sembrerebbe, poco prima delle 3 di notte. Gli investigatori stanno lavorando anche su quest’aspetto perché la donna che ha raccontato di aver visto qualcuno proprio attorno a quell’ora, non avrebbe riconosciuto la persona nel video come la stessa che si sarebbe mossa verso la scuola di notte con il cassonetto. È probabile, ed è questa l’ipotesi che prevale tra gli inquirenti, che il testimone abbia avuto difficoltà a ricordare i dettagli di una persona vista in piena notte e per pochi secondi, ma non possono escludere che il killer possa aver avuto un complice. O più d’uno. Resta il fatto che, alle 7.40, il cinquantenne è pronto a mettere in pratica il suo piano di morte. Nel video si vede l’uomo appoggiato al muro, sul lato del chiosco più lontano dalla scuola, armeggiare con una specie di telecomando: è il meccanismo che attiva l’ordigno. Si tratta, ha spiegato Dinapoli, di un congegno volumetrico, uno di quelli che una volta attivato si innesca al passaggio delle persone. «È qualcuno - afferma Dinapoli - che conosce l’elettronica. Il congegno non è particolarmente complesso, ma è di difficile fattura per chiunque sia a digiuno di nozioni di elettronica».
L’uomo dunque sa bene che, attivando l’innesco volumetrico, chi per primo passerà davanti a quel cassonetto, farà scoppiare la bomba. E la sua volontà di seminare terrore è così evidente che non si allontana dopo aver premuto il pulsante, ma aspetta il botto. Che arriva poco dopo: l’onda d’urto scuote la telecamera, che registra immagini mosse. Riesce però a riprendere chiaramente un frammento di bombola che passa vicino al killer e quasi lo colpisce. La strage è compiuta. E mentre dall’altra parte della strada le urla di dolore delle ragazze lacerano il silenzio della mattina, l’uomo si gira e se ne va. Ora si guardano i filmati di altre telecamere: si spera dicano quando e da dove è arrivato, e dove è poi andato.
 
 
Fonte: multimedia.lastampa.it
http://www3.lastampa.it

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ITALIA-CINA

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