The Iranian government has continued to tighten its grip on media coverage of events surrounding post-election unrest.
Working around these restrictions, a new wave of citizen journalists has emerged.
Al Jazeera's Cath Turner reports.
Fonte: http://www.youtube.com/user/AlJazeeraEnglish
"La Politica è una cosa difficile, talvolta terribile, ma tuttavia umana! Anche nella Politica ci deve essere il disgusto, la pulizia! Non ci si può sporcare di fango, nemmeno per un'idea alta!" (Boris Eltsin - "Il diario del Presidente")
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martedì 23 giugno 2009
Iran's power struggle behind the scenes - 16 Jun 09 FREEDOM FOR IRANIAN PEOPLE! W LA REVOLUTION OF THE IRANIAN PEOPLE!!!
Iran's 'citizen journalists' - 18 Jun 09 W THE REVOLUTION OF THE IRANIAN PEOPLE!!!
The Iranian government has continued to tighten its grip on media coverage of events surrounding post-election unrest.
Working around these restrictions, a new wave of citizen journalists has emerged.
Al Jazeera's Cath Turner reports.
Fonte: http://www.youtube.com/user/AlJazeeraEnglish
Iran elections: Mousavi speaks to Al Jazeera - 11 Jun 2009
Mir Hossein Mousavi, the leading reformist candidate in Iran's presidential election, speaks to Al Jazeera in an exclusive interview.
He details his views on issues such as nuclear technology, Israel and the role of the religious police to Teymoor Nabili.
Fonte: http://www.youtube.com/user/AlJazeeraEnglish
Violence on the streets of the Iranian capital - 21 Jun 09 W THE REVOLUTION OF THE IRANIAN PEOPLE!!!
Iranians continue to protest against an election they believe was stolen.
Disturbing images of a teenager dying on the streets of Tehran have appeared on the internet. It is not possible to confirm what happened to the girl known as "Neda".
However, Iran state television says at least 13 people were killed in clashes on Saturday.
Al Jazeera's Nazanine Moshiri reports.
This package contains images that may disturb or offend some viewers.
Fonte: http://www.youtube.com/user/AlJazeeraEnglish
Inside story - What do Iran's reformists want? - 21 June 09 W THE REVOLUTION OF THE IRANIAN PEOPLE!!!
Inside Story asks if protests can shake the foundations of the Islamic Revolution....
Fonte: http://www.youtube.com/user/AlJazeeraEnglish
Iran Election Protest in Irvine, CA on June 17, 2009
Rally at the corner of Jamboree and Barranca in Irvine, CA on June 17, 2009 to protest the fraudulent re-election of Iranian President Mahmoud Ahmadinejad.
Fonte: http://www.youtube.com/user/bman1225cal
Protests Break Out in Iran After Election....W THE REVOLUTION!!!!!!!
Esteri - Iran - Teherab - Cosa si gioca in Iran in queste ore e cosa c'è dietro i due schieramenti contrapposti ? Ovunque c'è il popolo, più o meno abbiente (ma non ricco perché la grande ricchezza è di pochi) o diseredato che non vuole più essere massa di manovra per la politica dei soli proclami. Della triade "libertà, indipendenza, repubblica islamica" rivendicate sin dalla cacciata dello Shah sotto la guida della rivoluzione khomeinista, l'indipendenza nazionale sganciata dai gioghi imperialisti è l'unica conquista consolidata
"Allah u Akbar", lo gridano tutti. In piazza e oggi nella stessa piazza di Teheran dove già domenica e poi lunedì una folla oceanica d'un milione, forse due, di sostenitori di Moussavi s'è radunata contro il "dittatore Ahmadinejad". In queste ore nello stesso luogo ci saranno anche i sostenitori del presidente rieletto e il timore che ne scaturiscano violenze incontrollabili è elevatissimo. Perciò il leader riformista ha fatto sapere che non sarà in strada e ha anche invitato i suoi a non rischiare la vita. Già si contano sette morti - ma fonti web affermano che possono essere di più - uccisi non dalla polizia bensì dai gruppi armati di basij filopresidenziali scatenati contro i verdi di Moussavi. L'alibi è stato l'assalto dei manifestanti a una loro caserma. La situazione è concitata, Ahmadinejad dopo l'annuncio dello schiacciante successo (con oltre il 62% di voti) è in Russia per un viaggio già programmato che assume contorni più di sponda politica che economica. La Guida suprema Khamenei in tivù rivolge inviti alla calma dopo aver trasformato l'iniziale posizione di avallo alla rielezione di Ahmadinejad in una più misurata riconsiderazione delle operazioni di voto e aver ordinato al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione di aprire un'inchiesta sui brogli.
Brogli
L'ipotesi c'è, seppure i moussaviani l'hanno sollevata quasi subito in contemporanea coi proclami di schiacciante successo da parte dei pasdaran. Rispetto ai dati diffusi desta sospetto la quota dell'85% di votanti sui 46 milioni di accreditati e dell'enorme balzo in avanti delle preferenze al presidente uscente - 25 milioni - rispetto ai 17 milioni ottenuti nel secondo turno del 2005. Secondo esperti analisti del voto costituiscono ombre addirittura maggiori le alte percentuali riscontrate per lui nella capitale, dove la presenza studentesca e il ceto medio sono apertamente orientati per Moussavi, e lo scadente riscontro alle urne di quest'ultimo nella provincia dell'Azerbajan di cui è originario. Se i risultati diffusi diventano un palese inganno per l'elettorato s'è trattato d'una manovra goffa che potrà venir smascherata e che, secondo Leylaz, già sottosegretario all'Interno di Khatami e con lui sostiene Moussavi, si ritorcerà contro chi l'ha attuata perdendo totalmente ogni credibilità. Legittima sembra dunque la domanda "Dov'è il mio voto?" impressa sui cartelli che una marea di mani femminili e maschili agitava ieri mentre il leader riformista scippato appariva nel cuore della piazza con l'immancabile moglie Zahra al seguito e attorniato da guardie del corpo. Lì il quieto Moussavi ha ruggito proponendo una ripetizione della consultazioni che difficilmente Khamenei potrà riprendere in considerazione. A meno che...
Scontro politico non guerra civile
A meno che la già definita "terza rivoluzione iraniana" non produca effetti strabordanti che tramite contrapposizioni violente farebbero scorrere sangue fraterno e che vede presenti (e forse già usati) in strada i kalashnikov dei pasdaran, con conseguenze d'una pesante condizione sul fronte internazionale. L'ipotesi è lontana dalle finalità di ciascuna componente che ha nel campo del fondamentalismo sunnita, wahhabita e salafita, i propri fanatici nemici. E allora cosa si gioca in Iran in queste ore e cosa c'è dietro i due schieramenti contrapposti ? Ovunque c'è il popolo, più o meno abbiente (ma non ricco perché la grande ricchezza è di pochi) o diseredato che non vuole più essere massa di manovra per la politica dei soli proclami. Della triade "libertà, indipendenza, repubblica islamica" rivendicate sin dalla cacciata dello Shah sotto la guida della rivoluzione khomeinista, l'indipendenza nazionale sganciata dai gioghi imperialisti è l'unica conquista consolidata. L'Islam nella versione persiana, che è identitaria e per i fedeli sciiti costituisce un riscatto dalle mille vessazioni subite per secoli dai fratelli sunniti, si è realizzata secondo i princìpi del "governo del clero" voluti da Khomeini che hanno trasformato il Paese in una teocrazia. Condizione che oggi sta stretta a molti iraniani posti in affanno dallo strapotere di tanti ayatollah, anche se fra i "segnati da Dio" c'è qualche dissidente.
Quale futuro per il popolo
Sarebbe però sbagliato pensare che i malumori verso il clero si trasformino in rifiuto religioso. Il fronte laico, pur ampio soprattutto fra i giovani acculturati, non rinnega i valori dello sciismo perciò tutti gridano che "Dio è grande". Quel che appare a un numero cospicuo d'iraniani è il tradimento del concetto di vera libertà se il voto, come sembra, viene manipolato, se Ahmadinejad si comporta come il satrapo iracheno Saddam che egli stesso un tempo ha combattuto nella guerra del milione di morti, se i pasdaran da guardiani della rivoluzione si trasformano in squadracce della repressione. Il popolo appare tuttora il grande truffato da entrambe gli schieramenti per i quali in questi giorni s'infiamma. Alla demagogia, all'uso della forza con le milizie basij all'interno e l'aggressività in politica estera di Ahmadinejad - sostenuto da una parte del clero conservatore come l'ayatollah Mesbah-Yazdi ma non amato proprio da Khamenei per certe sue antiche uscite sul khomeinismo dei combattenti contro i "chierici imboscati" - fanno da contr'altare gli equivoci e vecchi politici corrotti come l'ex presidente Rafsdajani (uno degli uomini più ricchi del Paese grazie agli intrecci finanziari sostenuti con l'Occidente) che foraggiano Moussavi. Forse sono più costoro che l'idealista Khatami a tenere alta la bandiera verde del nuovo leader riformatore per una riedizione d'uno pseudo riformismo che se ricalcasse il passato non tornerebbe granché a vantaggio della popolazione sicuramente sul fronte economico.
Ecco allora quale potrebbe essere l'amara sorpresa per chi è nuovamente pronto a morire per la rivoluzione: scoprire che la giustizia sociale, culturale, dei costumi sono ancora lontane da venire. E l'ostacolo può celarsi nei brogli degli Ahmadinejad al pari dell'ambiguità dei Moussavi.
Fonte: http://www.youtube.com/user/hooman79 e http://www.aprileonline.info
IRAN, TEHRAN RIOTS - Election results protest. WHERE IS MY VOTE?
Molti cittadini iraniani avrebbero auspicato un cambiamento al potere, afferma il cittadino svizzero e iraniano Farsin Banki. Professore all'università di Teheran, Banki ritiene che i più grandi perdenti delle elezioni sono le donne e i giovani.
La situazione in Iran resta assai tesa dopo le proteste scoppiate a seguito della proclamazione dei risultati elettorali delle presidenziali, che hanno visto la contestata rielezione di Ahmadinejad. Il Consiglio dei Guardiani ha deciso di concedere il riconteggio dei voti, ma non l'annullamento delle elezioni.
swissinfo.ch: Come ha vissuto le elezioni presidenziali in Iran?
Farsin Banki: Oltre ai soliti filmati di propaganda, per la prima volta i candidati si sono affrontati apertamente nel quadro di confronti verbali, con toni anche duri. Questo tipo di discussione pubblica ha costituito una novità per l'Iran.
Tale nuovo elemento ha aumentato considerevolmente l'attesa per le elezioni: la popolazione desiderava sentire l'opinione dei candidati in merito al futuro del paese. Tra tutti gli iraniani che hanno seguito le trasmissioni durante la campagna, le aspettative erano assai elevate: proprio per questo motivo, l'esito scaturito dalle urne ha deluso molto.
swissinfo.ch: Vi sono voci secondo le quali le elezioni non si sono svolte correttamente. A livello politico vi sarebbero state manovre volte ad assicurare il potere ad Ahmadinejad. Quale è la sua opinione?
F.B.: La posizione ufficiale degli altri candidati alla presidenza e il parere di buona parte della popolazione è che le elezioni siano state manipolate. Secondo i vicintori, invece, tutto si è svolto regolarmente.
swissinfo.ch: Quali sono le reali possibilità che le elezioni vengano annullate, come richiesto dall'opposizione?
F.B.: Molti iraniani desiderano che vi sia un cambiamento alla guida del paese, ma questo scenario non è verosimile a corto termine. Si tratta infatti di un processo che richiederà molto tempo. A questo proposito, il candidato riformatore Hossein Mussavi ha dichiarato di aver eseguito la grande abluzione e la relativa preghiera: per gli sciiti, questo gesto si compie unicamente in casi speciali, ad esempio in preparazione al martirio.
Mediante questo atto simbolico, egli ha voluto sottolineare che perseguirà i propri obiettivi fino alla fine. Hossein Mussavi ha inoltre invitato i propri sostenitori ha comportarsi in modo pacifico e democratico, come avviene in Occidente.
Di regola, l'ayatollah Ali Khamenei si congratula con il vincitore delle elezioni in un discorso televisivo: questa volta non l'ha fatto, limitandosi a inviare una lettera ad Ahmadinejad. Non è ancora chiaro come si debba interpretare questo gesto. Stando ad alcuni, Khamenei si sarebbe visto costretto a dichiararsi d'accordo con il risultato delle elezioni. Alcuni organi del governo stanno attualmente cercando il dialogo con l'opposizione.
swissinfo.ch: Crede che vi saranno altre dimostrazioni di protesta?
F.B.: Sì. Ciononostante, si deve tenere presente che vi è una grossa differenza tra città e campagna, dove non vi è alcuna manifestazione di scontento. Vedremo fino a quando lo spirito dell'opposizione rimarrà nelle città.
L'opposizione iraniana è simile a quella svizzera: non aspira a un cambiamento radicale, bensì a un mutamento del potere rimanendo però nel quadro dell'attuale repubblica islamica.
swissinfo.ch: In che termini i media iraniani hanno riportato le proteste dell'opposizione dopo le elezioni?
F.B.: Non ne hanno praticamente parlato. Vige infatti una sorta di accordo tacito:gli organi di stampa si comportano come se nulla fosse successo. Eccezion fatta per una conferenza stampa tenuta dal presidente stesso, non sono state fornite ulteriori informazioni. I media si sono congratulati con Ahmadinejad per la vittoria e lo hanno festeggiato.
swissinfo.ch: In che misura è possibile confrontare il sistema politico Svizzero e quello iraniano?
F.B.: Non possono essere paragonati. Nella Confederazione, i cittadini hanno la possibilità di esprimersi su molteplici temi. L'Iran è una repubblica parlamentare – con un un parlamento eletto dal popolo – dove, a differenza della Svizzera, non esiste una vera e propria costellazione partitica. Vi sono dei gruppi, che non sono però ancora diventati veri partiti.
swissinfo.ch: Quali sono le conseguenze delle elezioni sulle relazioni Svizzera-Iran?
F.B.: Se Ahmadinejad resterà al potere, non vi sarà alcun cambiamento per quanto concerne le relazioni tra i due paesi. La Svizzera è rappresentante degli interessi statunitensi in loco: esercita quindi una funzione di mediazione.
Anche dal punto di vista dei rapporti tra l'Iran e gli altri paesi non vi sarebbero mutamenti. L'Occidente resta un nemico dichiarato, accusato di voler distruggere la tranquillità e l'ordine del paese. La novità è costituita dal fatto che il governo si dichiara disposto al dialogo.
swissinfo.ch: Stando ai media occidentali, sarebbero state soprattutto le donne ad auspicare un cambiamento di regime in Iran. Il movimento femminile diventerà più forte dopo la sconfitta?
F.B.: Il movimento femminile è reale, le donne scendono infatti in piazza accanto agli uomini. In Iran le donne hanno un ruolo fondamentale: Mehdi Karrubi, uno dei candidati dell'opposizione, aveva promesso di assegnare – in caso di elezione – un ministero a un esponente di sesso femminile.
In Iran, il candidato che riuscirà a dialogare con le donne avrà sicuramente ottime possibilità presso l'elettorato. Osservando le recenti elezioni, si può ben dire che i più grandi perdenti sono le donne e i giovani: questi ultimi – in buona parte disoccupati – rappresentano infatti il 30% della popolazione del paese.
swissinfo.ch, Eveline Kobler
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)
Fonte: http://www.youtube.com/user/hooman79
IRAN - LA PROTESTA INVADE IL WEB - FILMATI DEI CECCHINI RIPRESI DAI CELLULARI...
Il popolo del web va oltre i confini dell'Iran, oltre Teheran e le piazze, i marciapiedi, le strade che oggi accolgono la protesta di un popolo che si sente derubato della sua volontà democratica: «Dov'è il mio voto?». È quello che si domandano i giovani iraniani in tutto il mondo convinti che la rielezione di Mahmud Ahmadinejad sia la conferma che il loro voto per Mir Hossein Moussavi è andato perduto. Scomparso.
E allora manifestare sul web diventa l'unica soluzione alla censura. E un modo per rispondere anche al di fuori del Paese, per far sentire viva la propria volontà di elettore. I social network sono invasi dai messaggi, nascono blog, nuovi gruppi su Facebook, l'informazione si ramifica e invade le pagine di utenti di tutto il mondo.
Lo strumento più versatile si sta rivelando Twitter: il servizio internet di sms, che permette di aggiornare il proprio status attraverso messaggi di testo, è infatti quello che più facilmente sfugge alla stretta censura operata dal regime di Teheran sull'informazione online.
Già durante la mattinata di lunedì il governo aveva oscurato alcuni siti di quotidiani dell'opposizione e YouTube. In risposta hacker si erano ribellati alla decisione governativa manomettendo i siti dell'informazione ufficiale del governo iraniano.
Non solo social network. Ma anche i siti di quotidiani esteri vengono utilizzati come piattaforme da cui far esplodere la protesta. Decine di appelli si susseguono nello spazio dedicato ai commenti dal sito della Bbc. «Per favore, aiutateci», scrivono Laleh, Mahsa da Teheran e Sirwan da Sanandaj, nel Kurdistan iraniano. «Il mondo deve sapere che Ahmadinejad non è stato eletto da noi ma dai pasdaran (guardiani della rivoluzione) e da Khamenei», protesta un altro internauta.
Ma c'è anche chi rintuzza le critiche del governo americano alla scarsa trasparenza del voto in Iran. «L'America deve stare zitta, vi ricordate come Bush fu eletto la prima volta?», scrive una persona con il nickname «We The People».
Condanna da parte della Federazione internazionale dei giornalisti. Una dura condanna è stata espressa dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) per le minacce e le intimidazioni mosse dalle autorità di Teheran contro i giornalisti che coprono le manifestazioni di piazza in Iran. «La stampa internazionale è sotto pressione - afferma l'Ifj - con atti vessatori, inclusa la confisca del materiale e il divieto per i giornalisti di filmare le manifestazioni». In alcuni casi, prosegue l'organismo internazionale per la tutela della libertà di stampa, le autorità iraniane «hanno invitato i giornalisti a lasciare il Paese. Abbiamo anche saputo che il servizio radiotelevisivo della Bbc è stato vittima di un pesante sabotaggio elettronico».
Sabato, anche una troupe del Tg3 è rimasta coinvolta negli scontri avvenuti a Teheran tra la polizia e i sostenitori di Moussavi che protestavano per i risultati delle elezioni presidenziali. E nelle ultime ore molti «altri giornalisti sul terreno hanno riferito all'Ifj di aver ricevuto l'ordine di lasciare l'Iran non appena scadrà il loro visto, mercoledì prossimo». «Una deadline - osserva l'organismo con sede a Bruxelles - a cui devono ora far fronte gran parte degli inviati». (r.u.)
Fonte: http://www.youtube.com/user/neoumanesimo
ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!