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giovedì 19 aprile 2018

IL PRESIDENTE DONALD TRUMP, CONSIGLIATO MALE DAI SUOI COLLABORATORI E MILITARI, PROPRIO COME UN ANNO FA NELL'APRILE 2017, E' CADUTO NELLA TRAPPOLA DEI RIBELLI ANTI-ASSAD CHE INSIEME ALL'AIUTO DEI SERVIZI SEGRETI FRANCESI, HANNO ORCHESTRATO LA FARSA DELL'ATTACCO CHIMICO, FAKE NEWS CHE AVEVA L'INTENTO DI PROVOCARE LA REAZIONE DEGLI AMERICANI CHE PROPRIO TRE GIORNI PRIMA DEL FALSO ATTACCO CHIMICO AVEVANO ANNUNCIATO IL RITIRO DELLE TRUPPE DALLA SIRIA...IL PRESIDENTE MACRON COME IL SUO EX-COLLEGA SARKOZY, E' PARTE ATTIVA PERCHE' VUOLE PREDOMINARE IN NORD-AFRICA PER AMMINISTRARE LE MATERIE PRIME COME ORO, DIAMANTI, COLTAN E LE RISORSE PETROLIFERE ESCLUDENDO DALL'AREA GLI ALTRI PAESI EUROPEI, IN PRIMIS L'ITALIA (RICORDIAMO I MILIARDI DI EURO ANDATI IN FUMO, CONTRATTI STIPULATI TRA LE IMPRESE ITALIANE COME L'ENI, CON IL GOVERNO LIBICO POI STRACCIATI PER COLPA DELLA GUERRA SCATENATA, SEMPRE GRAZIE A FAKE NEWS ED ALLE PRIMAVERE ARABE CAUSATE E FOMENTATE AD ARTE DAI SERVIZI SEGRETI FRANCESI, DALL'OCCIDENTE E DALLA NATO CONTRO GHEDDAFI) IL PRESIDENTE LEGITTIMO ASSAD E' L'UNICO BALUARDO CONTRO IL CAOS, IL SOLO CAPACE DI MANTENERE UNA SIRIA UNITA, LAICA E TOLLERANTE CONTRO IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO! IN QUESTO CASO, VLADIMIR PUTIN CI HA VISTO GIUSTO!

FAKE NEWS SULLA SIRIA E SU ASSAD
 
La solita #FakeNews già dell'#Aprile2017 (primo lancio di 59 #missili da parte delle #ForzeArmate #Usa ordinato dall'allora neo-eletto Presidente #DonaldTrump contro la #Siria di #Assad) a distanza di un anno preciso ritorna riesumata a fare danni...#Trump è di nuovo caduto nella trappola tesa dai ribelli anti-Assad, guarda caso proprio tre giorni dopo l'annuncio dello stesso #tycoon sulla volontà di ritirare presto le truppe USA dal territorio Siriano! Pare che questa #farsa... sia stata montata ad arte dai #servizisegreti Francesi, già attivi e distruttivi con le loro fake nella #Libia di #Gheddafi e dunque già esperti nel manipolare cose e uomini per fornire ad hoc prove false contro il governo di #Damasco!!! In questo #Aprile2018 è necessario ora attivare tutti i canali diplomatici e fare pressing sull'#ONU per far terminare finalmente una #guerra sanguinosa che dura ormai da 7 anni...ricordiamoci che è solo grazie alle #primaverearabe fomentate dall'#occidente con in testa la #Francia, dobbiamo la nascita del #Califfato dell'#ISIS con tutti i morti causati non solo dalle guerre civili, ma anche dagli attentati compiuti in mezzo mondo negli ultimi 8 anni per non parlare dei milioni di #profughi che sono scappati dall'inferno della #guerrasanta in #Europa inceppando la macchina degli aiuti e dell'#accoglienza!!!
 
 

Il video di un presunto attacco chimico girato e diffuso da un gruppo ribelle jihadista può bastare a scatenare la guerra? Se pensiamo alla storia recente e alle immagini finte o contraddittorie emerse dal caos siriano la risposta  può essere soltanto no. Ecco cinque casi d’autore che c’impongono di dubitare e riflettere anziché seguire chi invita alla guerra contro la Siria di Bashar al Assad.
 
1) Febbraio 2003. Il segretario di Stato Usa Colin Powell si presenta davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu  per convincere il mondo a intervenire contro Saddam Hussein accusato di possedere arsenali chimici e biologici in grado di minacciare la comunità internazionale. Tra le altre prove esibisce le immagini di alcuni laboratori mobili utilizzati per spostare i gas e gli agenti nervini. I laboratori e i depositi di armi chimiche non verranno mai ritrovati. E alla fine gli Stati Uniti dovranno ammettere che la guerra a Saddam Hussein è stata lanciata sulla base d’informazioni d’intelligence sbagliate o manipolate. 
 2) Febbraio 2011. Pochi giorni dopo lo scoppio della rivolta anti Gheddafi televisioni e giornali di tutto il mondo pubblicano le foto di quelle che vengono definite fosse comuni utilizzate per seppellire le vittime della violenta repressione attuata dal regime. Pochi giorni dopo si scoprirà che quelle sono le immagini del cimitero di Sidi Habed. E che le presunte vittime della repressione sono un’invenzione della propaganda anti-regime orchestrata da  Al Jazeera  e dal Qatar di concerto con i gruppi jihadisti protagonisti della ribellione. Il tutto sotto gli occhi di una Francia ansiosa di trovare un pretesto per l’intervento.
 3)  Agosto 2016.  Le immagini del bambino Omran  fanno piangere il mondo. Il bimbo, si dice, è stato estratto dai cosiddetti Elmetti Bianchi dalle macerie della sua casa di Aleppo Est distrutta da una bomba russa. Le foto vengono diffuse dall’Aleppo Media Center, l’ufficio stampa  di Jabhat Al Nusra, la costola siriana di Al Qaida  che al tempo controlla quella zona della città. Ma i media internazionali  non ci fanno caso e danno per buona la storia. Dopo la liberazione di Aleppo dai ribelli, Mohamad  Kheir Daqneesh, il padre di Omran,  racconterà che i cosiddetti “Elmetti Bianchi”  gli strapparono  il figlio dalle braccia e, anziché portarlo all’ospedale, persero tempo a    fotografarlo e filmarlo.
 4) Siria (?) 2014  Il filmato di un bambino siriano che salva la sorellina dai colpi dei cecchini di Bashar Assad nonostante sia stato lui stesso ferito fa il giro del web raccogliendo milioni di commenti entusiastici.  A novembre il regista norvegese Lars Klevberg racconta di aver girato quel video a Malta usando il set del film “Il Gladiatore”,   alcuni attori professioni e qualche comparsa arruolata tra i rifugiati siriani. Proprio per dimostrare come in guerra realtà e finzione possono venir facilmente capovolte.
 5)  Aprile 2018.  Un video diffuso sabato 7 aprile  dai  ribelli di Jaysh Al Islam,   la fazione jihadista finanziata dall’Arabia Saudita  che in quei giorni controlla ancora la  città di Douma nella regione di Ghouta,  mostra le terribili conseguenze di un presunto attacco con agenti chimici messo a segno  poche ore prima  da  due elicotteri governativi. Da tempo però gira in rete un filmato in cui si vede come nelle scuole controllate dai  ribelli s’insegni  ai bimbi a mimare le conseguenze di un finto attacco chimico. Le immagini sono facilmente sovrapponibili. E ben difficilmente distinguibili. 
 
Il presidente USA Donald Trump ha attaccato la Siria  nella notte di Sabato 13 Aprile 2018 con una serie di bombardamenti aerei contro alcuni importanti siti strategici di armi chimiche controllati dal regime di Bashar al-Assad (qui puoi seguire tutti gli aggiornamenti).
L’intervento militare a guida USA, con il supporto delle forze aeree di Francia e Regno Unito, giunge in risposta all’attacco chimico di Douma di una settimana fa, che ha causato la morte di almeno 100 persone. Sui social media di tutto il mondo sono stati diffusi video falsi sull’attacco di sabato notte avvenuto in Siria da parte degli aerei statunitensi, francesi e britannici.
Tuttavia, come succede anche per altri eventi come per esempio quando si verificano attacchi terroristici, viene diffusa molta disinformazione, anche dai media.
Ecco alcuni dei video e delle immagini condivisi ampiamente su Twitter e Facebook che in realtà non corrispondono agli attacchi aerei avvenuti la notte del 13 aprile 2018 in Siria.

Non in Siria, ma in Ucraina: Il video più ampiamente condiviso, anche da grandi testate internazionali come NBC News, PressTV e Telemundo, presumibilmente mostra diversi missili che colpiscono obiettivi in Siria. Il video tuttavia non è stato girato durante gli attacchi aerei di sabato in Siria, ma in Ucraina. Il filmato è stato caricato per la prima volta nel febbraio 2015.

Per ulteriori approfondimenti con video integrali clicca qui sul link:

di Fabrizio Casari tratto da http://www.altrenotizie.org/

Senza lo straccio di una prova, senza nessuna verifica circa l’accertamento dei fatti e le responsabilità, senza nessuna certezza sul materiale chimico utilizzato e, con esso, sull’identità dell’eventuale possessore, gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco a base di missili Tomahawk sulla base militare siriana di Al Shayrat. Il Presidente Trump ha così avuto il suo “battesimo del fuoco”, rito di passaggio di ogni presidente statunitense che segna il passaggio dalla sua elezione all’assunzione effettiva di ruolo.
Stavolta è toccato alla Siria, il cui governo sembra effettivamente poco entrarci con le armi chimiche che hanno avvelenato decine di vittime. Ma non c’è nessuna prova che accusi le forze armate siriane dell’accaduto, che riferiscono invece di aver centrato con i loro aerei un deposito di armi dei terroristi jahidisti, dove evidentemente erano stoccate anche quelle chimiche.
Che l’Isis e le fazioni terroristiche facenti riferimento ad Al-Nusra dispongano di armi chimiche non è un segreto: gliele hanno fornite i turchi un anno fa su indicazione statunitense. Le hanno già usate in diverse occasioni, a Palmira come ad Aleppo, ma nel silenzio dei media occidentali che, del resto, tacciono anche sul flagello saudita su Sana’a e derubricano a incidente il massacro USA a Mosul. Come a dire che le vittime pesano a seconda di chi le fa.
Ma in guerra, come in politica, di fronte agli eventi domandarsi a chi giovano è esercizio ineliminabile se si vuole limitare i danni della propaganda. E anche in questo caso andrebbe fatto. E qui davvero non si comprende quale utilità avrebbe avuto Assad all’utilizzo di armi chimiche. In primo luogo la guerra in Siria è agli sgoccioli e l’alleanza tra Damasco e Mosca, con l’aiuto di Teheran e Hezbollah libanesi, ha praticamente vinto. Dunque perché provocare la comunità internazionale quando si sta già decidendo sede e composizione del tavolo della pace sulla Siria?
In secondo luogo: visto che la Siria ha dichiarato di aver inviato a suo tempo a Gioia Tauro tutte le armi chimiche siriane e che la Russia si è resa garante internazionalmente della moratoria sul loro uso, perché mai effettuare una sortita così goffa che distruggere la credibilità di Mosca e Damasco di fronte alla comunità internazionale? E tutto questo, ovvero un prezzo altissimo, sarebbe stato pagato per avere ragione di una casamatta dell’Isis in un paese senza particolare importanza, quando per la stessa presa di Aleppo, ben più importante strategicamente e politicamente, non è stato fatto?
Per sostenere la tesi dell’attacco aereo con armi chimiche su Khan Sheikhoun bisognerebbe ritenere che Assad sia stupido. Ma stupido non è. Lo fosse, non avrebbe resistito per anni e vinto una guerra con la quale tutto l’Occidente, in forma diretta e per procura con i terroristi islamici, ha tentato di spodestarlo. Damasco può semmai essere accusata di cinismo, di opportunismo, autoritarismo, ma certo non di stupidità.
La nuova crociata intrapresa si spiega con ragioni di politica interna statunitense, abilmente sollecitate. L’intenzione di Trump è di offrire spazio all'apparato militare statunitense per poter rafforzare una presidenza altrimenti già in crisi di credibilità, caratterizzata ogni giorno da licenziamenti, dimissioni e gaffes. L'apparato bellico statunitense, già in disaccordo con Obama sul mancato attacco in Siria, è il bastone indispensabile per Trump, l'unico in grado di bilanciare l'ostilità di CIA e FBI verso il tycoon, che deve quindi, in primo luogo, divincolarsi dalle accuse di collusione con Putin. In questa direzione va il licenziamento di Bannon, voluto dal falco McMaster: Trump cerca di acconsentire alle tesi guerrafondaie dei neocons, per cumulare forze utili a ridurre l’impatto dell’offensiva democratica, che punta a costruire le condizioni per arrivare in tempi rapidi all’impeachment.
Tutto ciò non esaurisce le motivazioni dietro all’ordine di attacco impartito ieri, vi sono anche ragioni di politica internazionale ancor più serie, non ultima quella di assegnare al presidente un profilo di uomo determinato, capace di sorvolare sulle ragioni della mediazione politica a favore del decisionismo. Le coincidenze non vanno mai sottovalutate. Trump attacca Damasco soprattutto per inviare un monito a Pechino.
Ospite del governo statunitense in Florida, il Presidente cinese è stato il vero destinatario del messaggio. Il riferimento è al nuovo equilibrio di forze che Trump chiede alla Cina. Un avvertimento forte circa la Corea del Nord, sul quale Washington la ritiene non sufficientemente attiva nel controllo e poco trasparente nelle sue intenzioni.
Quello che Trump vuole è un sostanziale reset del quadro delle relazioni con i cinesi, che comprenda la disputa sul Mar della Cina, il destino di Taiwan e, appunto, la soluzione della questione spinosa di Pyongyang. In cambio di questo offre l’apertura di relazioni commerciali prive delle logiche protezionistiche che si vorrebbero imporre al resto del mondo. L’Asia, i suoi immensi mercati, il suo ruolo geostrategico sono l’essenza della visione di politica estera della Casa Bianca e raggiungere un accordo con la Cina che veda gli Stati Uniti come dominus nell’area è il suo vero indirizzo strategico in politica estera.
Le reazioni russe all’attacco sono state dure, ma si sono fermate allo scontro politico e diplomatico, almeno per ora. Ha sospeso il memorandum con la coalizione a guida americana per la prevenzione degli incidenti e la garanzia della sicurezza dei voli ed ha annunciato che rafforzerà la difesa aerea siriana e chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Nella valutazione di Mosca pesa la sostanza militare dell’operazione, davvero per ora assai limitata. Il bombardamento ha colpito una base militare già evacuata, nessun missile ha colpito Damasco né obiettivi politici. Si può quindi definire l’azione militare una iniziativa che, sebbene rischi di innescare conseguenze gravi – resta comunque un gesto a carattere sostanzialmente dimostrativo.
La valutazione di Putin è che l’offensiva politica e diplomatica occidentale contro Mosca tende a stroncare sul nascere il clima di dialogo tra Putin e Trump. In questo senso pur muovendo le pedine politico-diplomatiche si guarda bene dall’incrementare lo scontro, consapevole che l’obiettivo strategico è quello di riportare il dialogo con Washington ad un livello che consenta il definitivo sdoganamento di Mosca nel grande risiko internazionale.
Obiettivo però ostacolato in diversi modi e da diverse forze. Gli interessi in gioco sono enormi e vanno da quelli del Pentagono, che senza la “minaccia russa” vedrebbe una diminuzione effettiva del suo ruolo e, in conseguenza, del budget per la Difesa. Ci sono poi gli interessi europei, tedeschi in testa, che puntano al rafforzamento della tensione con Mosca utilizzando la Crimea, l’Ucraina e le accuse di ingerenze russe nelle elezioni europee.
Parigi è interessata ad uno scontro politico aperto con Putin nella speranza che nell’attuale campagna elettorale francese questo possa danneggiare Marine Le Pen, che di Putin è estimatrice, mentre alla Germania giova un clima di tensione crescente con la Russia. Nella strategia tedesca c’è l’intenzione di candidare Berlino a un ruolo di garante politico verso i paesi dell’ex Patto di Varsavia.
La Germania pensa in sostanza di poterne rappresentare uno scudo politico e militare, prefigurando una sorta di suo protettorato verso Est e, in questa veste, disporre di una interlocuzione esclusiva con Mosca, bypassando la stessa UE, che considera un problema e non una soluzione.
Vedremo quali saranno gli sviluppi nelle prossime ore. Nel frattempo si può solo registrare come l’attacco alla Siria non abbia nulla a che vedere con la sorte delle vittime, a maggior ragione in un paese dove la guerra scatenata dall’Occidente in cinque anni ha lasciato sul terreno 270.000 morti di cui 14.000 bambini e mezzo milione di profughi. E’ solo il teatro cinico ed ipocrita di una colossale fake news avente come oggetto il tentativo disperato d’invertire le sorti del campo di battaglia, nella speranza di fermare una storia già scritta, quella della sconfitta occidentale in Siria.

giovedì 29 marzo 2018

NICOLAS SARKOZY DOVREBBE ESSERE PROCESSATO AL TRIBUNALE SPECIALE DELL'AIA CON L'ACCUSA DI AVER FOMENTATO CRIMINI CONTRO L'UMANITA' - IN TEMPI NON SOSPETTI GIA' DAL 2011, ANNO DELL'INIZIO DELLA GUERRA UNILATERALE CONTRO LA LIBIA DI GHEDDAFI SCATENATA DALLA FRANCIA DI SARKOZY, NOI DEL BLOG MITROKHIN CI SI SCAGLIAVA CONTRO L'ALLORA PRESIDENTE FRANCESE REO DI AVER DESTABILIZZATO L'INTERO NORD-AFRICA (GRAZIE A LUI E ALLA NATO E' NATA L'ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA ISIS CHE HA DATO VITA AL CALIFFATO) FACENDO POLVERIZZARE MILIARDI DI DOLLARI ALLE IMPRESE ITALIANE COME ENI CHE AVEVANO STRETTO RELAZIONI CONTRATTUALI GRAZIE AGLI ACCORDI TRA IL GOVERNO LIBICO E QUELLO ITALIANO! UNA GUERRA DEVASTANTE CHE HA CAUSATO DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI E FERITI, MILIONI DI PROFUGHI CHE DALLA LIBIA, PROVENIENTI DA TUTTO IL NORD-AFRICA IN GUERRA, DAL 2011 AL 2018 IN SOLI 7 ANNI SI SONO RIVERSATI IN EUROPA MA SOPRATTUTTO IN ITALIA, DOVE ALTRETTANTI MIGLIAIA DI MIGRANTI SONO MORTI DURANTE LE TRAVERSATE SUL MEDITERRANEO STIPPATI COME BESTIE SU PICCOLI GOMMONI O VECCHI PESCHERECCI DI FORTUNA, SFRUTTATI E SCHIAVIZZATI DAGLI SCAFISTI CHE IN 7 ANNI SI SONO ARRICCHITI SULLA PELLE DELLA POVERA GENTE...TUTTO QUESTO GRAZIE A SARKOZY!!!



NICOLAS SARKOZY DEVRAIT ÊTRE TRAITÉS A LA COUR SPÉCIALE AVEC LA HAYE sur des accusations de fomenter CRIMES CONTRE L'HUMANITE « - PAS EN TEMPS soupçonnez déjà » à partir de 2011, LE DÉBUT DE LA GUERRE ANNÉE UNILATÉRAL CONTRE LA LIBYE KADHAFI LA NATURE DE LA FRANCE SARKOZY, NOUS BLOG Mitrokhin CI fulminé contre FRANÇAIS PRESIDENT ALORS VOUS AVEZ REO déstabilisé l'AFRIQUE dU NORD ENTIER (MERCI dE LUI ET l'OTAN ET N « A l'ORGANISATION TERRORISTE ISIS VIE à califat DONNANT) DOING pulvérisez MILLIARDS DOLLARS POUR LES ENTREPRISES eN TANT QUE italien ENI LES RELATIONS DÉTROIT ONT EU MERCI dU CONTRAT AUX ACCORDS ENTRE LE GOUVERNEMENT ET lA LIBYE italien! UNE GUERRE dévastant DONNE LIEU A DES DIZAINES DE MORT ET BLESSES EN MILLIERS, DE REFUGIES EN MILLIONS DE LIBYE, DE TOUTE L'AFRIQUE DU NORD EN GUERRE DE 2011 À 2018 EN 7 ANS SEULEMENT EN EUROPE POURED MAIS SURTOUT EN ITALIE, OU dES MILLIERS GRAND NOMBRE dE MIGRANTS ONT MORTS AU COURS dES pASSAGES sUR lA MÉDITERRANÉE STIPPATI COMME BÊTES sUR gonflables PETITS VIEUX BATEAUX dE PÊCHE dE cHANCE ET Exploited réduits en esclavage par les trafiquants QU'EN 7 ANS ONT CONCENTRÉ SUR lA PEAU dES GENS pAUVRES ... TOUT CE MERCI M. Sarkozy!!!
5 MILIONI DI EURO VERSATI NELLE CASSE DI SARKOZY DA GHEDDAFI

NICOLAS SARKOZY DOVREBBE ESSERE PROCESSATO AL TRIBUNALE SPECIALE DELL'AIA CON L'ACCUSA DI AVER FOMENTATO CRIMINI CONTRO L'UMANITA' - IN TEMPI NON SOSPETTI GIA' DAL 2011, ANNO DELL'INIZIO DELLA GUERRA UNILATERALE CONTRO LA LIBIA DI GHEDDAFI SCATENATA DALLA FRANCIA DI SARKOZY, NOI DEL BLOG MITROKHIN CI SI SCAGLIAVA CONTRO L'ALLORA PRESIDENTE FRANCESE REO DI AVER DESTABILIZZATO L'INTERO NORD-AFRICA (GRAZIE A LUI E ALLA NATO E' NATA L'ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA ISIS CHE HA DATO VITA AL CALIFFATO) FACENDO POLVERIZZARE MILIARDI DI DOLLARI ALLE IMPRESE ITALIANE COME ENI CHE AVEVANO STRETTO RELAZIONI CONTRATTUALI GRAZIE AGLI ACCORDI TRA IL GOVERNO LIBICO E QUELLO ITALIANO! UNA GUERRA DEVASTANTE CHE HA CAUSATO DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI E FERITI, MILIONI DI PROFUGHI CHE DALLA LIBIA, PROVENIENTI DA TUTTO IL NORD-AFRICA IN GUERRA, DAL 2011 AL 2018 IN SOLI 7 ANNI SI SONO RIVERSATI IN EUROPA MA SOPRATTUTTO IN ITALIA, DOVE ALTRETTANTE MIGLIAIA DI MIGRANTI SONO MORTI DURANTE LE TRAVERSATE SUL MEDITERRANEO, STIPPATI COME BESTIE SU PICCOLI GOMMONI O VECCHI PESCHERECCI DI FORTUNA, SFRUTTATI E SCHIAVIZZATI DAGLI SCAFISTI CHE IN 7 ANNI SI SONO ARRICCHITI A DISMISURA SULLA PELLE DELLA POVERA GENTE...E TUTTO QUESTO SOLO GRAZIE A SARKOZY ED ALLA NATO COMPLICE!
NICOLAS SARKOZY HA COMMESSO CRIMINI CONTRO L'UMANITA'
GHEDDAFI AVEVA FINANZIATO SEGRETAMENTE LA CAMPAGNA
ELETTORALE DI SARKOZY CON UN VERSAMENTO SEGRETO
DI 5 MILIONI DI EURO IN CAMBIO DI FAVORI CHE IL PRESIDENTE
FRANCESE NON HA MANTENUTO E PER NON RESTITUIRE I SOLDI
HA PRESO LA PALLA AL BALZO PER SCATENARE UNA GUERRA!!!
AVIDO, EGOCENTRICO, SENZA SCRUPOLI E SENZA RIMORSI: ANCHE LE
DEMOCRAZIE POSSONO AVERE IN SENO CRIMINALI PEGGIORI DEI
DITTATORI CHE SI VORREBBE COMBATTERE! SARKOZY E' UN CRIMINALE!!!
Ecco chi è Nicolas Sarkozy
 
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
Nicolas Sarkozy
Flickr - europeanpeoplesparty - EPP Summit October 2010 (105).jpg

23º Presidente della Repubblica francese
Durata mandato 16 maggio 2007 –
15 maggio 2012
Capo del governo François Fillon
Predecessore Jacques Chirac
Successore François Hollande

Ministro dell'Interno
Durata mandato 7 maggio 2002 –
30 marzo 2004
Capo del governo Jean-Pierre Raffarin
Predecessore Daniel Vaillant
Successore Dominique de Villepin

Durata mandato 2 giugno 2005 –
26 marzo 2007
Predecessore Dominique de Villepin
Successore François Baroin

Ministro delle finanze della Repubblica francese
Durata mandato 31 marzo 2004 –
29 novembre 2004
Capo del governo Jean-Pierre Raffarin
Predecessore Francis Mer
Successore Hervé Gaymard

Coprincipe di Andorra
Durata mandato 16 maggio 2007 –
15 maggio 2012
Predecessore Jacques Chirac
Successore François Hollande

Dati generali
Partito politico I Repubblicani
Professione avvocato
Firma Firma di Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy d'Andorra
S.E. Coprincipe d'ufficio del
Principato di Andorra
In carica 6 maggio 2007 - 15 maggio 2012
Incoronazione 16 maggio 2007
Predecessore Jacques Chirac d'Andorra
Successore François Hollande d'Andorra
Nome completo Nicolas Sarkozy
Altri titoli Presidente della Repubblica francese
Nascita Parigi, 28 gennaio 1955 (63 anni)
Religione Cattolicesimo
Nicolas Paul Stéphane Sárközy de Nagy-Bócsa[1], conosciuto semplicemente come Nicolas Sarkozy ([nikɔla saʁkɔzi] pronuncia[?·info]) (Parigi, 28 gennaio 1955) è un politico e avvocato francese.
È stato il ventitreesimo presidente della Repubblica francese, dal 16 maggio 2007 al 15 maggio 2012. In precedenza era stato ministro delle finanze durante il 2004 e due volte ministro dell'interno, tra il 2002 e il 2004 e poi dal 2005 al 2007.
In quanto capo di Stato francese è stato anche, d'ufficio, uno dei due coprincipi di Andorra, gran maestro della Legion d'onore e protocanonico d'onore della Basilica di San Giovanni in Laterano.
È stato il primo presidente francese nato da genitori di origine straniera nonché il primo ad esser nato dopo la fine della seconda guerra mondiale.
È figlio di Paul Sarkozy (nato Pál István Ernő Sárközy de Nagy-Bócsa), un aristocratico ungherese naturalizzato francese, e di Andrée Mallah (Andrée Jeanne "Dadu" Mallah), figlia di un medico ebreo sefardita di Salonicco convertito al Cristianesimo e di una cattolica francese. È stato cresciuto dalla madre, lasciata dal padre, il quale si è poi risposato ed è andato a vivere negli Stati Uniti.[2]
Si laurea in legge con una specializzazione in diritto privato e in scienze politiche all'Università di Paris X - Nanterre. Continua i suoi studi all'Institut d'études politiques de Paris, ma non riesce a raggiungere il diploma di perfezionamento anche a causa dei cattivi risultati ottenuti in lingua inglese[3]. Avvocato dal 1981, socio fondatore dello studio legale associato Leibovici-Claude-Sarkozy creato nel 1987, poi socio fino al maggio 2007 dello studio Arnaud Claude - Nicolas Sarkozy dal maggio 2002.
Nel 1982 si sposa con Marie-Dominique Culioli. Hanno due figli: Pierre (1985), un produttore di rap e Jean (1986), un politico.
Nel 1984 incontra Cécilia Ciganer-Albéniz che sposa nel 1996, da questa unione nasce Louis (1997). Nel 2010 il figlio Jean lo rende nonno per la prima volta.
Nel 2008 si sposa in terze nozze con la modella, cantautrice e attrice italiana naturalizzata francese Carla Bruni. Hanno una figlia, Giulia, nata nel 2011, la quarta per il presidente[4][5].

Candidato alle elezioni presidenziali del 2007[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2007 alla Porte de Versailles a Parigi ottiene, con una votazione plebiscitaria (98,1% dei 233.779 votanti con un tasso di partecipazione del 69,06%), l'investitura del suo partito alla candidatura alle elezioni presidenziali del 2007. Al primo turno raccoglie 11.448.663 voti (31,18%).[7] Entra quindi nel ballottaggio del 6 maggio con la candidata socialista Ségolène Royal, che ha 9.500.112 voti (25,87%).
Il 6 maggio 2007 è eletto presidente con 53,06% dei voti. È il 23º Presidente della Repubblica Francese.

2007-2012: presidenza della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Sin dai primi giorni del suo mandato, Sarkozy ha dimostrato un'inedita originalità politica. Ha aperto il governo ad alte personalità dell'area socialista affidando loro ministeri o missioni internazionali. Per esempio ha proposto la candidatura di Dominique Strauss-Kahn alla presidenza del Fondo Monetario Internazionale. Nei primi due mesi di presidenza è apparso ben tre volte in televisione per lunghe interviste. Ha annunciato che finché sarà Presidente non ci saranno amnistie o grazie collettive né per i detenuti né per gli automobilisti multati, come era solito succedere in occasione dell'elezione di un nuovo Presidente e del 14 luglio, festa nazionale. Per la sua iperattività è stato soprannominato da amici e avversari "Supersarko".
La "rupture" sarkozysta ha preso subito piede all'Eliseo. Ad esempio, il primo ministro da lui nominato il 17 maggio 2007, François Fillon, ha formato un governo inizialmente di quindici ministri, di cui sette di sesso femminile, e quattro segretari di Stato. In vista delle elezioni legislative del giugno successivo, Sarkozy ha annunciato che si sarebbe proceduto: 1) alla sostituzione di tutti quei ministri che, se candidati, non fossero riusciti a farsi eleggere all'Assemblée Nationale; 2) alla nomina di ulteriori segretari di Stato, alcuni dei quali di estrazione socialista. Ambedue le cose si sono verificate puntualmente.
Fin dall'inizio, modifica strutturalmente la politica estera del governo nei confronti degli Stati Uniti, che era giunta alle soglie dei ferri corti sotto la presidenza Chirac, tanto che il nuovo presidente viene spesso chiamato l'Americano per le sue posizioni filo-USA piuttosto inconsuete in Francia.[8]
Il 25 giugno 2007, indice una riunione di lavoro, che porta alla definizione di una strategia immediata e concreta, per affrontare la catastrofica emergenza umanitaria che investe la regione sudanese del Darfour, (nei colloqui tenutisi il 20 luglio 2007, con il nuovo primo ministro britannico Gordon Brown, ha ribadito la sua ferma e determinata volontà di porre un freno a questa disastrosa situazione, ragionando con lo stesso primo ministro, per un piano comune da presentarsi in sede di nazioni unite).
Il 9 luglio 2007, rompendo ogni protocollo, si autoinvita alla riunione Ecofin (riunione dei ministri dell'economia dell'eurogruppo) per negoziare personalmente un rientro meno immediato della Francia, negli stringenti parametri di Maastricht, da ritardarsi, causa l'ambizioso piano di rilancio fiscale, che il presidente intende approvare nei suoi primi cento giorni di mandato.
Il 18 luglio 2007, ha insediato un'altra creatura della sua presidenza di "rupture": un comitato di saggi presieduto dall'ex primo ministro Édouard Balladur, con l'incarico di formulare una proposta di riforma costituzionale. Tra i componenti del comitato, alcuni esponenti del Partito Socialista come Jack Lang, Guy Carcassonne, Olivier Duhamel e Olivier Schrameck. La riforma sarà approvata dal Congresso[9] nel luglio 2008, con soli due voti di maggioranza, fra cui quello dello stesso Jack Lang.
Il 24 luglio 2007, un aereo di Stato ha ricondotto a Sofia cinque infermiere bulgare e un medico palestinese, rinchiusi per anni nelle prigioni libiche con l'accusa di aver contagiato 400 bambini. Sotto la regia della delegazione europea e con lo sprint finale impresso da Sarkozy e dalla moglie Cécilia, la condanna alla pena capitale è stata convertita nel rimpatrio e in una pena da scontare in istituti di reclusione bulgari. Il governo bulgaro, una volta rientrati in patria i propri connazionali, si è affrettato a graziarli.
Nel novembre dello stesso anno la riforma delle pensioni proposta da Sarkozy, che puntava a innalzare da 37,5 a 40 anni l'anzianità necessaria per circa 500 mila lavoratori, fra i quali i dipendenti della Société nationale des chemins de fer, della Régie autonome des transports parisiens, di Électricité de France e di Gaz de France, provocò il più grande sciopero generale dal 1995.
Il 20 dicembre 2007, dopo un vertice a tre, con il presidente del consiglio italiano Romano Prodi, e il primo ministro di Spagna José Luis Rodríguez Zapatero, svoltosi nella sala Adriana a Roma, prende ufficialmente corpo l'ambizioso progetto dell'Unione per il Mediterraneo, punto di forza dell'azione propositiva di Sarkozy, sin dal suo insediamento all'Eliseo.
In seguito alle proteste tibetane contro le Olimpiadi di Pechino del 2008 si è detto favorevole a boicottarne la cerimonia d'apertura, senza avere però grande sostegno internazionale.[10]
Nel luglio 2008 dichiara di essere disposto a concedere l'estradizione della terrorista Marina Petrella (appartenente alle Brigate Rosse e già condannata all'ergastolo per omicidio) ma solo a patto che il Governo italiano le conceda la grazia per motivi di salute; la première dame Carla Bruni si è associata alla richiesta. A queste dichiarazioni ed alla richiesta della grazia si sono opposte numerose vittime del terrorismo, tra cui Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio Bachelet, Andrea Casalegno, figlio di Carlo Casalegno, Roberto della Rocca, dell'Associazione Italiana vittime del terrorismo, Paolo Bolognesi dell'Unione vittime delle stragi, Antonio Iosa. Il 12 ottobre 2008 Sarkozy ha annullato il decreto di estradizione, ufficialmente per "ragioni umanitarie", garantendo di fatto l'asilo politico alla donna e concludendo la sua vicenda giudiziaria.
Nel 2011 è tra i più forti sostenitori dell'intervento militare in Libia, durante la guerra civile libica. Nel suo libro "Hard Choices" Hillary Rodham Clinton ex segretario di stato americano spiega che il governo italiano guidato da Silvio Berlusconi, testuali parole: "...aveva ragioni da vendere sulla crisi libica mentre proprio Nicolas Sarkozy e con lui Obama avevano torto marcio...". La Clinton ricorda che al vertice di Parigi del marzo 2011 Berlusconi tentò di fermare l'attacco unilaterale alla Libia ipotizzato da Sarkozy. Berlusconi si sarebbe poi piegato all'operazione solo perché arrivò il via libera dagli USA. Secondo la rivista Aeronautica & Difesa (nº333 luglio 2014 pg. 21) la concessione all'uso delle basi e la collaborazione italiana fu dovuta al fatto che l'intelligence italiana aveva scoperto che i caccia francesi avevano come primo obiettivo la distruzione degli interessi italiani e quelli petroliferi soprattutto presenti in Libia.

Candidato alle presidenziali del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 aprile 2012 il presidente francese esce sconfitto dal primo turno nelle elezioni francesi per la corsa verso la presidenza. È la prima volta, nella storia di Francia, che un presidente uscente viene sconfitto al primo turno dallo sfidante[11]. Sarkozy ha ottenuto il 27% dei voti. Il suo sfidante Hollande il 28.6%[12].
Il 6 maggio 2012 perde anche il secondo turno delle elezioni presidenziali a favore dell'ex segretario socialista Francois Hollande, Sarkozy infatti ottiene il 48,3% dei voti contro il 51,6% raccolto da Hollande.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2014 Nicolas Sarkozy è stato posto in stato di fermo negli uffici di custodia cautelare di Nanterre, dove si era recato per essere ascoltato dai magistrati per un caso di corruzione. È la prima volta che un ex capo di Stato francese subisce tale procedura. Al termine di 15 ore di fermo, la Procura nazionale per i reati finanziari ha messo in stato di accusa Sarkozy per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio in Cassazione. Il 20 marzo 2018 è stato arrestato e rilasciato dopo ore 25. [13].

Il ritorno in politica[modifica | modifica wikitesto]

Torna in politica alla guida della coalizione Ump-Udi per le elezioni provinciali di fine marzo 2015 vincendo il primo turno con il 29,4% dei voti rispetto al 25,19% di Marine Le Pen mentre i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%.[14] La settimana seguente stravince anche il secondo turno conquistando 70 dipartimenti su 101 contro la trentina dei socialisti; mai nella Quinta repubblica la destra aveva raggiunto un risultato del genere.[15]
Si candida nel 2016 alle primarie dei Les Républicains per le Elezioni presidenziali in Francia del 2017, ma con il 20,7 % delle preferenze si classifica terzo, non prendendo parte al ballottaggio, vinto da François Fillon.

mercoledì 28 marzo 2018

조중친선을 새로운 높은 단계에로 추동한 력사적인 사변 - 북한의 위대한 지도자는 중국에 대한 위대한 역사적인 외교 방문 인 평화와 진보를 위해 일합니다. 한반도는 수년 동안 평화와 번영의 밝은 미래, 최고 지도자의 근속 기간 및 중국 공산주의의 장수에 직면 해 있습니다. 그리고 한국인 ...


경애하는 최고령도자 김정은동지께서

중화인민공화국을 비공식방문하시였다

 
 
중국 대통령과 최고 지도자

 중국 대통령과 최고 지도자
 
조선로동당 위원장이시며 조선민주주의인민공화국 국무위원회 위원장이신 우리 당과 국가, 군대의 최고령도자 김정은동지께서 중국공산당 중앙위원회 총서기이며 중화인민공화국 주석이며 중앙군사위원회 주석인 습근평동지의 초청으로 주체107(2018)년 3월 25일부터 28일까지 중화인민공화국을 비공식방문하시였다.
경애하는 최고령도자동지를 모시고 리설주녀사께서 동행하였으며 조선로동당 중앙위원회 정치국 상무위원회 위원이며 조선민주주의인민공화국 국무위원회 부위원장이며 당중앙위원회 부위원장인 최룡해동지와 조선로동당 중앙위원회 정치국 위원이며 당중앙위원회 부위원장들인 박광호동지, 리수용동지, 김영철동지, 조선로동당 중앙위원회 정치국 위원이며 외무상인 리용호동지, 조선로동당 중앙위원회 부부장들인 조용원동지, 김성남동지, 김병호동지, 조선민주주의인민공화국 국무위원회 성원들이 수행하였다.
중국의 당 및 국가령도자들은 오랜 력사적뿌리를 가지고있는 전통적인 조중친선을 새 시기의 요구에 맞게 새로운 높은 단계에로 더욱 계승발전시키기 위하여 력사적인 첫 중국방문의 길에 오르신 경애하는 최고령도자동지를 열렬히 환영하고 최대의 성의를 다하여 극진히 환대하였다.
중국 대통령과 최고 지도자
경애하는 최고령도자동지께서 타신 특별렬차가 중화인민공화국의 국경도시 단동에 도착하자 역에서 중국공산당 중앙위원회 대외련락부장 송도동지, 료녕성당위원회 서기 진구발동지, 중국철도총공사 총경리 륙동복동지, 주조 중화인민공화국 특명전권대사 리진군동지, 료녕성당위원회 상무위원, 비서장 류환흠동지, 단동시당위원회 서기 갈해응동지가 맞이하였다.
경애하는 최고령도자동지께와 리설주녀사께 녀성들이 향기그윽한 꽃다발을 삼가 드리였다.
경애하는 최고령도자동지께서는 송도동지일행이 불원천리하여 수도로부터 멀리 떨어진 국경도시까지 마중나온데 대하여 사의를 표시하시였다.
송도동지는 습근평동지의 위임에 따라 베이징으로부터 왔다고 하면서 존경하는 김정은동지와 리설주녀사의 중국방문을 열렬히 환영한다고 말하였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서는 26일 중화인민공화국의 수도 베이징에 도착하시였다.
화창한 봄기운이 완연하고 뜨거운 친선의 정과 환영의 분위기가 베이징역에 감돌고있었다.
중국공산당 중앙위원회 정치국 상무위원회 위원이며 당중앙위원회 서기처 서기인 왕호녕동지와 중국공산당 중앙위원회 정치국 위원이며 서기처 서기이며 당중앙위원회 판공청 주임인 정설상동지, 중국공산당 중앙위원회 대외련락부장 송도동지, 중국철도총공사 총경리 륙동복동지, 주조 중화인민공화국 특명전권대사 리진군동지가 영접하였다.
환영곡이 울리는 가운데 경애하는 최고령도자 김정은동지께서 리설주녀사와 함께 렬차에서 내리시자 녀성들이 향기그윽한 꽃다발을 삼가 드리였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서는 마중나온 중국의 당과 정부간부들과 따뜻한 인사를 나누시였다.
북한과 중국 대표단
경애하는 최고령도자동지께서와 리설주녀사께서 타신 자동차행렬은 21대 모터찌클의 호위를 받으며 낚시터국빈관으로 향하였다.
경애하는 최고령도자동지께서 숙소에 도착하시자 녀성종업원들이 꽃다발을 삼가 드리고 열광적으로 환영하였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지의 력사적인 중국방문을 환영하는 의식이 인민대회당에서 성대히 거행되였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지와 습근평동지사이의 회담이 진행되였다.
경애하는 최고령도자동지께 회담이 끝난 후 습근평동지와 팽려원녀사가 성의껏 마련한 선물들을 드리였다.
경애하는 최고령도자동지께서는 이에 사의를 표하시였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지의 중국방문을 열렬히 환영하여 습근평동지가 인민대회당에서 성대한 연회를 마련하였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서는 27일 중국과학원에서 중국공산당 제18차대회이후 이룩한 혁신적인 성과들을 보여주는 전시장을 돌아보시였다.
조선로동당 중앙위원회 정치국 상무위원회 위원이며 조선민주주의인민공화국 국무위원회 부위원장이며 당중앙위원회 부위원장인 최룡해동지와 당중앙위원회 부위원장들인 박광호동지, 리수용동지, 김영철동지, 외무상 리용호동지를 비롯한 수행원들이 동행하였다.
중국공산당 중앙위원회 정치국 상무위원회 위원이며 당중앙위원회 서기처 서기인 왕호녕동지와 중국공산당 중앙위원회 정치국 위원이며 서기처 서기이며 당중앙위원회 판공청 주임인 정설상동지, 중국공산당 중앙위원회 정치국 위원이며 베이징시당위원회 서기인 채기동지, 중국공산당 중앙위원회 대외련락부장 송도동지가 함께 돌아보았다.
경애하는 최고령도자동지께서는 핵물리, 우주공간, 농업, 에네르기 등 자연과학기술분야에서 거둔 성과들에 대한 해설을 들으시며 전시물들을 돌아보시였다.
경애하는 최고령도자동지께서는 참관을 기념하여 위대한 린방인 중국의 강대함을 알수 있다. 중국공산당의 현명한 령도하에 더 훌륭한 과학의 성과를 달성하게 될것이다. 김정은. 2018. 3. 27》이라는 친필을 남기시였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서와 리설주녀사께서는 이날 낚시터국빈관 양원재에서 습근평동지와 팽려원녀사가 마련한 오찬에 초대되시였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서는 오찬을 마치신 후 습근평동지와 작별의 인사를 나누시였다.
각각의 부인과 중국과 북한 대통령
한편 수행원들은 세계문화유적의 하나인 천단공원도 참관하였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지께서는 27일 오후 중화인민공화국에 대한 비공식방문을 성과적으로 마치시고 베이징을 떠나시였다.
경애하는 최고령도자동지를 베이징역에서 중국공산당 중앙위원회 정치국 상무위원회 위원이며 당중앙위원회 서기처 서기인 왕호녕동지와 중국공산당 중앙위원회 정치국 위원이며 서기처 서기이며 당중앙위원회 판공청 주임인 정설상동지, 중국공산당 중앙위원회 대외련락부장 송도동지가 환송하였다.
경애하는 최고령도자동지를 중국공산당 중앙위원회 대외련락부장 송도동지, 중국철도총공사 총경리 륙동복동지, 주조 중화인민공화국 특명전권대사 리진군동지가 단동역까지 동행하여 바래워드리였다.
경애하는 최고령도자동지께서는 단동역을 떠나시면서 방문기간 따뜻한 동지적우의와 친선의 정을 담아 최대의 성의를 다해 극진히 환대해준 습근평동지에게 감사전문을 보내시였다.
경애하는 최고령도자 김정은동지의 중화인민공화국에 대한 비공식방문은 조중 두 나라 로세대령도자들에 의하여 마련된 자랑스러운 력사와 전통을 대를 이어 계승해나가며 사회주의위업을 위한 성스러운 공동투쟁에서 맺어진 친선적인 조중관계를 보다 새로운 높은 단계에로 확대발전시켜나가는데서 중대한 계기로 되였다.

본사정치보도반
 

북한과 중국의 국영 통신사들은 북한의 독재자 김 종 -과 사이 핑핑 (Xi Jinping)이 이번 주 초 베이징에서 만났음을 시사했다 - 북한과 중국의 대통령 사이의 위대하고 역사적인 외교 회의, 세계 평화는 ! 두 한국, 일본, 중국의 선진국과 평화! - Dopo giorni di ipotesi, le agenzie di stampa di stato della Corea del Nord e della Cina hanno confermato che il Presidente NordCoreano Kim Jong-Un ed il Presidente Cinese Xi Jinping si sono incontrati a Pechino all’inizio di questa settimana (da Lunedi' 26 Marzo 2018 a Mercoledi' 28 Marzo 2018) rientro a Pyongyang previsto nella serata stessa di Mercoledi' 28 Marzo!

TUTTLE FOTO DELLA STORICA VISITA
DI KIM JONG UN IN CINA,
CLICCA QUI: FOTO
 
북한과 중국의 대통령 사이의 위대하고 역사적인 외교 회의
공식 확인은 블룸버그 통신사 소문에 도착했다. 그 소문은 7 년 전 그의 해외 정착 이후 처음으로 김정은이 베이징을 방문한 것을 보여준다. Xi Jinping의 초청에 응하여 방문은 일요일에 시작되어 오늘 끝났다. 그것을 밝히기 위해 중국 CCTV가있었습니다. 날짜는 신비의 기차의 움직임과 일치합니다 : 기갑 호송은 베이징에 도착했습니다. 김정은은 그의 아내 리 솔 주 (Ri Sol-Ju)와 동행하여 연회와 예술 공연으로 환영 받았다. 북한의 공식 통신사 인 KCNA에 따르면 김 위원장은 "이는 엄숙한 의무"라고 말했다. 김정일 북한 국방 위원장은 사이 핑핑 (Xi Jinping) 중국 총리에게 한반도 비핵화가 달성 될 수 있다면 미국과 한국에 달려 있다고 말했다. 크나 정부 당국은 월요일부터 수요일까지 중국에서 "한반도 상황이 급속하게 발전하고 있으며"많은 중요한 변화가 일어나고 있다고 지적했다. 김정일은 "양국 간 관계 강화"에 대한 필요성에 동의하면서 중국 정부에 북한을 방문하도록 중국을 초청했다. 국빈 방문은 김정은이 2011 년에 권력을 잡은 이후 처음으로 김정은에게 공식 방문했다. 베이징에서 그는 국빈 방문을 조직 할 때 전임자들이 사용했던 것과 유사한 장갑차에 탑승했다. 방문은 비밀로 유지되었다. 베이징에 기차가 도착한 것은 많은 목격자들에 의해보고되었지만, 김정은 자신이나 북한 대표단이 승선했는지 여부는 분명하지 않았다. 지난 몇 시간 동안이 여행은 사이 (Xi) 대통령의 직접 초청으로 조직 된 것으로 알려졌으며 김정은의 부인이 솔주 (Li Sol-ju)와 그의 개인 고문 몇 명이 참석했다.
 

KIM YONG UN, XI JINPING CON LE PROPRIE MOGLI

Arrivano le conferme ufficiali alle indiscrezioni dell'agenzia Bloomberg che rivelavano un viaggio a Pechino di Kim Jong-Un, il primo all'estero dal suo insediamento avvenuto sette anni fa. La visita, avvenuta in risposta all'invito di Xi Jinping è iniziata domenica e si è conclusa oggi. A rivelarlo è stata la Cctv, la tv di Stato cinese. Le date coincidono con gli spostamenti del treno dei misteri: un convoglio blindato che era arrivato a Pechino. Kim Jong Un era accompagnato dalla moglie Ri Sol-Ju ed è stato accolto da un banchetto seguito da uno spettacolo artistico. "Si è trattato di un solenne dovere", ha dichiarato Kim secondo la Kcna, agenzia di stampa ufficiale nordocoreana che ha pure riportato l'invito accettato da Xi a ricambiare la visita.  Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha detto al presidente cinese Xi Jinping che dipende da Usa e Corea del Sud se la denuclearizzazione della penisola può essere raggiunta. Lo riporta l'agenzia ufficiale Kcna, secondo cui Kim, in Cina da lunedì a mercoledì, ha anche notato che "la situazione sulla penisola si sta sviluppando velocemente" e che "molti cambiamenti importanti si stanno realizzando". Concordando sulla necessità di "rafforzare i legami bilaterali", Kim ha invitato Xi a recarsi a Pyongyang.
La visita di stato è il primo viaggio ufficiale all’estero per Kim Jong-un da quando ha assunto il potere nel 2011: a Pechino è arrivato a bordo di un treno blindato, simile a quelli usati dai suoi predecessori quando organizzavano visite di stato. La visita era stata tenuta segreta: l’arrivo del treno a Pechino era stato segnalato da numerosi testimoni, ma non era chiaro se a bordo ci fosse lo stesso Kim Jong-un o solamente una delegazione nordcoreana. Nelle ultime ore si è saputo che il viaggio è stato organizzato su invito diretto del presidente Xi, e che alla visita hanno partecipato la moglie di Kim Jong-un, Ri Sol-ju, e diversi suoi consiglieri personali.
XI JINPING e KIM JONG UN

Kim ha spiegato a Xi di essere disposto ad avviare ufficialmente contatti diplomatici con gli Stati Uniti, e di stare valutando la possibilità di incontrare di persona il presidente statunitense Donald Trump. Ha inoltre confermato di volere avviare un processo di denuclearizzazione del suo paese, da portare avanti con la collaborazione della Corea del Sud, a patto che gli interlocutori internazionali della Corea del Nord “rispondano con buone intenzioni e sforzi” per creare “un’atmosfera di pace e di stabilità”.
L’incontro di Pechino è rilevante perché conferma la volontà di Kim di procedere con il consenso della Cina, l’unico alleato della Corea del Nord e l’unico paese ad avere mantenuto stretti rapporti diplomatici, economici e commerciali. La Corea del Nord è sottoposta da anni a pesanti sanzioni economiche internazionali per la ripetuta violazione dei diritti umani e per il suo programma di riarmo nucleare. Xi ha detto di essere disponibile e interessato a ridurre le tensioni nella Penisola coreana e ha lodato Kim per gli sforzi in questo senso degli ultimi mesi. L’incontro sembra segnare anche una distensione dei rapporti tra la Cina e la Corea del Nord, dopo anni complicati con un atteggiamento di quasi completa chiusura da parte nordcoreana.
Formalmente l’incontro di inizio settimana viene considerato “non ufficiale” da parte del governo cinese, più che altro per motivi diplomatici. La visita ha avuto comunque le caratteristiche classiche delle visite di stato, compresa la diffusione di alcune fotografie che mostrano i due leader insieme e nel corso delle discussioni.
Osservatori ed esperti in queste ore si stanno chiedendo quali siano gli obiettivi di Kim Jong-un, a parte migliorare i rapporti diplomatici con la Cina e con la Corea del Sud. Il fatto che si sia dimostrato più aperto e disponibile non implica automaticamente che abbia deciso di rinunciare ai suoi piani per costruire armi nucleari, come dimostra una recente inchiesta del New York Times su un nuovo sito in costruzione in territorio nordcoreano.
Kim ha ora in programma di incontrare il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, in una data da fissare nel mese di aprile. Il mese seguente il dittatore nordcoreano vorrebbe invece incontrare Trump, ma non sono stati ancora decisi data e luogo per un incontro che avrebbe per lo meno una grande portata simbolica. Trump nelle settimane scorse aveva detto di essere interessato a incontrare Kim, ma gli Stati Uniti mantengono comunque una certa diffidenza nei confronti del regime nordcoreano (e storicamente i Repubblicani mal sopportano l’idea di incontrare i dittatori senza precondizioni).
Il governo statunitense ha detto più volte di non poter tollerare una Corea del Nord in grado di lanciare missili balistici intercontinentali che potrebbero raggiungere il suolo degli Stati Uniti. Il nuovo consigliere per la sicurezza di Trump, John R. Bolton, in passato aveva più volte sostenuto la possibilità di condurre un attacco preventivo contro la Corea del Nord, definendolo “perfettamente legittimo” per distruggere i suoi arsenali e difendere gli interessi degli Stati Uniti.
 
 
 



 
 





 
 
 

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!