Non vola, anzi frena, il Popolo delle Libertà. Scende il Partito Democratico. Deciso balzo della Lega Nord e dell'Italia dei Valori. Stando ai risultati provvisori degli scrutini di 63995 sezioni su 64328, il primato del Pdl si ridimensione rispetto ai primi Instant Poll e proiezioni. Non il 45%, dunque, come sperava il Cavaliere in campagna elettorale, ma il 35,26 per cento. Cresce, anche se di stretta misura, il Pdl, rispetto alle europee 2004 (aveva incassato il 21% con Forza Italia e l'11,5% con Alleanza nazionale), ma cala di poco più di 2 punti percentuali rispetto alle Politiche 2008, quando il Pdl aveva incassato il 37,4 per cento.
In Veneto il testa a testa Pdl-Lega premia il partito del premier con un solo punto di vantaggio su quello di Bossi. In Sicilia, complice il massiccio astensionismo, il Pdl (36%) perde dieci punti rispetto alle politiche, ma l'Mpa del governatore Lombardo fallisce l'ingresso a Strasburgo.
Il Pd, raggiunge invece il 26,13 per cento. Il Partito democratico risulta quindi in perdita di poco più di 7 punti percentuali rispetto alle Politiche 2008 (aveva incassato il 33,2%) e di poco meno di 5 punti rispetto alle europee 2004, con l'Ulivo al 31,1 per cento.
La Lega Nord tocca la vetta del 10,2 per cento. Più un raddoppio, dunque, spesso evocato in campagna elettorale, rispetto alle europee 2004, nelle quali aveva raccolto il 5% dei consensi. Il Carroccio incassa più voti alle europee 2009 anche rispetto all'8,3% riportato alle politiche 2008 (+ 1,9 punti percentuali).
Cresce l'Italia dei valori di Di Pietro (8%): un aumento esponenziale rispetto al 2,1% incassato alle europee 2009 e al 4,4% delle politiche 2008. L'Unione di centro con il 6,51% migliora il risultato riportato alle politiche 2008 (5,6%) e alle europee 2004 (5,9 per cento). Fuori dal Parlamento europeo, in base alle prime proiezioni, Rifondazione comunisti italiani (con il 3,38%) e Sinistra e libertà (3,12%), il Polo dell'autonomia (2,22%) e la lista Bonino-Pannella (2,42 per cento).
8 giugno 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte: http://www.ilsole24ore.com
"La Politica è una cosa difficile, talvolta terribile, ma tuttavia umana! Anche nella Politica ci deve essere il disgusto, la pulizia! Non ci si può sporcare di fango, nemmeno per un'idea alta!" (Boris Eltsin - "Il diario del Presidente")
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lunedì 8 giugno 2009
Mastella sulla sua candidatura alle Europee con il Pdl: "E' stata una scelta strategica!!!"
LA PAR CONDICIO VIOLATA: SILVIO BERLUSCONI AVEVA DIFFUSO SONDAGGI OTTIMISTICI A FAVORE DEL PDL, LA PROVA, FIRENZE 2 GIUGNO 2009
Dal Viminale sono stati diffusi i dati finali dello scrutinio che di seguito vi riportiamo in valore percentuale per quelle liste che hanno superato lo sbarramento del 4% necessario per poter eleggere i 72 membri da inviare al parlamento europeo:
PDL 35,26 a cui va aggiunto lo 0,10 della lista Vallee d’Aoste; PD 26,13 a cui va aggiunto lo 0,46 della lista SVP;
Lega Nord 10,20;
Di Pietro Italia dei Valori 7,99 a cui va aggiunto lo 0,08 della lista Autonomie Libertè Democratie;
Unione di Centro 6,51.
[61.427 sezioni su 61.428.]
giovedì 4 giugno 2009
NON VOTARE PDL E PD IL 6-7 GIUGNO 2009 ASTIENITI E NON RECARTI ALLE URNE! ABBASSIAMO IL QUORUM E PROTESTIAMO CONTRO LE BANCHE, L'USURA, LA CORRUZIONE!
NON VOTARE PD
NON VOTARE
ASTENETEVI DALLE URNE - ASTENSIONE TOTALE
PER TUTTI COLORO CHE NON POSSONO FARE A MENO DI RECARSI ALLE URNE, L'AREA SOCIAL-POPOLARE CONSIGLIA DI FAVORIRE CON IL PROPRIO VOTO TUTTE LE PICCOLE LISTE POLITICHE QUALI:
mercoledì 3 giugno 2009
Parata Militare - 2 Giugno 2009 a Roma...
Una piccola e felice realtà economica: l'Isola di Guernsey!Situata tra le isole del Canale a sud della Gran Bretagna, Guernsey è così piccola che è stata in grado di rimanere sotto il radar abbastanza a lungo per tentare un po' di finanza sperimentale senza far drizzare le antenne dell'establishment bancario internazionale che normalmente ha il controllo di tutto ciò. Quando al governo di Guernsey servono finanziamenti, emette semplicemente la moneta di cui ha bisogno. Questo è quello che, nel 1994, il dottor Bob Plain, professore di Sociologia alla Southern Illinois University, ha scritto al riguardo di questa straordinaria isola:
"Nel 1816 i suoi frangiflutti si stavano sbriciolando, le sue strade erano piene di fango e larghe solo un metro e mezzo. Il debito di Guernsey era di 19.000 sterline, le entrate annuali erano di 3.000 sterline delle quali 2.400 dovevano essere utilizzate per pagare gli interessi sul proprio debito. Non bisogna sorprendersi se la gente lasciava l'isola e l'occupazione era scarsa.
Poi il governo creò e diede in prestito nuove banconote di stato esenti da interesse, per un valore di 6.000 sterline. All'incirca 4.000 sterline furono utilizzate per iniziare le riparazioni dei frangiflutti. Nel 1820, furono emesse altre 4.500 sterline, di nuovo esenti da interesse. Nel 1821, altre 10.000; 1824, 5.000; 1826, 20.000. Entro il 1837, 50.000 sterline erano state emesse senza interessi per il loro utilizzo primario in progetti come frangiflutti, strade, il mercato, chiese e college.
Questa somma più che raddoppiò l'offerta di moneta dell'isola in questo periodo di tredici anni, ma non ci fu inflazione. Nel 1914, mentre i britannici limitavano l'espansione della propria offerta monetaria a causa della prima guerra mondiale, la popolazione di Guernsey iniziò ad emettere, nei successivi quattro anni, altre 142.000 sterline e non si fermo più. Entro il 1958, furono emesse più di 542.000 sterline, tutte senza inflazione."
Guersney ha una tassa sul reddito, ma questa è relativamente bassa (un "blando" 20 percento), semplice e che non permette scappatoie. Non esiste la tassa di successione, nessuna tassa sui capital gains e nessun debito federale. Le banche commerciali servono i mutuanti privati ma il governo in sé non va mai in debito. Quando vuole creare alcune opere pubbliche o dei servizi, viene semplicemente emesso il denaro necessario per pagare il lavoro. Il governo di Guernsey emette moneta propria da quasi due secoli. In questo arco di tempo, l'offerta di denaro è cresciuta di circa 25 volte rispetto alla sua dimensione originaria, ma l'economia non è stata toccata dall'inflazione sui prezzi ed è rimasta fiorente e stabile.
Come ha potuto crescere l'offerta di denaro di 25 volte senza creare un'inflazione galoppante?
Abbiamo un'inflazione sui prezzi quando la "domanda" (la moneta) aumenta più rapidamente dell' "offerta" (beni e servizi). Come sottolineava l'economista britannico John Maynard Keynes, l'aggiunta di nuova moneta all'economia non spinge al rialzo i prezzi fintanto che il denaro viene utilizzato per produrre nuovi beni e servizi perché l'offerta aumenterà insieme alla domanda.
Questa modifica alla classica "teoria quantitativa della moneta" ci aiuta a spiegare quel dato paradossale che riguarda il "mistero economico" cinese. La Cina è riuscita a mantenere bassi i prezzi dei propri prodotti per migliaia di anni, sebbene l'offerta di moneta sia stata continuamente foraggiata con l'oro e l'argento del mondo, e ora con i dollari, poiché quelle valute sono affluite per pagare i prodotti cinesi a basso costo.
La spiegazione keynesiana è che i prezzi sono rimasti stabili perché il denaro è stato utilizzato per produrre più beni, aumentando l'offerta insieme alla domanda.
Si tenga presente che nella creazione di denaro con le entrate contabili, il governo farebbe solamente quello che le banche fanno quotidianamente. Ogni volta che una banca concede un prestito, essa crea nuovo denaro (vedi l'articolo di E. Brown, "Dollar Deception: How Banks Secretly Create Money," http://www.webofdebt.com/articles, 3 luglio 2007). Nella Costituzione, il potere di creare denaro è stato delegato esclusivamente al Congresso, ma quel potere ora è stato usurpato da un cartello di banche private. Il Congresso deve solamente riprendersi il proprio potere di emettere moneta.
Con l'imminente crollo del mercato immobiliare e dei mercati di credito globale, ci sono chiari segnali che ci stiamo dirigendo verso un'altra Grande Depressione. Possiamo uscirne nello stesso modo con cui ne uscì Franklin Roosevelt, iniettando moneta nell'economia sotto forma di grossi investimenti pubblici nelle infrastrutture.
Ma invece di prendere a prestito il denaro dalle banche che esse creano dal nulla, lasciando il governo pesantemente in debito, questa volta il governo dovrebbe provare a creare il denaro da solo, esente da debiti e da interessi.
Se la popolazione di Guernsey può finanziare le infrastrutture con il denaro emesso dal governo, anche noi possiamo farlo. La riforma monetaria non è stata più un argomento politico chiave dai tempi delle depressioni dell'ultimo decennio dell'800 e degli anni '30 del secolo scorso. E' tempo di affrontare di nuovo questo problema.
E' una piccola curiosià ripresa da "Signoraggio.com"
A.M.
2 giugno 2009...la 63/esima Festa della Repubblica Italiana a Roma!!!
E' il nuovo modello a cui mi ispiro e per coloro che mi chiedevano in che consisteva questa forma di Governo, posso intanto premettere che è una nuova concezione dello Stato inteso come "madre" protettiva verso il proprio popolo...oggi lo Stato è un'accozzaglia di leggi burocratiche che spesso non vengono applicate nella loro interezza e per di più queste leggi non proteggono i suoi cittadini ma li lascia in balia degli eventi sociali ed economici senza intervenire decisamente quando il caso singolo o di massa lo richiede!!! Le Istituzioni odierne lanciano spesso appelli per la difesa della famiglia come nucleo naturale della nostra società ma nel concreto non intervengono poi per mantenere fede ai loro proclami...la Repubblica Social-Popolare vuole dare coesione al popolo e nel popolo vuole costruire le sue fondamenta!!! Il bene comunitario deve prevalere su ogni altra logica egoistica di alcun potere temporale e materiale; lo Stato deve avere una natura molto centralistica, inoltre l'acqua, l'energia elettrica, il gas ed ogni altra fonte di energia deve essere NAZIONALIZZATA così come dovranno essere NAZIONALIZZATE le banche, i trasporti (Bus, Ferrovie dello Stato, Aeroporti) ed i servizi di natura primaria lasciando ai privati una parte del capitale e delle azioni (60% allo Stato, 40% ai Privati), lo Stato inoltre sarà garante del cittadino e farà da ferreo controllore all'interno dell'economia di mercato che non sarà debellata ma incentivata su un più equo rapporto tra le parti concorrenti reintroducendo inoltre la sovranità monetaria (sarà lo Stato stesso a stampare e produrre la carta-moneta della valuta nazionale).
Alcuni interventi dovranno essere fatti su ispirazione di alcuni principi-cardine che avevano costituito le basi della RSI come ad esempio la partecipazione agli utili di impresa degli operai ed il sistema Corporativo.
Ritornando sui principi della difesa della famiglia come nucleo naturale ed importante per la società, la Repubblica Social-Popolare applicherebbe per il diritto alla casa il progetto del Mutuo Sociale; per ogni Provincia verrebbe istituita la carica di Commissario Politico che farebbe da garante per i cittadini dello Stato Centrale e del Governo controllando l'operato delle amministrazioni locali in modo da verificare l'applicazione reale di tutte le normative sia a livello politico sia a livello giudiziario da parte delle prefetture e della magistratura locali.
Nella Repubblica Social-Popolare il cittadino dovrà sentirsi tutelato, sostenuto, aiutato e protetto dalla sua nascita fino alla sua naturale morte; lo Stato dovrà essere onnipresente, protettivo finanche a farsi percepire come presenza quasi alla pari di DIO! Niente e nessuno dovrà essere tralasciato, abbandonato, dimenticato!!!
Nella Repubblica Social-Popolare dovranno essere debellate e sradicate definitivamente le piaghe della Mafia, della Massoneria, delle Sette Sataniche e di tutte le altre nefaste loggie e associazioni segrete che inquinano la vita sociale ed economica della collettività.
Repubblica Social-Popolare è: socializzazione, tradizione culturale e nazional-popolare, solidarietà popolare, unità, stato sociale, disciplina, legge, ordine, giustizia popolare, Dio, Patria, Famiglia, pacificazione nazionale, bene comune, pace!!!
La strada da percorrere...quella forma di Governo che secondo me è la più appropriata!!!
A.M.
Crispiano 2 Giugno 2009 Festa della Repubblica Italiana...
E ci siamo arrivati: la Repubblica Italiana ha compiuto il 2 Giugno i suoi primi 63 anni di vita! Come di consueto, per il giorno del suo compleanno il Governo Italiano ha organizzato a Roma la mastodontica parata militare corredata dalle piroette aeree delle famosissime Frecce Tricolori; tanti anni sono passati da quel fatidico 1946, moltissimi suoi protagonisti dell'epoca sono oramai defunti, qualcuno vive ancora come il Senatore a vita Giulio Andreotti il quale ha raggiunto la veneranda età di 90 anni.
Tanti anni sono passati ma anche tanta acqua è passata sotto i ponti di questa anziana "Signora Repubblica" nata dalle ceneri di un Regime Fascista distrutto e sconfitto da 5 anni di sanguinosa guerra; la Repubblica Italiana è figlia di un Referendum che ha chiamato alle urne il popolo Italiano per decidere se continuare a governare il Paese con la Monarchia di Casa Savoia o scegliere un sistema Repubblicano...ed il popolo aveva deciso tra vari sospetti di brogli elettorali che la famiglia Reale doveva andarsene, doveva lasciare Roma.
Dopo l'Assemblea Costituente che aveva sancito la nascita della nostra "Magna Carta" Costituzionale, il potere del Paese andò dritto in mano alla Democrazia Cristiana che stravinse le elezioni del 1948 e da quel giorno la DC il potere non lo lasciò mai più...i Democristiani dello scudo crociato governarono la Nazione, cambiando alleanze e strategie a seconda delle convenienze e delle necessità del momento, per almeno più di 40 anni e solo gli scandali delle tangenti e della corruzione politica scoperchiata dall'inchiesta "Mani Pulite" del 1992 guidata dal pool di giudici Milanesi tra cui vi era anche l'attuale Onorevole Antonio Di Pietro, riuscirono a strappare il Governo del Paese dalle fauci della "Balena Bianca"! (Così era soprannominata la vecchia DC)
La Democrazia Cristiana con i suoi incauti alleati ha avuto sicuramente dei pregi, primo tra tutti quello di aver salvaguardato la democrazia in Italia ed aver allontanato il pericolo di una rivoluzione Bolscevica in una Nazione che vanta una tradizione Cristiana e Cattolica secolare; purtroppo però sono stati più i difetti che i pregi: la DC in 40 anni di Governo ha contribuito all'ascesa dei politicanti corrotti, all'aumento della criminalità organizzata, al rafforzamento della Mafia in Sicilia e nel Sud Italia, ha impoverito le casse finanziarie dello Stato, ha aperto i confini ad un immigrazione selvaggia senza un minimo controllo, ha affamato l'economia Nazionale e grazie ai suoi errori, oggi l'Italia è diventata il fanalino di coda e l'ultima ruota del carro d'Europa perdendo prestigio e credibilità a livello Internazionale.
Quella che oggi si è festeggiata è una Repubblica allo sbando, una Repubblica Italiana che stenta a rimettersi in piedi, una Repubblica devastata dalla povertà diffusa, dal malessere generale di un popolo che per la maggior parte dei suoi componenti fatica ad arrivare alla fine del mese perchè ha visto i propri stipendi dimezzati dal caro-vita grazie all'assenza totale del controllo dei prezzi da parte dello Stato, prezzi che sono raddoppiati se non triplicati rispetto a 6 anni fa, cioè dal 2002, anno in cui è entrato in circolazione l'Euro, moneta unica di un Europa delle Banche e non dei popoli.
Mentre oggi si festeggia questa Repubblica delle "Banane" una parte considerevole degli Italiani vive oggi al limite della soglia di sopravvivenza, il Sud è preda della malavita organizzata, la sicurezza pubblica non esiste più, la corruzione politica è arrivata ai massimi livelli e nel Mondo siamo secondi solo alla Bulgaria, corruzione per altro che ha invaso gli ambienti non solo della Politica ma anche del mondo dell'economia, della giustizia, dell'informazione, delle forze dell'ordine e degli organi Statali ad ogni livello.
Oggi in Italia tutto sembra lecito, non esiste più la certezza della pena, tutto è in mano alla Mafia, alla Massoneria, ai centri di potere occulti che hanno un solo ed unico scopo: arricchirsi quanto più sia possibile con l'aiuto del malaffare e depredando le casse del Governo ad ogni angolo ed ogni latitudine.
Io spero, per il bene di tutti, che questa Repubblica ormai recalcitrante, fine solo a se stessa, muoia presto sperando anche in una nuova alba dove tutti i responsabili del tracollo dell'Italia paghino caramente per le proprie nefandezze.
Auguri, cara amata-odiata Repubblica Italiana...
A.M.
Protezione Civile: la parata del 2 giugno 2009 a Roma...
Istat 2007-2008: Le masse popolari non arrivano sino alla fine del mese!
Retribuzioni da fame. Più della metà delle famiglie sopravvive con meno di 1.900 euro al mese. I siciliani sono i più poveri. Cresce il numero di chi rinuncia a cercare un lavoro regolare ed onesto!
(Il Bolscevico n. 25/2008) Non ci vuole una grande fantasia per immaginare che Italia viene fuori dal Rapporto Istat per l'anno 2007, presentato dal suo presidente, Luigi Biggeri, alla Camera dei deputati il 28 maggio scorso. È un'Italia dai bassi salari dove cresce la povertà, dove gran parte delle famiglie popolari fa fatica a pagare l'affitto e non arriva alla fine del mese. È un'Italia dove crescono le diseguaglianze sociali e la precarietà, dove chi è più ricco diventa più ricco e chi è più povero diventa più povero, dove le differenze uomo donna e Nord Sud non si assottigliano ma si allargano, dove i disoccupati disperati rinunciano persino a cercare lavoro. È un'Italia che vede svilupparsi il fenomeno dell'emigrazione dal Sud al Nord del Paese per sfuggire alla disoccupazione. È un'Italia che registra amplissime delocalizzazioni di stabilimenti produttivi all'estero da parte di grandi-medie aziende e una percentuale alta di aziende che pur non aumentando la produttività aumentano i profitti attraverso un più accentuato sfruttamento della mano d'opera.
REDDITI: La fotografia che ne esce dai dati Istat è a dir poco desolante: il 50% delle famiglie non supera i 1.900 euro al mese. Ciò vuol dire che ve ne sono anche di quelle che di euro ne prendono meno. Infatti, mentre le retribuzioni del Centro-Nord si avvicinano alla media europea, quelle del Mezzogiorno calano a precipizio sulla media dei paesi più disuguali come il Portogallo, la Lettonia e la Grecia. Gli anziani soli percepiscono i redditi più bassi, e tra questi le donne sole con più di 65 anni. Il 20% delle famiglie con i redditi più bassi percepisce complessivamente solo l'8% del reddito totale. Mentre vi è un altro 20% delle famiglie con i redditi più elevati che si pappa una quota di ricchezza prodotta pari al 38% del totale. Questo gruppo percepisce un reddito medio di circa 5 volte superiore. È Bolzano la città con il reddito medio familiare più elevato: circa 32.000 euro all'anno contro una media nazionale di 27.736 euro. Segue la Lombardia con oltre 31.500 euro. In fondo alla classifica si trova la Sicilia con poco meno di 21.000 euro, con un divario di 10.000 mila euro in meno rispetto al reddito medio familiare percepito nel Nord d'Italia.Il fatto è che in Italia le retribuzioni crescono molto meno che in altri paesi europei. In 10 anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni orarie reali sono aumentate del 4,7% a fronte di una crescita cinque o sei volte più consistente registrata in Francia e in Svezia. L'impoverimento medio degli italiani rispetto all'insieme degli abitanti Ue-15 è di circa 13 punti percentuali. Un tracollo se si pensa che ancora nel 2000 il valore del reddito per abitante degli italiani era superiore di 4.
POVERTA': I bassi salari, frutto di una costante perdita di potere di acquisto a causa dell'inflazione che ha ripreso a galoppare (+ 5% alimentari, + 9% energetici nel primo trimestre 2008), di un mancato recupero in modo adeguato delle retribuzioni nei rinnovi del contratti di lavoro nazionali, dell'espandersi del lavoro precario, producono povertà anzitutto nei ceti meno abbienti, ma anche in strati del "ceto medio". In questo senso i dati Istat sono assai preoccupanti per non dire drammatici. Vediamoli: Il 14,6% delle famiglie arriva con molta difficoltà alla fine del mese, il 28,4% non riesce a fronteggiare una spesa imprevista di 600 euro, il 66,1% non è riuscita a risparmiare niente nell'ultimo anno. Più nel dettaglio: almeno una volta il 4,2% delle famiglie non ha avuto denaro sufficiente per comprare cibo; il 10,4% per pagare spese mediche; il 7% per il trasporto; l'11,7% per pagare le tasse; il 6,8% per acquistare vestiti; il 13,1% delle famiglie per pagare rate di mobili o altri beni; il 9,4% per fare fronte alle bollette di gas, luce o telefono; il 3,7% per l'affitto mensile o il mutuo casa.A proposito di quest'ultimo argomento: il 61% delle famiglie che pagano il mutuo considera pesante il carico finanziario che ne deriva, mentre la metà degli affittuari giudica onerose le spese per il canone. Inoltre, il 47,4% delle famiglie reputa pesanti le spese generali per la casa e il 45,8% considera gravosi i debiti diversi dal mutuo. Non c'è il dato sulle morosità, in paurosa crescita, che riguarda quelle famiglie che. per varie ragioni, non riescono più a pagare il mutuo o l'affitto e per questo perdono la casa acquistata o sono sfrattate.
OCCUPAZIONE: I dati Istat su occupazione-disoccupazione vanno saputi leggere per non cadere in errore. Vero è che dal 1999 i numeri della disoccupazione sono scesi. Nel rapporto si legge che nel 2007 in Italia sono poco più di un milione i senza lavoro, cioè un milione meno di quelli registrati dieci anni prima. Ma questo "calo" della disoccupazione non è stato accompagnato, almeno dal 2003 in poi, da un aumento significativo del tasso di occupazione. Perché? Semplice, si è allargata l'area della "inattività". Nel 2007 quella che viene chiamata "zona grigia" delle persone interessate a lavorare, ma scoraggiate sulle possibilità di trovare l'impiego conta quasi 3 milioni di persone (+318.000 rispetto al 2004). L'incidenza degli "inattivi" aumenta con il crescere degli anni e nelle regioni meridionali (48%) dove ci sono minori possibilità d'impiego e maggiore sfiducia.In ogni caso, il tasso di occupazione in Italia (segnalato dall'Istat) pari al 62,5% rimane lontano dalla media europea attorno al 70%. È un problema che riguarda soprattutto il Mezzogiorno che segna un misero 52% di tasso di occupazione, 17 punti in meno rispetto al Nord (69%). Ma le disuguaglianze non finiscono qui: il tasso occupazionale nazionale maschile è al 74% mentre quello femminile non supera il 51% con ben 23 punti di disparità di genere. Nel Mezzogiorno 6 donne su 10 tra i 15 e i 64 anni risultano "inattive".
PIL E PROFITTI: Uno dei motivi non secondari di quanto descritto è la scarsa crescita economica dell'Italia: 1,4% nel 2007 rispetto al 2,5% dell'Unione europea dei 27 paesi. Un altro motivo altrettanto importante è l'atteggiamento assunto dalle aziende finalizzato unicamente al profitto. Le imprese italiane hanno una redditività tra le più alte d'Europa, che non deriva dalla crescita produttiva ma dallo sfruttamento intenso dei lavoratori. Il rapporto cita 1 milione e 600 mila aziende che consegue livelli di redditività superiori alla media del suo settore ma con livelli di produttività inferiori. Inoltre, circa la metà delle grandi imprese industriali italiane ha ormai trasferito all'estero, in paesi dove utilizzano forza lavoro a bassissimo costo e godono di più favorevoli agevolazioni fiscali, parte dei propri processi produttivi.
DAL SUD AL CENTRO-NORD PER LAVORO: Ancora molto sostenute risultano le migrazioni per lavoro all'interno dei confini nazionali, quasi tutte dal Sud al Centro-Nord d'Italia. Riguardano lavoratori italiani in cerca di occupazione ma anche e in maggioranza lavoratori stranieri residenti. Complessivamente gli spostamenti dentro i confini nazionali sono stati in media di 1 milione e 300 mila all'anno nel periodo tra il 2002 e il 2005. Le mete, in prevalenza Milano, Bergamo, Roma, Torino, Verona, Emilia-Romagna, Toscana, Marche.
IMMIGRATI: Al primo gennaio 2008 gli immigrati residenti in Italia sono 3,5 milioni, pari al 5,8% della popolazione italiana (+454 mila rispetto al gennaio 2007). Le comunità più numerose sono quelle romena (654 mila circa), albanese (400 mila), marocchina (370 mila), cinese (160 mila circa), Ucraina (135.000). I migranti presenti in Italia sono prevalentemente giovani e in età attiva: uno su cinque è minorenne, uno su due ha un'età tra i 18 e i 39 anni. Si trovano in maggioranza nel Nord e nel Centro del Paese: 36,3% nel Nord-ovest, 27% nel Nord-est, 24,8% nel Centro e l'11,6% nel Mezzogiorno. Crescono i ricongiungimenti familiari. Aumentano i matrimoni con almeno uno sposo straniero celebrati in Italia: oltre 34.000 nel 2006. Il matrimonio misto più frequente è quello tra lo sposo italiano e la sposa straniera, specie dell'est europeo.Sempre nel 2006, 58 mila i bambini nati da coppie di genitori stranieri, pari al 10,3% del totale dei nati della popolazione residente. Le straniere residenti hanno avuto in media 2,5 figli ciascuna, il doppio di quelli partoriti dalle italiane (1,26). In seguito ai nati e ai ricongiungimenti familiari cresce il numero dei minorenni stranieri residenti giunti al primo gennaio 2007 a 666 mila. Di conseguenza aumentano gli studenti di cittadinanza straniera: più che raddoppiati negli ultimi cinque anni scolastici, diventati oltre 500 mila nel 2006/2007, pari al 5,6% del totale degli studenti. Il tasso di delinquenza tra i migranti regolari è pari al 2%, quasi lo stesso registrato tra gli italiani. Percentuali che salgono tra i migranti non in regola con il permesso di soggiorno, verosimilmente spinti dal bisogno. Non per caso più alte risultano le denunce per borseggio, furti e contrabbando.Non c'è dubbio, in conclusione, che la questione sociale, in primis quella salariale e delle pensioni, in Italia è peggiorata notevolmente e progredisce verso livelli sempre più intollerabili di cui portano la responsabilità i governi di "centro-destra" e di "centro-sinistra" che si sono succeduti, nonché il padronato e i vertici sindacali per ciò che compete loro.
Note: Il neo-Governo Berlusconi ha 5 anni di tempo per risollevare in parte le sorti del paese...noi tutti ci auguriamo che abbia ben appreso la lezione di qualche anno prima...per non riconsegnare l'Italia nelle mani dei Comunisti dovrà necessariamente abbandonare per un pò le sue visioni liberal-capitaliste per accentuare una politica sociale più forte e più radicata all'interno delle istituzioni sia centrali che locali!!!
A.M.
2 giugno 2009 - parata piu' sobria: risparmiato un milione di euro per i terremotati d'Abruzzo!!!
I dati statistici sono micidialmente precisi: solo in Toscana ogni anno vengono eseguiti circa 3000 pignoramenti, cioè almeno 3000 famiglie Italiane perdono la propria casa acquistata con un mutuo bancario (solo in questo modo il popolo del ceto medio può permettersi di comprare casa) ma la nuova e grave crisi finanziaria internazionale ha di fatto peggiorato la situazione già di per sé drammatica per cui nel 2008 i pignoramenti potrebbero molto facilmente salire a 4000 mentre 9000 sarebbero le famiglie Toscane che saranno a rischio di perdere definitivamente il proprio immobile!
Al centro dell’emergenza ci sarebbero i mutui contratti dalle famiglie Toscane, la regione che abbiamo preso per analizzare i dati, tra l’anno 2003 all’anno 2006 che sono i più colpiti nelle rate.
Ma anche i mutui contratti negli altri anni non se la passano di certo bene; da analizzare poi l’aumento del caro vita, l’euro impazzito che strozza le famiglie già messe in crisi dalla disoccupazione, dal lavoro precario e dallo sfruttamento da parte di uno Stato che non tutela più i suoi cittadini ed anzi possiamo tranquillamente sottolineare che la Repubblica Italiana lido dei mafiosi e dei corrotti è il nemico numero uno del suo popolo!!!
Sempre i dati statistici questa volta ripresi dal Ministero della Giustizia…o dell’Ingiustizia forse è meglio ribattezzarlo, parlano di un aumento nel primo semestre dell’anno in tutta Italia pari al 17% di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari, solo in Toscana l’aumento schizza al 25%!!!
Le esecuzioni immobiliari sono spesso e sempre messe in moto dalle banche verso tutti i propri clienti inadempienti che smettono di pagare le rate mensili dei mutui troppo care, oramai salite alle stelle, aumentate a cifre al di fuori della realtà.
Ad aiutare le banche, autentiche organizzazioni di usurai legalizzati, ci pensa il nostro buon vecchio Stato Italiano che con i suoi Governi asserviti ai banchieri e speculatori finanziari di ogni razza ha varato nuove leggi che facilitano e semplificano le procedure di pignoramento ed esecuzioni immobiliari da parte delle banche e degli istituti di credito…sempre il nostro buon vecchio Stato Italiano poi se né frega se gli operai, gli impiegati ed i lavoratori dipendenti non riescono ad arrivare a fine mese, non riescono più a sostenere i propri figli a scuola, non riescono più a fare la spesa quotidiana per vivere perché i propri stipendi sono rimasti lì fermi, congelati al potere d’acquisto dell’anno 2002 con le vecchie Lire mentre il caro vita si è triplicato in Euro dimezzando le buste paga di tutti.
Lo Stato Italiano se né frega se ci sta poco lavoro in giro, se la disoccupazione avanza, se il lavoro c’è ma è sempre e solo precario.
Oggi nella nostra società aumenta in proporzione il prezzo di qualsiasi prodotto alimentare o di consumo ma diminuisce sempre di più il valore degli stipendi che non vengono aumentati se non di pochi spiccioli; infine lo Stato Italiano aumenta pure le tasse su ogni cosa, su ogni operazione finanziaria, su tutti i suoi servizi che offre ai propri cittadini ma sempre in maniera più scadente e meno adatta alle esigenze di ognuno di noi.
L’ultima follia che fortunatamente si è sventata grazie ad uno dei pochissimi Ministri seri che abbiamo, Tremonti, è il recente tentativo del nostro Governo di varare un decreto salva - manager…cioè lo Stato Italiano avrebbe voluto con quel decreto “salvare” il posto di lavoro ai manager bancari responsabili della crisi dei mutui e del mezzo fallimento di tutto il sistema bancario Nazionale…questi signori oltre ad aver bruciato tutti i risparmi dei cittadini Italiani, oltre ad aver speculato sulle operazioni finanziarie arricchendo solo le proprie tasche ed oltre ad aver quasi portato l’intera Italia alla bancarotta ed al fallimento totale, avrebbero voluto continuare a mantenere il proprio posto di lavoro e di comando con l’avvallo e la protezione stessa del Governo Italiano!!!
Vergogna!!! Il Governo Italiano avrebbe anzi dovuto varare un decreto “SALVA FAMIGLIE”!!! Altro che salva - manager falliti…invece le casse dello Stato avrebbero dovuto aiutare le famiglie che sono in difficoltà nel pagare i mutui per gravi problemi di lavoro e finanziari ed avrebbe dovuto sostenere queste famiglie Italiane soprattutto per evitare i pignoramenti bancari delle loro case!!!
Dunque tutto ciò è intollerabile e la situazione sociale Italiana è in piena emergenza: i poveri sono in aumento esponenziale visto e considerato il dato attendibile della Caritas che registra oggi un cittadino Italiano ogni tre poveri che chiedono aiuto alle mense pubbliche per poter mangiare un piatto caldo a pranzo e a cena.
Tanti pensionati Italiani e tante famiglie che non c’è la fanno piu’ a vivere, si rivolgono agli sportelli della Caritas non solo per mangiare ma anche per vestirsi…oltre che per chiedere aiuti economici per pagare l’affitto di casa o le bollette dei consumi di acqua, luce e gas.
Ora io domando a tutti voi elettori Italiani, ora io domando a tutti voi internauti Italiani e Stranieri…se questo è un popolo, se questa è una Nazione civile e progredita, se questa nostra Democrazia sia giusta e retta, se questo nostro Stato è presente ed equo…perché oggi nel terzo millennio dobbiamo assistere a questo scempio vergognoso? A questa regressione culturale ed economica causata dai politici mafiosi e corrotti, avidi di denaro e di potere, di ogni partito politico e di ogni schieramento ed ideale? Perché dobbiamo ancora tollerare questa Repubblica Italiana nemica stessa del proprio popolo, nata dalle ceneri di una guerra civile fratricida che ha consegnato in mano ai Catto - Comunisti il potere di depredare le casse dello Stato, di distruggere il sistema sociale in virtù degli interessi di pochi boiardi eletti che hanno scritto una Costituzione sana e valida nei principi ma vuota nei contenuti e nell’applicazione pratica? I nostri governanti non si accorgono di una realtà drammatica che sta peggiorando di giorno in giorno, perché essi vivono oramai completamente distaccati da quella stessa realtà che diventerà ben presto la loro rovina…la miseria diventerà la lapide della loro tomba.
Ancora pochi anni di questo disastro e sarà l’ora di una rivoluzione senza precedenti, la rivoluzione dei giusti, l’uragano politico che in molti in silenzio aspettano…la Repubblica Italiana così come è nata nel secondo dopo – guerra dovrà a tal fine essere smantellata completamente per fare spazio alla rinascita Nazionale e Popolare che vedrà la costruzione di un nuovo e vero modello di Stato!!! Uno Stato giusto ed equo che non sarà piu’ nemico del proprio popolo ma invece né sarà il “PADRE” e la “MADRE”…uno Stato che sarà la “FAMIGLIA” di tutti gli Italiani onesti e retti che dovranno essere protetti, aiutati, sostenuti dal governo…
A.M.
Festa Della Repubblica - 2 Giugno 2009
OOOH Sì...questa è la ballata della vecchia baldracca,
e la canto a te mia Repubblica Italiana,
oooh sì...questa è la ballata della vecchia battona,
che ha insozzato le nostre strade di escrementi di ogni genere:
ci hai lasciato le strade invase da un'orda d'immigrati senza controllo,
ci hai lasciato le strade piene di transessuali, omosessuali,
prostitute di ogni razza e di ogni dove...
ooooh sì io ti canto la ballata della vecchia baldracca,
ubriaca di sangue, sesso finto e denaro...
Tu ci lasci in mano a Mafiosi, Massoni e Usurai
e mi gridi in faccia indignata: "Fascista! Fascista!"
Mi punti il dito e mi mandi alla gogna,
ma la tua bocca puzza peggio di quella fogna
in cui mi vorresti infilare!!!
Tu ci lasci marcire, Tu ci lasci morire...
Tu ci dai fame, povertà e miseria!!!
Ooooh sì...io ti canterò sempre
la ballata della vecchia baldracca!!!
A. M.
“Noi non prendiamo ordini dallo Stato! E’ lo Stato che prende ordini da noi! Non è lo Stato che ci ha creato, siamo noi che abbiamo creato lo Stato! Il Partito è vivo, vivo…solido come una roccia! Finché anche uno solo di noi avrà fiato in corpo, alimenterà con il suo respiro il Partito e lo renderà ancora più forte, come già abbiamo fatto in passato! Allora il tamburo si unirà al tamburo, la bandiera alla bandiera, le truppe alle truppe, Gau a Gau! Ed un popolo dapprima diviso confluirà in una enorme colonna e si metterà in marcia formando una sola nazione unita!”
Adolf Hitler
La Repubblica Italiana, nata dal sangue della guerra civile del 1943-45 e nata dalle ceneri del passato regime Fascista caduto in disgrazia dopo la sua entrata in guerra nel 10 Giugno 1940 e sconfitto assieme al suo alleato regime Nazional-Socialista Tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, si presenta oggi come una “vecchia baldracca” di 62 anni, deformata e decaduta, avida solo di denaro e potere.
Non avendo più quel fascino e quella bellezza che la contraddistingueva nei suoi primi decenni di vita, la bella Italia che ha “ingannato” intere generazioni dal Nord al Sud “ricattando” i suoi “sudditi” moralmente e politicamente grazie alla paura del ritorno del Fascismo prima e allo spauracchio di un pericolo di Sovietizzazione del paese dopo che lei stessa inculcava alle masse, oggi che ancora cerca di riproiettare all’interno della società quel “terrore” dell’incubo Nazi-Fascista con i suoi continui ricordare degli anniversari solenni di ogni eccidio compiuto durante la guerra nel nostro paese, anniversari a cui la gente partecipa sempre in minor misura ed enfasi rispetto ai suoi anni migliori, questa “vecchia baldracca” è oggi l’ombra di sé stessa, destinata ad una morte certa che lei non vuole accettare e rifiuta.
Ostinatamente continua a vivere “depredando” le casse del suo stesso popolo che in verità non ha mai amato ma ha sempre finto, e finto bene, di amare.
Ed i suoi Governanti che vivono sempre più distaccati dalla vita reale hanno ormai perso il senso vero della realtà, ci lasciano in balia di questa “baldracca” che ha aperto le sue coscie deprimenti ad un immigrazione selvaggia e senza sosta, ci lasciano nelle mani di questa "vecchia baldracca" che se né infischia se le famiglie Italiane non riescono più a sopravvivere, non riescono più ad arrivare alla fine del mese con i propri stipendi impoveriti dall’euro, dal caro-vita, dall’economia di mercato dell’Unione Europea, economia crudele e selvaggia che non lascia sconti ai poveri ed arricchisce le tasche solo di chi è già ricco di per sé.
Lo Stato in Italia non esiste più e con il futuro “Federalismo Fiscale” i politici da Nord a Sud si preparano a dividersi le ricchezze di questa “vecchia” e recalcitrante Repubblica che a loro offre soldi e potere, a noi comuni mortali solo sacrifici, miserie e povertà di ogni genere.
E’ giunta l’ora di tagliare la gola a questa “vecchia baldracca” con le nostre stesse mani!!!
A. M.
ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!

