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martedì 30 giugno 2009

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.5

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.4

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.3

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.2

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.1

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Inchiesta_Lucignolo_esorcisti_esorcismi_Padre Amorth

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni,
degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

VIDEO DON GABRIELE AMORTH_ESORCISMI_DEMONIO_POSSESSIONI

Video, dove Don Gabriele Amoth, intervistato in varie trasmissioni, parla delle possessioni, degli esorcismi, del Demonio, i suoi inganni, le sue tentazioni e come ci si cade.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

VIDEO_ESORCISMO_ITALIA_ESORCISTA_PADRE_ALFREDO_PALLOTTA

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Satanismo_Satana_Esoterismo_Sette_Poteri_occulti_Massoneria

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Video_Satanismo_Esorcismo_Satanisti_Sette sataniche_Part.1

Fonte: http://www.youtube.com/user/gmbdvd

Gatti neri in pericolo: sacrifici a Satana, sette sataniche...

60000 gatti neri scompaiono ogni anno solo in Italia, un fenomeno legato alle sette esoteriche sataniche. I gatti neri vengono sacrificati a Satana quotidianamente all'interno di messe nere e riti esoterici.

Fonte: http://www.youtube.com/user/0stri

SETTE SATANICHE...

IL SATANISMO STA CRESCENDO E IN TOSCANA CONTA OLTRE 500 GRUPPI ABUSANTI IN ITALIA SONO CIRCA 8.000 E CONTANO OLTRE 600.000 ADEPTI!!!

Fonte: http://www.youtube.com/user/wwwcanale10it

I VIDEO AMATORIALI CHE TESTIMONIANO IL DISASTRO DI VIAREGGIO

Su internet video e racconti di chi ha assistito alla tremenda esplosione...

DISASTRO DI VIAREGGIO, BIMBO SALVATO DAI SOCCORRITORI...

Le immagini dei vigili del fuoco....

Interventi protezione civile a Viareggio - deragliamento - esplosione di un treno merci...

- Taken at 3:21 AM on June 30, 2009 - uploaded by ShoZu

Esplosione a Viareggio!!!

Da non credere...una tragedia ferroviaria a Viareggio (Lucca)...

Explosion viareggio a freight train carrying gasoline...

Explosion viareggio a freight train carrying gasoline...

Explosion viareggio a freight train carrying gasoline...

Explosion viareggio a freight train carrying gasoline...

Esplosione Treno Merci a Viareggio - Aggiornamento da Rainews24 1- 30 Giugno 2009

Esplosione Treno Merci a Viareggio - Aggiornamento da Rainews24 1 30 Giugno 2009

Esplosione Treno Merci a Viareggio - Aggiornamento da Rainews24 2- 30 Giugno 2009

Esplosione Treno Merci a Viareggio - Aggiornamento da Rainews24 2 30 Giugno 2009

Esplosione a Viareggio del treno...

Esplosione a Viareggio del treno...

Viareggio 30 giugno 2009 esplosione in stazione...

Viareggio 30 giugno 2009 esplosione in stazione...

29 giugno 2009 - esplosione a Viareggio.

29 Giugno 2009 è quasi mezzanotte. Ecco le prime immagini in esclusiva dell incendio sviluppatosi sui binari della stazione di Viareggio. Un treno merci pare composto da cisterne contenenti gas- è deragliato forse a causa della rottura dellassale destro. Tutto è accaduto al binario 4 , direzione nord-sud, allaltezza del cavalcavia pedonale. Tre esplosioni, le fiamme altissime visibili da chilometri si sono levate ben oltre gli edifici più alti della città. Di fronte al luogo dellesplosione, oltre la strada ledificio della Croce Verde, rimasto gravemente danneggiato. Auto in fiamme e garage della Croce Verde praticamente distrutto. Anche altri edifici sono stati gravemente danneggiati.Al momento in cui inseriamo il video on line è luna e 50 - pare ci siano due vittime e numerosi feriti. Sono giunte ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco da tutte le province limitrofe.
Immagini registrate poco dopo la terrificante esplosione di cisterne GPL di un treno merci diretto a Pisa. Macchine e case in fiamme, morti e feriti. Impressionante bagliore a giorno ed esplosioni fortissime. Viareggio non ha mai vissuto una tragedia del genere.

Fonte: http://www.youtube.com/user/VideoNewsTVWebTV

ORE 23.54 - ESPLOSIONE ALLA STAZIONE DI VIAREGGIO- DERAGLIA UN TRENO CISTERNA CARICO DI GAS

29 Giugno 2009 è quasi mezzanotte. Ecco le prime immagini in esclusiva dell incendio sviluppatosi sui binari della stazione di Viareggio. Un treno merci pare composto da cisterne contenenti gas- è deragliato forse a causa della rottura dellassale destro. Tutto è accaduto al binario 4 , direzione nord-sud, allaltezza del cavalcavia pedonale. Tre esplosioni, le fiamme altissime visibili da chilometri si sono levate ben oltre gli edifici più alti della città. Di fronte al luogo dellesplosione, oltre la strada ledificio della Croce Verde, rimasto gravemente danneggiato. Auto in fiamme e garage della Croce Verde praticamente distrutto. Anche altri edifici sono stati gravemente danneggiati.Al momento in cui inseriamo il video on line è luna e 50 - pare ci siano due vittime e numerosi feriti. Sono giunte ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco da tutte le province limitrofe.

Fonte: http://www.youtube.com/user/VideoNewsTVWebTV

ORE 23.54 - ESPLOSIONE ALLA STAZIONE DI VIAREGGIO- DERAGLIA UN TRENO CISTERNA CARICO DI GAS

29 Giugno 2009 è quasi mezzanotte. Ecco le prime immagini in esclusiva dell incendio sviluppatosi sui binari della stazione di Viareggio. Un treno merci pare composto da cisterne contenenti gas- è deragliato forse a causa della rottura dellassale destro. Tutto è accaduto al binario 4 , direzione nord-sud, allaltezza del cavalcavia pedonale. Tre esplosioni, le fiamme altissime visibili da chilometri si sono levate ben oltre gli edifici più alti della città. Di fronte al luogo dellesplosione, oltre la strada ledificio della Croce Verde, rimasto gravemente danneggiato. Auto in fiamme e garage della Croce Verde praticamente distrutto. Anche altri edifici sono stati gravemente danneggiati.Al momento in cui inseriamo il video on line è luna e 50 - pare ci siano due vittime e numerosi feriti. Sono giunte ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco da tutte le province limitrofe.

Fonte: http://www.youtube.com/user/VideoNewsTVWebTV

Golpe en Honduras Presidente Mel Zelaya ÚNETE ¡Queremos a Mel Zelaya! VTV

29/06/09
Super Cumbre SICA y Grupo de Río
ÚNETE ¡Queremos a Mel Zelaya!

Golpe en Honduras Presidente Mel Zelaya Super Cumbre SICA y Grupo de Río VTV

29/06/09
Super Cumbre SICA y Grupo de Río
ÚNETE ¡Queremos a Mel Zelaya!

Alice Cooper - Freedom - LIBERTA'!!! LIBERTA' IN IRAN - HONDURAS!!!

Music video by Alice Cooper performing Freedom
with Shep Gordon [Video Director], Joe Gannon [Video Producer]
(C) 1987 Geffen Records

QUESTO BRANO E' DEDICATO ALLA LIBERTA' DEI POPOLI OPPRESSI DAL FONDAMENTALISMO RELIGIOSO E IDEOLOGICO!!! FREEDOM...LIBERTA' PER IL POPOLO IRANIANO!!! W THE REVOLUTION OF THE IRANIAN PEOPLE, FREEDOM FOR IRANIAN AND HONDURAS PEOPLE!!! LIBERTA'!!!

Alice Cooper - Nothing's Free - NESSUNA LIBERTA'!!!

Alice Cooper performs "Nothing's Free" in 1997 on his "The Rock and Roll Carnival Tour." This song his from his album "The Last Temptation."

IRAN - IRAQ - AFGANISTHAN - HONDURAS - PALESTINA - AFRICA - MEDIORIENTE - PAKISTAN - BIRMANIA - FONDAMENTALISMO ISLAMICO - REGIME MILITARE...NOTHING'S FREE...NESSUNA LIBERTA'!!!

QUESTO BRANO E' DEDICATO ALLA LIBERTA' CHE IN MEZZO MONDO NON ESISTE PIU'...

Coup in Honduras Golpe y secuestro del Presidente Zelaya. Correa, Chávez, Bruno Rodríguez

Fidel Castro: No se puede negociar con golpistas en Honduras
Por: Agencia Bolivariana de Noticias (ABN)
Fecha de publicación: 29/06/09
Caracas, 28 Jun ABN.- El líder de la revolución cubana Fidel Castro afirmó este domingo que no se puede negociar con los militares golpistas que derrocaron al presidente hondureño Manuel Zelaya.

Con ese alto mando golpista no se puede negociar, hay que exigirle la renuncia, dijo Castro en un artículo titulado Un error suicida, leído en el telediario local por un locutor informó la AFP.

Propuso que otros oficiales más jóvenes y no comprometidos con la oligarquía ocupen el mando militar o no habrá jamás un gobierno de pueblo, por el pueblo y para el pueblo en Honduras.

Castro dijo que en los acontecimientos que depusieron al presidente Zelaya y el arresto de la canciller Patricia Rodas hubo hechos de carácter netamente fascistas que no por esperados dejan de asombrar.

Los golpistas acorralados y aislados no tienen salvación posible si se enfrenta con firmeza el problema, añadió.

Afirmó además que hasta la secretaria de Estado norteamericana, Hillary Clinton, condenó el golpe de Estado, y los golpistas de Honduras ni siquiera respiran sin el apoyo de Estados Unidos.

http://www.aporrea.org/

Fonte: http://www.youtube.com/user/republicasur

Zelaya comenta reflexiones de Fidel Castro...

El presidente de Honduras comenta en la cumbre del ALBA celebrada en Nicaragua las reflexiones de Fidel sobre el golpe de estado...

Fonte: http://www.youtube.com/user/cambiosencuba

RetroBites: Fidel Castro (1959)

Fidel Castro shares his ideology. (1959) Immagini d'archivio...

Fonte: http://www.youtube.com/user/CBCtv

Presidente de Honduras, Manuel Celaya, afirmo que la historia a absuelto a Fidel Castro...

Presidente de Honduras, Manuel Celaya, afirmo que la historia a absuelto a Fidel Castro...

Succedeva 3 settimane fà, il Presidente destituito dal Golpe del 28 Giugno 2009 in un discorso affermava che la Storia ha assolto Fidel Castro: la sua avvicinanza a Chavez e le sue simpatie per Cuba potrebbero aver scatenato la scintilla che ha poi portato al Colpo di Stato di questi giorni drammatici in Honduras!!! E gli Stati Uniti d'America potrebbero essere i protagonisti ed i registi delle seconde file, nelle retrovie politiche e militari del Governo dell'Honduras!!!

Fonte: http://www.youtube.com/user/tlalocman999

Sullo sfondo un controverso referendum popolare. Chavez: «golpe Troglodita»
Colpo di Stato in Honduras
Il presidente portato in Costa Rica
I militari arrestano Manuel Zelaya. Obama preoccupato. Clinton: «Violati i principi democratici»

TEGUCIGALPA (Honduras) - Colpo di Stato in Honduras. Un gruppo di militari ha arrestato a Tegucigalpa, il presidente del paese centroamericano, Manuel Zelaya. La notizia, resa nota da emittenti radiofoniche del Paese, è stata confermata domenica pomeriggio dal diretto interessato. «Sono stato rapito e sono vittima di un complotto» ha detto Zelaya dai microfoni della catena televisiva latinoamericana Telesur. Ora il presidente si trova in Costa Rica, dove è stato condotto con la forza dai militari. Il capo dello stato dell’Honduras, alleato del venezuelano Hugo Chavez, è stato bloccato all’alba dai militari all’interno della sua residenza, poco prima dell’apertura delle urne per il contestato referendum di revisione costituzionale. Dietro il golpe militare c'è la Corte Suprema di Tegucigalpa. I giudici hanno spiegato infatti con un comunicato di aver ordinato ai militari di agire proprio perché Zelaya aveva tentato di violare la legge facendo votare un referendum per autorizzare la sua rielezione. La moglie del presidente deposto, la «primera dama» honduregna, Xiomara de Zelaya, non è riuscita a fuggire con il marito in Costa Rica e si è rifugiata «su una montagna» nella zona orientale del Paese. E in serata il Parlamento dell'Honduras ha nominato successore del presidente deposto il presidente dello stesso Parlamento, Roberto Micheletti. Il voto è avvenuto per alzata di mano.
ATTACCO A OBAMA IN TV - Zelaya ha subito puntato il dito contro il presidente americano Barack Obama: «Ci sei tu dietro a tutto questo?», ha chiesto Zelaya all'inquilino della Casa Bianca dai microfoni di Telesur. La Casa Bianca ha però risposto respingendo con forza l'accusa: «Non c'è stato alcun coinvolgimento statunitense in quest'azione contro il presidente Zelaya». Dura anzi la condanna del golpe da parte del segretario di Stato americano Hillary Clinton, che ha parlato di un atto che deve essere «condannato da tutti» e che «viola i principi democratici». Le parole del capo della diplomazia Usa seguono quelle di «profonda preoccupazione» espresse da Barack Obama, accusato invece anche dal presidente venezuelano Hugo Chavez di essere coinvolto nel colpo di Stato.
CHAVEZ - Proprio Chavez, che aveva chiesto a Obama di pronunciarsi contro il golpe in Honduras («un colpo di stato troglodita»), ha avvertito in una dichiarazione televisiva che il suo Paese «potrebbe agire, anche militarmente», se il proprio ambasciatore o la sede dell’ambasciata in Honduras dovessero essere attaccati.

LA UE CHIEDE LA LIBERAZIONE- Alla condanna del golpe da parte del Venezuela, si aggiunge quella di Colombia, Brasile, Argentina ed Ecuador. Anche i ministri degli esteri dell'Ue hanno «condannato con forza l'arresto del presidente dell'Honduras» Manuel Zelaya chiedendone «l'urgente liberazione». In un documento pubblicato domenica a Corfù, ai margini della riunione dell'Osce, i 27 ministri auspicano un rapido «ritorno alla normalità costituzionale» nel paese centramericano. L’Organizzazione degli stati americani (Osa) ha indetto una riunione d’emergenza per discutere la situazione in Honduras. Il presidente del Paese, Manuel Zelaya. Dura la condanna del golpe da parte di numerosi paesi latinoamericani: contro il colpo di Stato si sono finora espressi, oltre al Venezuela, anche Colombia, Brasile, Argentina ed Ecuador.

TENSIONE - Successivamente all'arresto del presidente, testimoni hanno riferito che gas lacrimogeni sono stati sparati contro un gruppo di circa 500 manifestanti davanti al palazzo presidenziale. Colonne di blindati hanno percorso non solo le strade di accesso alla residenza del presidente arrestato ma anche altri punti della capitale. Gruppi di militari hanno preso il controllo delle sedi di alcuni edifici della pubblica amministrazione. Nella capitale ci sono anche interruzioni nella fornitura dell'energia elettrica. In serata centinaia di sostenitori del presidente dell'Honduras sono scesi in piazza davanti alla sede della presidenza per chiedere il suo ritorno nel Paese. Lo hanno riferito testimoni. I manifestanti appartengono alle organizzazioni politico-sociali che hanno difeso il progetto di Zelaya di modificare la Costituzione per potersi ricandidare alle presidenziali per un secondo mandato.

LA CRISI ISTITUZIONALE - L'arresto di Zelaya arriva dopo la delicata crisi istituzionale che si era aperta a seguito della decisione del presidente di rimuovere il capo di stato maggiore delle forze armate, Romeo Vasques: decisione contestata dallo stesso militare, la cui reintegrazione all'incarico era stata d'altra parte chiesta dalla Corte suprema honduregna. Al centro del lungo braccio di ferro militari-presidente c'è un controverso referendum popolare indetto da Zelaya e in programma per domenica, attraverso il quale il presidente puntava ad ottenere una riforma costituzionale che gli permetterebbe di presentarsi per un secondo mandato presidenziale di quattro anni.

Fonte: 28 giugno 2009 http://www.corriere.it






OEA CUBA Reflexiones del compañero Fidel Castro Ruz: EL CABALLO DE TROYA

Reflexiones del compañero Fidel: EL CABALLO DE TROYA
Fidel Castro Ruz

2009-06-02


Rafael Correa, presidente de Ecuador, de visita en Honduras, en vísperas de la reunión de la OEA, declaró: Yo creo que la OEA perdió su razón de ser, tal vez nunca tuvo razón de ser. La noticia transmitida por ANSA, añade que Correa, vaticinó la muerte de esa organización por los muchos errores cometidos.

Afirmó que los países del continente americano, por condiciones geográficas, no pueden ser metidos todos en la misma canasta, y por eso Ecuador propuso hace varios meses la creación de la Organización de Estados Latinoamericanos.

No es posible que los problemas de la región se discutan en Washington, construyamos algo propio, sin países ajenos a nuestra cultura, a nuestros valores, incluyendo obviamente a países que inexplicablemente fueron separados del sistema interamericano, y me refiero al caso concreto de Cubafue una real vergüenza y muestra la doble moral que existen en las relaciones internacionales. A su llegada a Honduras, tanto el presidente Zelaya como él, declararon que la OEA debe ser reformada y reincorporar a Cuba de lo contrario tendrá que desaparecer.

Otro despacho de la agencia DPA afirma: La reintegración de Cuba en la Organización de Estados Americanos (OEA) ha pasado de ser un tema per se de la Asamblea General del organismo en la hondureña San Pedro Sula para convertirse, una vez más, en la excusa de una lucha de intereses que van mucho más allá de los límites de la isla caribeña y podrían cuestionar (de nuevo) las relaciones hemisféricas. El presidente de Venezuela, Hugo Chávez, lo dejó bien claro al calificar el encuentro hemisférico que comienza este martes en Honduras en términos cuasi bélicos.

Será, dijo, una batalla interesante en la que si se demuestra que la OEA sigue siendo un ministerio de las colonias que no se transforma para subordinarse a la voluntad de los gobiernos que la conforman, entonces habrá que plantearse salirse del organismo y crear otro alternativo. ‛América Latina está haciendo de Cuba la prueba de fuego de la sinceridad del verdadero acercamiento de la administración Obama a la región, sostuvo la experta en Cuba del Council of Foreign Relations de Washington, Julia Sweig, al diario The Washington Post, en vísperas del encuentro hondureño.

Al resistir las agresiones del imperio más poderoso que haya existido jamás, nuestro pueblo luchó por los demás pueblos hermanos de este continente. La OEA fue cómplice de todos los crímenes cometidos contra Cuba.

Más en:
http://www.cubadebate.cu/

Fonte: http://www.youtube.com/user/TVZL

OEA Fidel Castro 2/2 Victoria Cuba ALBA Nicolás Maduro Venezuela la hojilla

VICTORIA DEL ALBA
Derogada la resolución que expulsó a Cuba de la OEA
Este miércoles se aprobó la propuesta formulada por los cancilleres de los países del ALBA, más Ecuador y Paraguay, que da marcha atrás con la vergonzosa expulsión de Cuba en 1962 por parte de los países miembros de la Organización de Estados Americanos, apuntalados por Estados Unidos. Ahora depende de Cuba su decisión de reingresar o no.
Prensa web YVKE
MIÉRCOLES, 3 DE JUN DE 2009. 2:06 PM
Los cancilleres de los 34 países miembros de la Organización de Estados Americanos (OEA), reunidos en la ciudad hondureña de San Pedro de Sula, ratificaron este miércoles por aclamación la resolución que deroga la expulsión de Cuba de ese organismo en 1962, todo un paso histórico para el continente americano.

El periodista Martín Pacheco, Jefe de Prensa de la cancillería venezolana, informó en contacto directo con VTV que se realizó una reunión a puertas cerradas de todos los cancilleres de la OEA con sus respectivos asesores. Allí se logró un acuerdo sobre la resolución propuesta por los países miembros del ALBA, sumados a Ecuador y Paraguay, en la que queda sin efecto la resolución 662, la cual mantenía excluida a Cuba del sistema interamericano desde hace

La resolución, aprobada por consenso, fue leída por Patricia Rodas, canciller de Honduras, en la Asamblea General ante la ovación de los presentes. Rodas agradeció y se sintió complacida de que pueda haber sido en Honduras donde se albergue a la asamblea que resarció este desagravio fundamental a un país hermano del ALBA.

La aprobación de esta resolución implica que Cuba está en disposición, en forma soberana, de incorporarse a la OEA; siempre y cuando esa nación lo crea conveniente. Vale destacar que en reiteradas oportunidades el líder cubano, Fidel Castro, ha rechazado la posibilidad del reingreso a dicha organización, por considerarla, entre otras cosas, como un instrumento injerencista y un organismo vacío de contenido.
Más en:
http://www.radiomundial.com.ve/yvke/n...


VICTORIA DE CUBA Y DE PAÍSES DEL ALBA
Chávez: La negativa a anular el decreto contra Cuba hubiera fracturado la OEA
El Presidente explicó que Venezuela -y posiblemente otros países- estaban listos para abandonar la Organización de Estados Americanos si el tema de la suspensión a Cuba no se hubiera discutido o aprobado. Estados Unidos trató de sacar el tema de la agenda de la Asamblea General, y dejarlo en una comisión jurídica, pero la diplomacia de los países del Alba revirtió la decisión.
Yvke Mundial (Luigino Bracci Roa)
MIÉRCOLES, 3 DE JUN DE 2009. 6:38 PM
El Presidente Hugo Chávez se mostró orgulloso de que la diplomacia de los países del Alba lograran contrarrestar las intenciones de los sectores conservadores de Estados Unidos, quienes no lograron imponer su agenda en la Organización de Estados Americanos (OEA) este miércoles, sino que -todo lo contrario- se lograra la histórica decisión de derogar el decreto de 1962 que suspendía a Cuba de dicha organización.

"Hemos tenido que asumir posiciones muy duras" para lograr la resolución: el Presidente explicó que Venezuela -y posiblemente otras naciones- estaban listas para abandonar la OEA si finalmente se imponía la tendencia que buscaba imponer Estados Unidos, de evitar que se discutiera el tema en la Asamblea General y se pasara a una comisión jurídica.
Más en:
http://www.radiomundial.com.ve/

Fonte: http://www.youtube.com/user/TVZL

OEA Fidel Castro 1/2 Victoria Cuba ALBA discurso Zelaya Honduras la hojilla

VICTORIA DEL ALBA
Derogada la resolución que expulsó a Cuba de la OEA
Este miércoles se aprobó la propuesta formulada por los cancilleres de los países del ALBA, más Ecuador y Paraguay, que da marcha atrás con la vergonzosa expulsión de Cuba en 1962 por parte de los países miembros de la Organización de Estados Americanos, apuntalados por Estados Unidos. Ahora depende de Cuba su decisión de reingresar o no.
Prensa web YVKE
MIÉRCOLES, 3 DE JUN DE 2009. 2:06 PM
Los cancilleres de los 34 países miembros de la Organización de Estados Americanos (OEA), reunidos en la ciudad hondureña de San Pedro de Sula, ratificaron este miércoles por aclamación la resolución que deroga la expulsión de Cuba de ese organismo en 1962, todo un paso histórico para el continente americano.

El periodista Martín Pacheco, Jefe de Prensa de la cancillería venezolana, informó en contacto directo con VTV que se realizó una reunión a puertas cerradas de todos los cancilleres de la OEA con sus respectivos asesores. Allí se logró un acuerdo sobre la resolución propuesta por los países miembros del ALBA, sumados a Ecuador y Paraguay, en la que queda sin efecto la resolución 662, la cual mantenía excluida a Cuba del sistema interamericano desde hace

La resolución, aprobada por consenso, fue leída por Patricia Rodas, canciller de Honduras, en la Asamblea General ante la ovación de los presentes. Rodas agradeció y se sintió complacida de que pueda haber sido en Honduras donde se albergue a la asamblea que resarció este desagravio fundamental a un país hermano del ALBA.

La aprobación de esta resolución implica que Cuba está en disposición, en forma soberana, de incorporarse a la OEA; siempre y cuando esa nación lo crea conveniente. Vale destacar que en reiteradas oportunidades el líder cubano, Fidel Castro, ha rechazado la posibilidad del reingreso a dicha organización, por considerarla, entre otras cosas, como un instrumento injerencista y un organismo vacío de contenido.
Más en:
http://www.radiomundial.com.ve/yvke/n...


VICTORIA DE CUBA Y DE PAÍSES DEL ALBA
Chávez: La negativa a anular el decreto contra Cuba hubiera fracturado la OEA
El Presidente explicó que Venezuela -y posiblemente otros países- estaban listos para abandonar la Organización de Estados Americanos si el tema de la suspensión a Cuba no se hubiera discutido o aprobado. Estados Unidos trató de sacar el tema de la agenda de la Asamblea General, y dejarlo en una comisión jurídica, pero la diplomacia de los países del Alba revirtió la decisión.
Yvke Mundial (Luigino Bracci Roa)
MIÉRCOLES, 3 DE JUN DE 2009. 6:38 PM
El Presidente Hugo Chávez se mostró orgulloso de que la diplomacia de los países del Alba lograran contrarrestar las intenciones de los sectores conservadores de Estados Unidos, quienes no lograron imponer su agenda en la Organización de Estados Americanos (OEA) este miércoles, sino que -todo lo contrario- se lograra la histórica decisión de derogar el decreto de 1962 que suspendía a Cuba de dicha organización.

"Hemos tenido que asumir posiciones muy duras" para lograr la resolución: el Presidente explicó que Venezuela -y posiblemente otras naciones- estaban listas para abandonar la OEA si finalmente se imponía la tendencia que buscaba imponer Estados Unidos, de evitar que se discutiera el tema en la Asamblea General y se pasara a una comisión jurídica.
Más en:
http://www.radiomundial.com.ve/

Fonte: http://www.youtube.com/user/TVZL

Cuba "Fidel Castro sin palabras y con mentiras" O-jec.com

La Organizacion de Jovenes Exiliados Cubanos
"Fidel Castro sin palabras y con mentiras".Algo muy normal en el,tener respuestas para todo lo que ponga en duda su mentirosa revolucion donde todo el pais trabaja y se sacrifica con el proposito que el,su hermano y su familia vivan la dulce vida.

Fonte: http://www.youtube.com/user/OjecVideos

Colpo di stato in Honduras - Notizie in diretta...

(2009-06-30)

"Il colpo di stato in Honduras costituisce un fatto grave ed inammissibile; l’Italia e tutti i Paesi democratici devono levare alta la loro voce affermando la sovranità inviolabile dello Stato di Diritto ed il rispetto delle regole democratiche." Si legge in una dichiarazione dell’on. Fabio Porta (PD), deputato eletto nella ripartizione America Meridionale e membro della Commissione Esteri della Camera.

"Dopo un lungo ed esemplare periodo di democrazia e di partecipazione popolare, l’inquietante riaffacciarsi di un esercito sulla scena politica latinoamericana desta non poche preoccupazioni. - ha proseguito Porta - Per questi motivi va salutata positivamente la condanna immediata del golpe in Honduras da parte dei governi latinoamericani, dell’OSA, e in particolare del governo degli Stati Uniti. Ugualmente positiva va considerata la presa di posizione del Ministro degli Esteri Frattini, che ha parlato di violazione della legalità e delle regole democratiche."

"Anche in quest’occasione l’Italia deve ribadire con forza che sta dalla parte del diritto, della democrazia e delle popolazioni dell’America Latina, che sempre hanno potuto contare sul sostegno del nostro Paese alle loro lotte civili e democratiche. Dobbiamo augurarci che senza nessun tipo di ingerenza esterna le garanzie democratiche ed istituzionali vengano ristabilite.
Quanto accaduto recentemente a El Salvador conferma che e’ possibile vincere con la forza della democrazia, senza ricorrere alle armi e alla violenza: in quel Paese dopo vent’anni di governo di estrema destra ha vinto il candidato dell’ex movimento guerrigliero FMLN e il governo uscente si è comportato in modo impeccabile nella transizione (e l’esercito non ha avuto alcun atteggiamento discutibile). - ha concluso Porta - Faccio mie le parole pronunciate stamane dal Presidente del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva, “non possiamo accettare nessun altro Presidente dell’Honduras che non sia Zelaya, perché lui e’ stato eletto democraticamente dal popolo”.(30/09/2009-ITL/ITNET)

Fonte: http://www.youtube.com/user/nuovomagma e http://www.italiannetwork.it/

lunedì 29 giugno 2009

Honduras 26 GOLPE DE ESTADO Presidente Mel Zelaya habla en el ALBA Managua

Militari deportano il presidente Zelaya nel giorno di un referendum. Caos e tensione a Tegucicalpa. La Casa Bianca non riconosce i golpisti


Sembra incredibile. Stamane all'alba i militari sono entrati nella residenza privata del presidente dell'Honduras Manuel Zelaya, l'hanno caricato su un aereo diretto verso il Costarica. Un Colpo di Stato proprio nel giorno in cui gli honduregni devono decidere in un polemico referendum di riforma costituzionale voluto da Zelaya ma rifiutato dal Congresso, la Giustizia e le Forze Armate.Un referendum d'impronta chavista per permettere una rielezione del presidente. Discutibile o no è davvero incredibile un golpe nel 2009. La OEA è riunita d'emergenza, Obama ha detto di essere profondamente preoccupato, di fatto ripudia il colpo di Stato e chiarisce che non c'è nessuna interferenza statunitense e che non si riconosce nessun altro presidente. In Honduras c'è pure una base operativa USA. Prima i golpe venivano decisi a Washington: Oggi?

Fonte: http://www.youtube.com/user/TVZL e http://www.lastampa.it/

La guerra alla democrazia - di John Pilger (10 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

Fonte: http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment

La guerra alla democrazia - di John Pilger (9 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

Fonte: http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment

La guerra alla democrazia - di John Pilger (8 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

Fonte: http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment

La guerra alla democrazia - di John Pilger (7 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

Fonte: http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment

La guerra alla democrazia - di John Pilger (6 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

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La guerra alla democrazia - di John Pilger (5 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

Fonte: http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment

La guerra alla democrazia - di John Pilger (4 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

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La guerra alla democrazia - di John Pilger (3 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

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La guerra alla democrazia - di John Pilger (2 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

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La guerra alla democrazia - di John Pilger (1 di 10)

Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. E' stato girato in Venezuela, Bolivia, Cile, Guatemala, Nicaragua e Stati Uniti. Racconta la storia, attraverso la voce dei protagonisti che la vivono, del "giardino nel retro" dell'America, il termine spregiativo dato a tutta l'America Latina. Descrive la lotta dei popoli indigeni prima contro la Spagna, poi contro gli immigranti europei che hanno rinforzato la vecchia elite. Le riprese si sono concentrare sui barrios, dove vive il "popolo invisibile" del continente, in baracche infernali che sfidano la legge di gravità.

Racconta, soprattutto, una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti sociali che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez, la cui crescente consapevolezza politica, e il cui senso della storia (e dell'umorismo) sono evidenti. Il film indaga il colpo di stato del 2002 contro Chavez e lo inserisce in un contesto contemporaneo. Descrive anche le differenza tra il Venezuela e Cuba, e il cambiamento nel potere economico e politico da quando Chavez è stato eletto per la prima volta.

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".

Pilger crede anche che un giornalista dovrebbe essere custode della memoria pubblica e cita spesso Milan Kundera; "La lotta del popolo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".

Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)

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COLPO DI STATO IN HONDURAS

Roberto Micheletti, fino ad oggi presidente del Congresso Nazionale ha giurato come presidente. Difficilmente ci sarà in America Latina e nel mondo un paese disposto a riconoscerlo. Tutti gli organismi internazionali hanno condannato il Golpe: Unione Europea, Organizzazione degli Stati Americani, Gruppo di Rio, Unasur ed ovviamente l’ALBA, che si riunisce domani a Managua.

Un aereo venezuelano è partito alla volta del Costa Ricaper prelevare il presidentre destituito dai golpisti, Manuel Zelaya e trasportarlo a Managua. In Honduras, anche se non si segnalano scontri ed incidenti, è cominciata la repressione. Molti funzionari fedeli a Zelaya sono passati alla clandestinità per sfuggire agli arresti. Nel paese manca l’elettricità e Radio Globo Honduras Online è l’unica radio che fino a pochi attimi fa stava informando.

Da pochi minuti non riusciamo più ad ascoltarla. Specifichiamo che le minacce di Chavez di mandare le truppe era nel caso fosse successo qualcosa al proprio ambasciatore, che nelle prime ore del golpe era stato sequestrato assieme agli ambasciatori di Cuba e Nicaragua; i tre erano andati a portare la propria solidarietà alla Ministrodegli Esteri.


Radio Globo Honduras online
l’unico medio dell’Honduras che continua a trasmettere in vivo
http://radioglobohonduras.com/

De Honduras al mundo
In Honduras, dopo il colpo di stato di ieri, è rimasta attiva solamente una radio, Radio Globo Honduras Online, che trasmette praticamente dalla clandestinità, attraverso ripetitori portatili. E’ proprio da questa radio, online anche via Internet, che apprendiamo che è in corso una dura repressione contro i principali funzionari del Governo di Zelaya, i quali per sfuggire agli ordini di arresto, impartiti dai militari golpisti sono stati costretti a passare alla clandestinità. Tra questi anche Rafael Alegría, il quale dopo aver conversato telefonicamente col presidente Hugo Chavez, le cui parole sono state trasmesse in diretta radio e televisiva attreverso i media venezuelani, è stato raggiunto da un ordine di arresto, per sfuggire al quale è dovuto passare alla clandestinità. Stessa sorte sta passando a nuemrosi lider di movimenti sociali e giornalisti.

Mentre nelle strade della capitale ci sono manifestazioni pacifiche in appoggio a Zelaya, il presidente del Congresso Nazionale, Roberto Micheletti, è stato nominato nuovo presidente della Reppublica. Si tratta di un burattino che difficilmente troverà un paese in America Latina e nel mondo, disposto a riconoscerlo.

Intanto, il governo venezuelano ha inviato in Costa Rica un aereo, che preleverà il presidente eletto dell’Honduras, Manuel Zelaya e lo condurrà probabilemente questa stessa notte a Managua, Nicaragua, al fine di partecipare all’incontro dei capi stato dell’ALBA.

Il presidente Hugo Chavez, che da stamane era in Tv, nel suo domenicale programma televisivo, il cui palinsesto è stato cambiato totalmente, ovviamente dedicandolo al Golpe in Honduras, ha all’improvviso annunciato l’interruzione del programma. Pensiamo che possa aver deciso di raggiungere il presidente Zelaya in Costa Rica, infatti poco dopo si è appresa la notizia che un aereo venezuelano sarebeb partito alla volta del Costa Rica.

Continua agli arresti ed incomunicata col mondo, la Ministra degli Esteri, Patricia Rodas.

LPG, Caracas, 28/06/2009 - Ore 17:30 (Ora di Caracas)

Fonte: http://www.youtube.com/user/neoumanesimo e http://www.agoravox.it

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!