Cosa succedeva nella Sicilia Mafiosa guidata dalla Democrazia Cristiana collusa e corrotta...Totò Cuffaro, uomo politico Siciliano, ex-Presidente della Regione Sicilia...osò aggredire verbalmente il Giudice Falcone...VIGLIACCO!!!
"La Politica è una cosa difficile, talvolta terribile, ma tuttavia umana! Anche nella Politica ci deve essere il disgusto, la pulizia! Non ci si può sporcare di fango, nemmeno per un'idea alta!" (Boris Eltsin - "Il diario del Presidente")
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sabato 19 luglio 2008
Totò Cuffaro...il democristiano mafioso al potere...
Totò Cuffaro, il democristiano mafioso al potere in Sicilia che sfrontatamente ridicolizzò e sminuì il lavoro dei due Giudici anti-Mafia...VERGOGNA!!!
Folla inferocita contro i politici ai funerali di Borsellino...
Nei giorni seguenti, dopo l'attentato al Giudice Borsellino, durante i suoi funerali la folla esasperata si scaglia contro i politici dell'epoca che avevano osato presenziare alla cerimonia funebre...quegli stessi uomini collusi e corrotti, responsabili morali e materiali della morte dei due Giudici uccisi dalla Mafia...la rivolta della folla purtroppo sarà estemporanea e fine solo a se stessa...tutto dopo tornò come prima ed i Siciliani continuarono a subire servili lo strapotere della politica mafiosa dello Stato Italiano!!!
Per non dimenticare - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino...
Chi erano i due Giudici anti-Mafia che osarono l'inosabile, che osarono sfidare il potere Massonico-Mafioso dello Stato Italiano colluso e corrotto che loro stessi servivano con dedizione perchè credevano nella giustizia!!!
Intervista a Paolo Borsellino...
48 ore prima dell'attentato che uccise il Giudice Falcone, Borsellino viene intervistato...anche lui poi poche settimane dopo sarà ucciso in un attentato con esplosivo!!!
Paolo Borsellino - Un eroe vero dei nostri tempi...
Ecco ciò che accadde 16 anni fà...l'Italia dei Mafiosi e dei Massoni, l'Italia odiosa del malaffare e dell'ingiustizia purtroppo trionfava...dopo aver eliminato il Giudice Falcone e la sua scorta, la Mafia con la copertura del Governo Italiano dell'epoca uccise anche il Giudice Borsellino e la sua scorta...due eroi anti-Mafia schiacciati dal potere prepotente dei nemici del popolo Italiano!!!
Paolo Borsellino ricorda il suo collega Giovanni Falcone...
16 anni fà moriva questo integerrimo servitore dello Stato Italiano, lottava e viveva per la giustizia, la vera giustizia della sua Regione e della sua Nazione...egli combatteva contro la Mafia e la Massoneria...subdoli nemici del popolo Italiano prima di tutto!!! Purtroppo egli non sapeva che in realtà lo Stato per cui lui lavorava lo avrebbe tradito, sacrificato come un agnellino al macello...lo Stato Italiano corrotto e colluso con gli stessi Mafiosi che lui contrastava e che lo hanno ucciso in un vile e brutale attentato dinamitardo!!!
Gioventù Italiana ricorda Paolo Borsellino!
16 anni fa, il 19 luglio del 1992 si spegnevano nel tragico attentato di via D’Amelio le vite di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. Il VILE gesto, firmato “cosa nostra”, aveva l’obiettivo di bloccare le indagini portate avanti dal magistrato, insieme al collega Falcone ucciso pochi mesi prima dalla stessa “mano”, ed intimorire chi cercava di sgominare l’organizzazione e palesare la corruzione del sistema.In questa triste ricorrenza Gioventù Italiana, il movimento giovanile de La Destra, intende tenere vivo il ricordo di quanti, per onestà, per senso del dovere, per la volontà di offrire un futuro migliore agli italiani, hanno deciso di sfidare la mafia e i poteri forti senza esitazione. Personaggi come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, come gli uomini delle scorte, devono essere modello di valori per tutti.Per non dimenticare, nella giornata di sabato saremo presenti in alcune spiagge di Marina di Ragusa per invitare i bagnanti con un minuto di silenzio a ricordare i nostri Eroi. «La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità» (Paolo Borsellino) Ragusa, 18.07.2008 Raffaele Chiavola Portavoce Gioventù Italiana di Ragusa Rousseau. La comunità rurale quale antidoto contro l’individualismo “sociale”!
Tratto da ITALIA SOCIALE di Antonio Del Prete - Rousseau spezza il nesso consequenziale tra individualismo e assolutismo stabilito da Hobbes attraverso una ridefinizione dello stato naturale in senso più assolutamente individualistico. La sua ipotesi di partenza, infatti, è quella di un’insocievolezza maggiore di quella descritta nella visione hobbesiana. Nell’analisi roussoviana dello stato di natura non è presente il conflitto, ma solo perché l’individuo non incontra facilmente i propri simili ovvero, in tale eventualità, se ne separa immediatamente. La sovranità originata dal contratto sociale dovrà essere dunque più estremizzata, dato che gli uomini non sono associati nemmeno dalla guerra reciproca. La condizione di felicità dell’individuo primitivo risiede nell’espressione della propria intima essenza, in quanto il paradigma della perfezione è determinato dal livello di autoidenticazione raggiunto. “L’uomo naturale è tutto per sé; è l’unità numerica, l’intero assoluto che non ha altro rapporto con sé stesso e col suo simile”. L’individualismo roussoviano non è circoscritto alla descrizione dello stato di natura, giacché lo stesso uomo civile dovrebbe restare “in-dividuo”, evitando le contraddizioni causa della divisione dell’uno. Purtroppo ciò non accade poiché l’ambizione degli uomini, costretti ad apparire diversi da ciò che sono, determina un processo di mascheramento e mistificazione che introduce una pericolosa frattura nell’Io. Qual è il motore dell’umana ambizione ? Rousseau sostiene che sia il “vivere sociale”. Infatti egli rinviene nella società il nucleo costitutivo delle passioni, definite l’origine stessa del male. Corruzione, disuguaglianza tra gli uomini e disordine sono dunque determinati da quell’ amour propre che ha sostituito “l’amore di sé”, caratterizzante lo stato naturale. La spiegazione di tale affermazione è data dalle definizioni delle due differenti passioni. L’”amore di sé” è un sentimento assoluto, naturale e buono perché assicura l’autoconservazione dell’individuo ed esprime il suo diritto alla vita, determinando nel primitivo compassione e pietà verso i simili. La nascita dei legami sociali, d’altra parte, implica una valutazione relativa di sé ed il desiderio di eccellere sugli altri. In tal senso si parla di amour propre, che è sempre negativo, in quanto, nascendo dal confronto con gli altri, si configura come sentimento sociale ed è quindi subordinato all’opinione. Dice in proposito Rousseau: “La sensibilità positiva deriva immediatamente dall’amore di sé. È naturale che colui che si ama cerchi di estendere il suo essere e i suoi godimenti e di appropriarsi, coi legami affettivi, di ciò che egli sente possa essere per lui un bene. … Ma non appena questo amore assoluto degenera in amor proprio, e in rivalità comparativa, ecco che produce la sensibilità negativa; appena, infatti, si prende l’abitudine di misurarsi con altri ed uscire da se stessi per assegnarsi il primo e il miglior posto, è impossibile non provare avversione per tutto ciò che … ci impedisce di essere tutto”. Le differenti qualità naturali divengono oggetto di valutazione morale e di pubblico riconoscimento, causando l’insorgere della disuguaglianza: “chi cantava o danzava meglio; il più bello, il più forte. Il più abile o il più eloquente divenne il più considerato, e ciò fu il primo passo verso la disuguaglianza, e verso il vizio allo stesso tempo: di queste prime preferenze nasceranno da un lato la vanità e il disprezzo, dall’altro la vergogna e l’invidia; e la fermentazione causata dai nuovi fermenti prodotti infine da composti funesti alla felicità e all’innocenza”. L’originaria integrità dell’Io non va mai, dunque, completamente perduta, in quanto rappresenta il fondamento stesso di un possibile recupero dell’autenticità. L’uomo deve tornare alla propria interiorità, sciogliere la scissione tra l’essere e l’apparire per riaccedere allo stato di quiete e di pacificazione del puro sentimento dell’esistenza. In questo modo si rende possibile il sentimento della philia, frutto dell’Io autentico ed alternativo all’amor proprio. Si palesa così, nuovamente, l’individualismo roussoviano: l’amicizia è un sentimento confinato in una piccola comunità retta da un’economia rurale e tradizionale tesa alla produzione di valori d’uso, mentre la philia sembra possibile solo tra individui legati da un rapporto di prossimità e di familiarità fraterna. ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!