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27 GENNAIO - LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Edizione uscita esattamente 8 anni fa: il #27gennaio2018, con le pagine inedite che erano state "censurate" nelle vecc...

sabato 3 dicembre 2011

Segreti, crimini, violenze e abusi commessi in America da alcuni preti e sacerdoti: davvero sono stati coperti e protetti per anni dal Vaticano?


Questo video accusa di complicità la Chiesa cattolica per il suo atteggiamento protettivo nei confronti dei preti pedofili, invece che dei bambini abusati, e per la sistematica opera di insabbiamento ogni volta che un nuovo caso veniva alla luce. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dalla BBC, la politica di base della Chiesa era sempre la stessa, in Irlanda come negli Stati Uniti o in Brasile: una volta che lo scandalo era venuto alla luce, il vescovo responsabile della condotta di quel prete lo trasferiva in un'altra parrocchia, dove gli abusi continuavano, mentre i bambini che osavano confessare ciò che era loro successo venivano minacciati e ridotti al silenzio dagli altri preti.
Il video fu trasmesso dalla BBC ad ottobre 2006. In Italia non era mai andato in onda. A maggio del 2007 fu sottotitolato in italiano dal blog Bispensiero.it e fu visto sul web da oltre cinque milioni di utenti.
La circolazione del video ha creato scandalo, tanto nel mondo laico che in quello ecclesiale; esponenti vicini a quest'ultimo hanno chiesto scuse formali da parte dei giornalisti della BBC, tacciandoli di calunnia ed invitandoli a «chinare il capo e chiedere scusa» ; il quotidiano cattolico Avvenire aveva addirittura dedicato uno speciale al caso...

Il Vaticano e i suoi segreti: Il Vaticano ed il Nuovo Disordine Mondiale...


Documentario trasmesso dal National Geographic Channel che rivela gli aspetti meno conosciuti del centro nevralgco della Chiesa Cattolica, la città del Vaticano...

Il documento con il quale eminenti rappresentanti del Vaticano invocano, quale soluzione alla attuale crisi economica e sociale, dei passi in avanti verso la creazione di strutture decisionali sovranazionali, di carattere globalista, ha indubbiamente suscitato grande interesse nel cosidetto ambiente della “controinformazione”, e non poteva essere altrimenti.
Se infatti per i media tradizionali tale presa di posizione non rappresenta che un allineamento alle soluzioni proposte dai grandi think tank internazionali, per coloro che conoscono le radici e le prospettive della ideologia mondialista le soluzioni auspicate del Vaticano non possono che suscitare un giustificato sospetto.

Il documento in questione, stilato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, intitolato Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale, inizia soffermandosi nell'analizzare l'attuale momento storico da un punto vista economico e sociale.
Mettendo quindi in evidenza la situazione di crisi economica venutasi a creare nel pianeta, nel documento si pongono in evidenza le grandi disparità con cui il benessere mondiale è distribuito, e si attribuiscono le cause di tale processo ad una generica ideologia liberista:
Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace?
Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli.
Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti.
Una conclusione a cui si giunge dopo aver ricordato come per affrontare la situazione economica mondiale negli ultimi anni diversi governi nazionali abbiano utilizzato enormi mezzi per tamponare la crisi:
Un orientamento di stampo liberista – reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati – ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale, immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti.
Ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento, sollecitando interventi pubblici sotto varie forme, di enorme portata (oltre il 20% del prodotto nazionale) al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale.

Uno strano “neoliberismo senza regole e senza controlli”, quello in cui i maggiori governi mondiali intervengono nel mercato mettendo sul piatto il 20% del loro prodotto nazionale.
Ma non è l'evidente confusione ed incompetenza, o forse malafede, degli esperti economisti del Vaticano l'aspetto più interessante del documento, bensì le soluzioni da loro proposte per superare questo momento di difficoltà a livello mondiale:
Regole e controlli, sia pure in maniera imperfetta, sono spesso presenti a livello nazionale e regionale; tuttavia, a livello internazionale tali regole e controlli fanno fatica a realizzarsi e a consolidarsi.[...]
Nel cammino verso la costruzione di una famiglia umana più fraterna e giusta e, prima ancora, di un nuovo umanesimo aperto alla trascendenza, appare inoltre particolarmente attuale l’insegnamento del Beato Giovanni XXIII.
Nella profetica Lettera enciclica Pacem in terris del 1963, egli avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore unificazione. Prendeva quindi atto del fatto che, nella comunità umana, era venuta meno la rispondenza fra l’organizzazione politica «su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale».
Per conseguenza auspicava la creazione, un giorno, di «un’Autorità pubblica mondiale». [...]
Un lungo cammino resta però ancora da percorrere prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale.
Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le Nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate.[...]
A un Governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni.[...]

 
E per quanto riguarda la regolamentazione dei rapporti economici, il documento precisa :
Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di «Banca centrale mondiale» che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali.
Nelle conclusioni, infine, possiamo leggere:
Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta «anarchica» tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità.[...]
Solo uno spirito di concordia, che superi divisioni e conflitti, permetterà all’umanità di essere autenticamente un’unica famiglia, fino a concepire un nuovo mondo con la costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune.
Sembrano in tutto e per tutto parole e concetti che potrebbe benissimo esprimere un qualsiasi Gran Maestro massone, dal momento che non si fa altro che ribadire ed auspicare la visione del mondo globalista che la massoneria ed altre società esoteriche da sempre evocano.
Ed è bene ricordare che anche il particolare utilizzo di determinate espressioni non è mai casuale, dal momento che ogni singola parola ha una sua importanza nel descrivere l'ideologia che le sta alle spalle.
Concetti quali “Nuovo Umanesimo”, oppure “Autorità pubblica mondiale” o “Nuovo Mondo” sono delle vere e proprie parole d'ordine che appartengono ad una precisa e determinata forma di pensiero che negli ultimi secoli si sta facendo sempre più strada.
Le stesse Nazioni Unite, invocate nel documento quale base di partenza per la costituzione di questo nuovo governo dal carattere sovranazionale, sono una creazione fortemente voluta dal pensiero universalista della libera muratoria internazionale, ed il suo carattere esoterico non è mai stato nascosto.
E' bene infatti sempre tenere a mente che le Nazioni Unite nascono principalmente seguendo una visione messianica, fatta propria dai movimenti neospiritualisti del XX secolo, e questo loro carattere viene prima degli aspetti di “governance mondiale” strettamente utilitaristici.

Questi aspetti sono assai noti a coloro che hanno approfondito la nascita e le origini dell'ideologia mondialista e sono altresì consapevoli dello spirito che animava la creazione delle strutture sovranazionali.
Si potrebbe però obbiettare che si tratti solo di suggestioni “complottiste”, di cui i vertici del Vaticano non dovrebbero tenere conto, se non rischiando di coprirsi di ridicolo.
Eppure, solo 14 anni fa, Michel Schooyans, autorevole professore dell'università cattolica di Loviano, dava alle stampe un libro estremamente interessante, dal titolo “Nuovo disordine mondiale”, dove metteva in evidenza le radici discutibili di organismi internazionali quali l'ONU e denunciava un piano di controllo globale ad esso collegato che passava per una drastica riduzione della popolazione mondiale ed una progressiva perdita delle libertà personali a vantaggio del rafforzamento dei centri decisionali mondialisti.

 
Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della "vita" e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di "dittatura mondiale" perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate.
Secondo l'Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la "filosofia dell'egoismo" dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri.[...]

L'ideologia sottostante che avrebbe avviato questa campagna di "pianificazione familiare, a livello mondiale", del "genere" umano, è ad avviso dell'Autore una sorta di incrocio tra l'ideologia di tipo social-comunista alla Feuerbach (individui solo ingranaggi della collettività), di Marx (le identità nazionali devono scomparire a favore di un Nuovo Ordine Mondiale governato da una minoranza illuminata) e di Lenin (tecnocrati illuminati che creano una rete di organizzazioni internazionali al servizio della pianificazione umana), con l'ideologia liberale alla Malthus (teorico della sicurezza alimentare, per cui poveri e meno dotati vanno eliminati o non fatti nascere), Bentham (utilitarismo etico, per cui il povero, che non produce o non produce abbastanza e tuttavia pretende di consumare, sia vinto dalla concorrenza) e Galton (uno dei massimi teorici eugenetici, per cui è necessario favorire la trasmissione della vita solo tra i più dotati).

Una analisi lucida ed in netto anticipo coi tempi del processo che va sotto il nome di “Nuovo Ordine Mondiale”, da un punto di vista non esclusivamente cattolico.
Aspetto ancora più interessante, la prefazione di tale libro fu scritta dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI.
Nel suo intervento, Ratzinger dimostrava di condividere le preoccupazioni espresse dall'autore, ed altrettanto lucidamente metteva in evidenza i pericoli che il processo di mondializzazione portava con sé:

Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l'approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica.
Da una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all'uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa.
Dall'altra, ci sono i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali.
Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell'ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell'uomo nuovo e del mondo nuovo.

L'allora cardinale Ratzinger dimostrava quindi di comprendere molto bene quale impalcatura ideologica stesse alla base di concetti quali “Nuovo Ordine Mondiale”, usando tale espressione con piena cognizione di causa.
Lo stesso Ratzinger che, divenuto Papa Benedetto XVI, nel discorso di Natale del 2005 chiamava a raccolta gli uomini di buona volontà affinchè quel medesimo Nuovo Ordine Mondiale lo edificassero.
Cosa era successo nel frattempo?
Difficile dirlo, forse quel fumo di Satana evocato da Papa Paolo VI dopo essersi introdotto da qualche fessura in vaticano ha nel tempo invaso molti ambienti, o forse la corrente mondialista massonica presente nel corpus cardinalizio è divenuta infine prevalente.
Il tempo dirà se i giorni della grande apostasia profetizzati dall'escatologia cristiana siano proprio quelli attuali.
Fonte: http://santaruina.splinder.com

L'omicidio di Yara Gambirasio: trovato DNA di un familiare?


13:14 - 26 Novembre 2011 - Chissà che cosa pensa? Chissà che cosa gli passa per la testa mentre guarda in televisione i servizi su Yara o legge sul giornale le ultime novità sul caso? Chissà che effetto gli fa vedere i titoli sul delitto, le notizie sui confronti dei Dna? Si sente il fiato degli investigatori sul collo, oppure, proprio perché lui sa che cosa è successo quel 26 novembre del 2010, prima fuori dalla palestra di Brembate Sopra e poi nel campo di Chignolo d’Isola, è tranquillo vedendo i tanti buchi nell’acqua della Procura?
In questo anno in cui mi sono dedicato al delitto di Yara Gambirasio, spesso mi sono fatto questa domanda. L’assassino potrebbe essere della zona, si è detto, e quindi mi sono sorpreso ad immaginarlo mentre cammina, libero ed indisturbato, per le strade del piccolo centro della Bergamasca. E magari, mentre qualcuno parla di quel delitto, chessò, in ufficio, a scuola o addirittura all’oratorio, anche lui potrebbe dire la sua.
Che emozioni prova un assassino in libertà? Pensa di avere commesso il delitto perfetto e si sente appagato per questo, oppure la coscienza gli rimorde? Una domanda senza risposta. Una domanda a cui è possibile rispondere solo con delle supposizioni. E allora te lo immagini in un giorno qualunque mentre passa vicino alla palestra in cui Yara è stata vista per l’ultima volta. Chissà, forse lui stesso ora si domanda com’è possibile che nessuno abbia notato niente quella sera.
Magari anche lui, tra la gente, ha preso parte al macabro pellegrinaggio nel luogo del ritrovamento del corpo, fingendo curiosità e commozione: un passo dietro l’altro verso il centro del campo e – quasi ad intervallare quella camminata – dei flashback nella sua testa con le urla di Yara che riecheggiano nelle sue orecchie, mentre davanti ai suoi occhi si ricompongono le immagini di lui stesso che la immobilizza e la colpisce, accanendosi poi con un taglierino sulla schiena, quindi sui polsi, alla fine sul fragile collo.
Che vita conduce un omicida in libertà? Potrebbe essere uno come noi, anzi, probabilmente lo è: non un mostro, a vederlo. Ma come si convive con un peso del genere sulla coscienza? Cosa si prova, da assassini, quando – magari in un bar davanti a un caffè - incroci casualmente lo sguardo spento, ma gentile, del padre o della madre di quella bimba? Che emozioni hai nel cuore quando in un momento di distratta cortesia, i genitori di Yara - così dignitosi ed educati – ti cedono il passo davanti alla porta di un negozio o della chiesa?
Non puoi non guardarli senza pensare: “Sono io quello che cercate, sono io che ho ucciso vostra figlia” E’ passato un anno da quel delitto. 365 giorni di mistero. 10 mila dna raccolti, ma a livello investigativo nessun punto fermo. Verrebbe da dire: l’unico elemento certo è che Yara è stata uccisa. Ma, purtroppo, in questa storia gli elementi certi sono almeno due: che Yara è stata uccisa e che il suo assassino è ancora libero e forse pensa: “Non mi prenderete mai!”
Enrico Fedocci
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it

Yara Gambirasio: quel libro troppo pieno di particolari...


Un nuovo colpo di scena per il caso di omicidio di Yara Gambirasio è stato rivelato ieri sera alla trasmissione Chi L’ha Visto?. Sembrerebbe infatti che il profilo genetico trovato compatibile con alcune persone che hanno offerto il loro DNA non porti a nulla. Il motivo potrebbe essere che appartenga ad un figlio illegittimo di qualcuno oppure che parentele non chiare e legami di sangue ignoti lo abbiano occultato...

26 Novembre 2010 - 26 Novembre 2011: Yara, dopo un anno il mistero continua! L'assassino o gli assassini sono ancora a spasso, liberi...


Yara Gambirasio ultime notizie. Si fanno sempre più complicate le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio. Il Dna dell’assassino potrebbe essere quello di un figlio illegittimo, risalire a lui con il cognome sarebbe quindi impossibile. Lo ha rivelato ieri sera a Chi l’ha visto Enrico Pelillo, avvocato della famiglia di Yara: “La familiarità del Dna non è la familiarità dell’anagrafe: difficile andare a cercarla con i cognomi, perché possono esserci figli illegittimi che non si chiamano con il cognome di quello di cui è stato individuato il ceppo familiare!”
Insomma, i profili genetici somiglianti, quelli su cui si stanno incentrando le analisi, non per forza possono essere correlati dal cognome. Bisogna tenere in considerazione parentele nascoste o inconsapevoli. Gli inquirenti lo sanno e le analisi effettuate finora non hanno dato risultati.
Alcune persone sospettate negli ultimi giorni si sono rivelate estranee alla vicenda. Il Dna di un ragazzo frequentatore della discoteca Sabbie Mobili somiglia a quello trovato sugli slip di Yara. Gli investigatori hanno pensato che l’assassino potesse essere un suo parente ma le analisi lo hanno escluso. Ricordiamo che le indagini si stanno concentrando su due tracce genetiche in particolare, quelle sui leggins e sugli slip. Quelle trovate sui guanti, seppur da tenere in considerazione, sono meno influenti visto che chi ha stretto la mano a Yara non è necessariamente l’assassino. 

Fonte: http://www.fattidicronaca.it 

Chi l’ha visto? I casi di Yara Gambirasio e Melania Rea. A Chi l’ha visto? nuovi sviluppi dei casi di Yara Gambirasio e di Melania Rea. I temi principali della puntata, in onda su Rai Tre, sono stati l'omicidio di Yara e il caso di Melania Rea. Federica Sciarelli ha inoltre reso noti nuovi aggiornamenti riguardano il caso Barbara Corvi. In onda in esclusiva n'intervista di Enzo Portaccio sul caso Ylenia Carrisi. Una notizia davvero importante riguarda il delitto di Yara Gambirasio: l'assassino potrebbe essere un figlio illegittimo, del quale i genitori non hanno mai voluto parlare. Suscita non poche perplessità anche la richiesta di questi ultimi di nominare un avvocato: Enrico Pelillo. Proprio a lui, Chi l'ha visto? fa un intervista esclusiva. Gli si chiede se è vera la notizia che è stato ritrovato un DNA appartenente al probabile figlio non legittimo. Il legale smentisce, spiegando come le similitudini di geni non sempre sono equiparabili a parentela. Sulla pista che contempla i familiari nella cerchia dei possibili assassini, i genitori non hanno idea di chi possa essere. E sull'esistenza stessa del figlio illegittimo, ancora non vi sono certezze.
In seguito si riparla del caso Ylenia Carrisi, la figlia dei noti cantanti, e lo si fa atti alla mano. Enzo Portaccio, capo dell'Interpol nel 1994, spiega alcuni dettagli non trascurabili, come ad esempio la sua frequentazione con Alexander Masakela, un suonatore di strada, trasferitosi poi negli Stati Uniti. La polizia Americana, non avendo elementi per fermarlo, lo ha sempre lasciato a piede libero. Il secondo caso trattato è Barbara Corvi, scomparsa da Amelia(Terni) il 27 Ottobre 2009, dopo una lite col marito Roberto. A questi la donna confesserà di avere un'amante. Il suo ex marito Carlo, in un'intervista, incita a indagare meglio su Roberto: Barbara gli aveva infatti confessato che era dedito ad atteggiamenti violenti e a manifestazioni di possesso e gelosia non trascurabili. Le indagini hanno anche scoperto dei legami familiari con una cosca mafiosa camorrista. Roberto tuttavia li nega, spiegando che si riferiscono al passato, e che lui e la sua famiglia oramai non c'entrano più nulla. Pare vi sia un'altra scomparsa legata a questa cosca: Angela Costantino. Pochi giorni fa, la forestale ha trovato dei resti di un corpo che potrebbero far risalire alla sparizione. Un'intervista ai genitori lascia trapelare rabbia: si sentono abbandonati dalle istituzioni. Alla sorella, in studio, viene mostrata una cartolina inviata proprio a casa del marito, con le parole "sto bene": per lei si tratta di un depistaggio. Roberto, nel periodo della cartolina, fa notare che Carlo era in città. Ma alla sorella in studio la pista dell'ex marito non convince affatto. A seguire, vengono forniti gli identikit di alcuni scomparsi recenti, consultabili direttamente dal sito della trasmissione.
Il tema forte della serata sono i risvolti dell'omicidio di Melania Rea: Salvatore Parolisi, come ha deciso la cassazione, rimarrà infatti in carcere. In studio Gennaro, padre di Melania, e lo zio, suo omonimo. In collegamento l'avvocato della famiglia Rea Mauro Gionni. Un video mostra la ricostruzione della scambio di e-mail tra Salvatore e l'amante: numerose le pressioni di lei affinchè il suo matrimonio terminasse, altrimenti avrebbe posto lei stessa fine alla storia. La paura di Salvatore sono gli alimenti, che in caso di divorzio verrebbero corrisposti da lui, visto che lei è disoccupata. Nell'ultima mail, le parole "dovrà sparire dalla mia vista" sembrano frutto di una premeditazione. L'avvocato Gionni spiega come, a breve, si andrà al processo insistendo sul deturpamento delle prove, oramai palese. Le contromosse dei legali di Salvatore(Biscotti e Gentile), si sono incentrate sul tentativo di avallare la tesi dell'accanimento mediatico, e sul cercare di dimostrare la sua non presenza sul luogo del delitto. Inoltre, essi sostengono che l'assassino potrebbe essere una donna, cosi come rilevato da del DNA trovato su lei. Il timore è che proprio i due difensori, siano in grado di forzare il caso verso un'assoluzione forzata, cosa tra l'altro avvenuta in alcuni casi precedenti dove i due erano stati nominati d'ufficio.
Michele Rea, in collegamento con la trasmissione, spiega inoltre come Biscotti abbia offerto la propria consulenza alla famiglia della vittima, venendo rifiutato perchè, come dirà Gennaro anche in studio, la loro intenzione era nominare Gionni sin da subito. Successivamente, Biscotti si è quindi offerto di difendere a titolo gratuito Salvatore. Il padre di Melania comunica anche la richiesta d'affidamento definitivo della nipote alla sua famiglia.

In diretta, vengono notificate altre due scomparse, risalenti agli ultimi giorni: Elio Procida e Vincenza Roberto.Un video poi parla del caso di Mirko Margiotti, 35 enne scomparso da 25 giorni a Primavalle, nella periferia di Roma. Il signor Giovanni Mafrolla, il 24 luglio 2011 ha ricevuto una chiamata della polizia, che lo invitava a riconoscere i resti di un cadavere: si trattava di suo figlio, sparato con molta probabilità da un fucile da caccia. Ignoto l'assassino, e l'unico sospetto ricade su un amante della sua ragazza, peraltro incinta, anche se non si sa chi dei due sia il padre.
Dopo quindici anni, importanti novità riguardano l'omicidio di Nada Cella: in collegamento la mamma Silvana. Pare che sia stato trovato un frammento di DNA sui vestiti della vittima, e che questo corrisponda a una donna ancora sconosciuta. La trasmissione si è poi recata da Soracco, il commercialista per il quale la ragazza lavorava, facendosi consegnare il computer della vittima, per farlo analizzare dalla procura.
 
Fonte: http://www.ilsussidiario.net

Indro Montanelli: "Il fanatismo dei Comunisti!"


Il più grande giornalista italiano di tutti i tempi espone in assoluta libertà e onestà intellettuale, come da par suo, le proprie considerazioni sui Comunisti...

Montanelli e il futuro dell'Italia e degli italiani, analisi spietatamente "corretta" anche a distanza di anni...


Montanelli descrive spietatamente la nostra realtà, che, se non fosse per Travaglio, Grillo, Ricca e pochi altri, non riusciremmo neanche a renderci conto più di che parvenza di democrazia finta sia diventata...

L'intuitiva previsione di Indro Montanelli sul carattere di Silvio Berlusconi, ex - Presidente del Consiglio dei Ministri...


Intervista di una decina d'anni fà di Alain Elkann al 'Maestro' Indro Montanelli, che si sbilancia in un'allucinante quanto profetica previsione sul governo Berlusconi...

COSA NON DOBBIAMO SAPERE - IL NUOVO ORDINE MONDIALE E I SUOI MESSAGGI SUBLIMINALI - CAP(1/3)






Cia e Vaticano furono per decenni il bersaglio polemico di tutta la propaganda di sinistra. Cooperarono veramente? I due uomini che, più di altri, contribuirono al collasso dell’Unione Sovietica, Reagan e Giovanni Paolo II, effettivamente furono complici: una fortuna per decine di milioni di cattolici oppressi al di là della Cortina di Ferro. Dal 1981 al 1989, vi fu una certa, indiretta cooperazione fra Cia e Vaticano per proteggere la dissidenza in Polonia. Questo è quanto si deduce dalle testimonianze raccolte dal giornalista statunitense Peter Schweizer. Appena insediatosi alla Casa Bianca, Reagan si convinse che sarebbe stato Giovanni Paolo II a determinare il futuro della Polonia. Lo aveva intuito per vari motivi: vedendo milioni di Polacchi che erano accorsi ad accogliere il Pontefice nel corso della sua prima visita oltre-cortina, assistendo al discorso del Papa in Messico contro la Teologia della Liberazione (la branca della Chiesa più vicina al marxismo che in Nicaragua appoggiava il regime comunista e nel Salvador era dalla parte della guerriglia filosovietica) e soprattutto leggendo le pubblicazioni cariche di odio nei confronti del Vaticano che venivano diffuse dal regime sovietico.
I sovietici, avevano paura che il Papa riaccendesse il dissenso cattolico, non solo in Polonia, ma anche all’interno dei loro stessi confini, in Ucraina e Lituania. Questo è confermato da una serie di pubblicazioni paranoiche pubblicate per volontà di Mosca, come il pamphlet “Al servizio dei neofascisti”, diffuso in Ucraina, che attaccava frontalmente il nuovo Pontefice con parole di fuoco e argomenti cospirativi: “Revanscisti e nemici della democrazia e del socialismo guardano con speranza al nuovo Papa per il suo sforzo di riunificare i Cattolici di tutto il mondo in un’unica forza anticomunista. E questo non è dettato dall’ansia per il futuro dell’umanità, ma per imporre l’autorità religiosa in tutto il pianeta”. Fu per questo che Reagan inviò immediatamente il nuovo direttore della Cia, Bill Casey in missione in Vaticano, ma il primo incontro con il cardinal Casaroli (allora segretario di Stato del Vaticano) abortì. Ufficialmente l’incontro non vi fu per motivi di prudenza. Mancava una richiesta presidenziale ufficiale e la cosa avrebbe allarmato troppo i sovietici. Bill Casey, personalmente, spiegò l’appuntamento mancato con motivi diplomatici, cioè il fatto che il cardinal Casaroli volesse portare avanti una politica di normalizzazione dei rapporti nei confronti dei regimi dell’Est. Fatto sta che, comunque, un contatto ci fu, sebbene informale, tra Casey e un assistente di Casaroli. Non vi fu alcuna promessa di collaborazione, ma le informazioni sulla Polonia che il Vaticano passò al nuovo direttore della Cia, furono fondamentali per consentire a Reagan di conoscere la situazione interna al regime comunista di Varsavia. Più precisamente Reagan seppe che il cardinal Wyszynski stava morendo e che, con la sua morte, si sarebbe rotto quel sottile equilibrio tra Solidarnosc e il regime comunista che fino a quel momento aveva impedito la legge marziale e la repressione.
Un contatto più diretto fra Cia e Vaticano fu concordato nel gennaio del 1982, quando la situazione era decisamente peggiorata: in Polonia era al potere il generale Jaruzelski, la legge marziale era in vigore e Solidarnosc, dichiarata fuori legge, era stata decimata dagli arresti. La Chiesa, comunque, non divenne mai partner della Cia nella politica segreta che quest’ultima conduceva in Polonia. Secondo la testimonianza dell’ammiraglio John Poindexter, allora consigliere militare nel Consiglio di Sicurezza Nazionale: “Semplicemente avevamo obiettivi in comune in Polonia. E ne traemmo vantaggio, quando lo potemmo fare, sia per raccogliere informazioni, sia per divulgarle in Polonia”. Non si andò oltre questo tipo di collaborazione e la Chiesa non fu coinvolta in alcuna attività che risultasse illegale in Polonia. Ad esempio fu proposto di utilizzare il clero polacco per distribuire materiale di contrabbando che serviva al movimento Solidarnosc, ma l’idea fu respinta in partenza dallo stesso Casey. In compenso, il 7 giugno del 1982 Reagan ebbe udienza dal Papa e una politica comune nei confronti della Polonia fu, in un certo senso, formalizzata. Il vicesegretario di Stato William Clark espose ai funzionari del Vaticano quale fosse la linea politica ufficiale statunitense nei confronti del regime di Varsavia: fermezza nella condanna della repressione, ma mantenimento di un canale di trattativa aperto, per evitare che Jaruzelski si spingesse ulteriormente nelle braccia dell’Urss. Fu poi la volta di Casey stesso, che fu ricevuto dal Papa in un incontro a porte chiuse di quaranta minuti. Non esistono relazioni di quell’udienza, ma lo scopo del viaggio di Casey in Vaticano era quello di informare il Papa della politica americana in appoggio alla resistenza di Solidarnosc. Una politica che era stata ben sintetizzata da Reagan, nella sua dichiarazione rilasciata il 7 giugno 1982: “Attraverso secoli di sofferenze, la Polonia è sempre stata un bastione della fede e della libertà, per il cuore della sua gente, ma non per quello di chi la governa. Noi auspichiamo un processo di riconciliazione e riforma che faccia sorgere una nuova alba per il popolo polacco”.
11 Aprile 2005
Fonte: http://www.nwo.it

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!