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27 GENNAIO - LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Edizione uscita esattamente 8 anni fa: il #27gennaio2018, con le pagine inedite che erano state "censurate" nelle vecc...

sabato 2 febbraio 2008

Discorso di Mussolini sulla Prima Guerra Mondiale!!!

Mussolini parla sulla Prima Guerra Mondiale e sul ruolo dell'Italia dell'epoca Fascista nel Mondo che fù...

Discorso di Mussolini: Torino, 1932...

Mussolini parla agli operai della FIAT...nel decennale del Regime Fascista tutto il consenso spontaneo del popolo che ha trovato nuovo vigore nella rinascita nazionale, economica e sociale dell'Italia guidata dal Duce Benito Mussolini!!!

Ultimi discorsi di un dittatore...

Siamo in Romania, nel 1989, pochi giorni prima della grande rivolta che distrusse in poche ore il Regime Comunista "Stalinista" di Ceaucescu, portando alla condanna a morte del dittatore che morì fucilato insieme alla moglie, lo stesso dittatore viene fortemente contestato da un singolo dissidente in quello che sarà tra i suoi ultimi discorsi in pubblico da uomo di potere!!! Da notare che la TV pubblica del Regime non inquadra mai la folla quando si sente il grido della voce che ha osato interrompere il discorso del grande Capo...c'è chi applaude Ceaucescu e c'è chi fischia il contestatore, in ogni caso la Storia ci ha detto chi aveva ragione!!!

Il grande inganno di Stalin...

Il video mostra una scena di un vecchio film propagandistico Sovietico: "La caduta di Berlino!" Film fortemente voluto da Stalin in persona, subito dopo la guerra, racconta della FALSA visita dello stesso Stalin alle truppe Sovietiche in Germania dopo la caduta di Berlino nel mese di Maggio del 1945...per anni il Regime Sovietico aveva fatto credere al suo popolo che la visita fù fatta veramente, in realtà rappresentava un desiderio di Stalin di recarsi nella Germania ex-Nazista sconfitta, desiderio che per varie ragioni non riuscì a compiere...lo stesso Stalin alla prima proiezione del film al Cremlino quasi pianse ed al suo fedelissimo Capo del KGB Berja mormorò: "Magari fosse stato vero...magari!" Almeno nella finzione di una propaganda menzognera com'era stata creata da lui stesso, Stalin il grande ingannatore, potè "sognare" il suo arrivo trionfale nella Berlino "liberata"!!!

Stalin e le donne...

Discorso elogiativo verso il grande capo-compagno Stalin, una dirigente Comunista in Unione Sovietica in rappresentanza del movimento femminile parla al Congresso in favore dell'uomo d'acciaio!!!

giovedì 31 gennaio 2008

Napolitano incarica Marini. Primi segnali di Grande Centro?

Tratto dalla Repubblica di ROMA - Incarico a Franco Marini. Come previsto. Napolitano ha voluto fornire, come aveva promesso, le “motivazioni” della sua decisione. In sintesi: 1) prima della crisi c’era un dialogo sulla riforma elettorale, non si vede perché non possa dare frutti; 2) sciogliere le Camere è decisione “gravosa”, l’ultima che il presidente vorrebbe prendere; 3) sentiti i partiti emerge che quasi tutti vorrebbero una riforma del sistema elettorale, ma alcuni ritengono impossibile farla adesso; 4) il capo dello Stato ha quantomeno il dovere di provarci, Marini è la persona adatta; 5) Se qualcuno avesse dei dubbi, in questa scelta non c’è nulla di dilatorio. Incarico per la legge elettorale. Questo, insomma, ha deciso il capo dello Stato. Per la precisione si tratta di un incarico a “verificare le possibilità di consenso su un preciso progetto di riforma della legge elettorale e di sostegno ad un governo funzionale all’approvazione di quel progetto e all’assunzione delle decisioni più urgenti in alcuni campi”.LEGGI IL DISCORSO DI NAPOLITANOMarini accetta. Marini, forse non del tutto convinto, lascia da parte i dubbi e assicura presidente e paese che ci proverà con tutte le sue forze nonostante sappia benissimo “che l’incarico è gravoso”. Da domani si mette in pista. Dal centrosinistra avrà tutto il sostegno, dal centro, almeno, tutta l’attenzione. Casini e Mastella fanno sapere che prima di decidere ascolteranno. Il presidente Udc aggiunge che, comunque, “i margini sono stretti”. Da Forza Italia, Lega e An (magari con sfumature diverse) un bel “niet”: si andrà dal “tempo perso” allo “scusa, ma non adesso”. Marini sentirà, rifletterà e riferirà al capo dello Stato. Se ci saranno margini formerà il governo e andrà alle Camere a cercare la fiducia, altrimenti Napolitano dovrà sciogliere Camera e Senato e indire elezioni politiche presumibilmente per aprile. La giornata. E’ la sintesi della giornata. Il 29 gennaio, in questa crisi segna un punto di non ritorno. I margini, salvo ulteriori sorprese, si sono ridotti e le opzioni sul tappeto sono rimaste due: governo per la riforma elettorale e, come ha detto Napolitano, “per l’assunzione delle decisioni più urgenti in alcuni campi”, o elezioni. Marini, comunque, tenta la difficile avventura. La Consulta. Non è ancora uscito da Montecitorio dove è andato a consultarsi con il presidente della Camera Fausto Bertinotti che, dalla Consulta, gli arriva un non piccolo aiuto. La Corte Costituzionale, infatti, nel giudizio di ammissibilità dei referendum, ha detto che l’attuale “Porcellum” ha in sé non poche carenze. In particolare la Consulta sente il “dovere di segnalare al Parlamento l’esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi”. Marini potrà mostrare la sentenza a Berlusconi (e, soprattutto, a Fini che il referendum l’ha sostenuto e lo sostiene) per dire: “Vedete? Si può andare al voto con questa roba?”. La chiamata al Quirinale. La prima metà della giornata è vissuta sull’attesa del tempo di riflessione di Giorgio Napolitano. Alle 15 arriva una prima nota dal Quirinale: “Il capo dello Stato ha convocato il presidente del Senato, Franco Marini, al Quirinale per le 17″. Chiaro che è la chiamata per l’incarico. Resta solo da vedere il contenuto della decisione di Napolitano. Scontato che Marini accetterà, magari solo per senso di responsabilità. Il colloquio. Il colloquio dura circa mezz’ora. Napolitano aveva poche cose da dire che Marini già non sapesse o non avesse capito. Il presidente del Senato sapeva benissimo che, al di là del suo pessimismo, non poteva sottrarsi a questo tentativo. Poco dopo le 17,30, esce il segretario generale del Quirinale Donato Marra e legge poche righe: “Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al presidente del Senato Franco Marini l’incarico di verificare la possibilità di consenso su una riforma della legge elettorale e di sostegno a un governo funzionale all’approvazione di tale riforma e all’assunzione delle decisioni più urgenti”. L’accettazione. Poi, i due protagonisti. Napolitano conferma, spiega il contenuto dell’incarico “finalizzato” a cercare una maggioranza sulla legge elettorale e fornisce le famose “motivazioni”. Marini accetta con poche parole: “So bene che si tratta di un impegno non semplice, anzi gravoso”. Il presidente del Senato sottolinea che “nelle attese dei cittadini c’è una attenzione forte per la modifica della legge elettorale”. Quindi assicura di affrontare questa sua missione “nei tempi più brevi possibili” e con “grande serietà“. “Ci metterò tutta la mia determinazione”, è la sua assicurazione finale. Marini fa sapere che comincia domani e, poi, si reca a Montecitorio per parlare con Bertinotti. I commenti delle forze politiche arrivano neanche troppo immediati. Di sicuro, sono tutti abbastanza scontati. Le reazioni. Tutte positive quelle del centrosinistra. Tutte o quasi negative dall’altra parte. Il primo è Bossi. Piuttosto netto: “Meno male che Napolitano ha dato solo un mandato esplorativo… Perchè qui stanno comunque cercando di far passare il tempo e adesso è il momento di dire basta ai giochi di prestigio”. Casini e Berlusconi, che, nel frattempo, si sono visti a Montecitorio, si affidano a un comunicato congiunto in cui promettono le riforme nella prossima legislatura. “Impegno a promuovere le riforme costituzionali necessarie ed utili al Paese con la convinzione che queste non possano essere realizzate nel solo perimetro di una parte politica. Poi, ciascuno per conto proprio, ribadiscono i rispettivi punti di vista. Berlusconi fa sapere che non c’è spazio e che dirà a Marini che si deve andare subito al voto. Casini assicura che ascolterà Marini ma che ritiene che i margini siano sempre più stretti. Sulla stessa linea Mastella e l’Udeur. Fini ci mette una lapidaria previsione: “E’ largamente prevedibile che il presidente Marini verificherà rapidamente l’insussistenza di qualsiasi possibilità di varare una legge elettorale largamente condivisa. Rimetterà il mandato e calerà il sipario”. Pochi minuti e arriva il giudizio di ammissibilità della Consulta che restituisce un po’ di speranza al tentativo di Marini. Colpo di scena serale. Baccini e Tabacci lasciano l’Udc in polemica con la linea Casini. E’ un atto che segna la nascita del Grande Centro, Marini ha qualche carta in più da giocare.


lunedì 28 gennaio 2008

Ultimo atto possibile del Governo Prodi: 500 mila clandestini regolarizzati!!!


Luca Lorenzi, "Gioventù Italiana": Sono queste le alternative rimaste al nostro paese, infatti il Ministro per le Parti Sociali Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista ha ieri scritto all’ex premier Prodi, pregandolo di un ultimo intervento straordinario. Se la cosa andasse a buon fine sarebbe l’ultimo regalo di questo governo che di danni all’ Italia ne ha fatti fin troppi e che per non volersi smentire vorrebbe come ultimo regalarci 500 mila nuovi immigrati regolarizzati.
Un ultima maxi sanatoria prima della prematura dipartita di una sinistra quanto mai indifferente ai problemi del paese.
Ad oggi questo paese avrebbe bisogno di riforme radicali dall’emergenza abitativa a quella sociale, per non parlare degli aumenti che in questi anni sono ricaduti nelle tasche delle famiglie italiane, riguardanti i servizi un tempo pubblici e funzionanti e ad oggi sempre più privatizzati e scadenti.
La realtà è che il potere d’acquisto dei salari dopo l’entrata in vigore dell’ Euro si è dimezzato , e questo governo non ha fatto nulla per arginare questa lenta deriva.
Noi ci auguriamo di tornare subito al voto e che non possa esserci il tempo tecnico e legale per questa sanatoria di 500 mila clandestini che diventerebbero cittadini regolari e che andrebbero ulteriormente a pesare sulle casse del sistema sociale del nostro paese.
Luca Lorenzi
Dirigente Nazionale "Gioventù Italiana"
"La Destra"

ARRIVANO MINACCE DI MORTE AL LEADER DE "LA-DESTRA" FRANCESCO STORACE!!!

Il clima si fa torbido. Ora ci sono intimidazioni, che gli inquirenti verificheranno nella loro potenzialità. Oggi, nel mio ufficio, ho trovato una lettera contenente minacce – rivolte anche ad altri esponenti del centrodestra – con attaccato un proiettile.
La missiva recitava: “Alcuni giorni passati una nostra cellula ha scritto ai fratelli Berlusconi al Giornale.. Li abbiamo informati che alla prima occasione si prenderanno un colpo in testa e poi salteranno in aria, come è successo con la Bhutto.
Il nostro obiettivo è ora esteso ai seguenti politici, che ci hanno offeso molte volte e che fanno campagne anti islam e anti immigrati.
Umberto Bossi e Roberto Calderoli della Lega. Gianfranco Fini fascista di An con Gasparri e Alemanno. Pierferdinando Casini e Buttiglione di Udc falsi cattolici. Storace della Destra fascista.
Vi avvertiamo che alla prima occasione salterete in aria ma prima per essere certi che morirete vi spariamo una pallottola in testa. Quella allegata è solo un avvertimento.
Noi siamo imprevedibili pertanto non cercateci, vi cerchiamo noi.
Allah è grande”.
Ecco il risultato delle campagne di odio contro di noi, ecco cosa succede quando al confronto politico si sostituisce la demonizzazione dell’avversario, che diventa un nemico.
Ma noi non ci fermiamo. Noi andiamo avanti: non rinunceremo mai alle nostre idee, non rinunceremo mai a tenere alti i nostri valori.


Senatore
Francesco Storace
"La-Destra"

Veltroni: Governo per le riforme e i salari, basta un anno. Incomprensibile un 'no'!!!

Un breve incontro tra Walter Veltroni e il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, in piazza Santa Anastasia, ha preceduto la conferenza stampa nella quale il segretario del Pd ha fatto il punto sul processo di costituzione dei circoli e rinnovato l’appello ad un governo di unità nazionale per le riforme, da realizzare “in 8-12 mesi. Un rinvio sarebbe incomprensibile”. Veltroni ha parlato non solo di necessità della riforma elettorale ma anche delle riforme istituzionali (superamento del bicameralismo perfetto) possibili a suo avviso nell’arco di un anno.
Da Berlsuconi bizantinismi Il no di Berlusconi a dar vita ad un governo per le riforme "fa parte dei bizantinismi incomprensibili della politica italiana", ha detto il segretario del Pd, che domani salirà al Quirinale. Un no che, per Veltroni, "è reso ancor più incomprensibile" dalle dichiarazioni di chi dice che "le riforme saranno fatte dalla prossima legislatura, mentre i cittadini chiedono perche' non farle adesso". Ancor di più, sottolinea il leader del Pd, "in un momemnto in cui c'è un'occasione unica per fare le riforme che sono già incardinate in Parlamento. Se ci fosse l'intelligenza sulla necessità di farle, potremmo dare al nostro Paese quelle riforme di cui ha bisogno".
Salari troppo bassiPer l'eventuale governo 'a tempo', peraltro, Veltroni identifica un altro terreno d'intervento, quello dei salari. I dati "sulle retribuzioni dei dipendenti mostrano che questa è una questione di grande urgenza. Spero che si faccia un governo che ponga al centro questo tema, di come si possano aumentare i salari e la produttività al tempo stesso. Sarebbe uno strumento per far ripartire tutta l'economia".Il Pd e la strategia elettorale"Ho visto una mappa oggi su un giornale delle posizioni interne al Pd che sembrava fatta per sorteggio: a chi tocca...? Fa parte dello stato delle cose presenti", ha detto Veltroni smentendo accordi interni al Pd già in vista delle elezioni. Parlando della Campania, peraltro, Veltroni ha ammesso "l'esigenza di un segno di discontinuità". Un solo partito “Noi siamo nati tre mesi fa e possiamo dire che si sono già fortemente mescolate le identità. Sono diventate per chi lavora nel Pd praticamente irrintracciabili, se non nel passato. Il Pd deve saper esprimere e interpretare il nuovo della società italiana, deve, soprattutto in certe regioni (penso alla Campania), saper interpretare il tanto di nuovo che c’è nella società e guarda al centrosinistra”.
“Penso che l’Italia abbia bisogno di un tono di voce volto a unire e non a separare, a costruire e non a contrapporre”, ha detto ancora Veltroni.
Franceschini: puntiamo a 8500 circoli“Siamo a metà strada – ha detto Dario Franceschini alludendo alla formazione dei circoli del Pd – I numeri della partecipazione sono significativi, parlano di 1 milione e 200mila persone che hanno partecipato a questa fase anche in regioni a noi non particolarmente favorevoli. Questo numero va confrontato con i 300mila che partecipavano ai Congressi: sono più militanti che semplici iscritti, dai quali si manifesta una domanda di politica nuova, disponibile ad organizzarsi”.

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!