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27 GENNAIO - LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Edizione uscita esattamente 8 anni fa: il #27gennaio2018, con le pagine inedite che erano state "censurate" nelle vecc...

giovedì 17 febbraio 2011

Chi sono le tre donne che giudicheranno Berlusconi? Nel processo Sme del 2003 il premier chiese (ma non ottenne) la ricusazione della D'Elia. La De Cristofaro si occupò della «Clinica degli orrori». La Turri rinviò a giudizio Berruti (Pdl)

Carmen D'Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. Sono loro le tre donne che dal 6 aprile giudicheranno il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel processo che lo vede imputato a Milano per concussione e prostituzione minorile. Le tre donne sono state scelte «a caso» dal software «Giada»: un sistema informatico posto al 7° piano del Palazzo di Giustizia che assegna automaticamente i giudici «liberi» da altri impegni ai vari processi.
Eccovele presentate una ad una quì sotto:




CARMEN D'ELIA

La prima, Carmen D'Elia, ha già incrociato sulla sua strada il premier. Nata nel 1962 a Fragagnano, Taranto, in magistratura dal 1991, nel 2002 si occupa del processo Sme. Nel filone principale vengono condannati per corruzione Attilio Pacifico, Cesare Previti e Renato Squillante.
posizione di Silvio Berlusconi relativa all'accusa di falso in bilancio viene invece stralciata. Durante il procedimento il Cavaliere chiede la ricusazione dei tre giudici che ha davanti, tra cui la D'Elia: sono colpevoli, sostiene, di aver anticipato «un giudizio su uno dei punti essenziali» dell'altra accusa, quella di corruzione. Ma il premier si vede bocciata la richiesta dalla Corte d' Appello di Milano ed è costretto a pagare una multa di 1.000 euro. La sua ricusazione viene giudicata «inammissibile per totale carenza dei presupposti di legge».
Nel 2004 il Tribunale, con giudice la Turri, lo assolve dall’accusa di aver «aggiustato» una sentenza civile. Per l'accusa di corruzione semplice, gli concede le attenuanti generiche, dichiarando prescritto il reato (il premier è accusato per un bonifico di 434 mila dollari finiti da un conto Fininvest al giudice Renato Squillante).
Sei anni dopo la D'Elia condanna a 15 anni l'ex primario della Clinica Santa Rita Pier Paolo Brega Massone, in merito allo scandalo della «Clinica degli orrori».

ORSOLA DE CRISTOFARO

Nello stesso dibattimento c'è anche Orsola De Cristofaro. La donna ha lavorato con la D'Elia anche nel processo relativo alle tangenti nella Provincia di Milano che si chiude nel giugno 2009 con 11 condanne.

GIULIA TURRI

L'ultimo giudice è Giulia Turri. Nel 2007 segue in qualità di gip il caso Vallettopoli. E' lei, su richiesta del pm Frank Di Maio, a mandare in carcere Fabrizio Corona, accusato di estorsione. Nello stesso anno condanna a 30 anni di reclusione Emilio Toscani e Marco Baldi, ritenuti responsabili del sequestro del finanziere milanese Gianmario Roveraro.
Anche lei ha incrociato, seppur indirettamente, il premier. Nel 2008 rinvia a giudizio Massimo Maria Berruti, ex ufficiale della Guardia di Finanza e poi consulente Fininvest e deputato di Forza Italia. Berruti è accusato di riciclaggio di presunti fondi neri relativi all'acquisto di diritti tv di Mediaset. In seguito verrà assolto dal Tribunale.
Nel 2010 la Turri giudica le indagini sul traffico di cocaina all'interno dei locali della movida milanese, The Hollywood e The Club che portano all'arresto di cinque persone e all'iscrizione di 19 soggetti nel registro degli indagati.





Ti sputtanerò - Luca e Paolo (Sanremo 2011)

Bahrain, morti e feriti in scontri con la polizia...

Pre-dawn Raid Destroys Bahrain Protest Camp

록화보도 위대한 령도자 김정일동지께서 공훈국가합창단의 공연을 관람하시였다

mercoledì 16 febbraio 2011

Il Premier Silvio Berlusconi a processo il 6 Aprile 2011

A PROCESSO dal 6 Aprile 2011: Silvio Berlusconi, unico imputato. Giudicato dalla quarta sezione penale (presidente Giulia Turri, a latere Carmen D’Elia e Orsola De Cristofaro) per due reati: concussione e prostituzione minorile. La concussione aggravata dal fatto di aver voluto «occultare la prostituzione minorile e altri reati eventualmente commessi da altri». Si parla della pressione operata sulla Questura di Milano, cui il premier telefonò nella notte fra il 27 e il 28 maggio 2010, con lo scopo di far liberare l’allora diciassettenne Karima Al Garhoub, cioè Ruby, accreditandola come nipote del presidente egiziano Mubarak, e al fine di nascondere di avere avuto con lei, «da febbraio a maggio 2010», rapporti a pagamento. E anche al fine di nascondere la processione di escort diretta da Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, di cui il premier è indicato come «utilizzatore finale» (in questo caso non penalmente perseguibile).

«DALLE fonti di prova i fatti storici risultano dimostrati». Significa dunque: evidenza della prova. Da quei fatti, il giudice delle indagini preliminari Cristina Di Censo desume il requisito essenziale per spostare in immediato il giudizio, questo nel merito, di Silvio Berlusconi davanti a un tribunale.

Dopo sei giorni dalla richiesta della Procura (cinque quelli previsti dal codice in termini non perentori) il giudice emette il decreto che dispone il giudizio immediato. Un provvedimento prevalentemente tecnico, motivato in trenta pagine, di cui viene data notizia dal presidente dell’ufficio gip Gabriella Manfrin, mentre la porta del giudice Di Censo resta per tutto il giorno chiusa e piantonata dai carabinieri.

L’attribuzione del processo al collegio avviene attraverso il sistema automatico Giada, il cui software valuta reato per cui si processa, lo abbina alle sezioni competenti, quindi sceglie in base ai carichi di lavoro in corso. Così anche la data, del processo: la sua casualità viene dal fatto che il dibattimento cade un mercoledì, uno dei giorni della settimana in cui Berlusconi presenterebbe un legittimo impedimento, giustificato dall’attività parlamentare: i processi a suo carico, in ripresa dopo la decisione della Consulta, e che potrebbero creare un vero ingorgo - da Mills a Mediaset a Mediatrade - si possono svolgere solo di sabato o di lunedì.
TRENTA pagine scrive il giudice Di Censo. Per dire che per «evidenza probatoria» ci si riferisce non alla prova della responsabilità, ma alla prova della fondatezza dell’accusa, così da poter sostenere il giudizio di fronte al tribunale competente, saltando la fase dell’udienza preliminare davanti al gup. Per dire, poi, che il giudice naturale è il tribunale di Milano, affrontando la questione sulla cosiddetta «competenza funzionale», che vede come contraltare il tribunale dei ministri: ipotesi quest’ultima fortemente caldeggiata dalla difesa di Berlusconi che ha utilizzato i motivi con cui la Giunta delle autorizzazioni a procedere ha rinviato alla Procura le carte d’accusa come «irricevibili», proprio in virtù di un’asserita incompetenza di funzioni. Il reato di concussione, stabilisce invece Di Censo, è stato messo in atto con «abuso della qualità del Presidente del Consiglio» e non con l’abuso della sua funzione. A riprova due sentenze della Cassazione: fissano per la concussione il discrimine fra reato ordinario e reato ministeriale, avvalorando che quando si tratti di abuso di qualità, si parla di reato ordinario.

Sciolti due nodi, il giudice preliminare affronta il terzo: con rito immediato si potrà procedere anche per prostituzione minorile (su ciò s’era sviluppata una querelle legata al diverso trattamento cui i due reati sono sottoposti in dibattimento: concussione e prostituzione, appunto). In questo caso si tratta, scrive il gip, di fatti fortemente connessi, in quanto il più grave avvenne per nascondere il meno grave (la prostituzione) e dunque lo attrae, senza che il diverso trattamento processuale rischi di comportare «limitazioni del diritto di difesa».

Il resto sono regole e procedura. Elencazione degli imputati (solo Silvio Berlusconi) e delle imputazioni, legittimità del rito immediato («costituzionale e previsto dall’ordinamento»), ammissibilità dello stesso immediato (tre mesi dall’iscrizione dell’indagato nel registro, invito a comparire, evidenza della prova), e quindi le fonti di prova elencate, per espisodi, occupano quindici pagine. Il resto, è, anche, fotocopiatura di atti. Alle 30 pagine del gip si assommano le 782 d’accusa, che vengono notificate a Berlusconi e suoi due avvocati, Nicolò Ghedini e Piero Longo, alle parti lese (ma per ora non costituite), Ruby, Ministero dell’Interno, i tre funzionari della questura (Piero Ostuni, Ivo Morelli e Giorgia Iafrate). Il tutto per oltre tredicimila pagine da notificare.



6 Aprile 2011, ore 9 e 30: Silvio Berlusconi dovrà presentarsi in tribunale per la prima udienza del processo che lo vede imputato per concussione e prostituzione minorile. Lo ha deciso oggi il giudice per le indagini preliminari Cristina di Censo, che ha accolto la richiesta dei pm milanesi. Il gip, quindi, non solo ha riconosciuto la competenza della Procura di Milano, ma ha anche ritenuto che sussistano prove evidenti per rinviare a giudizio il cavaliere col rito immediato. Parti lese Ruby Karima, in relazione all’accusa di prostituzione minorile, e il Ministero dell’Interno, in relazione a quella di concussione.

A giudicare Berlusconi sarà un collegio composto da 3 giudici appartenenti alla quarta sezione del Tribunale di Milano, 3 donne per la precisione: Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri. Saranno loro quindi a giudicare sul caso Ruby e a decidere su una vicenda dai contorni giudiziari, politici, mediatici ed etici a cui l’Italia guarda sbigottita. Dopo le accuse di prostituzione minorile, dopo la manifestazione delle donne Se non ora quando?, nel futuro del Presidente ci saranno ancora le donne, questa volta a giudicarlo. Contrappasso Dantesco?

Fonte: http://www.fanpage.it  Fanpage Social Media

Rubygate, lite in tv sul rinvio a giudizio di Berlusconi...

Caso Ruby, Berlusconi a giudizio il 6 Aprile 2011


TG3 15/02/2011 - Berlusconi: processo immediato il 6 Aprile 2011

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!