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27 GENNAIO - LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Edizione uscita esattamente 8 anni fa: il #27gennaio2018, con le pagine inedite che erano state "censurate" nelle vecc...

mercoledì 12 novembre 2008

Intervento di Francesco Storace a OMNIBUS...

Francesco Storace interviene durante il programma televisivo Omnibus su La7...

La proclamazione dello statuto de La Destra al Congresso del 9 Novembre 2008...

A Roma Sabato 9 Novembre 2008 si è tenuto il Primo Congresso de "La-Destra" di Storace e Buontempo! Storace è stato confermato Segretario Nazionale mentre Buontempo è stato confermato Presidente Nazionale del movimento nato un anno e mezzo fà e costituito dai tanti politici fuoriusciti da Alleanza Nazionale!!!

CHIUDE LA EATON A MASSA...350 OPERAI E FAMIGLIE A RISCHIO DISOCCUPAZIONE!!!

INCUBO-ITALIA: Nella nostra Repubblica delle Banane Italiana il problema della povertà e della mancanza di lavoro si stà facendo sempre piu' grave, non ultimo nella Provincia di Massa-Carrara, la Provincia piu' povera del Nord-Italia e della Toscana, dove 350 famiglie rischiano di sprofondare nella povertà piu' nera!!! Chi ha dei mutui accesi non potrà piu' pagare le rate e dovrà vendere la propria casa comprata con tanti sacrifici visto che 350 operai verranno lasciati a casa per colpa della imminente chiusura della Eaton, la multinazionale Americana che lascerà il suolo Massese e rientrerà in Patria dopo la gravissima crisi internazionale dei Mercati Finanziari!!! Ed il Governo Italiano invece di difendere gli interessi dei lavoratori onesti difende gli interessi dei mafiosi e dei potenti...

venerdì 7 novembre 2008

IL MITROKHIN COMPIE UN ANNO!!!

7 NOVEMBRE 2007 - 7 NOVEMBRE 2008
IL BLOG MITROKHIN COMPIE

IL SUO PRIMO ANNO DI VITA!!!

Ebbene sì, ci siamo arrivati...oggi 7 Novembre 2008 il blog Mitrokhin, il blog della contro-informazione e della contro-cultura politica, il blog che è "fuori dal coro" compie oggi il suo PRIMO ANNO DI VITA!!! Dal 7 Novembre 2007 al 7 Novembre 2008, cioè nei suoi primi 12 mesi di attività, il Mitrokhin ha collezionato 15.000 visite... Sono poche? Sono tante? Io credo che siano un bel risultato visto e considerato che il blog Mitrokhin non è un sito conosciuto e famoso anzi, tutt'altro...è un blog per così dire d'élite! Sconosciuto ai piu'...è un blog destinato ad una nicchia ristretta di lettori e di internauti...anche se l'ambizione è sicuramente quella di fare del Mitrokhin un blog di successo con l'incremento esponenziale dei suoi visitatori! Ma la strada è ancora lunga e tortuosa, difficile e forse la méta potrebbe essere irragiungibile ma noi non ci arrenderemo!!! La contro-informazione politica oggi è fondamentale ed è un'arma importante che serve per la salvaguardia di una delle LIBERTA' piu' importanti: la LIBERTA' di OPINIONE e di PAROLA, la LIBERTA' di PENSIERO, la LIBERTA' delle IDEE!!! In poche e semplici parole: la LIBERTA' delle persone oneste e pacifiche; la LIBERTA' del POPOLO!!! Questo è il blog Mitrokhin, un'idea di libertà nato per costituire la dottrina SOCIAL-POPOLARE in difesa della povera gente, della gente semplice, del popolo Italiano che con onestà lavora e produce ma che viene spesso "schiaciato" e "sottomesso", "impoverito" da uno Stato avido, ingiusto, avaro, crudele e "nemico" stesso del suo popolo che invece dovrebbe sostenere e proteggere!!! Sperando di avervi sempre piu' numerosi con NOI...AUGURI MITROKHIN...auguri a tutti VOI Internauti ONESTI e LIBERI!!!


Alexander Mitrokhin




giovedì 6 novembre 2008

Barack Obama alla Casa Bianca: il primo discorso da Presidente degli Stati Uniti d'America!

Il primo discorso ufficiale di Barack Obama, il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, il PRIMO Presidente "NERO" della Storia Americana, il PRIMO Presidente che rappresenta realmente le istanze di tutte le minoranze etniche dell'America!!!

John McCain: chi è l'uomo che ha perso le elezioni Presidenziali Americane 2008!!!

John McCain
John Sidney McCain III (Colón, 29 agosto 1936) è un politico statunitense senatore per lo stato dell'Arizona. Nell'ottobre del 1967, mentre era in missione sopra Hanoi, il suo aereo fu abbattuto e lui, ferito, fu catturato dai nordvietnamiti rimanendo prigioniero di guerra sino al 1973. Candidato alla Presidenza nelle elezioni del 2000, venne sconfitto alle primarie repubblicane da George W. Bush. Ripresentatosi alle primarie repubblicane del 2008, ha questa volta ottenuto con facilità la nomination divenendo il candidato del Partito Repubblicano per le elezioni presidenziali del 2008, che ha però perso contro l'avversario Barack Obama. Pur essendo conservatore su molti temi, McCain è visto dall'opinione pubblica come un battitore libero e ha votato in maniera indipendente alle linee di partito diverse volte. L'American Conservative Union ha assegnato a McCain un punteggio medio dell'83 %.[1]

John McCain nacque a Coco Solo nella zona del Canale di Panama controllata dagli Stati Uniti. Sia il padre che il nonno erano ammiragli della U.S. Navy. Il padre, John S. McCain Jr., era al comando delle forze statunitensi in Vietnam mentre McCain era prigioniero di guerra. Il nonno, John S. McCain Sr., era stato comandante dell'aviazione navale durante la battaglia di Okinawa, nel 1945.
Il futuro senatore frequentò la scuola episcopale di Alexandria, che terminò nel 1954. Nell'autunno di quell'anno, McCain, come avevano fatto il padre e il nonno, entrò all'Accademia navale di Annapolis. Si laureò nel 1958, all'895° posto di una classe composta da 900 allievi.
Dopo aver terminato l'accademia navale, McCain venne trasferito alla base aerea della marina di Pensacola, in Florida, per iniziare l'addestramento da pilota navale. Durante il corso ebbe un incidente, in cui il suo aereo cadde nella Corpus Christi Bay. Ricevette il brevetto ed entrò nell'aviazione di marina.
Nel 1965, McCain sposò Carol Shepp, una modella originaria di Filadelfia, in Pennsylvania. La coppia divorziò nel 1980.
Nel dicembre 1966 fu assegnato alla squadra aerea della portaerei USS Forrestal, incrociante al largo del Vietnam, dove venne assegnato alle operazioni di bombardamento a terra. McCain rimase ferito durante il grave incendio scoppiato sulla portaerei nel luglio 1967, che uccise 134 marinai e danneggiò gravemente la nave. Trasferito sulla USS Oriskany, continuò l'attività di combattimento fino al 26 ottobre 1967, quando il suo aereo A-4 Skyhawk venne abbattuto da un missile della contraerea vietnamita durante un'azione bellica sopra Hanoi [2]. McCain si ruppe entrambe le braccia ed una gamba durante l'espulsione d'emergenza, ed atterrò col suo paracadute in un piccolo laghetto della capitale, dove, dopo essere quasi annegato, venne estratto da una folla inferocita, che cercò di linciarlo, rompendogli una spalla e ferendolo a colpi di baionetta alla caviglia ed all'inguine. Fatto prigioniero, venne trasportato alla prigione di Hoa Lo, tristemente nota come "Hanoi Hilton".
Constatato le gravi condizioni in cui versava il prigioniero venne condotto il giorno dopo la cattura ad un ospedale militare vietnamita dove venne operato e curato per 6 settimane, per poi essere ricondotti nel carcere ove rimase per un totale di 5 anni e mezzo.
Dopo il primo anno di prigionia in cui secondo McCain subì frequenti abusi e violenze, gli venne proposta la liberazione che sempre secondo una sua ricostruzione rifiutò perché consapevole del valore propagandistico che un simile gesto poteva avere.
Liberato il 15 marzo 1973, rientrò negli Stati Uniti, dove intraprese un lungo trattamento di riabilitazione fisica, ed ottenne una certa notorietà mediatica. Tra il 1973 ed il 1974 frequentò il National War College. Nel 1976 ebbe il comando di uno squadrone di addestramento aereo in Florida; nel 1977 divenne l'addetto navale della Marina presso il Senato degli Stati Uniti. In tale contesto, iniziò ad occuparsi di politica della difesa (favorendo l'assegnazione di un budget del Senato per la costruzione delle nuove superportaerei statunitensi), e scoprì la passione per l'attività di rappresentanza pubblica.

Nel 1980 divorziò dalla prima moglie (che era rimasta sfigurata in un grave incidente automobilistico nel dicembre 1969), e si risposò con Cindy Lou Hensley, figlia di un magnate della birra. Nel 1981, viste le sue scarse possibilità di ulteriore carriera nella Marina, si congedò dalle Forze Armate ed iniziò a lavorare, per un breve periodo di tempo, per il suocero, come responsabile delle pubbliche relazioni dell'azienda.
I contatti commerciali con il mondo economico che il suo nuovo ruolo gli permise di costruirsi, assieme all'ingente fortuna della moglie, gli consentirono di candidarsi per il Partito Repubblicano, e vincere nel 1982 le elezioni come Rappresentante (deputato) dell'Arizona. Riconfermato Rappresentante nel 1984, nel 1987 venne eletto per la prima volta al Senato, dove divenne in breve uno dei più importanti e conosciuti esponenti repubblicani.
Nel corso degli anni '90, si distinse per indipendenza di pensiero, e per la determinazione ed autonomia con cui portava avanti i suoi voti e le sue idee al Senato (spesso in contrapposizione con il suo stesso partito), divenendo difficile da categorizzare politicamente se non come un "conservatore" in senso lato.
È autore del Telecommunications Act, approvato dal Congresso nel 1996.
Nel 2000, si candidò una prima volta alle primarie repubblicane per la Presidenza; nonostante un buon consenso iniziale ottenuto da McCain in diversi stati, le tornate elettorali videro l'emersione di George W. Bush come candidato vincente del partito dopo un'aspra campagna elettorale.
Dopo il 2001, supportò nettamente sia l'intervento militare statunitense in Afghanistan che la guerra in Iraq; si espresse però in maniera netta contro gli abusi sui prigionieri di guerra (dopo lo scandalo di Abu Ghraib e le polemiche sul trattamento dei prigionieri a Guantanamo), tema su cui la sua esperienza personale l'ha reso particolarmente sensibile.
Dal 2005, pur continuando a supportare l'intervento in Iraq, è diventato progressivamente sempre più critico rispetto all'ottimismo sull'andamento delle operazioni di alcuni vertici militari e politici dell'amministrazione Bush, a suo parere eccessivo. Ha già effettuato otto viaggi in Iraq per rendersi conto direttamente dello svolgimento delle operazioni, ed è stato un forte sostenitore della "surge" del contingente statunitense del 2007.

John McCain, dopo aver espresso la sua intenzione a candidarsi per le primarie del partito repubblicano per una seconda volta dopo il tentativo fallito del 2000, ha intrapreso una campagna elettorale molto efficace. Infatti è riuscito a battere rivali come Rudolph Giuliani, Mitt Romney ed altri, e nel febbraio 2008 si avviato ad ottenere la nomination del partito di George W. Bush.
Il 21 febbraio 2008 questa marcia trionfale ha incontrato il primo ostacolo, rappresentato dalla rivelazione del New York Times[3] secondo cui McCain avrebbe favorito una "lobbista" sua amante.
Nonostante tale episodio, la sua crescita di consensi nelle primarie dei vari stati USA gli ha permesso di ottenere, il 4 marzo 2008, il numero di delegati teoricamente sufficienti per la nomination repubblicana; il 5 marzo 2008 ha ricevuto l' endorsement del presidente Bush come candidato repubblicano, e la nomina è stata ufficializzata alla Convention repubblicana del settembre 2008, in Minnesota.
Nel maggio 2008 ha rilasciato alla stampa la sua cartella clinica, in seguito alle speculazioni dei media e degli oppositori politici sulla possibilità di ricomparsa dei suoi tumori cutanei (per i quali fu operato nel 2000); dalle certificazioni, il rischio risulta molto basso, e John McCain, nonostante l'età avanzata (se fosse stato eletto, sarebbe entrato in carica all'età di 72 anni, la più avanzata di sempre per un presidente degli Stati Uniti al primo mandato), sembra godere di buona salute.
Il 29 agosto del 2008 ha scelto come candidata vicepresidente la governatrice dell'Alaska Sarah Palin.
Il 5 novembre, alla notizia data dalla CNN che ormai lo svantaggio con Barack Obama non era più colmabile, ha telefonato allo stesso per congratularsi per la vittoria, e ne ha dato prontamente l'annuncio ai suoi elettori.

mercoledì 5 novembre 2008

Il Leader della Speranza: Il Mondo guarda a Obama!!!

Barack Obama
Messaggi di congratulazioni sono giunti da tutto il pianeta al presidente eletto americano, Barack Obama, cominciando da quando il risultato non era ancora ufficiale. Momento storico, sottolineano i principali quotidiani statunitensi, insistendo sul crollo della barriera razziale 40 anni circa dopo la fine della segregazione.
Sotto un "Obama" in caratteri cubitali il New York Times titola "cade la barriera razziale in una vittoria decisiva". Sempre a New York gli fa eco il Post, il tabloid di Rupert Murdoch, con una didascalia molto semplice "Mr. President", parlando della vittoria storica di Obama. L'altro tabloid della Grande Mela, il Daily News, dedica al presidente eletto uno speciale di 32 pagine a "President Obama" e a "La nazione cambiata per sempre con la storica vittoria". Il Wall Street Journal, che come il Post appartiene a Murdoch, titola "Obama fa il vuoto con una vittoria storica", mentre la Chicago Tribune, il principale quotidiano della città del futuro inquilino della Casa Bianca, parla di "Barack Obama il nostro presidente". Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti titola quindi con un sobrio "Vince Obama", mentre nell'occhiello si afferma "L'America fa la storia". Per il Washington Post, infine "Obama fa la storia", e l'immagine scelta è quella di tutta la famiglia del presidente eletto sul palco del Grant Park di Chicago.VATICANO. "Dio illumini" Obama nella sua "grandissima responsabilità" è l'auspicio della Santa Sede nell'esprimere al 44/esimo presidente degli Stati Uniti gli "auguri di poter rispondere alle attese e alle speranze che si rivolgono verso di lui", anche per quanto riguarda "il rispetto dei valori umani e spirituali essenziali". NAPOLITANO. Il Capo dello Stato ha detto che "per noi italiani che ci sentiamo intimamente legati sul piano storico e politico, culturale e umano, al popolo americano e agli Stati Uniti d'America, questo è un grande giorno: traiamo dalla sua vittoria e dallo spirito di unità che l'accompagna nuovi motivi di speranza e di fiducia per la causa della libertà, della pace, di un più sicuro e giusto ordine mondiale". FRATTINI. Il ministro Frattini, nell'esprimere a Obama le sue "vive congratulazioni", ha detto che "siamo convinti, e continueremo ovviamente ad esserlo, che gli Stati Uniti sono e saranno il primo partner internazionale dell' Italia. Con il presidente Obama noi continueremo su una strada di collaborazione e di condivisione, e certamente di sostegno reciproco nelle più grandi regioni di crisi dove l'Italia è fortemente impegnata accanto agli Stati Uniti". SARKOZY. La "vittoria brillante" di Obama è stata sottolineata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, seguito a ruota dal premier Francois Fillon. Il presidente cinese, Hu Jintao, rivolgendosi a Obama, ha auspicato che si possa raggiungere un nuovo livello di collaborazione e intesa tra Cina e Usa: "Hanno vasti interessi comuni" e "condividono la responsabilità di una serie di importanti questioni che riguardano il benessere e la felicità dell'umanità". BARROSO. L'Europa ha fatto sentire la sua voce con il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, secondo il quale "dobbiamo trasformare la crisi attuale in opportunità". BROWN. Il primo ministro britannico, Gordon Brown, nel felicitarsi per la vittoria di Obama, ne ha salutato i "valori progressisti" e la "visione per il futuro". MERKEL. La cancelliera tedesca, Angela Merkel ha assicurato a Obama, in un telegramma di congratulazioni, una "collaborazione piena di fiducia" da parte della Germania. OLMERT. Dal Medio Oriente il premier israeliano uscente, Ehud Olmert, ha detto che gli Stati Uniti "hanno dato ancora una volta la prova di essere la più grande democrazia e di essere un esempio per tutte le altre democrazie nel mondo", ribadendo che Israele e Usa hanno la stessa volontà di continuare a rafforzare questi rapporti per portare avanti la pace e la stabilità in Medio Oriente. ABU MAZEN. Il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, che ha invitato Obama a operarsi per comporre in conflitto con Israele. TARO ASO. Il premier giapponese, Taro Aso, ha espresso le sue "più sentite felicitazioni al senatore Obama".SINGH. Il premier indiano, Manmohan Singh, evidenzia lo "straordinario cammino verso la Casa Bianca" di Obama è "ispirazione" per il mondo intero.

Usa: dopo la storica vittoria, Obama guarda al futuro!!!

Il nuovo Presidente Americano Barack Obama: un evento di portata storica!
WASHINGTON (Reuters) - Barack Obama festeggia oggi la sua storica vittoria alla Casa Bianca, con la consapevolezza di dover affrontare enormi sfide, dalla profonda crisi economica alle due lunghe guerre in Iraq e Afghanistan.
Il giorno dopo l'Election day che lo ha reso il primo presidente nero della storia americana, Obama si prepara a costruire rapidamente una nuova amministrazione e a definire le sue priorità per il passaggio formale delle consegne il prossimo 20 gennaio.
"Ci è voluto molto, ma stanotte, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, il cambiamento è arrivato per l'America", ha dichiarato nella notte Obama al Grant Park di Chicago davanti a oltre 200.000 sostenitori festanti.
"La strada sarà lunga. La salita sarà ripida. Potremmo non arrivare in un anno o addirittura in un mandato, ma l'America -- non sono mai stato più fiducioso di stanotte -- ci arriverà",
Obama ha guidato alla vittoria i democratici, che hanno allargato la loro maggioranza in entrambe le camere del Congresso, mentre gli americani hanno di fatto respinto gli otto anni di leadership del presidente repubblicano George W. Bush.
Un po' in tutto il paese si sono registrati festeggiamenti in strada, ma Obama avrà poco tempo di godersi la vittoria. Una volta insediato, dovrà affrontare pressioni immediate per mantere le promesse della sua campagna elettorale e risolvere una lunga lista di problemi.
EMERGENZE
Obama ha promesso che ritirerà i soldati americani dall'Iraq nei primi 16 mesi del suo mandato e aumenterà il numero delle truppe in Afghanistan, ma la sua sfida più immediata sarà la gestione della crisi finanziaria, la peggiore dalla Grande depressione.
I leader mondiali si riuniranno a Washington il prossimo 15 novembre per un summit sul collasso finanziario globale. La Casa Bianca ha detto di non aspettarsi che il presidente designato partecipi, anche se Obama non ha ancora reso noti i suoi piani.
Notizie diffuse oggi, mostrano che il mercato del lavoro nel settore privato è peggiorato rapidamente in ottobre e che il settore dei servizi si è contratto, evidenziando le sfide economiche per Obama.
Con un'apparizione nel Giardino delle rose della Casa Bianca, Bush ha detto di aver parlato con Obama e di essersi congratulato con lui per una "impressionante vittoria" che rappresenta un "sogno avverato" per i diritti civili, promettendo inoltre la sua cooperazione nel passaggio dei poteri.
"Durante questo periodo di transizione, terrò il presidente designato informato sulle decisioni importanti", ha assicurato Bush.
Ci si aspetta che Obama agisca rapidamente per la nomina del segretario del Tesoro e di Stato, fra quelli chiave per l'amministrazione.
Sembra che Obama abbia chiesto a Rahm Emanuel, congressista democratico dell'Illinois già nell'amministrazione dell'ex-presidente Bill Clinton, di stare alla Casa bianca come capo dello staff.
UNA TRANQUILLA MATTINA
La prima mattinata di Obama da presidente designato si è svolta molto tranquillamente. Ha fatto colazione a casa con le sue due figlie, poi è andato in palestra per un po' di allenamento. Più tardi andrà nel suo quartier generale per ringraziare lo staff.
Nato da padre nero del Kenya e madre bianca del Kansas, Obama è venuto al mondo quando ancora i neri americani lottavano contro le politiche segregazioniste nel sud del paese. Il suo trionfo sul rivale repubblicano John McCain rappresenta una pietra miliare che potrebbe aiutare gli Stati Uniti a gettarsi alle spalle la sua lunga e brutale storia di razzismo.
Molti leader del mondo hanno accolto con favore la vittoria di Obama e alcuni l'hanno salutata come un'opportunità per ricostruire l'immagine degli Usa.
"La tua elezioni ha sollevato enormi speranze in Francia, in Europa e oltre", ha detto il presidente Nicolas Sarkozy.
I titoli dei quotidiani hanno catturato l'importanza storica del risultato. Il New York Times titola semplicemente "OBAMA", mentre il Washington Post dichiara "Obama fa la storia" e USA Today: "L'America fa la storia; Obama vince".
Obama ha ottenuto almeno 349 voti dei grandi elettori, ben oltre i 270 necessari per la vittoria. Con il 96% del voto popolare scrutinato, Obama conduce su McCain per 52% a 46%.
I democratici hanno conquistato almeno cinque seggi al Senato e circa 25 seggi alla Camera dei rappresentanti, ottenendo una vasta maggioranza nel Congresso e rafforzando il potere di Obama. Quattro seggi del Senato restano ancora da assegnare. .
McCain, senatore dell'Arizona 72enne ed ex-veterano del Vietnam, ha chiamato Obama per congratularsi con lui e ha lodato la sua campagna senza precedenti.
"Chiedo a tutti gli americani che mi hanno sostenuto di unirsi a me non solo nel congratularsi con lui ma nel fare i nostri auguri al prossimo presidente", ha detto McCain.
FESTA NELLE STRADE
Bianchi e neri hanno festeggiato insieme davanti alla Casa Bianca per celebrare la vittoria di Obama e l'imminente partenza di Bush. File di auto si sono riversate nel centro di Washington, strombazzando col clacson e gridando dai finestrini.
Altre migliaia hanno festeggiato in Time Square a New York e in diverse città in tutto il paese.
I governi alleati hanno detto di sperare in una più stretta cooperazione con Washington, mentre i critici nei confronti degli Usa, dalla Russia all'Iran ai gruppi islamici del Medio Oriente, hanno fatto appello al cambiamento.
"Speriamo che...adotti una giusta politica che riporti l'America alla sua naturale posizione di rispetto per l'umanità e la democrazia", ha detto Mohamed Mahdi Akef, leader della Fratellanza musulmana egiziana, uno dei più grandi gruppi islamici mediorentali.
Il presidente russo Dmitry Medvedev ha parlato di speranza per più forti relazioni Usa-Russia, ma allo stesso tempo a promesso ritorsioni per un piano Usa di difesa missilistica.

Tutto il mondo con il fiato sospeso!

Barack Obama
L’America va al voto, e tutto il mondo sa che non sono solo fatti loro. Per questo, a poche ore dal risultato delle elezioni presidenziali, giornali e politici di ogni dove mettono le mani avanti. Il capogruppo del partito socialista all'Europarlamento, Martin Schulz, ad esempio, chiede che chiunque vinca, per prima cosa chiuda il carcere di Guantanamo. E si augura che con la fine di Bush arrivi anche «la fine dell'unilateralismo americano nella politica internazionale».Il quotidiano francese Le Monde , che esce nel primo pomeriggio, anticipa l’esito delle elezioni con un dato sicuro: Bush se ne va. Una vignetta del mitico Plantu mostra Bush che fa le valigie e saluta un mondo che brinda e si divide su di lui, sull'Iraq, sulle banche. «È il mondo alla rovescia - scrive Le Monde - invece di attendere che il futuro presidente americano le faccia l'onore di interessarsi a lei, l'Unione europea, stavolta, gioca d'anticipo. Riuniti a Marsiglia alla vigilia dell'elezione presidenziale negli Stati Uniti, i 27 ministri degli Esteri...hanno preparato un documento che sarà inviato al neoeletto. Questo testo, breve, propone un vero partenariato fra l'Europa e gli Stati Uniti».A Londra seguono la sfida i 250 mila americani residenti in Gran Bretagna. Feste ovunque, anche su Facebook, dove si trovano decine e decine di appuntamenti in case e bar per seguire la storica elezione in diretta. Alcol a fiumi garantito, chiunque vinca.In Medio Oriente, come al solito si è divisi: mentre gli israeliani si interrogano se il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, non costituisca un «pericolo» per Israele, vista la sua posizione “dialogante” con l’Iran, Hamas crede che entrambe le opzioni in campo siano «pessime» per i palestinesi.
A Cuba Fidel Castro ritiene che il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, sia più brillante del suo rivale repubblicano John McCain, ma di fatto boccia entrambi i candidati alle presidenziali americane, in corso di svolgimento oggi: che vinca l'uno o l'altro, sostiene, gli Stati Uniti non saranno in grado di affrontare i principali problemi che affliggono il mondo.
Infine, in Italia, secondo il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, la vittoria di Obama «sarà una spinta ulteriore a cercare una collocazione internazionale dei democratici di tutto il mondo e in Europa aiuterà a evolvere verso una nuova organizzazione dei riformisti che vada al di là dei socialisti ma partendo da un rapporto stretto con il Pse». Insomma, se alla Casa Bianca ci sarà Obama, anche i democratici in Europa potranno trovare una casa più adatta a loro.

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!