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domenica 2 settembre 2012

Il Santo Padre non va al funerale di Martini: Joseph Ratzinger dà buca...per quali motivi? Il "Corriere" invoca la presenza del Pontefice. Un evento che nella storia non ha precedenti. Infatti Papa Benedetto XVI° non vi parteciperà...

La partecipazione di Benedetto XVI ai funerali del cardinale Carlo Maria Martini, previsti per domani, non è prevista e non è neppure stata presa in considerazione. In sua rappresentanza - come suo inviato speciale - ci sarà il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica papale di San Pietro e Vicario generale di Sua Santità per lo Stato Città del Vaticano, che concelebrerà con l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola e leggerà un messaggio di Benedetto XVI.
Rimarranno forse delusi quelli che la pensavano come il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, il quale aveva invece spiegato che la presenza del Papa al rito funebre non solo era auspicabile ma sarebbe stato «un gesto altamente simbolico per l'unità della Chiesa».
Una eventualità simile non si è verificata, negli ultimi pontificati, e, almeno fino ad oggi, non è prevista. Basti citare un illustre precedente, restando alla Diocesi di Milano. Il 22 maggio 1992 si sono celebrati i funerali del cardinale Giovanni Colombo, il predecessore di Martini alla guida della diocesi. Inviato da papa Giovanni Paolo II, in sua rappresentanza, ci andò il cardinale Camillo Ruini, allora presidente della Cei, e concelebrava, ovviamente, lo stesso Martini. «È una decisione che valuterà personalmente Sua Santità», risponde il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, sollecitato sulla questione. È invece molto probabile che venga celebrata dal Pontefice un rito funebre in seguito, per esempio nel trigesimo della morte, ossia a trenta giorni dalla scomparsa.
C’è poi chi, in Vaticano, fa notare la strana idea che sottende alle parole scritte da De Bortoli: la presenza di papa Ratzinger sarebbe un gesto capace di far ritrovare «l’unità dei cattolici». Allora esiste una frattura, tra una chiesa di Milano, capeggiata da Martini e una di Roma, guidata da Ratzinger? Esisteva un anti-Papa? È forse in atto uno scisma?
Intanto, a Milano un flusso ininterrotto di persone per tutto il giorno ieri ha affollato il Duomo, dove è allestita la camera ardente del cardinal Martini. Attorno alle 16 sono arrivati il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Poi il vicesindaco di Milano Maria Grazia Guida con don Virginio Colmegna, fondatore della Casa della Carità, molto legato al cardinale Martini. Prima di loro, anche il leader della Cgil, Susanna Camusso, aveva raggiunto la cattedrale. All’arrivo della salma, in mattinata erano invece presenti in Duomo le autorità milanesi: l'assessore Cristina Tajani, in rappresentanza del sindaco Giuliano Pisapia, poi gli assessori Marco Granelli e Bruno Tabacci.
La salma del cardinal Martini, che indossa la veste della messa di Resurrezione con la croce pettorale, mitra pastorale e palio, è composta sotto l'Altar Maggiore. Durante la notte la veglia funebre è stata guidata da canti e preghiere. I funerali si terranno dunque domani alle 16, concelebrati dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. Per il momento, sono previste le presenze del premier Mario Monti, del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Il cardinal Martini sarà poi sepolto in Duomo, in quella parte in cui si trovano le tombe dei vescovi ambrosiani.
«Raccoglimento» e «silenzio»: è stato questo l'invito che ieri il cardinale Scola ha rivolto alla folla accorsa in Duomo per la camera ardente. «Sia il nostro atteggiamento prevalente il raccoglimento di fronte al mistero della morte» ha detto Scola, riferendosi probabilmente anche al frastornante dibattito su fine vita e su accanimento terapeutico scatenato dalla morte del cardinale. E proprio per questo, per ricondurre tutto alla giusta dimensione, la Diocesi di Milano ha chiesto a tutte le parrocchie lombarde di pregare per il cardinale nelle messe vigiliari di ieri sera e festive di domani. «Guidato dalla luce della tua Parola lungo il cammino faticoso della malattia, possa gioire ora della bellezza della Santa Trinità, ti preghiamo», è il testo della preghiera per Martini che la Chiesa di Milano ha diffuso nelle parrocchie.

Carlo Maria Martini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Maria Martini, S.J.
cardinale di Santa Romana Chiesa
CardinalCMMartini.jpg
Carlo Maria Martini al meeting del Forum Economico Mondiale del 1992
St. Martini.jpg
Pro veritate adversa diligere
Incarichi ricopertiCardinale presbitero di Santa Cecilia
Arcivescovo di Milano
Nato15 febbraio 1927, Torino
Ordinato sacerdote13 luglio 1952 dal cardinale Maurilio Fossati
Consacrato arcivescovo6 gennaio 1980 da papa Giovanni Paolo II
Creato cardinale2 febbraio 1983 da papa Giovanni Paolo II
Deceduto31 agosto 2012, Gallarate
Carlo Maria Martini (Torino, 15 febbraio 1927Gallarate, 31 agosto 2012) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Biblista ed esegeta, è stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002.

Biografia [modifica]

Sacerdote e biblista [modifica]

Nato a Torino il 15 febbraio 1927, sviluppa sin da giovanissimo interessi biblici:
« [...] mi misi a cercare nelle biblioteche di Torino una traduzione italiana del Nuovo Testamento completo. Trovai edizioni dei Vangeli, ma facevo fatica a trovare un'edizione completa del Nuovo Testamento tradotta dal greco. La trovai solo dopo parecchie ricerche. Avevo allora circa undici, dodici anni. »
(Carlo Maria Martini[1])
Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1944 all'età di 17 anni nel convento di Cuneo, compie gli studi presso l'Istituto Sociale di Torino e riceve l'ordine sacro il 13 luglio 1952.
Circa la propria vocazione, dichiarerà poi:
« Dovrei porre due momenti: quello della mia scelta religiosa, che risale a un tempo lontano; è la prima intuizione che Dio è tutto, e tutto può chiedere. Io vivevo nell'ambiente dei gesuiti, e scoprivo la loro dedizione completa, e la sentivo come la radice di ogni decisione possibile. Ma mi accorgo che dopo molti anni ho un po' come riscoperto l'aspetto evangelico, che cosa significa portare la buona novella tra la gente del mondo. Fino a questa rivelazione, ho vissuto imparando, mandando a memoria gesti e modi di essere, poi ho trovato una maniera più personale, acqua che nasce come sorgente. »
(Carlo Maria Martini[2])
Consegue il dottorato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1958, con una tesi dal titolo Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti. Prosegue gli studi in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, dove nel 1962 gli viene assegnata la cattedra di critica testuale e il 29 settembre 1969 viene nominato rettore.
Nel 1978 papa Paolo VI lo nomina invece rettore della Pontificia Università Gregoriana. Nella Quaresima dello stesso anno viene inoltre invitato dal papa a predicare il ritiro annuale in Vaticano.

Arcivescovo di Milano [modifica]


Il comitato per la pubblicazione del The Greek New Testament negli anni '60.

Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano e neo cardinale, riceve nel capoluogo lombardo papa Giovanni Paolo II nel 1984.
Nominato arcivescovo di Milano il 29 dicembre 1979 da papa Giovanni Paolo II, viene da lui consacrato in San Pietro il 6 gennaio successivo; il 10 febbraio 1980 fa l'ingresso nella diocesi ambrosiana, succedendo al cardinale Giovanni Colombo.
Nel novembre dello stesso anno avvia nella diocesi la pratica delle "Scuole della Parola", ricalcate sulla Lectio divina, che insegnino a «leggere un testo biblico usato nella liturgia per gustarlo nella preghiera e applicarlo alla propria vita».[3]
Nel 1986 diventa presidente del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d'Europa, carica che manterrà fino al 1993.
Nel 1987 avvia nella diocesi l'iniziativa, conclusasi nel 2002, della Cattedra dei non credenti, occasione di incontro e di dialogo tra cristiani e non credenti, rivolta nelle intenzioni di Martini a tutti i "pensanti" senza distinzione di credo.[4]
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Cattedra dei non credenti.
Nel 1989 riceve la laurea honoris causa dalla Pontificia Università Salesiana per il suo programma pastorale sull'educazione, presentato nella lettera pastorale Educare ancora del 1988. Nel 2002 riceve una seconda laurea honoris causa, sempre in Scienze dell'Educazione, dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il 4 novembre 1993 convoca il 47º sinodo diocesano di Milano[5], che si conclude nel 1995.
Massimo propulsore dell'ecumenismo tra le varie Chiese e confessioni cristiane da parte cattolica, sollecita a Milano la fondazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese Cristiane. Al contempo promuove in maniera coraggiosa rispetto al magistero il dialogo tra Cristianesimo e ebraismo, segnando in materia una svolta non solo a Milano e in Italia, ma in Europa e in Occidente; in questo campo trova la piena collaborazione e adesione da parte di intellettuali come Paolo De Benedetti e il Rabbino Capo di Milano, Giuseppe Laras.

Arcivescovo emerito [modifica]

L'11 luglio 2002 vengono accettate dal papa le dimissioni per sopraggiunti limiti di età, presentate secondo le norme del Codice di diritto canonico al compimento dei 75 anni. Diventato arcivescovo emerito di Milano (gli succede il cardinale Dionigi Tettamanzi), fino alla fine del 2007 vive prevalentemente a Gerusalemme, dove riprende gli studi biblici.
In quanto cardinale elettore, partecipa al conclave del 2005, che elegge papa il cardinale Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI). In tale occasione, viene indicato dai media come uno dei "papabili" sostenuto dall'ala più progressista del collegio cardinalizio.[6][7] In realtà, secondo il resoconto più puntuale di quel conclave, fornito da un cardinale anonimo e raccolto dal vaticanista Lucio Brunelli, Martini avrebbe ottenuto meno consensi del previsto e il duello sarebbe stato tra Ratzinger e Bergoglio.[8]
Il 29 luglio 2007 Martini in un'intervista sulle pagine culturali del quotidiano economico Il Sole 24 ore critica il motu proprio "Summorum Pontificum" con il quale papa Benedetto XVI ha liberalizzato la celebrazione della messa con il rito tridentino, apprezzando però «la volontà ecumenica a venire incontro a tutti» mostrata dal papa.[9]
Rientra in Italia, definitivamente, nel 2008 e si stabilisce presso l'Aloisianum di Gallarate, per poter curare il morbo di Parkinson di cui è affetto,[10] malattia che rapidamente lo costringe al silenzio e all'immobilità[11].

Carlo Maria Martini all'Università Vita-Salute San Raffaele nel 2010.
Nel marzo 2010, in tema alle vicende sulla pedofilia nella Chiesa cattolica, alcune agenzie e testate hanno riportato un suo pronunciamento favorevole al ripensamento dell'obbligo di celibato dei preti.[12] In un comunicato diffuso però dall'arcidiocesi di Milano, egli ha smentito queste dichiarazioni, spiegando che anzi ritiene «una forzatura coniugare l'obbligo del celibato per i preti con gli scandali di violenza e abusi a sfondo sessuale».[13]
Giovedì 30 agosto 2012 l'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, annuncia l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, invitando i fedeli dell'intera arcidiocesi e quanti hanno avuto modo di conoscerlo e l'hanno caro a pregare per lui[14]. Rifiuta l'accanimento terapeutico e muore a Gallarate alle 15:45 di venerdì 31 agosto 2012[15]. I funerali saranno celebrati lunedì 3 settembre alle ore 16 nel Duomo di Milano, dove sarà sepolto presso l'altare del Crocifisso.

Il pensiero [modifica]


Il card. Carlo Maria Martini in preghiera davanti alla croce di San Carlo, la sera del Venerdì Santo del 20 aprile 1984, prima della processione che, partita dalla chiesa di San Carlo al Lazzaretto a Milano, si concluse sul sagrato del Duomo.
Nel suo libro Le ragioni del credere[16], Martini afferma che
« Secondo le statistiche il numero di coloro che frequentano regolarmente la messa alla domenica è ridotto. L’influenza pubblica dei pronunciamenti della Chiesa è scarsa, soprattutto sul terreno morale. Pochissimi sono i cristiani che, nelle parrocchie e nei gruppi, si impegnano veramente a testimoniare il Vangelo [...] E non pochi sono oggi coloro che non cercano nel cristianesimo ma altrove una risposta alle loro domande di senso. Definirei in ogni caso la nostra situazione di Chiesa come quella di una minoranza impegnata e motivata che porta il peso di una maggioranza che compie talvolta qualche gesto religioso per abitudine e non per convinzione profonda e personale »
Da questa condizione di marginalità della Chiesa, rispetto all’insieme dei fatti economici, sociali e culturali, derivano due posizioni: «il voler essere a ogni costo di nuovo una forza rilevante della società; oppure il riconoscere con serenità che il proprio compito di piccolo gregge, in apparenza più modesto, è di fatto molto più esigente e necessario per il bene di tutti: essere lievito nella società, piccolo seme di nuovi germogli».
Il riconoscere con serenità di essere piccolo gregge, rinunciando al voler essere ad ogni costo una forza rilevante nel quadro politico della società, implica un preciso «ethos di umiltà, di mitezza, di misericordia, di perdono, di riconoscimento delle proprie colpe anzitutto all’interno della Chiesa». Mentre i cristiani che aspirano ad una rivalsa sociale e politica, «vivono con ansietà la sensazione di essere circondati da forze ostili. [...] Da qui, talora, un linguaggio un po’ incattivito e contrappositivo, “tertullianeo” (un linguaggio di cui non ha bisogno il clima già sovreccitato della contesa politica) o, al contario, una depressione che dà luogo a un diffuso piagnisteo sterile».

La posizione sull'omosessualità [modifica]

Martini espresse più volte una posizione di apertura verso il riconoscimento delle coppie omosessuali[17][18][19][20]. In particolare, in un confronto con Ignazio Marino ha criticato la posizione ufficiale espressa dalla Chiesa in merito alle unioni gay, affermando:
« Non è male che due omosessuali abbiano una certa stabilità di rapporto e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili[21][22] »
Alla sua morte, l'associazione Gay Center ha pubblicato una nota di cordoglio in cui ricordava la posizione di apertura del cardinale verso le coppie omosessuali[23].

Incarichi [modifica]

Il 15 febbraio 2007 il cardinale Martini ha compiuto 80 anni: in base a quanto disposto dal motu proprio "Ingravescentem Aetatem" di Paolo VI del 1970 è quindi decaduto da tutti gli incarichi ricoperti nella Curia romana e dal diritto di entrare in Conclave.
Dal 28 giugno 2009 al 24 giugno 2012, il cardinale ha curato con cadenza mensile una rubrica dedicata alla fede sul quotidiano italiano Corriere della Sera rispondendo alle domande poste dai lettori.[24] Ha vinto nel 2010 anche il Premiolino, ambito riconoscimento giornalistico.

Opere [modifica]

Gli scritti di Martini sono numerosissimi: spaziano dalle ricerche biblico-esegetiche, alla pubblicazione di conferenze e relazioni a convegni, agli scritti pastorali, alla trascrizione di meditazioni tenute in occasione di ritiri ed esercizi spirituali. È l'unico porporato italiano a cui è stato dedicato un Meridiano da parte della casa editrice Mondadori.
  • Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti, Roma, Libreria Editrice dell'Universita Gregoriana, 1959.
  • Poesie, Milano, U. Mursia A.P.E. Coricelli, 1961.
  • Il Vangelo di S. Giovanni. Problemi generali di introduzione e di teologia, con Mauro Laconi, Treviso, Editrice Trevigiana, 1962.
  • Il messaggio della salvezza. Corso completo di studi biblici, I, Introduzione generale, con Piero Bonatti, Torino-Leumann, Elle Di Ci, 1964.
  • Atti degli apostoli, a cura di e con Nereo Venturini, Venezia, Missioni, 1965.
  • Il problema della recensionalità del codice B alla luce del papiro Bodmer XIV, Roma, Pontificio Istituto Biblico, 1966.
  • Gli esegeti del tempo di Galileo, in Nel quarto centenario della nascita di Galileo Galilei, Milano, Vita e Pensiero, 1966.
  • I Vangeli. Storia o leggenda?, Roma, AVE, 1968.
  • Se non vi manterrete fedeli non resterete salvi, in Il cristano e la vita di fede, Roma, AVE, 1970.
  • Farsi prossimo. La carità, oggi nella nostra società e nella Chiesa, Milano, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi religiosi, 1975.
  • L'itinerario spirituale dei dodici nel Vangelo di Marco, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1976.
  • Gli esercizi ignaziani alla luce di S. Giovanni, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1976.
  • Gli esercizi ignaziani alla luce di S. Matteo, Cagliari, Società poligrafica sarda, 1977.
  • Gli esercizi spirituali di S. Ignazio alla luce di S. Luca, Roma, Stella matutina, 1977.
  • Riflessioni pastorali sul giorno del Signore, con altri, Leumann, Elle Di Ci, 1977.
  • Vita di Mosè, vita di Gesù, esistenza pasquale, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1979.
  • La dimensione contemplativa della vita. Lettera al clero e ai fedeli dell'Archidiocesi ambrosiana per l'anno pastorale 1980/81, Milano, Centro Ambrosiano documentazione e studi religiosi, 1980.
  • L'evangelizzatore in San Luca. Meditazioni, Milano, Ancora, 1980.
  • Il nostro cammino sacerdotale. Lettera dell'Arcivescovo al clero per il giovedì santo 1980. "Dalla coscienza battesimale alla coscienza presbiteriale", Milano, Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, 1980.
  • La parola di Dio alle origini della Chiesa, Roma, Università Gregoriana Editrice, 1980.
  • Parola di Dio e vita quotidiana, Torino, Marietti, 1980. ISBN 88-211-8509-5.
  • Il problema storico della risurrezione negli studi recenti, Roma, Libreria editrice dell'Università Gregoriana, 1980.
  • Il Vangelo secondo Giovanni nell'esperienza degli esercizi spirituali, Roma, Borla, 1980.
  • Il vangelo alle sorgenti. Meditando ad Assisi il Discorso della Montagna, Milano, Ancora, 1990. ISBN 88-7610-332-5
  • Il vino nuovo. Meditazioni per le famiglie, Casale Monferrato, Piemme, 1992. ISBN 88-384-1772-5
  • Il discorso della montagna. Meditazioni, Milano, Mondadori 2006. ISBN 88-04-56158-0
  • Liberi di credere. I giovani verso una fede consapevole, Milano, In dialogo, 2009. ISBN 978-88-8123-546-9
  • Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede, intervista di Georg Sporschill, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-58391-2
  • Le ali della libertà. L'uomo in ricerca e la scelta della fede. Meditazioni sulla Lettera ai Romani, Milano, Piemme, 2009. ISBN 978-88-566-0552-5
  • Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59468-0
  • Siamo tutti nella stessa barca (con Luigi Maria Verzé), Milano, Editrice San Raffaele, 2009. ISBN 9788886270908
  • Una parola per te, Milano, Editrice San Raffaele, 2010. ISBN 9788896603048
  • Ricerca e carità. Due voci a confronto su scienza e solidarietà (con Giulio Giorello), Milano, Editrice San Raffaele, 2010. ISBN 9788896603208
  • Le ragioni del credere. Scritti e interventi, a cura di Ferruccio Parazzoli, Marco Garzonio, Damiano Modena e Virginio Pontiggia, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 9788804611271
  • Il vescovo, Torino, Rosenberg & Sellier, 2011. ISBN 9788878851382

Onorificenze [modifica]

Riconoscimenti [modifica]

Genealogia episcopale [modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale.
Titolazione di
Carlo Maria Martini
Stemma
Titolo di riferimentoSua Eminenza
Titolo parlatoVostra Eminenza
Titolo religiosoCardinale
vedi qui per i predicati d'onore

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Gianfranco Ravasi, Martini: le mie tre città. Un colloquio nell'amicizia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2002.
  • Andrea Tornielli, La scelta di Martini, Alba, Piemme, 2002.
  • Luisa Bove, Carlo Maria Martini. Una voce nella città, Saronno, Monti, 2003.
  • Damiano Modena, Carlo Maria Martini: custode del Mistero nel cuore della storia, Milano, Paoline, 2004.
  • Paolo Sartor, Martini: l'avventura del predicare, Centro Ambrosiano, Milano 2005.
  • Affinché la Parola corra. I verbi di Martini, a cura di Marco Vergottini, Milano, Centro Ambrosiano, 2007.

Note [modifica]

  1. ^ Da un'intervista trasmessa nel documentario Correva l'anno: Carlo Maria Martini – il cardinale del dialogo, Rai 3, 21 marzo 2011.
  2. ^ Dall'intervista contenuta in Enzo Biagi, Quante storie, Rizzoli, Milano, 1989, p. 103. ISBN 88-17-85322-4.
  3. ^ Carlo Maria Martini, In principio era la parola. Lettera pastorale per l'anno 1981-1982, 1981
  4. ^ G. Barbareschi, R. Spreafico. «Il credente e il non credente che è in me». Incrocinews.
  5. ^ Paolo Conti. «Una corsa a due tra il decano e un progressista». Il Corriere della Sera, 15-04-2005. URL consultato in data 15-11-2009.
  6. ^ Lucio Brunelli. «I segreti del Conclave. "Così vinse Ratzinger"». La Repubblica, 23-09-2005. URL consultato in data 15-11-2009.
  7. ^ Luca Saitta. «Martini: Non celebrerò la messa in latino». La Repubblica, 30-07-2007. URL consultato in data 15-11-2009.
  8. ^ Carlo Maria Martini. «Il cardinale Martini e il celibato dei sacerdoti». Incrocinews, 29-03-2010.
  9. ^ Carlo Maria Martini, Le ragioni del credere, Mondadori, Milano, 2011
  10. ^ Armando Torno. «Il cardinal Martini e il «Corriere»». Corriere della Sera, 25-06-2009.

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