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lunedì 11 maggio 2009

A 20 anni dalla Rivolta di Piazza Tien a Men, oggi bisognerebbe festeggiare il FALLIMENTO di quella folle iniziativa che avrebbe portato solo CAOS!!!

L'immagine simbolo di quei tragici giorni...
Pechino - 4 Giugno 1989 - Da Piazza Tien a Men alla caduta del Muro di Berlino: a 20 anni di distanza da uno degli eventi Storici che più hanno caratterizzato la vita Politica Europea e che hanno dato inizio ai più grandi sconvolgimenti geo-politici Mondiali, noi precursori della dottrina Social-Popolare non possiamo non constatare e registrare i gravissimi danni che l'assetata quanto frettolosa voglia di libertà delle popolazioni dell'Est Europa spinti e sostenuti dai Governi del così detto Occidente Capitalista ha causato in mezzo Mondo a partire proprio da quell'Europa che ha illuso pure i suoi stessi figli e la sua stessa gente. La caduta del Muro di Berlino ha da principio fatto credere a tutte le popolazioni del continente che una nuova Era di Pace, Libertà e Progresso Sociale, Eguaglianza e Fratellanza era alle porte...finalmente il Nuovo Mondo da troppo tempo atteso avrebbe trasformato le Nazioni e tutti gli uomini...la Guerra Fredda con il suo equilibrio del Terrore e l'incubo dell'Olocausto Atomico nella magia di una notte sembravano essere cancellati, Papa Giovanni Paolo II° che fù uno dei più grandi sostenitori della politica anti-Cortina di Ferro di memoria Sovietica gioiva entusiasta insieme a tutti i più grandi Statisti dell'Epoca...dalla Tacher a Kohl, da Mitterand ad Andreotti e Cossiga, da Ronald Reagan all'epoca Presidente degli Stati Uniti d'America a Michkail Gorbaciov Presidente della oramai morente Unione Sovietica e novello Premio Nobel per la Pace, dalla Regina d'Inghilterra al Re di Spagna...tutto era un tripudio, un festeggiamento: finalmente la Grande Germania uscita con le ossa fracassate dalla Seconda Guerra Mondiale del 1939-1945 da lei stessa scatenata poteva riunificarsi sotto l'ombrello protettivo dello Zio Sam e del Capitalismo Mondiale.Libertà era la parola d'ordine insieme al redivivo anti-Comunismo fomentato dalle Lobby miliardarie di mezzo Mondo guidate dalle potenti Massonerie segrete Americane che già fiutavano con la bava alla bocca le immensi ricchezze che l'apertura di quei nuovi mercati e lo sfruttamento a basso costo delle materie prime con la forza lavoro umana offrivano quegli Stati liberati dal predominio dei Regimi Comunisti dell'Est Europa, della Russia e della Cina.Non solo, con la liquidazione della Super-Potenza Sovietica e della sua influenza sulla politica estera, anche lo scacchiere della geo-politica in Africa e nel Medio-Oriente avrebbe subito grandi mutamenti sempre a favore della causa Capitalista delle grandi Lobby che influivano e influiscono tutt'oggi sulla politica economica dei Governi Occidentali dell'Europa e dell'America...e così è avvenuto!Quest'anno il Mondo intero festeggierà in pompa magna la caduta del Muro di Berlino come se tutto ciò che è accaduto dopo non ci fosse mai stato ma noi vogliamo invece ricordare ciò che la grande illusione ha provocato e vogliamo in contro-tendenza Mondiale ricordare a tutti ciò che di benefico in realtà non ha portato a tutti quei popoli che erano stati illusi dal nostro sistema capitalistico consumista con l'equazione: LIBERTA'=RICCHEZZA!!! L'Occidente con in testa gli Stati Uniti d'America avevano utilizzato un colpo quanto mai più basso, bieco e spregievole per convincere nel corso degli anni e convincere le varie e vaste popolazioni dell'Est Europa e dell'Asia Centrale che l'abbattimento dei vari Regimi Comunisti dell'epoca che li governavano avrebbe portato loro non solo il vento di una nuova libertà ma anche una ricchezza diffusa, una ricchezza che sarebbe stata alla portata di tutti...così con l'ultima pietra abbattuta del Muro di Berlino, tempo 2 anni: 1989-1991...l'Unione Sovietica è crollata dopo i colpi mortali assestati prima dal crollo del proprio vassallo Europeo che appunto era la Repubblica Democratica di Germania e dalla Romania con l'abbattimento del Regime di Ceaucescu e la fucilazione dello stesso insieme alla moglie...dopo il Muro abbattuto inizia il lento ed inesorabile dramma: dalla Lituania alla Georgia, dal Turkmenistan alla Cecenia...ogni Repubblica dell'Unione Sovietica sferza il proprio colpo mortale all'ormai agonizzante Orso Russo...che muore definitivamente il 21 Agosto del 1991 con la proclamazione d'indipendenza di tutte le Repubbliche Sovietiche da cui abbiamo visto nascere i nuovi Stati: Ucraina, Bielorussia, Lituania, Estonia, Lettonia, Kazakhistan e le altre piccole e grandi Repubbliche che per 70 lunghi anni avevano costituito l'immenso Impero Sovietico! I piani delle grandi Massonerie e dei grandi gruppi Capitalisti Occidentali avevano funzionato, cancellata la Guerra Fredda avevano potuto dare inizio ai loro grandi progetti economici, hanno aiutato con ingenti finanziamenti molti leader politici emergenti nei vari Stati per così dire liberati dal Comunismo e li hanno sostenuti fino ad aiutarli ad essere eletti dai propri popoli in competizioni politiche pseudo-democratiche e pilotate, hanno aiutato e finanziato la costituzione di governi amici che sopra la corruzione hanno costruito e rafforzato il proprio potere su tutto e su tutti...diffondendo errori e mostruosità all'interno delle proprie economie nazionali e diffondendo insieme alla corruzione una povertà sempre più estesa che si tramutava spesso in una vera e propia miseria.Poche elité si arricchivano oltre misura e moltissimi si impoverivano sempre più...così dopo il crollo del Muro di Berlino e dopo il crollo dell'Unione Sovietica e di tutto il blocco Comunista dell'Est Europa che costituiva il Patto di Varsavia, abbiamo assistito inermi ed increduli alle lunghissime file del pane a Mosca, a Praga, a Bucarest, a Varsavia...abbiamo assistito alle immani migrazioni dei tanti che per sfuggire alla fame emigravano in Italia e in Europa, abbiamo visto l'Armata Rossa dissestata e abbandonata pericolosamente a sè stessa ed alla sua miseria improvvisa, abbiamo assistito al violento disfacimento della Yugoslavia smembrata in una guerra terribile e fratricida nel cuore dell'Europa Capitalista e moderna che ha causato decine e decine di migliaia di morti innocenti, guerra sostenuta e finanziata con soldi e armi segretamente da quelle stesse Lobby Capitaliste che hanno fomentato il caos e l'abbattimento del Muro di Berlino; abbiamo visto l'Albania disgregarsi e cadere succuba di un vero e proprio Governo Mafioso e corrotto che ha impoverito la popolazione, scappata in massa sulle navi, sui barconi e sui gommoni nel mare Adriatico per raggiungere le nostre coste Italiane; abbiamo assistito alle tantissime guerre etniche, alle pulizie etniche, alle guerre civili che sono scoppiate una dopo l'altra dal 1989 in poi nei vari territori dell'ex-Unione Sovietica: Turkmenistan, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Cecenia, Ingusciezia, Moldavia...popolazioni che un tempo vivevano in pace in un progresso sociale seppur diverso e avverso dal nostro Occidentale, si ritrovarono d'un tratto trascinate in guerre sanguinose, città un tempo edificate si erano trasformate in cimiteri a cielo aperto, rase al suolo, distrutte dalle pioggie di fuoco e di odio fomentato da coloro che pilotavano le guerre per arricchirsi oltre misura e per impadronirsi delle materie prime di quei paesi, di quei territori, di quelle nazioni....guerre civili mascherate da guerre di religione e di intolleranza che erano in realtà guerre per i soldi e per la ricchezza dei futuri mercati che dovevano essere sfruttati al meglio dalle Caste e dalle Lobby Massoniche-Capitaliste Mondiali.I vari Leader Politici locali venivano comprati, prezzolati, corrotti al solo fine di creare caos e di costituire Governi amici e condiscendenti che dovevano servire fedelmente i propri veri padroni...banchieri, massoni, lobby, mafiosi...questo in realtà ha scoperchiato veramente il crollo del Muro di Berlino!!! Tutti i popoli, dall'Occidente all'Oriente, sono stati ingannati, illusi e disillusi...le conseguenze dei veri piani strategici nascosti ai più sono venuti ormai a galla ma oramai tutto è stato compiuto e tutto è stato inquinato, tutto è stato fatto ed i danni sono irreversibili...gli Stati di mezza Europa dell'Est, Russia compresa, sono guidati da Governi impuri, corrotti, collusi con la Mafia e la criminalità...Governi che tutelano gli interessi di pochi ricchi e potenti, Governi che hanno la piena volontà affinchè una parte della propria popolazione rimanga in povertà perchè la povertà delle masse garantisce la ricchezza ed i privilegi di un Capitalismo che basa il proprio sistema sull'egoismo e sull'edonismo...un sistema trapiantato in quei paesi dallo stesso Capitalismo edonista ed egoista che ancora più potente che mai guida, influisce e governa anche la nostra Italia, la nostra Europa, l'Occidente moderno così come lo conosciamo tutti...con in testa gli Stati Uniti d'America egemoni e rappresentanti l'unica vera Super-Potenza politica, economica e militare sopravissuta e vincitrice della passata Guerra Fredda dei blocchi contrapposti.A 20 anni di distanza dal crollo del fatidico Muro di Berlino dunque, noi precursori della dottrina Social-Popolare rimpiangiamo l'equilibrio del terrore della Guerra Fredda che paradossalmente ha garantito e poteva garantire una vera pace, una vera stabilità e una vera prosperità economica seppur diversa dalla nostra, in almeno mezzo Pianeta Terra!!!Invece dopo il suo abbattimento, abbiamo assistito al riemerge di pericolosi sentimenti ultra-nazionalisti, di tremendi rigurgiti di fondamentalismo religioso...soprattutto in Africa e nel Medio-Oriente...guerra, disordine, caos, povertà, miseria, mafia, criminalità, droga, immigrazione selvaggia e clandestina, traffico di armi, di organi umani e di droga, sangue, distruzione, genocidi, massacri, pulizia etnica, devastazioni, corruzione...è questo ciò che ci hanno regalato i vincitori della Guerra Fredda in mezza Europa se non nel Mondo intero!!! LIBERTA' ci avevano detto e LIBERTA' gridavano anche in Piazza Tien a Men a Pechino nel 1989 ma grazie a DIO la Cina Comunista ha resistito all'onda d'urto che si stava propagando e dirigendo anche verso di loro perchè anche questo era di sicuro nei progetti dei Massoni-Capitalisti Occidentali, distruggere URSS e CINA per invadere silenziosamente con i propri tentacoli mafiosi quei territori così vasti e così ricchi di materie prime preziose...un grande mercato cento volte superiore per numero e potenzialità all'Europa stessa!!! Nel 2009 si festeggia anche la ricorrenza della rivoluzione per la Libertà degli studenti Cinesi a Piazza Tien a Men contro il Regime di Pechino ma quì noi sosteniamo che sarebbe forse meglio festeggiare il fallimento di quella Rivoluzione sprovveduta ed avventata che avrebbe avuto conseguenza ben più peggiori e terrificanti se quella Rivoluzione avesse avuto successo!!! Dopo il crollo del Muro di Berlino abbiamo assistito alla recrudescenza della guerra di Religione trà le due culture: Cristiana-Occidentale contro quella Islamica-Araba...di sicuro con la Guerra Fredda non avremmo mai visto l'attentato gravissimo alle Torri Gemelle di New York dell'11 Settembre 2001, le due guerre in Iraq (Desert Storm del 1991 e quella del 2003) e non avremmo visto le altre guerre in Afghanistan...moltissime delle varie guerre che abbiamo visto nascere e crescere negli ultimi 20 anni, nel proseguio dell'equilibrio del terrore non avrebbero avuto corso nè inizio....Al Qaida ed il regime di sangue attuato dalla costituzione del movimento terroristico internazionale e trasversale mondiale fomentato dal fanatismo Islamico e non solo, con il Muro ancora in piedi a Berlino non avrebbero non solo avuto modo di esistere ma non sarebbero riusciti a sopravvivere a lungo!!! Noi oggi possiamo solo confidare nel rafforzamento e nella sopravvivenza del Regime di Pechino, dell'Avana a Cuba di Raoul Castro fratello del Leader Maximo Fidel, del Vietnam e del Laos e di tutti quei Regimi in cui anche se non regna una libertà totale apparente in ogni caso regna comunque l'ordine, la stabilità, la pace ed il controllo ferreo del Potere Politico e dello Stato lontano dalla corruzione e dalla Mafia!!! Soprattutto ci auguriamo che la Cina non debba crollare e colassare mai...sarebbe una catastrofe umanitaria che noi mai ci sogneremo di incoraggiare e di augurare a nessuno Stato...soprattutto per noi in Occidente, in Europa, in Italia....sarebbe davvero una catastrofe incontenibile...catastrofe che invece purtroppo i gruppi Massonico-Capitalisti sperano avvenga molto presto per tutti i motivi che abbiamo elencato prima in questo stesso articolo.Noi siamo prima di tutto amici del Regime Cinese e speriamo, confidiamo nel suo ordine e nel suo Governo e diffidiamo tutti voi dal credere ciecamente alla propaganda occidentale che vuole la Cina un paese tiranno, cinico e crudele!!! Ricordate che trà un estremo e l'altro, la verità stà nel mezzo...Oggi il Capitalismo Occidentale per scardinare e scalfire il Regime di Pechino stà prezzolando ed utilizzando il Dalai Lama in primis, i Monaci ed il popolo Tibetano poi, per fomentare quella Rivoluzione della falsà ed ipocrita Libertà fallita in Piazza Tien a Men nel 1989 e questa volta il pretesto è più grave e più bieco, più sconvolgente che mai: l'odio etnico-razziale e religioso!!! Fomentando i revanscismi nazionalistici e culturali-religiosi contro Pechino si spera in occidente di scatenare una vera e propria guerra di secessione per sperare nel crollo definitivo del Regime Cinese!!! Una pericolosa bomba...ad orologeria che i Cinesi intelligentemente devono cercare al più presto di disinnescare...prima della deflagrazione letale e finale che getterebbe nel caos e nel disordine un quarto della popolazione Mondiale!!! E' questo ciò che vogliono e sperano di fare i paladini della Democrazia Occidentale??? Non sono bastati i fiumi di sangue scaturiti dalle disgrazie e dalle guerre etniche e religiose scoppiate dopo il crollo del Muro di Berlino in Europa, nel Caucaso, in Asia Centrale, in Africa e nel Medio-Oriente??? Non è bastato a loro la ricchezza depredata ai popoli di mezzo Mondo??? L'ultima grave crisi economica da cui tutt'oggi soffriamo e lentamente ci stiamo tirando fuori è causa ancora di questi banchieri e massoni-capitalisti senza scrupoli che sulle disgrazie altrui basano le loro ricchezze, è causa di questo Capitalismo che sopravvive e si arricchisce basando la propria esistenza sulla corruzione, sull'edonismo e sull'egoismo così come lo stesso Papa Benedetto XVI° ha detto pubblicamente tempo fà: "L'egoismo è alla radice della crisi economica!" Ed allora, che cosa pretenderebbero di fare con la Cina Maoista e la Cuba Castrista??? Perchè l'America dopo oltre 40 anni continua imperterrita a mantenere l'embargo economico su Cuba anche dopo la caduta del Muro di Berlino??? Perchè si deve credere al Dalai Lama come se fosse un Dio in Terra e perchè taluni ancora oggi cercano di utilizzarlo come un moderno "Cavallo di Troia" in maniera tale di tentare di scardinare il Regime Cinese dall'interno??? Noi confidiamo nella Cina Maoista moderna...e ci auguriamo vivamente che il Regime Cinese sopravviva per altri 50 anni almeno così come ci auguriamo che a Cuba Raoul Castro riesca a mantenere l'ordine e riesca a mantenere in vita il Regime Castrista per altri 40 anni almeno...non perchè siamo Comunisti, noi siamo Social-Popolari, ma perchè crediamo che questi per noi oggi Stati-Modello, siano l'ultimo baluardo per contrastare l'ipocrisia del nostro sistema Democratico Occidentale inquinato ormai dal malaffare, dalla mafia, dal crimine e dalle Lobby-Massoniche che guardano solo agli interessi dei pochi privilegiati a discapito dei molti che sono costretti gioco-forza a vivere sotto la soglia della povertà, della miseria, del lavoro precario, dell'ipocrisia e dell'ingiustizia sociale dei nostri tempi.

Alexander Mitrokhin
In breve che cosa successe in quelle folli giornate Pechinesi:
In piazza Tien An Men ci sono tutti, studenti, comunisti contro il potere in auge, oppositori del governo, ma soprattutto c’è l’esercito con i suoi carri armati. La protesta era iniziata nell’ aprile dello stesso anno, gli studenti chiedono più democrazia, maggiore trasparenza, ma soprattutto si rivoltano contro la vergognosa corruzione degli uomini e dei funzionari del potere. Gli stessi studenti innalzano nella piazza simbolo di Pechino, ma di tutta la Cina, una statua, è la Dea della Democrazia, l’ispirazione è chiaramente quella della Statua della Libertà Il 20 maggio gli studenti avviano lo sciopero della fame, nella notte tra il 27 ed il 28 di maggio arriva l’Esercito di Liberazione Popolare, l’attacco è inevitabile. Ancora oggi il numero delle vittime è del tutto impreciso, lo stesso Governo cinese parla di un numero incerto tra 200 e 400 vittime, la CIA ne conta 800, la Croce Rossa Internazionale almeno 2600, ma cifre attendibili ci dicono che i morti furono almeno 12mila. Sono le 0.30 , ora di Pechino del 4 giugno del 1989 i carri armati sparano su studenti, operai, oppositori, cinesi contro cinesi. Un reporter americano barricato con un potente teleobiettivo in un hotel della piazza, si lamenta di non riuscire a riprendere la scena dei carri armati che avanzano, davanti agli stessi c’è un ragazzo minuto con delle buste di plastica della spesa , cerca inutilmente di fermare la lunga fila di cingolati e spiazza le foto. Che fine avrà mai fatto quel ragazzo? Di certo ha scritto una delle pagine più belle della libertà.
I Nomadi con una loro canzone del 1991 “Uno come noi” ricordano l’esile figura di quel ragazzo: Con il tuo esile corpo hai fermato un carro armato. Bastava un ordine e saresti stato schiacciato. Ma per un momento è stato come se tutto il mondo fosse fermo lì davanti a te, a un piccolo uomo, a un grande uomo, a uno come noi. Sarebbe stato facile dire che tu hai sconfitto un’idea come se odio e violenza avessero solo quel colore. Ma sto pensando a tutti quelli che hanno pagato nel silenzio e nel dolore perché il carro armato non s’è fermato e niente ha risparmiato. Ti voglio dire che né politica, né religione danno il diritto di troncare la vita di un uomo che sogna solo una casa, una donna, un lavoro, di essere libero e un poco felice in un mondo migliore fatto di gente, gente come noi.
Con protesta di piazza Tian'anmen (nota anche come incidente di Piazza Tian'anmen in cinese, pinyin: Tiānānmén shìgù) si intendono una serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali, operai nella Repubblica Popolare Cinese tra il 15 aprile ed il 4 giugno 1989. Simbolo della rivolta è considerato il rivoltoso sconosciuto che in totale solitudine e completamente disarmato affronta una colonna di carri armati: le fotografie che lo ritraggono sono popolari nel mondo intero e sono per molti un simbolo di lotta contro la tirannide.
L'evoluzione della protesta si può ripartire attraverso cinque episodi: il lutto, la sfida, la tregua, il confronto, il massacro[1].
Il 15 aprile 1989, Hu Yaobang morì per un arresto cardiaco. La protesta ebbe inizio in modo relativamente pacato, nascendo dal cordoglio nei confronti del politico, popolare tra i riformisti, e dalla richiesta al Partito di prendere una posizione ufficiale nei suoi confronti. La protesta divenne via via più intensa dopo le notizie dei primi scontri tra manifestanti e polizia. Gli studenti si convinsero allora che i mass media cinesi stessero distorcendo la natura delle loro azioni, che erano solamente volte a supportare la figura di Hu.
Il 22 aprile, giorno dei funerali, gli studenti scesero in Piazza Tiananmen, nella città di Pechino, chiedendo di incontrare il Primo ministro Li Peng; la leadership comunista ed i media ufficiali ignorarono la protesta e per questo gli studenti proclamarono uno sciopero generale all'università di Pechino. All'interno del PCC Zhao Ziyang, Segretario generale del Partito, era favorevole ad un'opposizione moderata e non violenta nei confronti della manifestazione, riportando il dibattito suscitato dagli studenti in ambiti istituzionali. Favorevole alla linea dura era invece Li Peng, Primo ministro, che era convinto che i manifestanti fossero manipolati da potenze straniere.
Egli, in particolare, approfittò dell'assenza di Zhao, che doveva recarsi in visita ufficiale in Corea del Nord, per diffondere le sue convinzioni. Si incontrò con Deng Xiaoping, che, nonostante si fosse ritirato da tutte le cariche più importanti (ma rimaneva Presidente della potente Commissione militare), restava un personaggio estremamente influente nella politica cinese; con lui, si accertò di avere una comunanza di vedute.
La sfida [modifica]
Il 26 aprile fu pubblicato sul Quotidiano del Popolo un editoriale a firma di Deng Xiaoping che accusava gli studenti di complottare contro lo stato e fomentare agitazioni di piazza. Questa dichiarazione fece infuriare gli studenti e il 27 aprile circa 50.000 studenti scesero nelle strade di Pechino, ignorando il pericolo di repressioni da parte delle autorità e richiedendo che si ritrattassero queste pesanti dichiarazioni; inoltre, i manifestanti avevano paura di essere puniti nel caso in cui la situazione fosse tornata alla normalità. Zhao, tornato dalla Corea del Nord tentò ancora di raffreddare gli animi.
Il rivoltoso sconosciuto di Piazza Tiananman (foto di Jeff Widener, Associated Press)
Il 4 maggio (data simbolica in quanto richiamava il Movimento del 4 maggio 1919) circa 100.000 persone marciarono nelle strade di Pechino, chiedendo più libertà nei media e un dialogo formale tra le autorità del partito e una rappresentanza eletta dagli studenti.
La tregua [modifica]
A questo punto si instaurò una tregua, ma senza che gli studenti riuscissero a convincere la leadership del Partito ad instaurare un dialogo realmente costruttivo. In un primo momento la protesta sembrò sul punto di rifluire.
In questo contesto si inserì la visita del Segretario del PCUS Mihail Gorbacev in Cina, prevista per la metà di maggio. Si trattava di un evento storico in quanto rappresentava la riconciliazione tra le due potenze dopo 19 anni di ostilità diplomatica. Il 13 maggio, duemila studenti decisero di insediarsi in Piazza Tiananmen e le loro richieste si radicalizzarono ulteriormente: non solo chiedevano una legittimazione, ma criticavano la corruzione del Partito ed il ritorno al conservatorismo da parte di Deng Xiaoping e chiedevano riforme politiche democratiche, innalzando Gorbacev a simbolo della riforma.
Inoltre, alcuni di essi iniziarono uno sciopero della fame. In migliaia si unirono a questa protesta, supportata dagli stessi residenti di Pechino. I manifestanti innalzarono al centro della piazza un'enorme statua, alta 10 metri, chiamata Dea della Democrazia, in polistirolo e cartapesta. Da notare che tra i manifestanti erano presenti anche comunisti dissidenti che cantavano l'internazionale.
Questo metteva i dirigenti cinesi di fronte ad un forte problema: veniva di fatto data una scadenza per risolvere la questione e si rischiava di creare dei martiri che avrebbero potuto destabilizzare ulteriormente il regime, senza contare la crescente simpatia di cui gli studenti erano oggetto tra la popolazione. I dirigenti del PCC però non riuscirono ancora a trovare una linea condivisa per rispondere alla protesta.
Durante la visita di Gorbacev, il 16 ed il 17 maggio, la mobilitazione continuò, portando in Piazza centinaia di migliaia di persone. La protesta si era ampliata anche fuori dalla città di Pechino, arrivando a coinvolgere oltre 300 città.
Il confronto [modifica]
Di fronte all'immobilismo dei massimi dirigenti, fu ancora Deng Xiaoping a prendere l'iniziativa, decidendo, assieme ad altri anziani del Partito, di dichiarare la legge marziale per dare un segnale ancora più forte agli studenti. Questo fatto è molto importante se si considera che la legge marziale, nella storia della Repubblica popolare cinese era stata proclamata una sola volta a Lhasa, capitale del Tibet, ed ora si trattava di dichiararla a Pechino, capitale dello stato.
La notte del 19 maggio venne quindi convocato il Comitato permanente dell'Ufficio politico, organo comprendente i massimi dirigenti del PCC, al quale spettava l'imposizione della legge marziale: alcune fonti riferiscono che Zhao Ziyang fu il solo su 5 a votare contro, altre dicono che, non essendo stata trovata una maggioranza (2 a favore, 2 contro ed 1 astenuto), Deng la impose unilateralmente. Resta comunque il fatto che l'esercito, il giorno dopo, fu chiamato ad occupare la capitale.
Zhao Ziyang tentò quindi una mossa disperata: all'alba del 20 maggio si presentò in Piazza Tiananmen e tentò di convincere gli studenti ad interrompere lo sciopero della fame e l'occupazione della piazza, promettendo che le loro ragioni sarebbero state ascoltate. Non fu ascoltato e l'episodio decretò anche la fine della sua carriera politica (pochi giorni dopo fu arrestato). Nemmeno la proclamazione pubblica della legge marziale convinse i manifestanti ad arrendersi.
All'inizio l'esercito incontrò una forte resistenza da parte della popolazione e si astenne dal reagire con la forza. La situazione restò quindi paralizzata per 12 giorni.
Il massacro [modifica]
Anche in questo caso fu Deng a prendere la decisione finale: in quanto Presidente della Commissione militare, fece pervenire alle truppe l'ordine di usare la forza. La notte del 3 giugno l'esercito iniziò quindi a muoversi dalla periferia verso Piazza Tienanmen. Di fronte alla resistenza che incontrarono, aprirono il fuoco ed arrivarono in piazza. Nonostante non sia possibile una ricostruzione accurata dei fatti, fu un massacro.
Le vittime [modifica]
Ancora oggi le stime dei morti variano. Il governo cinese parlò inizialmente di 200 civili e 100 soldati morti, ma poi abbassò il numero di militari uccisi ad "alcune dozzine". La CIA stimò invece 400–800 vittime. La Croce Rossa riferì 2600 morti e 30.000 feriti. Le testimonianze di stranieri affermarono invece che 3000 persone vennero uccise. La stessa cifra fu data da un sito inglese di Pechino. Le stime più alte parlarono di 7.000–12.000 morti. Organizzazioni non governative come Amnesty International hanno denunciato che, ai morti per l'intervento, vanno aggiunti i giustiziati per "ribellione", "incendio di veicoli militari", ferimento o uccisione di soldati e reati simili. Amnesty International ha stimato che il loro numero è superiore a 1000.
Dopo la strage [modifica]
Nei giorni seguenti si mise in atto una feroce caccia ai restanti contestatori, che furono imprigionati o esiliati. Il governo, inoltre, limitò l'accesso da parte dei media internazionali, dando la possibilità di coprire l'evento alla sola stampa cinese.
Il 9 giugno Deng si assunse la responsabilità dell'intervento e condannò il movimento studentesco come un tentativo controrivoluzionario di rovesciare la Repubblica popolare cinese. Per legittimare la repressione, la propaganda ufficiale sostenne che i manifestanti avevano attaccato l'esercito, il quale, a costo di pesanti sacrifici, era comunque riuscito a salvare il socialismo.
A livello internazionale, la repressione di Piazza Tiananmen provocò la ferma condanna da parte di numerosi Paesi occidentali, che portò anche all'imposizione di un embargo sulla vendita di armi alla Cina. Oggi il clima si è rappacificato e la Cina è stata riaccolta dagli altri paesi nella politica globale, ma gli eventi di Piazza Tiananmen sono ancora un argomento sensibile per il governo comunista cinese, che non fornisce versioni ufficiali dell'accaduto ed esercita forme di censura riguardo gli avvenimenti in questione.
Influenza culturale [modifica]
Numerose canzoni sono ispirate a questi fatti, tra cui "Uno come noi" dei Nomadi, "Davide e Golia" del Gen Rosso, dedicate in particolare allo studente che fermò un'intera colonna di carri armati, "Citta proibita" dei Pooh, dall'album Uomini soli del 1990e Tiananmen dei Kalashnikov. Si dice anche che "Blood Red" degli Slayer (dal disco Seasons in the Abyss del 1990) racconti le vicende di questa tragedia. "Tieniamente" di Claudio Baglioni è una canzone che fa parte dell'Album Oltre del 1990. Il testo è unicamente composto dalle parole Tienanmen e Tieni a mente.
Roger Waters (ex leader dei Pink Floyd) nel brano "watching tv" incluso nell'album "Amused to Death" del 1992 racconta la storia di una studentessa uccisa nella strage di piazza tienanmen. Il video del pezzo, inoltre, mostra le immagini reali della protesta e della repressione.
Nell'album The Politics of Ecstasy, il secondo disco della band di Seattle Nevermore, è presente una canzone intitolata "The Tiananmen Man". Nell'ultimo album dei System of a Down (Hypnotize) nella canzone Hypnotize c'è un chiaro riferimento ai giovani protestanti. Altra canzone basata su quest'avvenimento è, appunto, Tien an men dei CCCP Fedeli alla linea, contenuta nell'album Live in Punkow.
Un riferimento a questi fatti c'è anche nella canzone "Il vento" dei Litfiba contenuta nell'album "Pirata" proprio del 1989. Nel video della canzone "Caos AD" dei brasiliani Sepultura sono visibili alcune scene della protesta. L'episodio del ragazzo davanti ai carrarmati appare anche nel cartone I Griffin, nel quale il ragazzo è Peter Griffin.

CONTRO L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA OCCORRE IN ITALIA UNA NUOVA "ELLIS ISLAND"!!!

Purtroppo non rimane che sperare in una lunga vita del Governo di Centro-Destra guidato dal PDL di Silvio Berlusconi; dopo le affermazioni di pura follia dei vari Leader del Centro-Sinistra e di Sinistra Democratica dettate da una crisi isterica causata da un'astinenza forzata dai posti di comando e di Potere, per cui l'Italia a detta loro avrebbe l'obbligo morale di accogliere tutto e tutti, di aprire le proprie frontiere a 360° gradi indiscriminatamente a tutti gli immigrati buoni e cattivi, regolari ed irregolari, da ogni parte del Mondo essi provengano, ebbene non si può che rabbrividire al solo pensiero di che cosa potrebbe succedere in Italia in caso di una caduta dell'attuale Governo con la successiva presa del potere da parte di uomini come Franceschini del Partito Democratico, di Casini dell'UDC e dei vari alleati che questi scellerati Partiti Politici si porterebbero dietro sugli scrani della Presidenza del Consiglio.Gli ultimi rimpatri delle imbarcazioni che trasportavano migliaia di immigrati clandestini provenienti dal Nord-Africa e dall'Africa più profonda dei giorni scorsi sono state un atto legalitario e dovuto, un atto civile ed una necessità primaria di uno Stato e di un Europa che non c'è la fà più ad assorbire le ondate gigantesche di profughi che arrivano a frotte pensando di trovare il "Paradiso", l'Eldorado e che molto spesso invece trovano la stessa situazione di povertà e di miseria, miseria che li porta poi spesso ad azioni malavitose e ad una vita priva di scrupoli, perchè tanto poi loro non hanno nulla da perdere se non la loro stessa sola vita da sbandati e da sfruttati, sfruttati dalla Mafia prima e dal Capitalismo egoista dopo; il rimpatrio, la respinta di questi carichi di corpi umani, di vite sfruttate dai trafficanti criminali che grazie anche alla politica perbenista della Sinistra Italiana si arricchiscono e guadagnano su questa povera gente ammassata in vecchi barconi, vecchie carrette del mare senz'acqua e senza cibo, nella sporcizia e nell'indigenza più bassa per soli 2000,00 Euro a persona o anche più, a seconda della base di partenza di questi viaggi disgraziati con biglietto di sola andata...qualche volta verso la morte, in tutti gli altri casi verso il "falso" Paradiso del Capitalismo sfruttatore che prima gli accoglie a braccia aperte, poi li sbatte sul marciapiede, soli contro tutto e contro tutti perchè solo il più forte e il più furbo di essi deve sopravvivere, deve emergere, per tutti gli altri ci sarà solo il "pane" dell'emarginazione, della discriminazione, della prostituzione, della droga, della Mafia, del furto, dell'elemosina, dell'accattonaggio, della fame, della sporcizia delle periferie degradate ed abbandonate a sè stesse...se potessi suggerire al Governo Berlusconi uno stratagemma per dissuadere tante povere persone a fuggire dalle loro povere capanne per pagare 2000,00 Euro per imbarcarsi nelle zattere della morte, arrivare in Italia e tornare a vivere dentro altre povere baracche di lamiera, farei fare un filmato di 2 ore dove esalterei ciò che spesso si vedono nelle grandi periferie delle nostre grandi metropoli: filmerei le baraccopoli lerce e stracolme di poveri Africani e non, filmerei le prostitute Africane e non costrette a battere sui marciapiedi, sfruttate e picchiate dai propri carcerieri, filmerei la miseria in cui la stragrande maggioranza dei 6 MILIONI di immigrati in Italia vive oggi trà lavori precari, lavori in nero sottopagati e sfruttati, poi invierei migliaia e migliaia di questi filmati che non sono altro che la realtà dei fatti, la verità che si cela dietro a quei pochi stranieri extra-comunitari che c'è l'hanno fatta, che hanno una casa, un lavoro ed una vita dignitosa contro una massa enorme e sotterranea che ribolle e che stà sull'orlo di un'esplosione sociale devastante e pericolosa, ecco io direi a tutti loro: "Nè vale la pena? Vale la pena pagare 2000,00 Euro che per voi è una fatica pari ad un anno e più di meticoloso lavoro nel vostro Paese seppur povero, vale la pena pagare per un viaggio che potrebbe costarvi la vita stessa???" La Sinistra ed il Partito Democratico vogliono e fomentato tutto questo; contestando i rimpatri, implicitamente diventano complici e protettori dei trafficanti di persone, diventano amici prediletti di quella particolare Mafia che si arricchisce immoralmente sulla pelle dei disperati; noi questo non lo vogliamo e non lo possiamo permettere, sono certo che alla mia domanda "Nè vale la pena?" lor signori risponderanno che spesso per molti di loro è molto meglio rischiare la vita su un barcone ammassato di persone senza cibo, senz'acqua, senza timone e senza timoniere che non continuare a vivere nei propri Paesi che se non sono poveri, sono martoriati dalle guerre civili e sanguinarie...bè, io non concordo neppure in questo subdolo pensiero: il Capitalismo egoista ed edonista guidato anche dai governi di Centro-Sinistra la smetta una buona volta di sfruttare il Terzo-Mondo ed aiuti questi Stati martoriati ad uscire dalla miseria e dallo stato di belligeranza in cui versano da decenni!!! Allora sì che si potrà e si dovrà aiutare veramente questi poveri immigrati ma a casa loro, nel loro Paese di origine.Oggi più che mai l'Italia, 60 MILIONI di individui di cui 54 MILIONI indigeni e 6 MILIONI di stranieri, ha bisogno di una propria ELLIS ISLAND, una ELLIS ISLAND che debba servire anche a contenere i flussi migratori provenienti dal SUD del Mondo verso l'UNIONE EUROPEA, una Ellis Island dove dirottare con l'aiuto della Marina Militare Italiana e la Guardia Costiera tutte le imbarcazioni che hanno imbarcato gli immigrati clandestini e non: ELLIS ISLAND fù praticamente la frontiera, la dogana, la porta unica e principale per entrare negli Stati Uniti d'America ed ha funzionato dal 1892 al 1954 dove almeno 25 MILIONI di immigrati provenienti da ogni parte del Pianeta Terra, Italiani compresi, passò da quest'isola che fungeva da "filtro" per autorizzare o respingere tutti coloro che facevano domanda del permesso di soggiorno, spesso per motivi di lavoro, nel territorio di tutta l'America!!! ELLIS ISLAND poteva sostenere il passaggio di almeno 5 MILA immigrati al giorno, vi era una struttura rifornita di infermerie, ospedali, centri di ristoro dove venivano serviti pasti caldi e bevande, mense, lavanderie, servizi igienici e doccie, centri di raccolta bagagli, centri di registrazione dei documenti degli immigrati per coloro che nè erano provvisti, una stazione ferroviaria dove si potevano per coloro che avevano soldi in contanti con sè, acquistare i vari biglietti ferroviari a seconda della destinazione desiderata, un vasto dormitorio, un porto dove le navi cariche di immigrati potevano attraccare senza problemi, un archivio dove venivano conservati i nomi e le generalità di ogni singolo immigrato che era passato da Ellis Island sia che questi era stato accolto o sia che questi era stato respinto dalle autorità competenti, in caso di permesso di soggiorno veniva anche registrata la destinazione definitiva; una grandiosa e vasta struttura su un'isola che non aveva nulla da invidiare ai nostri moderni Centri di Raccolta Temporanei, anzì...oggi più che mai soprattutto in Italia si dovrebbe individuare un'isola disabitata dove poter installare un Centro sul modello di ELLIS ISLAND più umano e sicuramente a misura d'uomo, un centro più moderno dove poter controllare meglio e senza drammi il flusso migratorio che ogni anno aumenta sempre di più a dismisura....e lo "spazio vitale" si restringe sempre di più, pericolosamente!!!Chi esulta sulla crescita della nostra popolazione è un folle, la sovrappopolazione, l'alto tasso d'inquinamento e la sempre più allarmante mancanza e carenza di sovrastrutture è all'occhio di chiunque: le campagne vengono selvaggiamente cementificate, non ci sono case per tutti e l'emergenza abitativa è un dato di fatto, le case popolari non ci sono per tutti a causa appunto anche all'elevato numero di immigrati presenti nel nostro Paese; il problema occupazionale è a livelli preoccupanti, le famiglie Italiane e la nostra popolazione indigena soffre una miseria che non ha precedenti dal dopo-guerra a oggi!!! Purtroppo oggi bisogna augurarci che il Governo Berlusconi sopravviva ancora a lungo perchè altrimenti con la Sinistra ed il PD al Potere sarebbero guai seri: immigrazione selvaggia, miseria sicura!!! Ed il razzismo strisciante in Italia è nato e cresciuto grazie a questo permissivismo di una Sinistra che per decenni non ha fatto nulla per contrastare l'immigrazione clandestina e rendendosi caso mai "complice" di questo scempio; aprire indiscriminatamente la porta a tutto e a tutti non porta altro che un aumento della miseria e l'aumento della povertà in Italia aumenta il tasso di intolleranza verso lo straniero da parte di quei cittadini Italiani che si vedono spacciati e costretti a dividere un nocciolo di ciliegia per due!!! Apriamo una ELLIS ISLAND ITALIANA...non c'è altra via per contrastare l'immigrazione clandestina e controllare i flussi migratori in Italia ed in Europa!!!

Alexander Mitrokhin

Stalin...e la vittoria di Maggio del 1945!

Stalin's speech with subtitles.
If there are any errors, let me know by e-mail. Freedom of speech (commenting on this video) is taken away by me due to some nazis who like to spam here. Death to the German occupiers! Yes, I am a dictator...

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Dal punto di vista storiografico, la seconda guerra mondiale rappresenta il
coronamento delle diverse ipotesi interpretative formulate sugli anni Venti e
Trenta. In questo quadro vale la pena accennare soprattutto alla cosiddetta
storiografia revisionista che proprio dall'analisi del ruolo avuto e svolto dalla
Germania fa discendere gran parte delle sue ipotesi. Anche in questo caso, come
per l'analisi che è stata condotta a proposito dei regimi totalitari, la storiografia
revisionista tende a considerare l'attacco tedesco alla Polonia quale risposta
all'ultimatum della Francia e dell'Inghilterra alla Germania1. In realtà le mire
d'espansione tedesche e la dichiarata volontà di conquista per mezzo della
guerra sostenute da Hitler, non lasciano dubbi su chi abbia avuto la
responsabilità ultima e definitiva nello scatenamento del confronto bellico (vedi
scheda «Nazismo e Sterminio»).
In quest’ottica interpretativa si snoda l'ipotesi che fa risalire alla
Rivoluzione francese la rottura di un equilibrio europeo destinata a ripercuotersi
fino al grande conflitto. La gravosa e politicamente miope pace imposta alla
Germania a Versailles (1920), il forte connotato ideologico che le dittature (di
destra e di sinistra) europee finirono per avere conferendo alla guerra il carattere
fanatico e intransigente tipico delle guerre di religione, hanno fatto diventare la
seconda guerra mondiale «...una guerra dei Trent'anni del XX secolo...». In
questa prospettiva la conquista violenta del potere da parte dei bolscevichi in
Russia, le cui lontane origini sono, ancora una volta, ravvisabili nel
giacobinismo della Rivoluzione, rappresentò l'ulteriore e decisivo momento di
spaccatura e contrasto all'interno della storia europea (E. Nolte, '88)2.
Va anche detto che se la guerra si innescò a causa del precario equilibrio
europeo, il carattere che essa assunse, soprattutto con l'attacco delle forze
dell'Asse all'URSS nel giugno del '41 e agli USA nel dicembre di quello stesso
anno, riguarda senz'altro una dimensione ben più vasta e globale. L'intero
scenario internazionale dopo la guerra subirà modificazioni profondissime.
L'Europa perderà ulteriormente e definitivamente la sua centralità politica a
favore degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica, ambedue potenze di grandezza
mondiale impegnate a controllare molteplici e vasti settori intercontinentali. Lo
stesso atto finale, tragicamente finale, dello scontro, vedrà protagonista il fronte
di guerra in estremo oriente. Le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9
1 La prima scuola storiografica che si fregiò del titolo di «revisionista», ebbe origine negli Stati Uniti e
volle porre all'attenzione della storiografia coeva su chi veramente scatenò la prima guerra mondiale. H.
E. Barnes, l'antesignano di questo approccio, nel saggio Genesi della prima guerra mondiale,
pubblicato nel 1927, sosteneva che le responsabilità del conflitto non ricadevano sugli Imperi Centrali
(Germania e Austria-Ungheria) e che l'interpretazione che ne attribuiva la paternità rispondeva al fatto
che chi vince una guerra ne scrive anche la storia. Come si vede, in nuce, sono già presenti temi che qui
stiamo rapidamente affrontando. Oggi, su posizioni analoghe, pur con sfumature e differenze interne,
troviamo storici come E. Nolte, A. Hillgruber, M. Stürmer, K. Hildebrand, e, su posizioni più estreme
D. Irving, R. Harwood, R. Faurisson.
2 E. Nolte, Nazionalsocialismo e bolscevismo. La guerra civile europea 1917-1945, Sansoni, Milano
1988.
2
agosto 1945), al di là dell'immane tragedia umana, prefigureranno strategie
politico-militari ancora una volta assolutamente nuove rispetto a quelle
consumatesi in Europa. La «guerra totale», come ebbe modo di essere
«felicemente» battezzata dal ministro della propaganda nazista Goebbels, nel
corso del suo svolgimento ebbe modo di far percepire gli angoscianti sviluppi
che essa avrebbe potuto avere, in un futuro non lontano, trasformandosi in
guerra atomica di autodistruzione (Vedi: J. Hershey, '87).
Non va dimenticato che questo carattere extraeuropeo che il conflitto
aveva assunto, anche se va debitamente ricordato che il teatro dello scontro
principale fu e rimase il continente Europeo, ha dato il destro alla stessa
propaganda nazi-fascista di insistere sull'identità delle forze dell'Asse con
l'intera storia europea, quasi che i regimi dittatoriali di destra fossero i depositari
storici e morali della tradizione culturale e politica dell'intero continente e del
suo ruolo di guida detenuto nel recente passato.
Ma torniamo a parlare della guerra senza peraltro voler fornire tutte le
tappe del suo svolgimento facilmente recuperabile in un qualsiasi manuale di
storia contemporanea. Da un punto di vista generale pare importante ribadire
come la guerra assunse una dimensione veramente colossale. Si pensi che oltre
50 milioni furono i morti causati dal conflitto e che il 50% di essi furono civili.
Forse questo dato identifica come pochi altri il carattere di «totalità» che la
guerra assunse. Le occupazioni di intere nazioni e paesi, lo stato di persecuzione
e dominio attuato dalle forze dell'Asse, i metodi dell'internamento e
dell'assassinio di massa attuato contro gli oppositori e contro i popoli ritenuti
subalterni, offrono un quadro inquietante e sinistro del tipo di confronto messo
in atto. L'uso di nuove e terribili armi, che già avevano dato una triste prova di
sé nel corso della prima guerra, assume con la seconda guerra mondiale una
dimensione ancora più vasta e incombente. L'impiego massiccio dei carriarmati
e la rapidità delle manovre; l'uso delle portaerei e dei sottomarini; il grande
impiego dell'aviazione ed i bombardamenti a tappeto: non sono che un rapido e
insufficiente elenco dei nuovi e terrificanti mezzi messi a disposizione dei
moderni eserciti. Soprattutto l'agguerritissimo esercito tedesco collauderà la
tecnica della Blitzkrieg (guerra lampo), con forti penetrazioni dei mezzi
corazzati nel fronte nemico. Memore dell'assedio economico commerciale
sofferto nel corso della prima guerra, la Germania confidava sulla rapidità delle
azioni militari e su un immediato successo per evitare di essere strangolata
economicamente dal nemico.
Dall'apertura del conflitto (1 settembre 1939), in pochissimo tempo i
tedeschi occupano la Francia (10 maggio - 22 giugno 1940) e quindi la
Danimarca e la Norvegia. Solo l'Inghilterra (con la famosa «battaglia
d'Inghilterra»), grazie alla Royal Air Force, continuerà a resistere. Il 10 giugno
del 1940 anche l'Italia entrerà in guerra a fianco della Germania. La bellicosa
Italia fascista dimostrerà subito la sua totale inconsistenza militare: dalla guerra
di Etiopia (agosto 1940), alla guerra di Grecia-Albania (ottobre 1940), alla
guerra d'Africa sul fronte libico-egiziano, l'esercito italiano subì pesanti rovesci.
Svaniva così il sogno propagandistico di una «guerra parallela» da combattere
accanto all'alleato tedesco nel settore balcanico e mediterraneo. L'attività
3
militare italiana verrà ad occupare un ruolo assolutamente subalterno e
dipendente dalle strategie tedesche. La guerra contro l'URSS, iniziata nel giugno
del '41 per volontà tedesca, vedrà l'Italia impegnata a fornire un ampio
contingente di soldati. In uno scenario di guerra assolutamente estraneo e
lontano dagli stessi interessi fascisti, ma impostosi a causa della subalternità e
della vanagloria del Regime (il Duce si era espresso in questa circostanza con
grande cinismo; affermò che alle trattative di pace l'Italia aveva bisogno di
buttare sulla bilancia delle trattative «Qualche migliaio di morti»), i soldati
dell'Armir3 (circa 220.000) morirono a centinaia di migliaia nella paurosa
ritirata dell'inverno 1942-43.
Verso la fine del 1942 si consumò la svolta decisiva del conflitto. La
sconfitta di Stalingrado dei tedeschi segnò la riscossa sovietica. Nonostante le
immani distruzioni subite direttamente su una parte vastissima del territorio
dall'avanzata tedesca (la Germania aveva adottato la linea della «guerra di
sterminio» nei confronti dei nemici bolscevichi), con straordinaria tenacia e
determinazione i russi trasportarono e ricostruirono gran parte dei loro impianti
industriali nelle retrovie lasciando dietro di sé terra bruciata. Intanto l'ingresso
degli Stati Uniti in guerra nel dicembre del 1941, dopo il proditorio attacco dei
giapponesi a Pearl Harbour, aveva messo a disposizione delle forze anti-naziste
un formidabile apparato produttivo ed un esercito di enormi potenzialità
belliche.
L'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto segnò anche una diversità di
linee tattiche da tenere nel corso del confronto. Roosevelt era seguace della
linea della «concentrazione» secondo la quale era necessario concentrare il
massimo delle risorse sullo scacchiere europeo contro l'avversario più forte.
Churchill era viceversa uno strenuo difensore della teoria della «diversione»
che consisteva nell'attaccare il nemico in aree periferiche, più deboli, puntando
sul logoramento. In questo quadro si inseriva anche la richiesta di Stalin che
sollecitava l'apertura di un secondo fronte europeo in grado di allentare la
pressione sul fronte orientale. La linea di Churchill risentiva anche di una
persistente e profonda diffidenza nei confronti di Stalin e dell'anticomunismo
che lo portava a procrastinare l'alleggerimento del fronte orientale. Lo sbarco in
Marocco nel novembre 1942 e quello in Sicilia nel 1943, che in qualche modo
rispecchiavano la linea di Churchill che vedeva nell'Italia il «ventre molle» della
fortezza europea, non dettero però apprezzabili risultati militari. Fu così decisa
l'«operazione Overold», vale a dire lo sbarco in Normandia, attuato il 6 giugno
1944, che, a prezzo di gravi perdite, riuscì ad aprire il fronte occidentale.
Il 1944 è anche l' «anno delle dieci vittorie» dell'Armata rossa: alla fine
del 1944 i russi erano pronti ad attaccare il territorio tedesco. Anche questa
precipitosa avanzata russa indusse gli alleati a rompere gli indugi e a cercare di
arrivare al cuore dell'Europa prima degli «alleati» sovietici. In questo fatto,
nonché negli accordi di Yalta (febbraio 1945), è già avvertibile lo scontro che
3 L'Armir è la sigla che corrisponde ad Armata Italiana in Russia. Fu presente in Russia tra il luglio '42 e
il febbraio '43. La tragica ritirata avvenne nel dicembre del '42 e costò agli italiani circa 220.000 morti.
É questa una delle pagine più tragiche e buie per l'esercito italiano impegnato nel conflitto.
4
caratterizzerà il dopoguerra tra il blocco comunista da una parte e quello
occidentale dall'altra.
Lo sbarco in Sicilia degli Alleati ebbe però sul piano politico importanti
riflessi rispetto al Regime. Il 25 luglio 1943 Mussolini veniva destituito per dare
luogo al governo diretto dal maresciallo Badoglio. L'8 settembre di quello stesso
anno l'Italia usciva dal conflitto e annunciava la firma dell'armistizio. Iniziava
così un periodo tra i più tragici ed eroici della nostra storia nazionale. Occupata
dai tedeschi; riorganizzatisi i fascisti che dettero vita alla Repubblica Sociale
Italiana, l'Italia fu attraversata direttamente dal conflitto, sia per l'avanzata, lenta
ed estenuante, degli eserciti alleati che procedevano dal sud verso il nord, sia
per la lotta di liberazione che gli antifascisti ingaggiarono contro i nazifascisti.
Il capitolo della Resistenza è molto denso e articolato al suo interno. In
questa rapida scheda sulla seconda guerra mondiale basti sapere che il paese ne
risultò profondamente modificato. Non solo il rapido cambiamento di fronte
espose la popolazione civile ad un durissimo capovolgimento (la guerra, fino ad
allora combattuta su fronti lontani, arrivava in casa); non solo l'occupazione
tedesca dimostrò tutta la sua durezza esacerbata dal «tradimento» italiano; non
solo l'Italia del Sud già liberata dagli alleati non visse con la stessa intensità
l'esperienza della lotta di liberazione; ma per la prima volta, nonostante il lungo
letargo politico imposto dal Regime, ampi settori popolari dimostrarono di
sentire l'appartenenza nazionale, di esprimere un sentimento collettivo e di
essere qualcosa di senz'altro molto diverso e molto lontano dal fascismo e dai
rappresentati della nazione (Badoglio e il Re) che, dopo l'armistizio, avevano
abbandonato Roma per rifugiarsi nel Sud d'Italia.
Lo sbarco in Normandia, nonostante una controffensiva tedesca sulle
Ardenne, segnò la fine della Germania. Dal bunker della Cancelleria Hitler volle
continuare la guerra fino all'ultimo. Una sorta di auto punizione da infliggere al
popolo tedesco che non aveva saputo realizzare il suo sogno millenario, portava
il Führer a vedere nel crollo totale del Reich una degna conclusione. É
veramente sorprendente come di fronte ad una ormai certa sconfitta, con
l'apparato dello stato ormai in completo sfaldamento, la classe dirigente tedesca
non abbia saputo esprimere qualcosa o qualcuno in grado di mettere termine
prima al massacro.
L'8 maggio 1945 la guerra ebbe fine in Europa. Il 2 settembre successivo
il Giappone firmò la capitolazione.
Indicazioni bibliografiche:
- R. BATTAGLIA, La seconda guerra mondiale, Ed. Riuniti, Roma 1971;
- M. BLOCH, La strana disfatta, Einaudi, Torino 1995;
- J. HERSHEY, Hiroshima, Bompiani, Milano 1987;
- A. HILLGRUBER, Storia della seconda guerra mondiale, Laterza, Bari
1987;
- J. RAWLS, Hiroshima, non dovevamo, Donzelli Editore, Milano 1995;
- F. SCHURMANN, La logica del potere, Il Saggiatore, Milano 1980;
- A.J.P. TAYLOR, Le origini della seconda guerra, Laterza, Bari 1961.
5
Badoglio P.; 4
Barnes E.; 1
Battaglia R.; 4
Bloch M.; 4
Churchill W.; 3
Faurisson R.; 1
Goebbels P.J.; 2
Harwood R.; 1
Hershey J.; 2; 4
Hildebrand K.; 1
Hillgruber A.; 1; 4
Hitler A.; 1; 4
Irving D.; 1
Mussolini B.; 4
Nolte E.; 1
Rawls J.; 4
Roosevelt F.D.; 3
Schurmann F.; 4
Stalin J.; 3
Stürmer M.; 1
Taylor A.J.P.; 4

Fonte: http://www.youtube.com/user/JossyHadash

Stalin Nostalgia - Russia...

June 2005
He turned Russia into a giant concentration camp, killing tens of millions of people. So why do so many Russians regard him as a hero and long for another Joseph Stalin?

"He's the man who created our country. How can you not love him?" proclaims one elderly lady. "He was just, honest. When he died, we were all crying." Stalin has long been admired by the older generation, who grew up in a world where the Soviet Union was respected and feared. The difference now is that some of their grandchildren agree. "For me, he's the figure who played the greatest role in the 20th century," states 23 year old Alexei Sidorov. For the first time in decades, new statues of Stalin are going up. Streets and parks are being named after him and there's fresh interest in his life. But that's angering as many Russians as it's pleasing. "Stalin, in my opinion, shouldn't be remembered at all," states Joe Glazer. He was arrested in one of Stalin's purges and sent to the gulags. But increasingly he finds himself in a minority. "People need a hero," explains human rights worker Grigory Shvedov. For todays Russians, a strongman like Stalin is just what the country needs.

Produced by ABC Australia
Distributed by Journeyman Pictures

Fonte: http://www.youtube.com/user/journeymanpictures

Elezioni Politiche del 1968...Aldo Moro: 31/mo anniversario della morte...

Ecco chi governava in Italia nel 1968...

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio alla memoria di Aldo Moro, deponendo una corona di fiori in via Caetani a Roma, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dell'ex leader della Democrazia cristiana, rapito e poi ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio 1978.

Napolitano, e' arrivato accompagnato dal Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, in via Caetani, alle 9:30 e si e' soffermato per alcuni secondi in raccoglimento davanti alla lapide di Moro. Trentuno anni fa il corpo di Moro, ucciso con diversi colpi d'arma da fuoco, venne trovato nel portabagagli di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani, a due passi dalla sede del Pci di via delle Botteghe Oscure e a poca distanza da quella della Dc di piazza del Gesu'. Il sequestro di Moro duro' 54 giorni.

IN VIA CAETANI L'OMAGGIO DI ALFANO, ALEMANNO E MARRAZZO

ROMA - Le Istituzioni hanno reso omaggio oggi alla memoria di Aldo Moro deponendo corone di fiori in via Caetani a Roma, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dell'ex leader della Democrazia cristiana, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978. Oltre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a rendere omaggio al ricordo di Moro, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il vicepresidente della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia. In via Caetani anche il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il comandante provinciale dei Carabinieri, Vittorio Tomasone, l'assessore alla Scuola della Regione Lazio, Silvia Costa, e il segretario regionale dell'Udc e parlamentare, Luciano Ciocchetti. Nella strada, oggi pervasa dal silenzio, dove 31 anni fu ritrovata la Renault 4 rossa con all'interno il cadavere di Moro, si sono succeduti momenti di solenne raccoglimento. ''Aldo Moro ha pagato con la vita il suo essere uno dei grandi costruttori della democrazia moderna - ha detto D'Elia -, il terrorismo tento' di spezzare quella pratica della politica e del dialogo solidale che Moro stava innestando nella cultura e nella nostra societa' e intorno alla quale il grande statista stava costituendo un processo di rinnovamento''.

FINI, RICORDARE VITTIME TERRORISMO E' DOVERE PER TUTTI

ROMA - ''Ricordare le vittime del terrorismo e' un dovere per tutti e per le Istituzioni credo che il modo migliore onorarne il sacrificio sia fare tutto quello che e' in loro potere per garantire che le colpe e le responsabilita' di questi atti tragici siano accertate senza omissioni e senza verita' di comodo''. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, giunto in via Caetani a Roma per commemorare Aldo Moro. Per Fini, bisogna ''soprattutto far si' che tutti coloro che si sono resi colpevoli paghino il debito che hanno contratto con la giustizia''. (ANSA)

Fonte: http://notizie.tiscali.it/ e http://www.youtube.com/user/Sibilla60

Omaggio al Presidente Aldo Moro...

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio alla memoria di Aldo Moro, deponendo una corona di fiori in via Caetani a Roma, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dell'ex leader della Democrazia cristiana, rapito e poi ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio 1978. Napolitano, e' arrivato accompagnato dal Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, in via Caetani, alle 9:30 e si e' soffermato per alcuni secondi in raccoglimento davanti alla lapide di Moro. Trentuno anni fa il corpo di Moro, ucciso con diversi colpi d'arma da fuoco, venne trovato nel portabagagli di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani, a due passi dalla sede del Pci di via delle Botteghe Oscure e a poca distanza da quella della Dc di piazza del Gesu'. Il sequestro di Moro duro' 54 giorni.

IN VIA CAETANI L'OMAGGIO DI ALFANO, ALEMANNO E MARRAZZO

ROMA - Le Istituzioni hanno reso omaggio oggi alla memoria di Aldo Moro deponendo corone di fiori in via Caetani a Roma, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dell'ex leader della Democrazia cristiana, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978. Oltre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a rendere omaggio al ricordo di Moro, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il vicepresidente della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia. In via Caetani anche il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il comandante provinciale dei Carabinieri, Vittorio Tomasone, l'assessore alla Scuola della Regione Lazio, Silvia Costa, e il segretario regionale dell'Udc e parlamentare, Luciano Ciocchetti. Nella strada, oggi pervasa dal silenzio, dove 31 anni fu ritrovata la Renault 4 rossa con all'interno il cadavere di Moro, si sono succeduti momenti di solenne raccoglimento. "Aldo Moro ha pagato con la vita il suo essere uno dei grandi costruttori della democrazia moderna - ha detto D'Elia -, il terrorismo tentò di spezzare quella pratica della politica e del dialogo solidale che Moro stava innestando nella cultura e nella nostra società e intorno alla quale il grande statista stava costituendo un processo di rinnovamento"

FINI, RICORDARE VITTIME TERRORISMO E' DOVERE PER TUTTI

ROMA - ''Ricordare le vittime del terrorismo e' un dovere per tutti e per le Istituzioni credo che il modo migliore onorarne il sacrificio sia fare tutto quello che e' in loro potere per garantire che le colpe e le responsabilita' di questi atti tragici siano accertate senza omissioni e senza verita' di comodo''. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, giunto in via Caetani a Roma per commemorare Aldo Moro. Per Fini, bisogna ''soprattutto far si' che tutti coloro che si sono resi colpevoli paghino il debito che hanno contratto con la giustizia''.

Fonte: http://blog.libero.it e http://www.youtube.com/user/vicenzapopolare

Aldo Moro - A 31 anni dall'uccisione di Moro: «Il futuro è nella memoria!»

Dalla tribuna politica in TV del 1960...

Il ricordo di Aldo Moro, di cui domani cade il 31° anniversario dalla morte, nelle parole del Coordinamento del Partito Democratico di Corato e del presidente del Centro Studi Politici “A. Moro “ Vito De Leo.

«Non è più tempo di polemiche e ricostruzioni - scrive il Coordinamento del Partito Democratico di Corato - per tentare di mettere in luce ritardi, ombre, negligenze riguardo al caso Moro; per noi è ora di meditare in modo approfondito sulla testimonianza di vita e sugli insegnamenti dello Statista brutalmente rapito ed ucciso.

1978-2009: tanti gli anni trascorsi, ma il pensiero di Aldo Moro e il Suo stile non possono non rimanere nei cuori di noi Democratici che abbiamo appreso da Lui la cultura della coalizione, la capacità di interpretare la nostra stessa identità in relazione con le altre, in dialogo e in ascolto con chi crede in ragioni comuni alle nostre.

Aldo Moro è morto solo per l’anagrafe; la vita Gli è stata tolta, ma nessuno può togliere, cancellare la Sua memoria.

Egli è vivo in noi, in ogni parola che diciamo in difesa delle nostre idee, in ogni momento da noi speso per la politica, perché scevri da pietosi spot comunicativi berlusconiani.

Il solo modo civile di dare oggi testimonianza della vita, morale e politica, di Aldo Moro ci sembra quello di rimanere stretti ai Suoi ammonimenti, duri e pietrosi:” Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

La storia, allora, per il Nostro, ma anche per noi, deve essere aiutata e sostenuta dalla volontà dell’uomo e la politica va intesa come dovere, perché il giusto ed autentico servizio alla Democrazia si concretizza, restando estranei ai tanti balletti di sigle e di nomi, aspiranti narcisi, autentici nani e maldestre ballerine, che tentano di assurgere al ruolo di egemoni culturali della politica».

«Domani - scrive invece il prof. De Leo - ricorrerà il 31° anniversario dell’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana on. Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, che lo rapirono il 16 marzo 1978 dopo aver ucciso i suoi cinque uomini di scorta. Il Parlamento ha individuato in questa data “Il giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.

Pochi giorni fa, trovandomi a Roma, son voluto tornare in Via Caetani, dove, al centro, una lapide ricorda: “Cinquantaquattro giorni dopo il suo barbaro rapimento, venne ritrovato in questo luogo, la mattina del 9 maggio 1978, il corpo crivellato di proiettili di Aldo Moro. Il suo sacrificio freddamente voluto con disumana ferocia da chi tentava inutilmente d’impedire l’attuazione di un programma coraggioso e lungimirante a beneficio dell’intero popolo italiano resterà quale monito e insegnamento a tutti i cittadini per un rinnovato impegno di unità nazionale nella giustizia, nella pace, nel progresso sociale”.

Ho rivissuto con commozione quei tragici momenti. Dopo cinque processi e due inchieste parlamentari, molti misteri permangono ancora sulla tragica vicenda che segna il passaggio verso la seconda repubblica. I brigatisti sono oggi tutti liberi o in semilibertà. Chi c’era dietro di loro? Molti amici dello statista negarono l’attendibilità alle sue 86 lettere dal carcere. Eppure sono autentiche. Il partito della fermezza vinse sul debole partito della trattativa.

Con queste brevi note, tuttavia, non desidero rivangare un passato tutto ancora da decifrare. Desidero, invece, fare memoria di un uomo che, con forza, determinazione e coraggio ha affrontato la vita con il passo leggero delle idealità, affermando che volontà ed impegno sono sufficienti a sostenere i sogni di una politica a misura d’uomo.

Che la memoria ci restituisca la dolcezza di un ricordo di cui vorremmo riappropriarci, perché è proprio quell’uomo, con la sua presenza fisica, la sua onestà intelletuale, la sua tenerezza umana, la sua cultura giuridica e la sua azione politica che, ancora oggi a 31 anni dalla sua morte, ci manca.

Alla domanda che rivolsi lo scorso anno alla figlia Agnese, in occasione della presentazione del suo libro promossa dalla Comunità Braccianti presieduta dal prof. Peppino Scaringella, su come fosse nata l’idea di pubblicare un libro particolarmente intimo come “Un uomo così” così mi rispose: “Mi interessava soprattutto fermare il ricordo di Aldo Moro come uomo e come padre. Successivamente ho accolto il suggerimento di far conoscere la figura di mio padre alle nuove generazioni, a chi non l’ha conosciuto, a chi lo ricorda esclusivamente come vittima dei terroristi”.

Agnese Moro, insomma, ha inteso soprattutto restituire un’immagine di suo padre diversa da quella politica rendendo pubblico “il suo lato più intimo, perché Aldo Moro non appartiene solo alla sua famiglia, ma a tutti gli italiani che l’hanno amato”. E noi siamo sicuramente tra questi.

Se alla scomparsa dell’uomo siamo ormai rassegnati, non lo siamo alla scomparsa del mare di ricordi, della storia della sua tragica vicenda politica, della verità sul suo tragico destino.

“Abbiamo tutti idee diverse, culture diverse, eppure siamo impegnati ognuno a suo modo, ad escludere cose mediocri per fare spazio a quelle grandi. Ecco, io credo che la mediocrità sia il nostro grande avversario in questo momento, io credo che sia un mondo che ci porta tutto sommato ad amare la mediocrità, perché ci toglie l’idea che possiamo fare cose importanti.” (Aldo Moro)»

Fonte: http://www.coratolive.it e http://www.youtube.com/user/gjoja2007

Russian Military Parade 2009 (russian weapons) / Desfile Militar Ruso 2009 (armas rusas)

Russian weapons - Armas rusas

Вооружённые силы Российской Федерации

Предназначены для ведения разведки группировок противника, обеспечения завоевания господства (сдерживания) в воздухе, защиты от ударов с воздуха важных военно-экономических районов (объектов) страны и группировок войск, предупреждения о воздушном нападении, поражения объектов, составляющих основу военного и военно-экономического потенциала противника, поддержки с воздуха Сухопутных войск и сил флота, десантирования воздушных десантов, перевозки войск и материальных средств по воздуху.

The Russian military is divided into the following branches: Ground Forces, Navy, and Air Force. There are also three independent arms of service : Strategic Missile Troops, Military Space Forces, and the Airborne Troops.

Russia possesses the largest stockpile of nuclear weapons in the world. Russia's Strategic Rocket Forces controls its land-based nuclear warheads, while the Navy controls the submarine based missiles and the Air Force the air based warheads. Russia's nuclear warheads are deployed in four areas:

Land based immobile (silos), like RS-24.
Land-based mobile, like SS-27 Topol M.
Submarine based, like SS-N-30 Bulava.
Air-based warheads of the Russian Air Forces' strategic bomber force
The Navy consists of four fleets:

Baltic Fleet (HQ at Baltiysk in the enclave of Kaliningrad Oblast).
Pacific Fleet (HQ at Vladivostok).
Northern Fleet (HQ at Severomorsk).
Black Sea Fleet (HQ at Sevastopol, Ukraine. (In 2005, the Ukrainian government agreed that Russia would be allowed to lease several base areas around Sevastopol until 2017.)
Armed Forces of the Russian Federation
Military manpower
(Source mostly CIA World Factbook)
Military age 18 years of age
Availability males age 18-49: 35,247,049 (2005 est.)
Fit for military service males age 18-49: 21,000,000 (2006 est.)
Reaching military age annually 821,103 (2008 est.)
Active troops 1,037,000 Total troops 3,796,100
Military expenditures
$34 billion USD(2009)

MOSCA - Il leader comunista Ziuganov ha polemizzato oggi con le autorità durante la Parata militare in Piazza Rossa per la copertura del mausoleo di Lenin, pavesato con il Tricolore russo come lo scorso anno. "Coprire il mausoleo di Lenin non è il modo migliore per ricordare la propria storia. Non bisogna mentire con la propria storia", ha dichiarato alla stampa Ziuganov poco prima della sfilata. A suo avviso "con la Parata si conserva il senso di sicurezza del Paese e quindi bisogna continuarla a fare".

PARATA PIAZZA ROSSA CON MEDVEDEV E PUTIN
MOSCA - E' cominciata alle 10 in punto (le 8 italiane) nella Piazza Rossa di Mosca, in una splendida giornata di sole, la tradizionale Parata militare per celebrare il Giorno della Vittoria sovietica contro il nazismo della Seconda guerra mondiale, di cui ricorre il 64.mo anniversario. Una Parata da nuovo record nella quale sfileranno con le nuove divise oltre nove mila militari e piu' di cento tra carri armati, complessi missilistici (tra cui per la prima volta S-400) aerei ed elicotteri. Nella tribuna allestita davanti alle mura del Cremlino, sotto il mausoleo di Lenin, coperto per l'occasione dal Tricolore, sono presenti fianco a fianco il presidente Dmitri Medvedev e il premier Vladimir Putin.

CONCLUSA PARATA SU PIAZZA ROSSA CON BOMBARDIERI
MOSCA - Con il sorvolo a bassa quota sulla Piazza Rossa di Mosca di una settantina tra elicotteri e aerei militari, tra cui alcuni bombardieri strategici, si e' conclusa dopo un'ora la Parata militare per il 64.mo anniversario della vittoria sovietica contro la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale, una delle ricorrenze piu' importanti e sentite nel Paese. Nella Piazza, davanti a migliaia di spettatori, tra cui numerosissimi veterani di guerra, hanno sfilato i vari Corpi delle Forze armate, tra cui quello che conquisto' Berlino nel maggio del 1945. I militari sono stati passati in rassegna dal comandante del Distretto militare di Mosca, Valeri Gherasimov. Alle loro spalle, all'ingresso dei magazzini Gum, due grandi stelle dorate, una con l'emblema del Cremlino e la scritta ''Vittoria!'' e l'altra con la falce e il martello. Uno dei momenti piu' spettacolari della Parata, insieme all'esibizione aerea, e' stato il passaggio dei mezzi blindati e dei semoventi con i giganteschi missili balistici intercontinentali. Nel suo breve intervento, il ministro della Difesa, Anatoli Serdiukov, ha ricordato che ''il giorno della vittoria e' un segnale per chi tenta l'avventura militarista'' ed ha ammonito che ''la stabilita' si garantisce rispettando il diritto internazionale''.

Fonte: http://ansa.it/ e http://www.youtube.com/user/ruzlanz

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 7/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 6/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 5/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 4/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 3/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 2/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Fonte: http://www.youtube.com/user/kirillrost

World War 2 - Victory Day 2009 [PART 1/7]

Military Parade 2009
9th May 2009
World War 2 Victory Day

Era dal 7 novembre 1990 che sulla Piazza Rossa non si teneva una parata militare come quella che il prossimo 9 maggio celebrerà il sessantatreesimo anniversario della Vittoria sulla Germania nella Seconda Guerra Mondiale. Diciotto anni Mosca era la capitale dell'URSS, a un anno dal suo crollo. Oggi è la capitale di una Russia che sembra aver ripreso fiducia in se stessa, rilanciando il proprio ruolo di potenza globale, in virtù del suo peso specifico come la maggiore produttrice ed esportatrice mondiale di idrocarburi. Ma non solo.

La sfilata del 9 maggio
Infatti, la parata militare di quest'anno rivedrà sfilare nella più simbolica delle piazze russe 8000 uomini (in nuove uniformi e senza i tradizionali stivali similpelle) in presenza di circa 200 ultimi modelli di armi, sia convenzionali che strategiche, a ricordo della storica vittoria del 1945, uno dei più forti e sentiti fattori identitari del Paese.

L'aspetto più rilevante della parata è costituito dai nuovi modelli di missili che per la prima volta saranno mostrati ai russi e al mondo.

Si tratta del missile tattico Iskander-M , del missile antiaereo SS-300 (di cui si esalta l'unicità) e del nuovo missile intercontinentale (ICBM): il famoso Topol-M .

Quest'ultimo ha una gettata di 11 mila km, ed è in grado di superare qualsiasi sistema di difesa antimissilistica. Una risposta alla nuova difesa antimissilistica USA. Dalla fine del 2006 il Topol-M è già in dotazione a un battaglione delle Forze missilistiche dislocato a 240 km da Mosca, mentre altri due saranno dislocati in aree della Russia centrale entro il 2010.

Inoltre, sfileranno una serie di mezzi blindati, tra cui i carri armati pesanti di ultima generazione T-90 (molto richiesti sul mercato internazionale).

Su Mosca voleranno i bombardieri strategici TU-160 (Blackjack) e TU-95 (Bear), oltre al TU-22 (Backfire) a largo raggio e si esibiranno i due principali gruppi russi di pilotaggio acrobatico. Una trojka di elicotteri Mi-8 (ultimo modello) porterà sopra la Piazza Rossa il tricolore russo e le bandiere delle Forze aeree.

Una parata non casuale
La parata cade in un momento politicamente significativo per il Paese, subito dopo l'insediamento del nuovo presidente Dmitrij Medvedev e la designazione ufficiale come primo ministro di Vladimir Putin, per otto anni consecutivi capo dello stato: inizia una singolare diarchia di cui ancora non è ancora delineato il funzionamento, al di là delle dichiarazioni da parte dei due leader di fedeltà ai compiti che la Costituzione affida al capo dello stato e al premier.

Inoltre questa parata avviene in un periodo di tensione tra la Russia e l'Occidente (soprattutto gli USA), sviluppatasi negli ultimi due-tre anni a seguito dei progetti NATO di ulteriore espansione verso il sud e il sud-est dell'area post-sovietica in paesi strategicamente rilevanti come Ucraina e Georgia. Ma soprattutto dopo la decisione unilaterale di Washington di dislocare in Polonia e Repubblica Ceca sistemi della propria difesa antimissile. Mosca ha risposto sospendendo il CFE (Trattato sulle armi convenzionali in Europa) e accentuando la pressione politico-militare sulla Georgia.

Di nuovo potenza militare
Ieri Putin ha dichiarato - durante l'ultima seduta del consiglio di ministri cui ha assistito come capo dello stato - che la Parata della Vittoria "non è un'intimidazione, perché noi non minacciamo nessuno, né intendiamo farlo".

Ora, se non di "intimidazione", certamente di una dimostrazione di forza si tratta, e secondo il vecchio stile sovietico. Il messaggio della parata è chiaro: la Russia, oltre ad essere una grande potenza energetica, si riaffaccia sulla scena mondiale come grande potenza militare, di cui il mondo, ma soprattutto USA e NATO devono tener conto. E questo lo deve sapere anche il popolo della Federazione Russa, che secondo i sondaggi ha dato un larghissimo consenso alla manifestazione del 9 maggio. Oltre il 70% dei suoi cittadini l'ha giudicata favorevolmente, e non solo come dovuto omaggio alla memoria della epocale vittoria sul nazifascismo.

La spesa militare
La parata avviene, non per caso, dopo che Mosca, grazie all' incremento delle entrate da gas e petrolio, ha potuto riprendere e incrementare la produzione di armamenti di nuova generazione. E li destina non più soltanto al loro export (la Russia occupa, come esportatore di armamenti il terzo posto nel mondo dopo USA e UE) come accadeva fino ai primi anni della presidenza Putin. Ma è tornata a produrli per destinarli alle proprie FFAA, in particolare nel campo strategico-nucleare. Si ricorderà che più volte sia Putin che il capo di SM Jurij Baluevskij hanno ventilato l'ipotesi di usare le armi strategico- nucleari, in caso di palese minaccia nei confronti del loro Paese.
Il bilancio della difesa è passato dai 10,5 miliardi di dollari del 2003 ai 31 miliardi del 2007, per balzare ai 40 miliardi di quest'anno e ai 45 previsti per il 2010. L'incremento della spesa supera nel 2008 del 20% quello dell'anno precedente.

Si tratta di un incremento considerevole, anche se non paragonabile minimamente a quello degli USA durante l'amministrazione Bush.

All'interno della spesa complessiva russa per la difesa, cresce in misura notevole (nel 2007 del 20% rispetto all'anno precedente) la spesa per la ricerca e la costruzione del nuovo hardwar bellico. Come quello che farà mostra di sé nella grande parata del 9 maggio. Un lascito, non secondario, della duplice presidenza Putin.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com e http://www.youtube.com/user/kirillrost

день победы, victory day Moscow red square 9.may 2009

день победы, victory day Moscow red square 9.may 2009. Start of the parade.
the russian flag and the banner of victory.

Record di partecipazione, 9mila militari:

Mosca, 9 mag. (Apcom) - È iniziata a Mosca la parata militare per celebrare il giorno della vittoria nella Seconda guerra mondiale: vi parteciperanno 9mila effettivi, un record dopo che lo scorso anno era stato reinserita la sfilata degli equipaggiamenti militari come missili e carri armati, sospesa per 17 anni. In mostra per la prima volta sarà il nuovo sistema di difesa missilistico S-400, oltre a una settantina fra elicotteri ed aerei da combattimento: secondo i sondaggi la parata verrà seguita dal 70% dei telespettatori. La capitolazione delle forze naziste nei confronti dell'Armata Rossa venne firmata a Berlino la notte dell'8 maggio del 1945, già il 9 in Russia che in tale data l'annunciò.

Mosca, 9 mag. (Apcom-Nuova Europa) - Il "sacrificio" di Mosca e la vittoria della Seconda guerra mondiale non va dimenticato "oggi come non mai". Nel giorno della Vittoria che celebra per la Russia il 64esimo anniversario della fine del conflitto, il presidente Dmitri Medvedev ha sottolineato l'importanza di un esercito forte e il "controllo della sicurezza" attraverso le forze armate, con un chiaro riferimento al recente conflitto nel Caucaso. Medvedev ha ricordato i "900 giorni dell'assedio di Leningrado", nel suo discorso sulla Piazza Rossa che apre la parata militare dove per il secondo anno consecutivo, tornano a sfilare i missili e la tecnologia militare Iskander e Topol. Oltre a 9000 uomini. "Il futuro della Russia sara' pacifico e felice" ha sottolineato il leader del Cremlino, ma oggi il paese e' impegnato soprattutto in un'ostentazione di forza. A fronte di crescenti polemiche con la Nato e il nervosismo di Mosca per le esercitazioni militari organizzate dall'Alleanza in Georgia.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com e http://www.youtube.com/user/tranbylamber

Military parade on Red Square - full version!

Thousands of Russians have turned out for the highlight of the Victory Day celebrations -- the annual military parade through Moscow's Red Square. It's 63 years since the end of World War II, known in Russia as the Great Patriotic War.

Fonte: http://www.youtube.com/user/RussiaToday

ПАРАД ПОБЕДЫ 2009 в МОСКВЕ.VICTORY PARADE 2009 in Moscow.

VICTORY PARADE 2009 in Moscow.ПАРАД ПЕРЕМОГИ 2009 в МОСКВІللنصر عام 2009 في موسكوVICTORY PARADE 2009 Moszkvában.VICTORY PARADE 2009 a Mosca.הניצחון גאווה 2009 במוסקבהVICTOIRE PARADE 2009 à Moscou 勝利遊行2009年在莫斯科舉行 VICTORY PARADE 2009 in Moskau Вицторы Параде 2009 у Москви .VICTORY PARADE 2009 στη Μόσχα.Fitore paradë 2009 në Moskë. DESFILE DE LA VICTORIA 2009 en Moscú.VICTORY Parade 2009 i Moskva.Moskova Victory Parade 2009.モスクワで優勝パレード2009 。मास्को में विजय परेड 2009 .

Fonte: http://www.youtube.com/user/allegator1985

Парад Победы 2009 в Москве (Авиация)

Victory Parade 2009 in Moscow
Всех с Днем Победы!

Fonte: http://www.youtube.com/user/superbayan

Russian Military Parade 2009 (russian weapons) / Desfile Militar Ruso 2009 (armas rusas)

Russian weapons - Armas rusas

Вооружённые силы Российской Федерации

Предназначены для ведения разведки группировок противника, обеспечения завоевания господства (сдерживания) в воздухе, защиты от ударов с воздуха важных военно-экономических районов (объектов) страны и группировок войск, предупреждения о воздушном нападении, поражения объектов, составляющих основу военного и военно-экономического потенциала противника, поддержки с воздуха Сухопутных войск и сил флота, десантирования воздушных десантов, перевозки войск и материальных средств по воздуху.

The Russian military is divided into the following branches: Ground Forces, Navy, and Air Force. There are also three independent arms of service : Strategic Missile Troops, Military Space Forces, and the Airborne Troops.

Russia possesses the largest stockpile of nuclear weapons in the world. Russia's Strategic Rocket Forces controls its land-based nuclear warheads, while the Navy controls the submarine based missiles and the Air Force the air based warheads. Russia's nuclear warheads are deployed in four areas:

Land based immobile (silos), like RS-24.
Land-based mobile, like SS-27 Topol M.
Submarine based, like SS-N-30 Bulava.
Air-based warheads of the Russian Air Forces' strategic bomber force
The Navy consists of four fleets:

Baltic Fleet (HQ at Baltiysk in the enclave of Kaliningrad Oblast).
Pacific Fleet (HQ at Vladivostok).
Northern Fleet (HQ at Severomorsk).
Black Sea Fleet (HQ at Sevastopol, Ukraine. (In 2005, the Ukrainian government agreed that Russia would be allowed to lease several base areas around Sevastopol until 2017.)
Armed Forces of the Russian Federation
Military manpower
(Source mostly CIA World Factbook)
Military age 18 years of age
Availability males age 18-49: 35,247,049 (2005 est.)
Fit for military service males age 18-49: 21,000,000 (2006 est.)
Reaching military age annually 821,103 (2008 est.)
Active troops 1,037,000 Total troops 3,796,100
Military expenditures
$34 billion USD(2009)

Fonte: http://www.youtube.com/user/ruzlanz

Victory Day parade 2009 Moscow rehearsal - Part 2

The second part of the video from Victory Day parade rehearsal

The military vehicles showed in the video:
1. UAZ-3151
2. Sprut-SD
3. Msta-S
4. Buk-M2
5. 9A39 loading vehicle for Buk complex
6. BM-30 Smerch
7. S-300
8. S-400
9. Iskander-M
10. 9T250 loading vehicle for Iskander-M
11. RT-2PM Topol
12. 15T382 Support and refueling vehicle

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More military photos and videos on http://vitalykuzmin.net

Fonte: http://www.youtube.com/user/militaryvideo

Victory Day parade 2009 Moscow rehearsal - Part 1

On April 28, 30 and May 3, three evening rehearsals of the upcoming Victory Day parade involving different military vehicles were held on Moscows Red Square and Tverskaya street.

The Victory Day parade rehearsal Part 1

The military vehicles showed in the video:
1. Road police and MP cars
2. Engineering vehicles (do not take part in the parade, but are used for repairs and evacuation in the case of breakdown or mulfunction)
- Engineering vehicle on URAL-4320 chassis
- Kamaz tanks carrier
- BREM-1
- KET-T on MAZ-537 chassis
3. UAZ 3151
4. GAZ Tigr
5. BTR-80
6. BMP-3
7. T-90
8. BMD-4

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Fonte: http://www.youtube.com/user/militaryvideo

mercoledì 6 maggio 2009

Luciana Littizzetto 03/05/09 Berlusconi VS Veronica e Verginity Soap Parte 2/2

Luciana Littizzetto 03/05/09 Meteoriti a forma di Minchia e Verginity Soap Parte 2/2

Luciana Littizzetto 03/05/09 Veronica Lario e Berlusconi Meteoriti a forma di Minchia Parte 1/2

Luciana Littizzetto 03/05/09 Veronica Lario e Berlusconi...

Porta a Porta: la festa horror di 18 anni di Barbara Berlusconi, Silvio e De Bortoli (part4)

Quarta parte del monologo di Berlusconi al salottino del Vespino: qui il papi "straordinario" narra pomposamente di aver lautamente pagato la festa-splatter di 18 anni della figlia Barbara (Luigi non ha festeggiato, a suo dire, perchè è tale e quale il suo papi e pensa solo a traguardi futuri - che catz c'entra non è dato sapere - ed Eleonora soffre attualmente di un'amnesia sui festeggiamenti dei suoi 18 anni, che, a quanto pare, non sovvengono neppure al papi). Primo ospite-cortigiano nel Vespasiano: Ferruccio De Bortoli. Incommentabile!

Fonte: http://www.youtube.com/user/ladygroove71b

Porta a porta: Berlusconi, Veronica, Noemi e i vecchietti napoletani (part3)

Terza parte dello show del nano di Arcore: qui spiega tutta la faccenda di Noemi Letizia, brandendo dei fogli che sembrerebbero il programma del suo divorzio. Vaneggia di "forbici e colla" (porello, non conosce il Paint e Photoshop) e descrive il tifo commovente che parentado ed amici di Noemi gli avrebbero riservato al suo arrivo alla festicciola, all'urlo corale "Maggggico - Magggico - Magggico".

Fonte: http://www.youtube.com/user/ladygroove71b

Porta a Porta: Silvio, Veronica, i comunisti e le SUPER-LAUREATE (part1)

Show da Bagaglino offerto da Berlusconi al solito Vespasiano, senza iniziale contraddittorio e con la sola compagnia delle slurpate di vespino.
In questa prima parte, anatemi contro la stampa di sinistra (quale?), attacchi contro una persona assente quale è Veronica, bugie a quintalate e la sponsorizzazione di una nuova figura politica pidiellina: LA MAMMA SUPERLAUREATA!

Fonte: http://www.youtube.com/user/ladygroove71b

Alessandro Siani - Tienimi presente...

La comicità Napoletana sulla società Moderna...

martedì 5 maggio 2009

Veronica Lario chiede il divorzio da Berlusconi che replica: "Sono addolorato!!!"

Roma - Divorzio. Il rumore dello strappo definitivo ancora una volta si è mescolato al fruscio delle pagine di due quotidiani nazionali, Repubblica e La Stampa. Una notizia-bomba con quel «voglio tirare giù il sipario» che riassume la decisione più drastica, già presa da Veronica Lario. Non uno sfogo ma una scelta lucida e amara. Berlusconi, rattristato da tanta determinazione, è immediatamente partito per Arcore. Lasciata la residenza romana di via del Plebiscito assieme al fratello Paolo verso le 11.30 del mattino, è volato a Milano per affrontare vis-à-vis l’ennesima grana familiare, con l’intento di lavare i panni sporchi tra le mura domestiche. Massima discrezione e riservatezza: «È una vicenda personale che mi addolora, che rientra nella dimensione privata, e di cui mi pare doveroso non parlare», le uniche parole dettate ai cronisti. Chiuso a villa San Martino con alcuni ospiti, il premier ha quindi ragionato sul suo secondo matrimonio, giunto ormai al capolinea.
Il profondo malessere di Veronica era noto e aveva già scavalcato l’alto muro di cinta della settecentesca villa Visconti di Macherio. Solitamente schiva, ultimamente la Lario aveva rotto il suo tradizionale riserbo per manifestare tutta la sua insoddisfazione a mezzo stampa. Sempre su Repubblica. All’inizio del 2007, quando invece di sbattere i pugni sul tavolo della sala da pranzo lo aveva fatto su quello del quotidiano di largo Fochetti, con una lettera in cui chiedeva al marito pubbliche scuse per le frasi galanti rivolte ad alcune signore presenti alla cerimonia dei Telegatti. Poi, la scorsa settimana, tramite l’Ansa aveva puntato il dito contro le candidate alle Europee definite «ciarpame senza pudore». E infine ieri, in un lungo colloquio sempre con Repubblica (e qualche battuta a La Stampa), con l’annuncio del divorzio imminente. Una linea di condotta che Berlusconi non ha gradito perché, ha ripetuto ai suoi collaboratori, sarebbe stato «più giusto» risolvere la vicenda tra le mura di casa.
Invece, fanno notare nell’entourage del Cavaliere, Veronica s’è prestata a rendere una vicenda personale e familiare motivo di battaglia politica. Con Repubblica al centro della scena, visto che anche la vicenda della festa della diciottenne Noemi è stata rilanciata solo dal quotidiano romano. E quella è stata la scintilla che ha portato Veronica Lario a parlare di «ciarpame» per poi arrivare ieri al redde rationem. Una cosa «incredibile», ha ripetuto in questi giorni il premier. L’ha detto ai cronisti a Varsavia, l’ha spiegato ad amici e collaboratori. «Una festa - fa notare uno di loro - a cui il presidente ha partecipato alla luce del sole. Tanto che è arrivato con otto macchine di scorta e al compleanno erano presenti pure i fotografi».
Eppure la festa nel Napoletano diventa la classica goccia che fa traboccare il vaso. «Basta, non posso più andare a braccetto con questo spettacolo», si sarebbe sfogata Veronica con un’amica prima di alzare il telefono e contattare un avvocato per «andare fino in fondo». L’inizio della fine di un matrimonio durato 29 anni. Sarebbero vani i tentativi di ricucire, superflue le toppe a un buco allargato a dismisura. Divorzio. Che - dice chi lo conosce bene - il Cavaliere sarebbe intenzionato a concedere al più presto, rattristato non solo dalle parole della moglie ma anche da come la vicenda sia stata strumentalizzata da alcuni giornali.
E mentre il presidente del Consiglio è alle prese con il cruccio tutto familiare di un matrimonio che fa naufragio, nel Palazzo si consumano altri divorzi: quelli tra la umana sensibilità e gli onorevoli Enzo Carra, Giorgio Merlo e Rosy Bindi (Pd). I primi due protestano per la scarsa enfasi data alla notizia dai tg Rai; la terza si spinge a lamentare «l’immunità morale del premier» accusando gli italiani che non si indignano di «connivenza morale» con il premier. Una «bestemmia», fa notare Osvaldo Napoli (Pdl), quasi che la Bindi volesse «una Santa Inquisizione che si pronunci sulla vita privata» di Berlusconi. Quasi fraterno il commento di Umberto Bossi: «Bisogna stare attenti quando ci sono dei figli, quando c’è una moglie, a non farla stare male».

Fonte: http://www.ilgiornale.it

Veronica Lario divorzia da Silvio Berlusconi: "Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni!!!"

Veronica Lario ha avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi, portando a termine un percorso cominciato molto tempo fa come ammise lei stessa alla fine dell'estate 2008, quando confessò che all'eventualità di una separazione stava meditando da dieci anni.
Ora ha scelto l'avvocato che la seguirà passo dopo passo davanti ai giudici: "Finalmente una persona di cui mi posso fidare fino in fondo". È una donna. Una professionista lontana dallo star system e dalla politica. "Voglio tirare giù il sipario, ma voglio fare una cosa da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro". Il legale le ha risposto: "Stia tranquilla. Parto subito, prendo un aliscafo e rientro immediatamente a Milano. Lei è consapevole che non sarà facile e che dovrà sopportare attacchi pesanti? È sicura di volerlo fare?".
"So tutto. Voglio andare avanti". Ieri le due donne si sono incontrate a Macherio per studiare la strategia e si rivedranno molto presto, all'inizio della settimana.Vogliono stringere i tempi, evitare il contropiede di un uomo sempre molto abile a ribaltare le situazioni, capace di convocare una conferenza stampa per dire che il divorzio lo ha deciso lui per primo, e non la "signora".
"Ora sono più tranquilla - ha confidato loro - . Sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi qui. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni".
L'inizio della fine arriva la mattina di martedì 28 aprile. Veronica guarda i giornali, la sua attenzione si sofferma sull'articolo di "Repubblica" che svela come nella notte di domenica il premier si sia presentato a sorpresa in una villetta di Casoria, dove si celebravano i diciott'anni di Noemi Letizia. Lei è bella, bionda, studia da grafica pubblicitaria a Portici e sogna una carriera televisiva, tanto che avrebbe inviato il suo "book" fotografico al presidente del Consiglio in persona. Un album che avrebbe provocato la scintilla. Accanto a Noemi ci sono il padre Elio e la madre Anna. La ragazza chiama Berlusconi "papi", ai giornalisti dirà più tardi che lo conosce da tempo e che spesso lo va a trovare a Milano e Roma, "perché lui, poverino, lavora molto e non può sempre venire a Napoli". Il Cavaliere le ha portato un regalo, una collana d'oro giallo e bianco con pendente di brillanti. C'è chi mormora anche le chiavi di un'auto, ma Noemi smentisce.
A Roma infuria la polemica sulle "veline" pronte a entrare nelle liste elettorali del Pdl e ci sono, soprattutto, quella ragazzina di Casoria, Noemi, e la sua mamma Anna che si rivolgono a Berlusconi con gli affettuosi diminutivi di "papi" e "papino".
Giovedì i giornali del Cavaliere e i blog del Pdl fanno capire all'ex first lady di Macherio che aria tira. Dietro al "come si permette?" si scatena una minacciosa muta di cani. Il quotidiano "Libero" pubblica nella testata di prima pagina tre fotografie in bianconero della giovane attrice Veronica Lario a seno nudo. Il messaggio è più che mai trasparente, sembra arrivata l'ora dell'olio di ricino. Quando vede quelle fotografie la moglie del premier capisce, se ce ne fosse ancora bisogno, di essere davvero sola e di essere minacciata. In quelle foto si sente "come davanti a un plotone di esecuzione qualche secondo prima della fucilazione". Alla figlia Barbara dice: "Sono molto preoccupata di ciò che potrà accadere, ma ho la libertà per andare avanti".

Fonte: http://www.youtube.com/user/lomiolith

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!