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sabato 14 febbraio 2009

L'intervista a Jovanotti. Cantante global...

Abbiamo intervistato Lorenzo "Jovanotti" Cherubini alla vigilia del suo debutto statunitense, che lo vedra' esibirsi il 18 ed il 19 febbraio a New York. Con lui abbiamo discusso di musica, del suo pubblico, del suo rapporto con Internet e del nuovo presidente americano Obama.
Dicono che il tuo nome d’arte, Jovanotti, vine da Joe Vanotti, un nome che sembra italo-americano. Quando e come mai l’hai scelto?
“Un po’ per caso. Poi come spesso succede con le cose fatte un po’ con leggerezza ti rimangono attaccate per tutta la vita. Ma ne sono contento, perchè è un nome che mi ha portato davvero molta fortuna. Tra l’altro è vero quello che dici: la mia scelta era Joe Vanotti. Chiamai al telefono il grafico che stava preparando la copertina del mio primo disco per comunicarglielo e per errore lui scrisse “Jovanotti”. Quando vidi la copertina stampata, poi, decisi di lasciarlo cosi. Mi piaceva.”
Che rapporto hai con gli italiani all’estero ed in particolare con la comunità italo-americana?
“Come tutti gli italiani, o quasi tutti, avevo anche io un parente in America. Mia zia era emigrata in Canada e viveva a Montreal. Quando ero bambino questa zia per me era un mito, mi mandava tanti regali e, soprattutto, le scarpe da ginnastica “americane”. Le aspettavo sempre! Non ci vedevamo spesso, ma mia madre, mia nonna, andavano a trovarla di tanto in tanto. Quindi ho sempre sentito questo legame forte con l’America, rappresentava il mio secondo Paese.
Il mio amore per questa terra si è poi rafforzato quando ho deciso di intraprendere la carriera artistica e trovai nella musica americana un importante punto di riferimento.”
Con i concerti di New York del 18 e 19 febbraio farai il tuo debutto negli Stati Uniti. Come mai hai scelto proprio questa città?
“Pur essendo il mio primo concerto qui, la sento come “la mia citta’”. Sento di appartenerle e per questo vengo qui almeno almeno una volta all’anno. L’ho visitata per la prima volta nel 1989 e quando scesi da quell’aereo mi sentii per la prima volta a casa. Ero arrivato in un posto che già conoscevo bene, pur non avendolo mai visitato. Ero cresciuto ascoltando la sua musica, il rap, e sono stato il primo a presentare questo genere in Italia. Questo trampolino di lancio mi ha aiutato ad arrivare dove sono oggi. Perciò sento di dovere molto a New York.”
Quali sono i tuoi artisti americani di riferimento?
“Potrei citarne a migliaia. Ma probabilmete i più importanti per me sono stati i Beastie Boys, i Public Enemy e i Talking Heads, tutti di New York. Ed ancora i Run-DMC, un gruppo hip-hop del Queens. Amo il suono latino di Harlem, il funk influenzato dai ritmi partoricani e la black music. Come vedi, molta della mia musica trova radici in questa città.”
Con quale cantante vorresti duattare qui negli Stati Uniti?
“Mi piacerebbe che Chuck D. dei Public Enemy venisse ad un mio concerto. Loro sono stati sicuramente il gruppo rap più importante per la mia generazione. Incontrai Chuck anni fa. In un’intervista che ha realizzato in Italia di recente ha detto di ricordarsi di me. Spero davvero che in futuro riusciremo a suonare insieme.”
Nella tua carriera sono stati molti i duetti e le collaborazioni artistiche. Da Pavarotti alla Nannini, per passare a Syria, Ron, i Negramaro. Quale ti ha emozionato di più?
Credo che siano stati tutti importanti, ognuno per un motivo diverso. Alcuni di queste, però, mi hanno anche permesso di stringere amicizie molto profonde. Quello con Giuliano dei Negramaro è un rapporto ricco per me, un continuo scambio e profondo. Soprattutto, però, sono felice di aver incontrato Luciano Pavarotti. Sono stato davvero fortunato: lo ritengo un personaggio storico ed ha sempre portato alta l’immagine dell’Italia nel mondo. La sua amicizia è stata preziosa per me.”
Che emozione vuoi donare al pubblico newyorkese?
“Mi definisco un cantante globale. Mi nutro di musiche di tutto il mondo, ma conservo una caratteristica italiana: riesco a coniugare melodia e rap, e lo faccio da anni. Qui in America non si usa e so che presenterò qualcosa di nuovo. Il mio spettacolo sarà molto mediterraneo, con un’impronta di rap e funk. Credo sarà un’esperienza interessante per un newyorkese”
Sul palco sei più un dj o un cantante?
“Sono un po’ di entrambi. Sono un dj quando organizzo e decido che scaletta proporre. Durante i miei spettacoli, poi, comunico molto con il mio pubblico. Voglio che si diverta! Nelle mie canzoni, invece, sono sempre più cantante. La mia passione per lo scrivere cresce ogni giorno di più, così come la mia voglia di cantare.’
I tuoi fan elaboreranno una quinta versione ufficiale di ‘Mezzogiorno’, il tuo nuovo singolo, e a loro hai dedicato un book fotografico che ripercorre il tuo tour ‘Safari’. Credi molto in loro. C’è una scelta artistica che hai fatto e che è stata direttamente dettata da questo particolare legame con il tuo pubblico?
"Sento un legame molto forte con il mio pubblico, è vero, ma cerco di mantenere sempre una certa indipendenza nelle scelte artistiche che faccio. Quando scrivo e realizzo i miei dischi dimentico di avere un pubblico. Le mie canzoni nascono da un piacere e da un’esigenza del tutto personale. Ma se i miei sogni e le mie passioni coincidono con quelle del pubblico per me è meraviglioso, vuol dire che c’è una sintonia.”
Da tempo curi un tuo blog personale, “Sole Luna”. Che rapporto hai con la tecnologia?
“Internet sta cambiando il mondo, e credo che la trasformazione sia ancora all’inizio. Grazie al mio blog riesco a comunicare con i miei fan, dovunque essi siano, e loro possono seguirmi scaricando e ascolando la mia musica dal loro computer. Anche se virtuale, il nostro rapporto è molto più diretto.
Utilizzo Internet anche molto al di la’ del mio blog. Mi informo quasi esclusivamente attraverso la rete e ormai quando compro un giornale di carta mi sembra di avere in mano un pezzo di passato.”
In un post del tuo blog hai citato William Blake: “Quando le porte della percezione si apriranno tutte le cose appariranno come realmente sono: infinite” . Utilizzeresti questa citazione anche per gli Stati Uniti di Obama? Cosa credi sia cambiato in questo Paese?
“Obama ha acceso anche in me un forte entusiasmo che ho condiviso con una folla incredibile a Washington il giorno dell’Inaugurazione. Lo sento anche un po’ il mio Presidente, lui è una figura globale. Le sue scelte avranno ripercussioni non solo in America ma anche nel resto del mondo, anche in Italia.
L’America aveva sofferto molto durante l’amministrazione Bush che l’aveva allontanata dall’immagine di terra di opportunità, di libertà. Ricordiamoci, tra l’altro, che nella costituzione degli Stati Uniti, c’è la parola “felicità’”. Poi l’entrata in scena di Obama ha fortunatamente contribuito ad accorciare questa distanza tra il Paese e gli ideali che ispira. Il nuovo Presidente incarna davvero il “sogno americano”, rappresenta la sconfitta dei cinici e la ricostituzione dello spirito democratico che anima questo popolo da sempre. Con lui l’America torna ad essere un mito per le nuove generazioni, la loro ‘land of opportunity’”.
Secondo te cosa ha davvero spinto la maggioranza degli statunitensi a votare Obama?
“I cittadini scelgono sempre il candidato che rispecchia più fedelmente i valori in cui credono. Credo che il fatto che sia stato eletto sia già un segno importante di cambiamento. In realtà credo che di questo dovremmo anche ringraziare l’amministrazione Bush. Vedo l’America come un bambino che, dopo la febbre alta, cresce più forte di prima. Esce fortificato da un distacco profondo con la precedente amministrazione. Ha avuto il coraggio di cambiare e imparare dal passato, al contrario dell’Italia che dopo quindici anni di Berlusconi non riesce ancora a voltare pagina. Obama non è l’antagonista di Bush, ma una novità. E’ questo che rende questa elezione cosi importante dal punto di vista storico e politico.”
Sulla rivista “Internazionale” hai scritto che la vittoria di Obama è potenzialmente più importante di quella di Kennedy e che rappresenta il momento storico del tuo tempo. Quale vorresti fosse quello della generazione di tua figlia Teresa?
“Mi piacerebbe che mia figlia e i suoi coatenei assistessero alla risoluzione di due problemi fondamentali che colpiscono tutti noi, sebbene in maniera diversa. Il primo è sicuramente quello della povertà: c’è ancora una fetta troppo importante della popolazione mondiale che ne soffre. Non è giusto che ci siano cosi tante differenze tra un bambino nato in un Paese povero e uno nato in uno ricco. Il secondo è quello della discriminazione: spero che si vada verso un mondo dove non sia più concepibile, che sia essa basata basata su fattori di razza, di colore o di sesso.”
E dopo i concerti a New York? Progetti…
“Tornerò a scrivere e mi dedicherò ad un nuovo disco. Studierò, leggerò, farò le cose che più mi piacciono, rintanandomi nella mia vita. Fuori dai riflettori.”

I Concerti di Jovanotti a New York:

18 Febbraio 2009 (20:00): Highline Ballroom (431 W 16th St, New York, NY 1001)19 Febbraio 2009 (20:30): Le Poisson Rouge (158 Bleecker St, New York, NY, 10012)

Jovanotti incontrera' il suo pubblico all''Istituto Italiano di Cultura (686 Park Avenue, New York, NY 10065) il 19 Febbraio (18:00) e un gruppo di studenti della New York University il giorno successivo alla Casa Italiana Zerilli Marimo'.

Novità! La 55DSL invita il pubblico ad una performance gratuita di Jovanotti il 17 febbraio dalle 18:00 alle 21:00 presso la sua sede newyorkese a Soho (281 Lafayette Street). Drink gratis per tutti! Per maggiori informazioni contattare il press office della 55DSL al numero 212 255 6603

venerdì 13 febbraio 2009

Cronaca di un funerale annunciato...

PALUZZA (Udine) — «Bentornata Eluana, nella terra del tuo papà, dei tuoi nonni...». Le prime parole della cerimonia funebre sono come un richiamo, il segno che allora è proprio vero, sta davvero accadendo. Armando Englaro comincia a piangere, a singhiozzare. Guarda davanti a sé la bara di questa nipote così sfortunata, si morde le labbra per frenare le lacrime. La chiesa si riempie delle voci che intonano il Kyrie eleison, e lui assume un'espressione spaesata, si allunga per vedere da dove arriva quel coro. Lo zio di Eluana ha gli stessi occhi azzurri di Beppino, lo stesso profilo aguzzo. Ma è più alto e massiccio, è un uomo sanguigno, che mostra le proprie emozioni essendo incapace di nasconderle. Si vogliono bene, gli Englaro.
L'ammirazione e la riconoscenza che Armando prova per il fratello maggiore si mischia con il dolore per il suo destino. «Mi ha sempre aiutato», racconta alla fine di questo lungo pomeriggio. «Tre fratelli emigrarono in Lussemburgo, lui in Svizzera. Io ho scelto di rimanere a casa. Tante volte mi ha invitato a raggiungerlo. Io non me la sono mai sentita di lasciare Paluzza. E allora lui mi ha aiutato ad aprire la nostra ditta di moquette, ha creato la società. Beppino ha fatto tutto, io sono solo un artigiano». Ogni tanto anche i fratelli minori, e con i suoi 62 anni Armando è l'ultimogenito, riescono a farsi ascoltare. Il funerale l'ha voluto lui. È riuscito a convincere Beppino, che invece è del 1941, troppo amareggiato con la Chiesa per riuscire a vedere la necessità di quest'ultimo saluto alla sua Eluana. «Ne abbiamo parlato, e alla fine si è fidato. Mi ha lasciato fare su tutto. Penso di aver fatto la scelta giusta, anche per lui. Sono convinto che se avesse cremato Eluana, alla fine se ne sarebbe pentito. Credo di avergli evitato il rimpianto». Il funerale ha finito per somigliare a chi l'ha così fortemente voluto. A lui, Armando. I due vigili urbani in divisa che controllano i fedeli e intanto hanno i lucciconi agli occhi mentre ascoltano la bella omelia di don Tarcisio Puntel.
I paesani che dicono «mandi» a noi forestieri, e assistono attenti e partecipi alla funzione. La sobrietà dei gesti, le poche parole, nessun applauso all'uscita del feretro. Un funerale fatto di silenzi e dignità, a immagine di questa Italia diversa che si chiama Carnia. «È la mia piccola patria» dice Armando, e si capisce che lo pensa davvero, che l'adesione a questa identità così forte è sincera, sentita. «Eluana doveva essere sepolta qui, e doveva avere il suo funerale. Era un tributo che dovevamo a Paluzza, ai nostri compaesani. E poi riposerà qui, tra queste valli. Le guardi, non sono belle? A mia nipote avrebbe fatto piacere, ne sono sicuro». Nello scandire queste ultime parole Armando Englaro si emoziona. Anche lui ha sofferto molto, viveva Eluana come una figlia, ma ha sempre cercato di non farlo vedere a Beppino. Armando è cattolico, è stato pellegrino a Santiago di Compostela e tante volte a Lourdes. Beppino lo ha ripetuto spesso, «non ho il conforto della fede». Tra fratelli magari si discute, ma nel dolore ci si tiene, si sta insieme, si annullano divergenze e differenze. «Sono preoccupato per lui. Adesso è molto provato, ma sono sicuro che ce la farà. Mio fratello è molto forte».
Armando è un uomo che usa parole semplici per farsi capire. Il suo mondo è tutto qui. Paluzza, tremila anime, la piazza rettangolare con municipio, scuola e banca. Il bar Picin per giocare a carte con gli amici, l'azienda di moquette all'inizio del paese, la villetta sulla statale, una manciata di chilometri tra l'osteria Le Trote e le montagne, la neve che arriva a settembre e chissà quando se ne va. «Eluana — dice lui — aveva dentro di sé lo spirito di questa terra. Era una carnica vera, una ragazza ostinata e libera». Per un'ora soltanto, l'ultima del suo passaggio su questa terra, zio Armando le ha fatto da padre. Si è commosso anche al saluto finale di don Tarcisio, pronunciato in dialetto. Le ha fatto ciao con la mano, come se stesse per partire. «Adesso puoi davvero riposare in pace» ha detto sulla tomba. Aveva ragione, il più piccolo dei cinque fratelli Englaro. I funerali servono anche a questo, a ricordare chi era la persona che stiamo perdendo, da dove veniva, quali erano le sue radici. Mandi, Eluana.

I FUNERALI- Per l’ultimo saluto a Eluana Englaro si sono spenti i microfoni e abbassati i toni, fino a tacere del tutto. Tante persone, circa quattrocento tra cui una sessantina di giornalisti, si sono raccolte ieri nel cimitero del paese in Carnia per l’ultimo saluto a Eluana Englaro, che si è spenta lunedì dopo un calvario durato 17 anni e culminato in dieci giorni di polemiche, scontri, clamore politico e mediatico. La bara di legno chiaro coperta di rose rosse e mughetti è stata sepolta nella cappella di famiglia, tra i nonni paterni Giobatta Englaro e Iolanda Di Centa. E finalmente il corteo di parenti, amici di famiglia, residenti del paese, curiosi e giornalisti si è disperso in un silenzio pesante. Il carro funebre ha lasciato l’ospedale di Udine alle 13, scortato da due auto della polizia e seguito da un terzo veicolo con a bordo lo zio Armando Englaro, in completo scuro e cravatta rosso sangue. Il corteo ha quindi imboccato la strada per Paluzza, sostando qualche minuto davanti alla casa della famiglia Englaro dove papà Beppino e mamma Saturna sono usciti per dire addio alla figlia. Nessuno dei due ha seguito il feretro fino alla chiesetta di San Daniele né ha assistito al funerale, così come annunciato già nei giorni scorsi. In parte per le condizioni di salute della madre, in parte per evitare «l’assedio mediatico» - parole di zio Armando - che da Udine si è trasferito in Carnia già da qualche giorno. La funzione religiosa è iniziata poco prima delle 15 e si è svolta a porte chiuse, dietro ai banchi solo lo zio Armando, il sindaco di Paluzza Aldo Maieron e pochissimi amici di famiglia tra i quali il senatore Ferruccio Saro e il consigliere regionale Alessandro Colautti, oltre alle due amiche del cuore di Eluana, arrivate da Lecco. La bara è stata benedetta sul sagrato e quindi portata in chiesa. Ingresso sbarrato a curiosi, microfoni e telecamere, dentro solo la voce del parroco del paese. «Tu, cara Eluana, adesso sai qual è veramente la verità. Riposa in pace in mezzo ai nostri monti». Queste le parole che hanno chiuso l’omelia di don Puntel, che ha espresso gratitudine per la scelta degli Englaro del funerale religioso e ha pure ricordato: «In questi tempi ci siamo scontrati, ma davanti ad Eluana abbiamo il capo chino e d’ora in avanti dobbiamo camminare insieme. Voglio rassicurarvi - ha aggiunto - che la Chiesa non si è sentita estranea alla vostra vicenda e che quanti hanno pregato, non l’hanno fatto “contro” ma “per”, specificatamente per Eluana». Ed era stato lo stesso religioso a lanciare ieri mattino un appello ai mezzi di comunicazione perché «il dolore» non fosse trasformato «in spettacolo». Silenzio anche all’uscita del feretro dalla chiesa, quando i presenti si sono organizzati in un lungo corteo per accompagnare Eluana al vicino cimitero di paese. Qui don Puntel ha usato la lingua friulana, quella del ramo paterno della famiglia Englaro, per l’ultimo saluto: «Ciao, Eluana».

(AGI) - Paluzza (Udine), 12 feb. - "Tu, cara Eluana, adesso sai qual e' veramente la verita'. Riposa in pace in mezzo ai nostri monti". E' stato don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza, a pronunciare l'omelia del rito funebre di Eluana Englaro svoltosi nella chiesa di San Daniele. Un'omelia che don Tarcisio ha preparato la notte scorsa, dopo essersi inginocchiato davanti al Crocifisso cercando di approfondire "il mistero del dolore", ha spiegato. "Ho cosi' capito che quella croce e' fonte di vita e di speranza. Lo e' stata per duemila anni e, in particolare, per tanti ammalati che guardando a Lui, al Crocifisso, ricevono forza e grazie". Don Puntel, ai fedeli in chiesa e, in particolare ai familiari, lo zio di Eluana, Armando seduti ai primi banchi, ha detto: "In questi tempi ci siamo scontrati, ma davanti ad Eluana abbiamo il capo chino e d'ora in avanti dobbiamo camminare insieme. Ognuno deve porsi davanti alla sua coscienza, educata al rispetto della vita". Il sacerdote ha ringraziato la famiglia Englaro per aver voluto le esequie religiose. "Voglio rassicurarvi che la Chiesa non si e' sentita estranea alla vostra vicenda e che quanti hanno pregato, non l'hanno fatto 'contro' ma 'per', specificatamente per Eluana". Don Puntel si e' fatto portavoce della vicinanza dell'arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, "spiritualmente qui", che in questi giorni sottolineo' quanti interrogativi sul senso della vita Eluana aveva sollevato. Rivolgendosi infine a Beppino Englaro, che non ha partecipato al rito funebre, ma che ha salutato sua figlia da casa, dove l'automobile con la bara ha sostato qualche minuto, don Puntel ha detto: "Le porte non sono chiuse, voglio continuare il dialogo che abbiamo intrapreso". Subito dopo la cerimonia la salma di Eluana Englaro e' stata tumulata nel cimitero di San Daniele, nella tomba di famiglia accanto ai nonni. Oltre 500 persone hanno assistito alla tumulazione, tra cui le due due amiche di Eluana arrivate da Lecco, alcuni politici regionali, Ferruccio Saro (Pdl), il consigliere regionale Alessandro Collutti (Pdl), il carnico Gabriele Renzulli, Volpe Pasini di Sos Italia. Tutto si e' svolto nel piu' assoluto silenzio, con la gente commossa in preghiera.


Folla commossa ha seguito i funerali della povera Eluana Englaro...

Nella foto i funerali di Eluana Englaro

Un lungo corteo ha accompagnato il feretro di Eluana Englaro, giunto a Paluzza in Carnia, paesino d'origine della famiglia. La bara in noce chiaro cosparsa di rose rosse ha ricevuto la benedizione di Don Tarcisio Puntel, prima di fare ingresso in chiesa. Lo zio Armando ha seguito il feretro con la salma della nipote, assenti ai funerali i genitori Beppino e Saturna.

giovedì 12 febbraio 2009

Ispirato dalla morte di Eluana Englaro...

Titolo: "Eutanasia di Stato e...di Loggia!"
(Clicca sull'immagine per ingrandirla...)
Lo Stato canaglia si scaglia solo contro
gli indifesi, gli innocenti, i più deboli...

"Non è morte se la rifiuti, ma lo è se la accetti!" (James 'o' Bar)


Alice Cooper - Only Women Bleed (the Trashes the World tour)...

Una dedica un pò fuori dalle righe per Eluana Englaro...che finalmente riposi in pace!!! IN PARADISO...

Alexander Mitrokhin

MEDIASET: CDR, SOLIDARIETA' A MENTANA SU NO A 'MATRIX' SUL CASO ENGLARO!

Roma, 10 feb. (Adnkronos) - Il coordinamento dei Cdr Mediaset esprime "solidarieta' a Enrico Mentana che ieri ha presentato le dimissioni da direttore editoriale per l'impossibilita' di anticipare l'edizione di 'Matrix', dedicata ai drammatici sviluppi sulla vicenda di Eluana Englaro". Infatti, "l'eccellente risultato, in termini di ascolto, del 'Grande Fratello' non appare una sufficiente giustificazione per la scelta dell'azienda". Per i comitati di redazione, "le nostre reti, anche se commerciali, svolgono un compito di servizio pubblico al quale Mediaset non deve sottrarsi. Meritorio il lavoro svolto dai colleghi del Tg4, per coprire l'evento in prima serata, di Studio Aperto, che ha coperto l'evento nella seconda serata e del Tgcom che su internet ha dato copertura dell'evento in tempo reale. Ma un gruppo come Mediaset -secondo la rappresentanza sindacale dei giornalisti- doveva e poteva almeno aprire delle finestre informative sulla rete principale", Canale 5.

(Bon/Gs/Adnkronos)

10-FEB-09 15:45

Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com


Contro la Massoneria e le Sette Sataniche...

Per la messa al bando della Mafia, della Camorra, della 'Ndrangheta, dell'Anonima Sarda Sequestri, della Sacra Corona Unita come pericolosi gruppi che commettono crimini contro l'umanità e per l'abolizione della costituzione delle associazioni di stampo mafioso, delle sette sataniche, della massoneria, delle associazioni segrete e dei movimenti terroristici religiosi, di destra e di sinistra...firma per liberare l'Italia e l'Europa dal crimine organizzato!!! Liberiamo il nostro popolo, difendiamo le nostre case, le nostre famiglie, i nostri figli, il nostro lavoro, la nostra cultura, la nostra Patria, la nostra LIBERTA'!!!

Pena di morte in Italia: sei favorevole o contrario?

IN ITALIA LE STRAGI, GLI OMICIDI PIU' EFFERRATI, I CRIMINI PIU' TERRIFICANTI VENGONO SPESSO DIMENTICATI, RIMANGONO IMPUNITI, TROPPA CRIMINALITA' ORAMAI DILAGA PER LE STRADE DELLE NOSTRE CITTA'...NOI DEL COMITATO PER LA REPUBBLICA SOCIALPOPOLARE INVOCHIAMO L'INTRODUZIONE DELLA PENA CAPITALE PER TUTTE QUELLE SITUAZIONI ESTREME E PIU' GRAVI...PER TUTTI I REATI DI PLURIOMICIDI MAFIOSI E DI STRAGI, PER TUTTI I REATI LEGATI AL TERRORISMO RELIGIOSO E POLITICO...NOI INVOCHIAMO PIU' TUTELA PER GLI INDIFESI, PER TUTTI I CITTADINI ITALIANI ONESTI!!!

CASO ELUANA ENGLARO: CICCHITTO, VELTRONI IN DIFFICOLTA' NON SA COSA DIRE E FARNETICA SULLA COSTITUZIONE!

(ASCA) - Roma, 9 feb - ''Siccome sul caso Englaro il Pd si trova in seria difficolta', ecco che Veltroni cerca di parlare di tutt'altro, farneticando su un inesistente pericolo per la liberta' e per la democrazia. Invece, a fronte di tutta questa operazione propagandistica, oggi in discussione c'e' la vita di Eluana Englaro e una serie di questioni cruciali connesse, non la Costituzione e tantomeno il Presidente della Repubblica''. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl spiegando come il Pd stia ''facendo un'operazione diversiva sul piano propagandistico, convocando una manifestazione in difesa della Costituzione e del Presidente della Repubblica, che sarebbero messi a repentaglio da una sorta di complotto di Berlusconi. Siamo alla fantapolitica - dice Cicchitto - il presidente Berlusconi ieri ha gia' chiarito le sue posizioni.
Nessuno mette a rischio la Costituzione - assicura - fermo rimanendo la legittimita' di un dibattito al quale hanno abbondantemente partecipato anche esponenti della sinistra (la bicamerale docet), e tantomeno fa complotti contro il Presidente Napolitano, fermo rimanendo il diritto di motivare le ragioni di un diverso parere sul carattere d'urgenza del decreto sul caso di Eluana Englaro e, probabilmente, sul merito della vicenda''.

Fonte: www.asca.it

ELUANA ENGLARO...quando i funerali?

La morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione. E' uno dei risultati, secondo quanto riferito dall'agenzia Ansa, ai quali sono giunti i primi esami dell'autopsia eseguita a Udine, nell'ospedale Santa Maria della Misericordia sul corpo della donna, morta lunedì sera nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano. Nel pomeriggio i funerali.

Giovedì 12 febbraio

00.20 - Padre Eluana: "Sì al rito religioso". Beppino Englaro ha lasciato che fosse suo fratello Armando a decidere il rito religioso. "Ho dato l'assenso al suo desiderio - ha detto il padre di Eluana - perché è un desiderio umano, semplice e di alto livello".


Mercoledì 11 febbraio

23.20 - Domani i funerali. Sono stati fissati per domani pomeriggio, a Paluzza, i funerali di Eluana. Il rito si svolgerà in forma privata e non saranno ammessi fotografi e cineoperatori. La chiesa di San Daniele può contenere 150-200 persone.

22.16 - Arcivescovo Firenze: "Ingiusta morte di Eluana". La morte di Eluana Englaro "sa d'ingiustizia e di male". Lo ha affermato monsignor Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, pronunciando la sua omelia alla Messa per il 27esimo anniversario del riconoscimento pontificio di Comunione e Liberazione, ed il quarto anniversario dalla scomparsa di don Giussani.

19.57 - Funerali Eluana, sarà celebrata la messa. Eluana sarà tumulata nel cimitero di Paluzza (Udine) dopo un rito funebre che prevede anche la celebrazione di una santa messa. Lo ha detto il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel. ''Questa - ha detto il parroco - è la volontà della famiglia, come mi è stata comunicata dallo zio di Eluana, Armando Englaro''. Il rito si svolgerà nella chiesetta di San Daniele di Paluzza, in forma privata.

18.52 - Diocesi Udine: "Nulla osta per funerale in chiesa". Per la Chiesa 'nihil obstat' (nulla osta) per il funerale religioso di Eluana Englaro: lo ha detto monsignor Pierluigi Mazzocato, cancelliere dell'Arcidiocesi di Udine. "Il parroco di Paluzza del resto - ha aggiunto Mazzocato - si è sempre detto disponibile a celebrare il funerale. La Chiesa ovviamente non ha nulla in contrario - ha concluso - se questa èla volontà della famiglia".

18.10 - Berlusconi: "Nessun contrasto con Napolitano". "Non c'è mai stato nessun contrasto con il capo dello Stato: sono come al solito i giornali che scrivono il contrario della realtà". Così il premier Silvio Berlusconi, parlando con i cronisti a Montecitorio, torna a negare uno scontro tra il governo e il Quirinale.

17.50 - Eluana fotografata dai carabinieri. Il protocollo preparato da Beppino Englaro imponeva il divieto di portare telefonini, palmari o altre apparecchiature da ripresa nella stanza di Eluana nella casa di riposo La Quiete di Udine. Due guardie giurate che controllavano 24 ore su 24 la porta d'ingresso della stanza avevano anche il compito di impedire l'introduzione di tali apparecchiature. Dopo il decesso, su disposizione del consulente tecnico della Procura della Repubblica di Udine, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Udine hanno scattato alcune foto che sono sotto la stretta custodia degli stessi Carabinieri e che saranno consegnate nei prossimi giorni al Procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi.

17.18 - Autorizzata sepoltura di Eluana. Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha concesso il nulla osta per la sepoltura di Eluana Englaro. Lo ha riferito la stessa Procura del capoluogo friulano.

16.54 - Defanti convocato da Ordine dei medici. Il neurologo Carlo Alberto Defanti dovrà comparire davanti all'ordine dei medici di Bergamo per riferire in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Defanti si è detto sereno: "Non sono preoccupato perché quello che abbiamo fatto era scritto e previsto in un protocollo medico depositato presso l'avvocato Campeis e ora acquisito dall'autorità giudiziaria".

16.37 - Rito funebre senza i genitori - Papà Beppino e mamma Saturna non parteciperanno al rito funebre per Eluana Englaro a Paluzza (Udine). Lo riferisce lo zio di Eluana, Armando, spiegando che la decisione è stata presa per evitare l'assedio mediatico già in atto nel paesino. La data dell'ultimo saluto - per il sindaco è probabile venerdì - sarà fissata solo dopo il nullaosta del procuratore di Udine, atteso oggi.

14.00 - Membri csm contro Alfano. Una parte dei consiglieri del Csm condanna senza appello le parole pronunciate in tv dal ministro della Giustizia Angelino Alfano sul caso Englaro. Secondo il ministro "Eluana è morta di sentenza". Dichiarazioni definite "barbare" e "inaccettabili" dai consiglieri Mauro Volpi (Prc) e Letizia Vacca (Pdci). "Sulla vicenda di Eluana", dicono i membri del Csm, "ci vorrebbe solo silenzio per rispetto a una tragedia umana".

12.21 - Pg: "Causa della morte compatibile con il protocollo". La causa della morte di Eluana Englaro è "uno scompenso cardiorespiratorio" compatibile con
il protocollo previsto per l'interruzione di alimentazione e idratazione. Lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda.

12.16 - Eluana non sarà cremata. Lo zio di Eluana, Armando Englaro, ha dichiarato all'Ansa: ''Abbiamo deciso così. Eluana, quando sarà dato il nulla osta per la sepoltura, arriverà, qui, a Paluzza, e riposerà nel cimitero di San Daniele''. In un primo tempo la famiglia si era invece detta intenzionata a cremare la donna.

12.12 - In attesa del nulla osta. ''Una questione di ore'' così il Procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha risposto alla domanda se avesse o meno firmato il nulla osta per la sepoltura di Eluana Englaro.

11.27 - Il funerale. "Armando Englaro, fratello di Beppino, mi ha confidato il desiderio di celebrare un funerale religioso con la salma di Eluana. Armando ha detto che non vorrebbe né la cremazione ne' una semplice benedizione dell'urna con le ceneri". Lo riferisce don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza, il paesino della Carnia dove è nato Beppino Englaro.

10.01 - Consegnata relazione. La relazione sull'autopsia di Eluana Englaro svolta ieri dall'anatomopatologo, Carlo Moreschi, è stata consegnata questa mattina al Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi. Gli esiti dell'autopsia sono stati consegnati al Procuratore dall'ufficiale di Pg, Fabio Pasquariello. Il Procuratore ha annunciato un comunicato per metà pomeriggio.

09.11 - Tensione. Sarebbero circa 500 le denunce presentate contro Amato De Monte, il primario anestesista che ha gestito l'attuazione del protocollo per Eluana. L'avvocato Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro, ha annunciato che saranno denunciati tutti coloro che hanno "diffamato" e questo accadra' non appena chiuso il fascicolo in procura.

07.04 - Oggi risultati autopsia in Procura. E' prevista per oggi la consegna alla Procura della Repubblica di Udine di una prima relazione dei periti che ieri sera, nell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, hanno eseguito l'autopsia sul corpo di Eluana Englaro, morta lunedi' sera nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano.

02.30 - "Eluana morta per disidratazione". La morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione: è uno dei risultati, riportati dall'agenzia Ansa, ai quali sono giunti i primi esami dell'autopsia eseguita a Udine, nell'ospedale Santa Maria della Misericordia.

00.17 - Autopsia conclusa. Si è conclusa nell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, l'autopsia sul corpo di Eluana Englaro. I periti nominati dalla Procura della Repubblica hanno completato tutti i prelievi e gli esami macroscopici degli organi. Una prima relazione sarà consegnata mercoledì mattina al Procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi.

23.15 - "E' stata una morte serena". "Quella di Eluana è stata una morte serena": lo ha detto il neurologo Carlo Alberto Defanti che ha avuto in cura Eluana fin dall'inizio del suo stato vegetativo. "Mi risulta - ha aggiunto Defanti - che Eluana non abbia sofferto. L'autopsia potrà eventualmente rilevare sofferenze cerebrali dovute ai danni determinati dall'incidente stradale che Eluana ebbe nel 1992".

22.00 - Beppino Englaro:"Lasciate che io viva il mio dolore da solo". "So benissimo che la vicenda è pubblica, però , arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l'epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata". Sono le parole che Beppino Englaro ha pronunciato al termine di quella che ha definto una giornata "durissima".

21.55 - Alfano:"E' morta di sentenza". "Eluana non è morta di incidente, né di protocollo, ma di sentenza". Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante la trasmissione 'Ballarò'. Incalzato dal conduttore Giovanni Floris che gli chiedeva se dunque intendesse dire che la morte della donna da 17 anni in stato vegetativo fosse colpa dei giudici, il Guardasigilli ha risposto: "Non faccio attribuzione di responsabilità ai giudici. Io rispetto le sentenze e quella su Eluana è motivata secondo diritto".

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it e http://www.youtube.com/user/VINCENZO75019

Eluana Englaro come Terri Sciavo? - E come si muore per disidratazione?

A proposito di morte dignitosa, qualche tempo
fa il mensile il Timone ha pubblicato il "protocollo
di uscita" adottato dall'ospedale Florida Suncoast
di Tampa per la paziente Terri Schiavo (tratto dal blog
thrownback.blogspot.com di don Rob Johansen).
La sua lettura è un atto doveroso di fronte alla realtà,
valutando l'aberrante decisione dei giudici italiani sul
caso di Eluana Englaro.

Dalla cartella clinica si viene a sapere che, dopo
la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione
artificiali, a Terri sono state somministrate
dosi di farmaci sempre maggiori, all'inevitabile
peggiorare del quadro clinico. Il programma era stato
studiato fin nei minimi dettagli: al comparire dei primi
dolori, il Naproxen, un antinfiammatorio, è stato
somministrato per via rettale ogni otto ore.
Poi, la pelle, disidratata, ha iniziato ad ulcerarsi,
cominciando dalle labbra. È stato consultato
anche uno specialista nel campo della rimarginazione
delle ferite. Nonostante le medicazioni alla paziente
(sarebbe bastato nutrirla), la situazione si aggrava:
la produzione della saliva si blocca e viene sostituita
con un preparato che evita il peggioramento delle
lacerazioni e lemissione del caratteristico fiato acido.
I polmoni, che necessitano della saliva per mantenere
umidificate le secrezioni interne, cominciano ad emettere
un rantolo continuo, che si cerca di smorzare prima
con la scopolamina, somministrata nelle orecchie
ogni tre giorni, poi con un aerosol alla morfina,
per spegnere il rantolo che potrebbe essere interpretato
come un segnale di dolore.
Nel frattempo si blocca anche la produzione di urina.
Lo scompenso elettrolitico, dovuto alla disidratazione,
provoca spasmi muscolari incontrollabili, che si cerca
di sedare con 5-10 mg di Diazepam ogni quattro ore.
Infine vanno letteralmente in combustione le cellule
neuronali del cervello.
Il Diazepam viene portato a 15 mg, senza poter evitare
l'ictus che ha posto fine al calvario di questa povera
anima, dopo 13 giorni di terribile agonia.

Fonte: http://www.youtube.com/user/gioiafelice

Eluana Englaro: nuovo affondo della Magistratura..indebolisce i diritti fondamentali della persona!!! I funerali forse domani?

TRIESTE - Si svolgeranno nel pomeriggio, a Paluzza (Udine), i funerali di Eluana Englaro, la donna morta lunedi' sera nella casa di riposo La Quiete di Udine dopo 17 anni di stato vegetale persistente. Al rito non parteciperanno papa' Beppino e mamma Saturna, che - ha spiegato lo zio di Eluana, Armando - vogliono evitare l'assedio mediatico. Una messa sara' celebrata nella chiesa di San Daniele, vicino al cimitero dove subito dopo Eluana sara' tumulata nella tomba di famiglia, accanto al nonno Giobatta. Il rito si svolgera' in forma privata e non saranno ammesse fotografi e cineoperatori. Ieri alla Procura della Repubblica di Udine sono stati consegnati i primi risultati dell'autopsia, secondo i quali la morte di Eluana e' da considerare conseguenza del protocollo per l'interruzione della nutrizione; per oggi pomeriggio, a Udine, e' prevista l'audizione dell'anestesista Amato De Monte, che ha seguito Eluana negli ultimi giorni di vita e che sara' ascoltato dal presidente dell'Ordine provinciale dei Medici, Luigi Conte, nell'ambito dell'istruttoria di un eventuale procedimento disciplinare.





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UDINE - Eluana sarà tumulata oggi nel cimitero di Paluzza dopo un rito funebre che prevede anche la celebrazione di una santa Messa. Lo ha detto in serata il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel. "Questa - ha detto il parroco - è la volontà della famiglia, come mi è stata comunicata dallo zio di Eluana, Armando Englaro". Il rito si svolgerà nella chiesetta di San Daniele di Paluzza, in forma privata e non saranno ammesse fotografi e cineoperatori. La mamma e il papa' della donna morta lunedi' scorso dopo essere stata per 17 anni in stato vegetativo avevano preannunciato che non sarebbero stati presenti alla cerimonia. In un primo tempo si era parlato di semplice benedizione del feretro; in serata è giunta la decisione finale della famiglia dopo che il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, aveva concesso il 'nulla osta' per la sepoltura di Eluana Englaro.

Biancardi aveva incontrato il procuratore Generale di Trieste Beniamino Deidda. Proprio Deidda ha comunicato che all'origine della morte di Eluana c'era stato uno scompenso cardiorespiratorio compatibile con il protocollo previsto per l'interruzione di alimentazione e idratazione. Eluana ha quindi avuto, secondo i primi risultati dell'autopsia, un arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione.

ELUANA NON SARA' CREMATA
Eluana non sarà cremata, ha detto all'ANSA lo zio Armando Englaro. "Abbiamo deciso così - ha aggiunto - Eluana, quando sarà dato il nulla osta per la sepoltura, arriverà, qui, a Paluzza, e riposerà nel cimitero di San Daniele". In un primo tempo la famiglia si era invece detta intenzionata a cremare la donna.

A Paluzza Beppino Englaro ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. "Lasciate - ha detto il papà di Eluana - che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l'epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata".

DIOCESI UDINE, 'NULLA OSTA' PER FUNERALE IN CHIESA
Per la Chiesa 'nihil obstat' (nulla osta) per il funerale religioso di Eluana Englaro: lo ha detto in serata monsignor Pierluigi Mazzocato, cancelliere dell'Arcidiocesi di Udine. ''Il parroco di Paluzza del resto - ha aggiunto Mazzocato - si e' sempre detto disponibile a celebrare il funerale. La Chiesa ovviamente non ha nulla in contrario - ha concluso - se questa e' la volonta' della famiglia''.

Fonte: http://www.ansa.it e http://www.youtube.com/user/gioiafelice

Jovanotti parla di Eluana Englaro a "PARLA CON ME"...

Funerali Eluana Englaro in chiesa senza mamma e papà...

Hanno deciso di non essere presenti al funerale della «loro bambina» per sfuggire all’assalto mediatico già in atto a Paluzza, il piccolo paesino della Carnia dove papà Beppino è nato e dove Eluana riposerà. La decisione dei genitori della donna morta dopo 17 anni di coma - la mamma è gravemente malata - è stata annunciata ieri pomeriggio: un ultimo sacrificio imposto dal clamore che ha suscitato la vicenda, arrivata a dividere l’Italia in due. Anche perché la richiesta della famiglia di fare calare il silenzio non è neppure stata presa in considerazione. Niente cremazione, come era stato annunciato, ma oggi, al massimo domani, ci sarà un funerale religioso alla presenza degli zii e di due amiche e poi Eluana sarà sepolta accanto ai nonni.

L’autopsia ha dimostrato che Eluana è morta per arresto cardio-circolatorio dovuto alla disitrazione, per effetto quindi, del protocollo medico autorizzato dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano. Gli esami tossicologici saranno pronti tra qualche giorno. Intanto, continua l’attacco ai medici che hanno aiutato Eluana a morire. L’equipe si dice «profondamente amareggiata», ma nessuno per il momento aggiunge altro, riservandosi forse di parlare dopo, quando la bufera sarà passata. Si è saputo ieri che, dopo Amato De Monte, alla guida di medici e infermieri che hanno sospenso la nutrizione artificiale ad Eluana, è stato convocato dall’Ordine dei medici di Bergamo anche il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ha avuto in cura la donna fin dal 1996. Defanti si è comunque detto «sereno»: «Penso che ciò che abbiamo fatto andasse fatto». Ed è ancora una volta scontro tra magistrati e politici. Dopo la dichiarazione del ministro della Giustizia Angelino Alfano per cui Eluana sarebbe morta «di sentenza», il Consiglio superiore della magistratura si è infuriato: «Barbarie».

Fonte: http://www.ultimenotizie.tv e http://www.youtube.com/user/CALCIONEWS

La Ballata di Welby (.....e di Eluana Englaro)

Il mio è il punto di vista di Dio..
della tua sorte deciderò io..
finchè il respiro peserà come un sasso..
resterai appeso sul ciglio del fosso..

..il mio giudizio è il giudizio di Dio..
della tortura garantisco il diritto..
e il tuo dovere è di restare zitto..
per non turbare i sogni di chi è perfetto..

Io sono un uomo..ma chiamami Dio..
sono venuto a chiarire i tuoi dubbi..
perchè hai bisogno che ti segni la via..
e non parlarmi di "eutanasia"..

..e non scherzare col nome di Dio!!
perchè la vita è il suo dono per l'uomo..
e se ora pensi di esser perduto..
decido io!!..quello ch'è giusto o sbagliato..

La mia coscienza per te sia uno specchio..
che cosa conta se nei sogni sei morto..
che cosa importa se non puoi riposare..
la mia coscienza..lei saprà cosa fare..

Saprà guardarti con gli occhi di Dio..
saprà coprire il tuo letto di fiori..
e quando implori la fine dei giorni..
ti dirà..no!!..
..il mio è il punto di vista di Dio..

Fonte: http://www.youtube.com/user/veldan5

TG1 - Gianfranco Fini sul caso di Eluana Englaro - L'intervista di Gianni Riotta...

Udine, 11 feb. - (Adnkronos) - Il funerale di Eluana Englaro si svolgera' domani o venerdi' mattina nella chiesa di Paluzza con una cerimonia religiosa. Il parroco don Tarcisio Puntel ha infatti ricevuto l'autorizzazione in tal senso dall'arcivescovo di Udine Pietro Brollo. Un rito religioso che lo zio di Eluana, Armando tanto desiderava. E proprio Armando, uno dei 5 fratelli di Beppino Englaro, e' impegnato nell'organizzazione delle esequie. Il corpo di Eluana poi, a quanto si e' appreso, non verra' cremato, ma riposera' nella tomba di famiglia, nel cimitero di Paluzza, accanto al nonno paterno. Ai funerali non sara' presente Saturna, la mamma di Eluana, a causa delle sue precarie condizioni di salute. E lo stesso papa' Beppino non sara' presente lasciando al fratello Armando l'ultimo saluto a Eluana. Saranno invece presenti alle esequie due delle piu' care amiche di Eluana e sue compagne di scuola.

(Dac/Zn/Adnkronos)

11-FEB-09 15:16

Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com e http://www.youtube.com/user/rai

Eluana Englaro

Un recuerdo para ELUANA ENGLARO y un fuerte abrazo para su familia desde Montevideo Uruguay..

Andrea Bocelli y Luciano Pavarotti, Caruso

SOLO SÉ QUE TE LLAMAS ELUANA
Y QUE SIEMPRE SON NOCHES TUS DÍAS
MUCHAS VOCES SE ESCUCHAN LEJANAS
DISPUTANDO QUE HACER CON TU VIDA.

SÓLO SÉ QUE TE LLAMAS ELUANA
Y QUE SIEMPRE SON NOCHES TUS DÍAS
NO QUIERO ESPERAR A MAÑANA
PARA DECIRTE QUE YA ERES MI AMIGA.

Fonte: http://www.youtube.com/user/salsero51

mercoledì 11 febbraio 2009

Eluana Englaro...la fine di una vita!

Nessun funerale per Eluana, solo una benedizione!!!
Sara' sepolta vicino al nonno...


Trieste - "Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato". Lo ha dichiarato il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, interpellato dall'ANSA sugli sviluppi giudiziari della vicenda di Eluana Englaro.

Udine - Antonio Biancardi, il Procuratore della Repubblica di Udine, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro per accertare le cause della morte. L'incarico è stato affidato all'anatomopatologo Carlo Moreschi, che al momento non ha deciso il luogo dove si svolgerà l'esame autoptico.

Ora il corpo di Eluana si trova nella casa di riposo La Quiete che l'ha accolta per l'attuazione del protocollo per l'interruzione della nutrizione.

Per la ragazza non ci sarà nessun funerale, ma solo una benedizione molto semplice, celebrata con i parenti e gli amici di famiglia. Il padre Beppino ha disposto la volontà di cremare la figlia che sarà poi sepolta vicino al nonno Giobatta al cimitero di Paluzza.

Valeria Chiesa

Fonte: http://www.voceditalia.it e http://www.youtube.com/user/lasterpaia1

Dall'eutanasia all'autopsia di Eluana Englaro

Conclusa l'autopsia per accertare responsabilità.
I funerali...Eluana, il padre: "Non parlo più!"
E la querelle politica non si ferma...
Il padre di Eluana Englaro, dopo aver fatto visita alla figlia. composta all'obitorio dell'ospedale di Udine ha detto di "non voler più parlare e di non perdonare la mancanza di risposto nei confronti di mia figlia e della sua famiglia!" Intanto, mentre si attendono i risultati dell'autopsia sul corpo della giovane il mondo della politica non si ferma: si riparte dalla legge sul testamento biologico.

Fonte: http://www.youtube.com/user/alabama531

Miracolo del sole visto dai veggenti di Fatima e da Papa Pio XII

Miracolo del sole visto dai veggenti di Fatima e da Papa Pio XII.
Il medesimo fenomeno e' stato filmato da una signora Americana che si trovava a Medjugorie nel 1994 e con la fotocamera ha registrato il miracolo.

FUNERALI DI PIO XII

Funerali di Papa Pio XII (ottobre 1958)

INCORONAZIONE DI PIO XII

Incoronazione di Papa Pio XII (12 marzo 1939)

STORIA ELEMENTARE di fp - IL DUCE

Duce Termine aulico, derivante dal latino dux (condottiero), con il quale venne chiamato Benito Mussolini, prima dai seguaci del fascismo e in seguito diffusamente nel paese, soprattutto dalla stampa e dalla propaganda del regime. Sul termine dux e sul suo originale significato di guida furono ricalcati gli appellativi attribuiti ad altri dittatori europei tra le due guerre mondiali: Adolf Hitler (Führer), Francisco Franco (Caudillo), Ion Antonescu (Conducator).

Mussolini, Benito (Dovia di Predappio, Forlì 1883 - Giulino di Mezzegra, Como 1945), uomo politico, fondatore e leader del fascismo italiano.
Figlio di un fabbro, si avvicinò da giovanissimo al socialismo, anche per influenza del padre. Conseguito il diploma di maestro nel 1901, l'anno successivo fuggì in Svizzera per sottrarsi al servizio militare; vi rimase fino al 1904, segnalandosi come agitatore politico e attivista anticlericale. Rientrò in Italia, dove esercitò l'insegnamento fino a quando, nel 1909, si trasferì a Trento avviandosi all'attività giornalistica (fu direttore del settimanale L'avvenire del lavoratore). Tornato a Forlì, vi diresse la federazione socialista provinciale e il settimanale La lotta di classe. Nel 1911 fu tra i capi delle violente proteste popolari condotte in Romagna contro la guerra di Libia, e venne condannato a cinque mesi di carcere.
Al congresso del Partito socialista italiano di Reggio Emilia (luglio 1912) Mussolini si impose come uno dei leader dell'ala rivoluzionaria, e nel dicembre fu nominato direttore del quotidiano socialista Avanti!. Alla vigilia della prima guerra mondiale si schierò apertamente dalla parte degli interventisti, scelta che provocò la sua espulsione dal partito e lo privò della direzione dell'Avanti!. Fondò un nuovo quotidiano, Il Popolo d'Italia, dalle cui pagine condusse una vivace battaglia a favore dell'intervento. Arruolatosi come volontario nel settembre del 1915, partecipò al conflitto sino al febbraio del 1917, quando venne ferito.
Nel marzo del 1919 fondò a Milano i Fasci di combattimento, che derivavano il nome da un antico simbolo romano, il fascio littorio. Il movimento (che era nazionalista e antiliberale, ma avanzava anche rivendicazioni tipiche dei gruppi socialisti, come la giornata lavorativa di otto ore) ottenne l'appoggio, anche finanziario, dei grandi agrari e in seguito di importanti gruppi industriali.
Nel 1921, con la costituzione del Partito nazionale fascista, Mussolini abbandonò le aperture sociali del programma del 1919 e pose l'accento sulla difesa dello stato e sull'antiparlamentarismo, trovando seguaci in particolare tra i reduci di guerra, i gruppi giovanili e i ceti medi. Presentatosi invano alle elezioni del 1919, fu eletto deputato nel 1921. Dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) ebbe da Vittorio Emanuele III l'incarico di formare il nuovo governo. Il passaggio al vero e proprio regime fascista avvenne dopo che Mussolini rivendicò alla Camera la responsabilità politica dell'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti (discorso del 3 gennaio 1925), cui fece seguito una serie di provvedimenti che annullarono il precedente sistema liberaldemocratico.
Sotto l'autorità del duce (titolo con cui fu sempre più spesso chiamato dopo la marcia su Roma), il ruolo e la presenza dell'unico partito autorizzato, il Partito nazionale fascista, divennero preponderanti nella società e nelle istituzioni. Strumento nelle mani di Mussolini e di una cerchia ristretta di gerarchi, il partito si impossessò di molteplici associazioni giovanili, studentesche, ricreative, culturali e di enti parastatali.
Preoccupato di rafforzare il suo potere, Mussolini stipulò con la Santa Sede i Patti lateranensi (1929), che sancirono la conciliazione tra lo Stato italiano e la Chiesa, dopo mezzo secolo di contrasti. Salutato come uomo della Provvidenza anche da esponenti della Chiesa, il duce intraprese una politica estera volta a soddisfare le sue ambizioni espansionistiche e colonialistiche (conquista dell'Etiopia, 1935-36) e a stabilire, con la costituzione dellAsse Roma-Berlino (1936) e con la firma del patto Anticomintern (1937), più forti legami con la Germania nazista, insieme alla quale appoggiò il generale Francisco Franco nella guerra civile spagnola (1936-1939).
Sebbene isolato dalle potenze occidentali (che in seguito alla conquista dellEtiopia avevano sottoposto lItalia a sanzioni economiche), Mussolini ebbe un ruolo di mediatore nella questione dei Sudeti, che contrapponeva la Germania alla Cecoslovacchia. I positivi, se pur contraddittori, esiti del patto di Monaco che autorizzava la Germania, in un estremo tentativo di evitare lo scoppio di un conflitto europeo di vaste proporzioni, ad annettersi, dopo lAustria, i Sudeti non rilanciarono però il ruolo internazionale di Mussolini, né riavvicinarono lItalia alle potenze democratiche occidentali.

Fonte: http://www.youtube.com/user/LOGIKA1

Achille Ratti , Arcivescovo di Milano per 6 mesi...

Immagini rare della vita di Achille Ratti, Arcivescovo per 6 mesi, divenuto Papa con il nome di Pio XI.
Nato a Desio nel 1857 e proveniente da umile famiglia, dopo aver compiuto gli studi sacerdotali, Achille Ratti divenne prefetto della Biblioteca Ambrosiana (1907-1911), poi della Vaticana (1914-1918); in seguito ebbe incarichi diplomatici nei territori dei crollati Imperi Centrali, in particolare per contribuire alla riunificazione della Polonia. Dal 1921, Achille Ratti, inizia la sua esperienza milanese come Arcivescovo di Milano, divenendo poi Cardinale e Papa (1922-1939). Il suo pontificato fu caratterizzato da alcuni eventi di notevole spessore: ad esempio in quegli stessi anni furono firmati i Patti Lateranensi, fra il Regno d'Italia e il Vaticano. Nonostante la fugacità della parentesi milanese di Pio XI, durata solo pochi mesi, la diocesi ambrosiana conserva intatti alcuni segni della sua presenza. Salendo lo scalone d'onore ed entrando nella sala riunioni del primo piano della Curia Arcivescovile, non si può fare a meno di notare una poltrona in velluto rosso sulla quale troneggia uno stemma con il relativo motto episcopale "raptim transit": si tratta dell'insegna del cardinale Achille Ratti, che prima di salire al trono di Pietro con il nome di Pio XI, era stato - esattamente ottant'anni fa - Arcivescovo di Milano. Chiamato, infatti, da papa Benedetto XV come successore del beato cardinale Carlo Andrea Ferrari alla guida della diocesi di Milano, Achille Ratti ne prendeva solenne possesso l'8 settembre 1921, festa della Natività di Maria, titolare del duomo. Ma questo nuovo incarico pastorale, non era destinato a durare a lungo; raggiunta Roma per partecipare al Conclave, il 6 febbraio 1922 ne usciva papa con il nome di Pio XI.

Fonte: http://www.youtube.com/user/itleditore

Stato Italiano e Chiesa Cattolica - I Patti Lateranensi (1929)

I Patti Lateranensi firmati nel 1929 da Mussolini e il Cardinale Gasparri. Grazie al regime Fascista, lo Stato Italiano finanzia la Chiesa Cattolica e il Cattolicesimo diventa Religione di Stato.
(Canale Ateosofia)

Fonte: http://www.youtube.com/user/giovannisoriano

Morte Eluana: niente funerale, solo benedizione...Berlusconi: ''Peccato, non ce l'abbiamo fatta!''

LECCO - Non ci sara' funerale per Eluana Englaro, ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza, in provincia di Udine. Lo ha affermato la curatrice speciale, Franca Alessio, secondo la quale il padre Beppino ha intenzione di far cremare la figlia. (Agr)
Roma, 10 feb. (Adnkronos) - ''Peccato, peccato, non ce l'abbiamo fatta''. Cosi' il premier Silvio Berlusconi, in un colloquio con ''Il Messaggero'', esprime il ''profondo dolore'' per la morte di Eluana Englaro. ''Non siamo arrivati in tempo'', aggiunge il presidente del Consiglio, secondo cui e' stata ''buttata in politica'' una decisione del governo nata ''su principi morali'. In Consiglio i ministri hanno assunto una provvedimento ''che risponde alla nostra coscienza'', sottolinea il premier, assicurando che non e' mai esistito un progetto ''per attaccare chicchesia''. Dunque, nessun attacco alla Costituzione. Piuttosto, secondo il ragionamento di Berlusconi, una messinscena della sinistra per 'depistare' e distogliere l'attenzione dal vero oggetto: la morte di una povera ragazza, ''unico cittadino condannato a morte, in attesa di una legge che il Parlamento si accinge a votare''. CASO ENGLARO: FINOCCHIARO, DAL PDL BIECO SCIACALLAGGIO POLITICO "Rabbia cieca e irresponsabile" da parte della maggioranza. "Ma sopra tutti, in primis, c'e' la rabbia del presidente del Consiglio, che questo bieco sciacallaggio politico alimenta in pieno". Lo dice, a 'Repubblica', Anna Finocchiaro a proposito delle polemiche scoppiate in Senato dopo l'annuncio della morte di Eluana Englaro. "Sentono che va per aria il piano che avavano in testa. Un'operazione politica, devastante, che cosi' poco aveva a che fare con i sentimenti per Eluana. La riduzione dei poteri del capo dello Stato. La decretazione d'urgenza senza freni", dice la Finocchiaro. "Ma non passeranno: noi difenderemo la nostra carta e il presidente della Repubblica", dice ancora la presidente dei senatori del Pd. CASO ENGLARO: BOSSI, CAPISCO RAGIONI PADRE MA NESSUNO PUO' MORIRE DI FAME E DI SETE Il punto vero "e' che non si poteva far morire di fame e di sete una persona. Questo e' il nocciolo della questione. Io ho ascoltato tutti, ma nessuno e' riuscito a convincermi che quella sarebbe stata la soluzione giusta. Occorreva una legge". Lo dichiara il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, in un'intervista a 'La Repubblica'. "Ogni volta che ho pensato ad Eluana - continua Bossi - e l'ho fatto spesso e tanto piu' adesso, non ho potuto non pensare al padre. Il suo e' stato un grande dramma. Penso ai miei figli e lo capisco. Guardo a lui con grande rispetto, credo sia una persona seria, mossa da motivazioni serie. Quasi chiedeva l'elemosina in giro per farla morire. C'e' una cosa che credo non abbia mai detto. Sua moglie e' malata. E si sara' chiesto: se io muoio, che ne sara' di mia figlia in questa situazione? E chi si sarebbe potuto occupare di lei in maniera dignitosa? Questo secondo me e' stato il suo pensiero". "Io mi sono ribellato a una morte per sete e per fame - sottolinea il ministro leghista - Se ci fosse stata una legge che avesse consentito l'iniezione con il curaro, non voglio dire che sarebbe stato meglio, ma forse piu' umano si'. Il problema e' che la gente potrebbe cominciare ad avere paura, potrebbe cominciare a temere che negli ospedali si possa morire per fame". CASO ENGLARO: CASINI, RISPETTO E SENSO DELLA MISURA "Siamo tutti noi sconfitti", ma "sono sconfitti anche coloro che avevano idee diverse". Lo dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, in una intervista al 'Messaggero' sul caso Englaro. "Si e' preferito pensare che non fosse un'emergenza, invece era un problema reale", dice Casini a proposito delle lentezze del Parlamento, "adesso bisogna recuperare il senso della misura". Il leader Udc sottolinea come bisogna affermarte "con piu' forza il diritto alla vita e lasciare meno sole associazioni come il Movimento per la vita che in questi anni hanno fatto da sole testimonianza davanti alla nostra indifferenza". Per Casini, "il Parlamento deve legiferare nei tempi previsti", "i temi eticamente sensibili riguardano la vita e la morte delle persone e vengono prima delle nostre convenienze politiche''.CASO ENGLARO: 'LA STAMPA', NIENTE FUNERALI PER ELUANA SARA' CREMATA "Adesso e' finita e tutto rientrera' nella sfera piu' umana e privata". Queste le parole di Beppino Englaro, papa' di Eluana morta ieri sera dopo 17 anni di coma vegetativo nella clinica di Udine 'La Quiete' in un colloquio con 'La Stampa'. Il quotidiano riferisce che la donna verra' cremata e non ci saranno funerali. "Cerchero' ancora di proteggerla, e da chiunque - dice Beppino Englaro - anche da tutti quelli che cercano di guadagnarci sopra". Beppino Englaro racconta dell'ultimo film che aveva visto con la figlia. Si intitolava 'L'Orso', la storia di un animale che protegge i suoi cuccioli con i denti e con la vita e quando uscirono dal cinema le disse: "Io sarei come quell'orso, se ce ne fosse bisogno". Vuole stare solo papa' Beppino: "Sono fatto cosi' - dice - spero che mi rispettino tutti. Ho fatto tutto da solo e da solo voglio restare". E poi spiega che "nei momenti piu' difficili ho pensato ai campi di concentramento. Quando Eluana ha avuto l'incidente, tutto il nostro mondo, mio e di mia moglie, e' cambiato. Giorno per giorno abbiamo affrontato una realta' nuova e molto, molto complessa. E cosi', in qualche momento ho pensato ai lager. Ho pensato agli internati, se quella povera gente ha stretto i denti e ha resistito, ha sopportato atrocita' inenarrabili, forse potevo farcela anch'io. Ho trovato conforto nel paragone: lo so che era ingiustificato, ma mi ha dato la forza di non cedere". CASO ENGLARO: PRESTIGIACOMO, NON MI PENTO DEL VOTO IN CDM La decisione di votare il decreto in Consiglio dei ministri sul caso Englaro "certo e' costata. Ma e' il prezzo che la politica paga quando e' chiamata a decidere su qualcosa che non e' il disbrigo amministrativo ma un pezzo di vita che attende una scelta". Lo dice il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo al 'Giornale'. "In una situazione del genere io non avrei chiesto l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione. Ma io non ho visto mia figlia in stato vegetatitvo per 17 anni", spiega il ministro che, a proposito di una legge, spiega: "Dobbiamo evitare che i giudici si sostituiscano al legislatore". CASO ENGLARO: MONS. BARRAGAN, SE MORTA PER INTERVENTO UMANO DELITTO GRAVISSIMO "Se e' morta per intervento umano, e' un gravissimo delitto". E' quanto dichiara il cardinale Javier Lozano Barragan, ministro vaticano della Sanita', in un'intervista a 'La Stampa' in merito alla morte di Eluana Englaro avvenuta ieri sera nella clinica di Udine 'La Quiete'. Secondo il cardinale dunque e' necessario capire "se il decesso si deve alla sospensione dell'alimentazione o ad altre cause". Per mons. Barragan "la dignita' della vita non e' negoziabile" e, sul tema, "Eluana deve diventare un caso-simbolo per risvegliare le coscienze". Sulla mancata firma del presidente della Repubblica sul decreto per salvare Eluana, mons. Barragan commenta: "Non e' il momento di inviduare i colpevoli ma sicuramente i passi dei giorni scorsi sono stati fatti verso la morte, in direzione opposta alla vita". "A Beppino Englaro -aggiunge il ministro vaticano della Sanita'- non ho piu' niente da dire. Ho gia' avuto scambi con lui e non voglio averne altri". CASO ENGLARO: 'AVVENIRE', ELUANA UCCISA ORA VOGLIAMO SAPERE COME "Eluana e' stata uccisa". 'Avvenire' , nell'editoriale di prima pagina, e' netto sulla morte della Englaro. "Che non ci sia piu' un altro caso cosi', che Eluana non sia morta invano, ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge", chiede il quotidiano dei vescovi. "Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che si indaghi fino in fondo, adesso che il 'protocollo' e' compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c'inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici", si legge ancora su 'Avvenire', "si risponda totalmente. Come e' stata uccisa Eluana?". CASO ENGLARO: DIRETTORE 'OSSERVATORE ROMANO', C'E' STATO UN ECCESSO DI IDEOLOGIA "Continuare lo scontro ideologico, questa divisione a priori, le strumentalizzazioni da ogni parte. Bisognerebbe che questa morte richiamasse anzitutto al rispetto della morte stessa". Lo afferma Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano in un'intervista al 'Corriere della Sera' in merito alla morte di Eluana Englaro, avvenuta ieri sera, dopo 17 anni di coma vegetativo, nella clinica di Udine 'La Quiete' dove era stata ricoverata venerdi' scorso. "Sembrano i giorni del sequestro Moro - prosegue Vian - la morte temuta arriva ma non te l'aspetti. Si pubblicavano sinossi atroci, lo scorrere dei giorni di discussione della legge e l'evoluzione prevista verso la fine. Un pensiero che viene ad ogni credente e' quello di raccomandare Eluana a quel Cristo medico di cui ha parlato Benedetto XVI domenica scorsa". CASO ENGLARO: MONSIGNOR POLETTO, HA VINTO IL NO ALL'ALIMENTAZIONE E' il momento di un "onesto esame di coscienza", "hanno prevalso coloro che volevano sospendere l'alimentazione", cosi' monsignor Poletto, cardinale di Torino, ha commentato a caldo la morte di Eluana Englaro, in un colloquio su 'La Repubblica'. CASO ENGLARO: L'AMICA DI ELUANA, SPERO CHE SIA IN UN MONDO MIGLIORE "Spero che sia in un posto migliore di questo e che sia serena". Sono le parole di Laura Portalupi, una delle amiche piu' care di Eluana, in un'intervista a 'Il Giornale'. "Provo un dolore incredibile -ha aggiunto- ora i miei pensieri sono soltanto per lei, per Eluana. Spero sia serena". Il momento del trasferimento nella clinica di Udine, per il suo 'ultimo viaggio', "e' stata una ferita enorme che si e' riaperta. Per me - spiega la Portalupi - e' stato come tornare indietro a diciassette anni fa, a quel giorno in cui ho perso la mia migliore amica".

Eluana, per la Procura la morte è in linea con il protocollo medico...

La causa della morte di Eluana Englaro è «uno scompenso cardiorespiratorio» compatibile con il protocollo previsto per l'interruzione di alimentazione e idratazione. Lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, parlando con i giornalisti a Trieste dopo un incontro con il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi.Secondo i primi risultati dell'autopsia, la morte di Eluana sarebbe avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi conseguente a disidratazione. Oggi si attende il nulla osta del procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi, per il trasferimento del corpo di Eluana dall'obitorio dell'ospedale, dove è rimasto per tutta la notte, sorvegliato da guardie private, fino a Paluzza, il paese della Carnia di cui è originaria la famiglia Englaro e dove sarà sepolta Eluana. Proprio a Paluzza, Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l'ultima volta sua figlia nella cappella dell'ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia in paese. «Lasciate che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l'epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata», ha chiesto papà Beppino. Per Eluana funerali religiosi I funerali di Eluana Englaro si svolgeranno domani o al massimo venerdì mattina con una cerimonia religiosa a Paluzza, della quale si stanno occupando il parroco del paese, don Tarcisio Puntel, e lo zio di Eluana, Armando, secondo il quale «Eluana non sarà cremata». Alle esequie, però, nè il padre Beppino nè la madre Saturna, gravemente malata, saranno presenti. Ci saranno invece due amiche di Eluana, ex compagne di scuola, che le porgeranno l'ultimo saluto.Intanto l'Ordine dei medici di Udine ha avviato la procedura istruttoria per un procedimento disciplinare nei confronti dei medici che hanno assistito Eluana. Il presidente dell'ordine Luigi Conte ha convocato l'anestesista Amato De Monte che sarà ascoltato giovedì prossimo. «Un atto - spiega Conte - in qualche modo dovuto perché siamo venuti a conoscenza di un fatto che può essere sensibile dal punto di vista deontologico, e a tutela anche dello stesso De Monte, per una valutazione del suo comportamento».Dopo De Monte il presidente dell'ordine dei medici di Udine ascolterà tutti i medici che hanno assistito la donna, poi, terminata la prima fase istruttoria, porterà la pratica alla Commissione dei medici, che è il collegio giudicante. A questo punto ci sarà un dibattimento al termine del quale la Commissione dei medici deciderà se archiviare il procedimento o attivare un vero e proprio procedimento disciplinare. Oggi, invece, riprenderà alla commissione Sanità di Palazzo Madama la discussione generale sul ddl Calabrò che disciplina le dichiarazioni anticipate di trattamento.

Eluana può essere sepolta...ma forse i genitori non ci saranno?

Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha concesso il nulla osta per la sepoltura di Eluana Englaro. L’Ordine dei Medici di Bergamo valuterà la convocazione dell neurologo di Eluana, Carlo Alberto Defanti. Lo specialista ha detto che l’anestesista Amato De Monte si riserva di raccontare la ‘sua’ verità. I genitori della ragazza non parteciperanno al rito funebre, previsto, forse, venerdì.
L'Ordine dei Medici di Bergamo valuterà in una seduta fissata per il 5 marzo la vicenda di Eluana e soltanto dopo sarà deciso se invitare o meno il dottor Defanti 'ad informare il presidente’ sul decorso che ha portato la donna alla morte. Lo ha precisato lo stesso presidente dell'Ordine dei Medici bergamasco, Elimio Pozzi, smentendo di aver convocato il neurologo che ha avuto in cura Eluana Englaro per tanti anni. "Il Consiglio non ha ancora assunto alcuna decisione", ha detto Pozzi. DEFANTI, "SERENO". Defanti si è comunque detto "sereno. Non sono preoccupato - ha commentato - perché quello che abbiamo fatto era scritto e previsto in un protocollo medico depositato presso l'avvocato Campeis e ora acquisito dall'autorità giudiziaria". "Il protocollo - ha proseguito Defanti - è stato rispettato e tutto si è svolto nella legalità. Penso - ha concluso Defanti - che ciò che abbiamo fatto andasse fatto". DE MONTE AMAREGGIATO. L'anestesista Amato De Monte, che ha guidato l'equipe medica per la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro, "è profondamente amareggiato per gli attacchi" ma "si riserva di parlare in seguito per dire la ‘sua 'verità". Lo ha detto il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ha avuto in cura Eluana Englaro, morta lunedì scorso a Udine, fin dall' inizio del suo stato vegetativo persistente. "Il professor De Monte - ha aggiunto Defanti, interpellato dall'ANSA - è profondamente amareggiato dagli attacchi che ha ricevuto. Tuttavia preferisce per ora non parlare e aspettare che siano esaurite le varie procedure in atto". Successivamente, ha aggiunto il neurologo, "il prof. De Monte si riserva di parlare per esporre la propria posizione e dire la sua 'verita" in merito alla vicenda di Eluana Englaro.FUNERALI SENZA I GENITORI. Papà Beppino e mamma Saturna non parteciperanno al rito funebre per Eluana Englaro a Paluzza (Udine). Lo ha riferito lo zio di Eluana, Armando, spiegando che la decisione di non partecipare al rito funebre è stata presa per evitare l'assedio mediatico già in atto nel piccolo paese della Carnia. "Per organizzare il rito - ha detto Aldo Maieron, sindaco di Paluzza - abbiamo bisogna della giornata di domani. Per questo - ha concluso - ritengo che si possa svolgere venerdì!”

Che cosa sono i Patti Lateranensi del 1929?

I Patti lateranensi presero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi che furono negoziati tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del Fascismo, come primo ministro italiano. Sottoscritti l'11 febbraio 1929 stabilirono il mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e lo Stato della Città del Vaticano. Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato dalla cosiddetta legge delle Guarentigie approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. La legge delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai vari Pontefici, da Pio IX in poi, e la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa che la Santa Sede si decidesse ad accettarla.
Il contenuto dei Patti [modifica]
I Patti lateranensi constavano di due distinti documenti:
il Trattato che riconosceva l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria; e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo (prima d'allora, cioè dalla nascita del Regno d'Italia, sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»). La Convenzione Finanziaria regolava le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive. È stata poi prevista l'esenzione, al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano», dalle tasse e dai dazi sulle merci importate ed il risarcimento di «750 milioni di lire (pari a circa 3 miliardi di €uro attuali) e di ulteriori titoli di Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire (pari a circa 4 miliardi di €uro attuali)»[1] per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale.
Attraverso il concordato il Papa acconsentì di sottoporre i candidati vescovi ed arcivescovi al governo italiano per richiedere ai vescovi di giurare fedeltà allo stato italiano prima di essere nominati [senza fonte], e di proibire al clero di prendere parte alla politica [senza fonte]. Nel precedente Concordato, nel quale ancora vigeva la norma del giuramento dei nuovi vescovi al Governo italiano, l'unico vescovo che non era obbligato a giurare fedeltà all'Italia era colui che fa le veci del Pontefice nella sua qualità di vescovo di Roma, cioè il cardinale vicario. Questa eccezione alla regola, che appariva nel Concordato, era stata prevista proprio in segno di rispetto dell'indipendenza del Papa da parte dell'Italia. Il suo vicario non dev'essere sottoposto al giuramento, perché rappresenta il vescovo effettivo della città di Roma, cioè il Papa.
Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.
I Patti garantirono alla Chiesa il riconoscimento di religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l'istituzione dell'insegnamento della religione cattolica, già presente dal '23 e tuttora esistente seppure con modalità diverse.
Cenni storici [modifica]
I Patti lateranensi non furono gli unici accordi stipulati negli anni successivi alla Prima guerra mondiale tra il Vaticano e stati esteri, nell'ottica di rendere libera la professione della religione cattolica e di ridare un ruolo diplomatico di primo piano al papato. Tra gli altri vi furono accordi con la Lettonia (stipulato nel 1922), con la Baviera (1924), con la Polonia (1925) con la Lituania e con la Romania (entrambi stipulati nel 1927), con la Prussia (stipulato nel 1929), con il Baden (1932) e con la Germania nazista (nel 1933).[2]
Cenni storici [modifica]
I Patti lateranensi non furono gli unici accordi stipulati negli anni successivi alla Prima guerra mondiale tra il Vaticano e stati esteri, nell'ottica di rendere libera la professione della religione cattolica e di ridare un ruolo diplomatico di primo piano al papato. Tra gli altri vi furono accordi con la Lettonia (stipulato nel 1922), con la Baviera (1924), con la Polonia (1925) con la Lituania e con la Romania (entrambi stipulati nel 1927), con la Prussia (stipulato nel 1929), con il Baden (1932) e con la Germania nazista (nel 1933).[2]
Gli accordi politici [modifica]
I Patti Lateranensi (la «Conciliazione») tra Stato e Chiesa nel 1929 per la risoluzione della "Questione romana" si conclusero in maniera soddisfacente per le parti in causa. L'inizio di trattative segrete avvenne grazie all'iniziativa di tre zelanti sacerdoti: padre Giovanni Genocchi dei Missionari del Sacro Cuore, di don Giovanni Minozzi fondatore con padre Giovanni Semeria dell'O.N.M.I.. Quest'ultimo riferì che proprio in casa di suoi parenti i tre si riunirono per discutere e studiare la possibilità di trovare una via di uscita per riallacciare le relazioni tra Stato e Chiesa.
Le discussioni e i lavori durarono tre giorni al termine dei quali padre Genocchi si incaricò di portare all'allora segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Gasparri, il risultato del loro lavoro.
L'alto prelato della Curia romana rimase "trasecolato" per tale iniziativa personale dei tre sacerdoti. Finalmente il 26 agosto 1926 furono designati ufficiosamente e informalmente due incaricati: uno dal governo Mussolini e l'altro da parte di papa Pio XI. Per la prima volta figura l'avvocato concistoriale Francesco Pacelli quale plenipotenziario per il Vaticano, fratello di Eugenio Pacelli, futuro segretario di Stato prima e papa Pio XII poi. Da parte italiana fu scelto Domenico Barone.
L'11 febbraio ricorreva l'anniversario dell'apparizione di Nostra Signora di Lourdes; la scelta di firmare il concordato in quell'occasione intendeva rimarcare la soddisfazione da parte vaticana per i nuovi patti e poteva avere altri significati politici.
Il 13 febbraio 1929, Pio XI, tenne un discorso a Milano ad un'udienza concessa a professori e studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che passò alla storia per un passaggio in cui Benito Mussolini è indicato come «l'uomo che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare»:
« Le condizioni dunque della religione in Italia non si potevano regolare senza un previo accordo dei due poteri, previo accordo a cui si opponeva la condizione della Chiesa in Italia. Dunque per far luogo al Trattato dovevano risanarsi le condizioni, mentre per risanare le condizioni stesse occorreva il Concordato. E allora? La soluzione non era facile, ma dobbiamo ringraziare il Signore di averCela fatta vedere e di aver potuto farla vedere anche agli altri. La soluzione era di far camminare le due cose di pari passo. E così, insieme al Trattato, si è studiato un Concordato propriamente detto e si è potuto rivedere e rimaneggiare e, fino ai limiti del possibile, riordinare e regolare tutta quella immensa farragine di leggi tutte direttamente o indirettamente contrarie ai diritti e alle prerogative della Chiesa, delle persone e delle cose della Chiesa; tutto un viluppo di cose, una massa veramente così vasta, così complicata, così difficile, da dare qualche volta addirittura le vertigini. E qualche volta siamo stati tentati di pensare, come lo diciamo con lieta confidenza a voi, sì buoni figliuoli, che forse a risolvere la questione ci voleva proprio un Papa alpinista, un alpinista immune da vertigini ed abituato ad affrontare le ascensioni più ardue; come qualche volta abbiamo pensato che forse ci voleva pure un Papa bibliotecario, abituato ad andare in fondo alle ricerche storiche e documentarie, perché di libri e documenti, è evidente, si è dovuto consultarne molti. Dobbiamo dire che siamo stati anche dall’altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi. E con la grazia di Dio, con molta pazienza, con molto lavoro, con l’incontro di molti e nobili assecondamenti, siamo riusciti « tamquam per medium profundam eundo » a conchiudere un Concordato che, se non è il migliore di quanti se ne possono fare, è certo tra i migliori che si sono fin qua fatti; ed è con profonda compiacenza che crediamo di avere con esso ridato Dio all’Italia e l’Italia a Dio. »
Il 23 aprile 1929 iniziò il dibattito in Senato per la ratifica dei Patti Lateranensi, dibattito concluso il 25 maggio con un voto a favore, al termine di vivaci discussioni e polemiche anche all'esterno del Senato stesso. Sei senatori votarono contro l'approvazione: fra essi Benedetto Croce. Anche la Camera dei deputati votò l'approvazione dei Patti, ma vi furono due dissenzienti, anche se la Camera era formata completamente da elementi del Partito fascista.
Lo scambio delle ratifiche avvenne con una solenne cerimonia in una saletta dei Palazzi apostolici, con Mussolini, che vestiva l'uniforme diplomatica con la feluca, ricevuto con tutti gli onori.
Era il 7 giugno 1929.
Dopo un'ora dalla partenza del Duce dal Vaticano, alle dodici in punto, entrarono in vigore i Patti, e nacque lo Stato della Città del Vaticano. Con lo scambio delle consegne da parte dei Carabinieri, che subito dopo lasciarono l'ex territorio italiano passato al Vaticano, e le Guardie Svizzere in alta uniforme. Il clima era di grande cordialità e di amicizia. Alle ore zero dell'indomani, 8 giugno, entrarono in vigore le sei leggi principali del nuovo Stato, promulgate dal Pontefice subito dopo il mezzogiorno del giorno 7. Fra cui la Legge Fondamentale, che all'art. 1 prevede che il Sommo Pontefice è sovrano dello Stato della Città del Vaticano.
L'inserimento nella Costituzione [modifica]
Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell'articolo 7, con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede. L'articolo 7 non ha comunque inteso parificare il contenuto dei Patti alle norme costituzionali, ma soltanto costituzionalizzare il principio concordatario, con la conseguenza che essi, per il tramite della legge di esecuzione, avrebbero dovuto ritenersi soggetti al giudizio di compatibilità con i principi supremi dell'ordinamento da parte della Corte costituzionale. Con la sentenza 24 febbraio-1 marzo del 1971, i Patti lateranensi vennero posti tra le fonti atipiche dell'ordinamento italiano, vale a dire che le disposizioni dell'atto non hanno la stessa natura delle norme costituzionali, ma hanno un grado di resistenza maggiore rispetto alle fonti ordinarie. Pertanto, a meno che non contrastino con i principi supremi dell'ordinamento, le disposizioni dei Patti lateranensi devono essere modificate col procedimento ordinario nel caso ci sia mutuo consenso fra Stato e Chiesa, con il procedimento aggravato proprio delle leggi costituzionali nel caso sia lo Stato unilateralmente a modificare il testo dell'atto.
Si ricordi comunque che, se gli articoli 7 e 8 della Costituzione prevedono un sistema differenziato di disciplina dei rapporti tra lo Stato e le varie confessioni religiose, altre disposizioni (si vedano gli articoli 19 e 20 della Costituzione) prevedono invece un regime di tutela uniforme per ciò che attiene all'esercizio del culto da parte dei fedeli.
La revisione del 1984 [modifica]
Per approfondire, vedi la voce accordo di Villa Madama.
Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l'approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall'ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall'ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l'ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa.
Il dibattito politico sul Concordato [modifica]
Nel 2006, il concordato è stato messo in discussione da alcune forze politiche, largamente minoritarie, in particolare dal partito della Rosa nel Pugno. Secondo queste critiche i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica dovrebbero essere nuovamente rivisitati in diversi punti in modo da renderli ulteriormente liberi.
Non può essere proposto un referendum per l'abolizione o la modifica del Trattato, del Concordato o delle leggi collegate ad esso perché non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i trattati internazionali. Anche una proposta di legge popolare per l'abolizione del Concordato è ugualmente inammissibile perché la legge ricade in una dei casi previsti dall'articolo 80 della Costituzione.[4]

Note [modifica]
^ Art. 1 dell' Allegato IV. Convenzione Finanziaria del Trattato (Legge n.810 del 27 maggio 1929 - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 1929 n. 130 - S. O.) Riportato l'8 novembre 2006.
^ Grignola Antonella e Ceccoli Paolo, Nel nome di Dio, Demetra Edizioni, ISBN 88 440 2288 1, pagina 231
^ http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/speeches/documents/hf_p-xi_spe_19290213_vogliamo-anzitutto_it.html
^ «Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.» Costituzione Italiana, articolo 80.

Voci correlate [modifica]
Accordo di villa Madama
Assegno di congrua
Concordato
Chiesa cattolica
Città del Vaticano
Donazione di Costantino
Idea cristiana di laicità e rapporto con le altre fedi
Potere temporale
Presa di Roma
Santa Sede
Stato Pontificio
Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia

Altri progetti [modifica]
Wikiquote
Wikiquote contiene citazioni sui Patti lateranensi

Collegamenti esterni [modifica]
Testi quasi integrali delle varie versioni del Concordato Lateranense - 1929 e 1984
Articolo sui Patti pubblicato da Clubdellastoria.it




ITALIA-CINA

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PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!