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domenica 27 gennaio 2008

Lo sterminio degli Ebrei: la SHOAH!

Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”.
Nella parola Shoah, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso.
Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista. La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi: I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei; II. la loro espulsione dai territori della Germania; III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed economiche; IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell’Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento; V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati. Queste tappe possono essere suddivise in due periodi storici:- dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide la soluzione della questione ebraica nell’emigrazione;- dal 1941 al 1945, quando venne attuato lo sterminio.Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui. Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler, infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero dagli ebrei). Dal momento dell’entrata in guerra, la Germania rese sempre più violenta la lotta contro i civili ebrei, iniziandone l’eliminazione fisica. Con il proseguire del conflitto, più si profilava certa una sconfitta per il Terzo Reich, più si faceva intensa la guerra dei nazisti agli ebrei, come se la loro distruzione totale potesse costituire una vittoria compensatrice. La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati alla gassazione, in base al Programma Eutanasia); una parte del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell’Enciclica Mit Brennender Sorge, prese aperta posizione contro la Germania hitleriana).Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale nazista di “uomo tedesco”. Questa differenza si rispecchiava anche nelle diverse tipologie di campi creati dai nazisti per i propri nemici. In base a un’indagine compiuta da G. Schwarz, uno dei maggiori studiosi dell’universo concentrazionario, i gerarchi nazisti istituirono più di 10.000 campi sul suolo del Terzo Reich. Cinquanta erano le categorie in cui venivano suddivisi i lager, in base alle diverse finalità, ma sei in tutto erano i campi di sterminio dove i deportati venivano selezionati e uccisi con il gas, creati solo per ebrei e zingari: sono questi i luoghi della Shoah.Alla fine della prima guerra mondiale, dopo le norme del Trattato di Versailles, la situazione politica e sociale della Germania era altamente instabile. La lenta riconversione delle industrie belliche secondo il Trattato, la riduzione dell’esercito a 100.000 unità imposta dai vincitori, il crollo dei cambi nel 1927 e quello della Borsa di New York nel 1929 favorirono la creazione di gruppi organizzati e violenti che rappresentavano, in opposte fazioni, il malcontento generale. Ordine sociale ed economico e riscossa agli occhi dei vincitori della guerra del 1914-1918 furono le richieste più pressanti che provenivano da vari strati della frantumata società tedesca della Repubblica di Weimar. L’austriaco Adolf Hitler seppe dare la risposta sbagliata, ma brutale e convincente, a queste domande. Il 24 febbraio 1920, tra i fumi di una birreria, Hitler espose al Partito dei Lavoratori Tedeschi, di cui faceva parte dal luglio 1919, il proprio programma incentrato sull’antisemitismo e sul principio di “ristabilire la disciplina militare e inculcare nuovamente nella truppa i sentimenti nazionali e patriottici”. Nell’aprile 1920 il Partito cambiò nome e divenne Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori.Il programma politico di Hitler era chiaro: egli predicava la superiorità della razza ariana, incarnata dai popoli tedeschi, su tutte le altre. Per raggiungere questo scopo voleva l’annientamento delle razze inferiori che avevano contaminato la purezza germanica e la conquista di uno spazio vitale in cui tornare a far prosperare gli eletti ariani.Dal 1923 Hitler divenne un punto di riferimento per tutti i movimenti dell’estrema destra tedesca. Il 9 novembre 1923, forte del consenso ottenuto, organizzò il Putsch (colpo di Stato) a Monaco; dopo il suo fallimento e la conseguente incarcerazione egli capì che il potere in Germania avrebbe dovuto contare su solidi appoggi degli industriali, su un apparente rispetto della legalità e sulla ricompattazione del popolo tedesco. Condannato a cinque anni di reclusione per “alto tradimento”, Hitler trascorse agli arresti meno di un anno, in cui dettò al compagno di cella Rudolf Hess (divenuto poi un importante personaggio del nazismo) il Mein Kampf. In questo scritto Hitler rese pubblico il suo pensiero politico e il suo progetto di uno Stato basato su un nuovo ordine politico, sociale e razziale. Il 27 febbraio 1925, tornato in libertà, ricostituì il Partito Nazionalsocialista, sciolto dopo il fallimento del Putsch. Da quel momento sino al 1929 Hitler tentò di darsi una presentabilità a livello internazionale e nazionale, cercando di rendersi gradito agli ambienti industriali proponendosi come difensore della proprietà privata, sfumando in modo molto abile l’aspetto anticlericale del Partito e promovendone una riorganizzazione interna secondo la quale tutto avrebbe ruotato sempre più attorno a lui. Una costante di quegli anni di preparazione fu l’utilizzo di una forte campagna antisemita e antibolscevica, in base alla quale gli ebrei erano visti come i “burattinai del comunismo” che avrebbero voluto dominare il mondo. La propaganda di queste idee fu affidata a giornali di partito e comizi che, utilizzando toni duri, volgari ed esasperati, avrebbero raggiunto facilmente i ceti più disagiati. Per dare man forte alle proprie idee, il Partito Nazionalsocialista utilizzò anche squadre di picchiatori; nel 1921 nacquero infatti le SA (Sturmabteilungen) e nell’aprile del 1925 le SS (Schutzstaffeln), un corpo paramilitare, ispirato a rigidi criteri di arianità e fedeltà al capo. La grande crisi economica del 1929 portò un clima favorevole alle idee di Hitler che riuscì ad affermarsi alle elezioni del 1930, successo che crebbe fino a raggiungere il 44 per cento dei consensi alle elezioni del 1933. Divenuto cancelliere, egli eliminò dalla scena politica, in modo apparentemente legale, tutti i suoi oppositori. Il 28 febbraio 1933, infatti, i comunisti vennero messi fuori legge, poiché incolpati dell’incendio del Reichstag (provocato in realtà dai nazisti). Con le leggi di “degiudeizzazione” del 1933, con cui veniva ordinato il licenziamento e l’esclusione degli ebrei da tutte le funzioni pubbliche, Hitler diede subito prova di mantener fede agli impegni elettorali, ponendo le basi dello Stato razziale e creando nuovi posti di lavoro per gli ariani. Egli aveva vinto le elezioni, infatti, promettendo Arbeit und Brot (pane e lavoro) e la riscossa comune contro i nemici interni ed esterni del Reich. In base a un ordine del 22 marzo 1933 venne ufficializzato per questo scopo l’utilizzo di campi di concentramento con l’apertura di Dachau, dove i primi a essere deportati furono gli oppositori, i Testimoni di Geova, gli zingari e chiunque fosse risultato sospetto al nuovo regime. Nel frattempo erano costanti i soprusi ai danni degli ebrei tedeschi, che venivano descritti dalla propaganda nazionalsocialista come estranei al popolo della “Grande Germania”. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda, da anni la comunità ebraica era parte integrante della società tedesca, diversamente da quanto accadeva nell’Europa dell’Est, dove l’integrazione sociale e culturale della minoranza ebraica era progradita più lentamente. Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler diede ufficialità alle proprie idee antisemite già espresse nel Mein Kampf. Da quel momento gli ebrei divennero ufficialmente cittadini inferiori per legge e nascita. Numerose furono le leggi che scandirono la loro vita “diversa”, come quella per cui dovevano frequentare solo luoghi a loro riservati (esistevano addirittura panchine solo per ebrei) o quella per cui dovevano premettere ai nomi propri Israel, se maschi, o Sarah, se femmine.Intanto dal 1936, con l’occupazione della Renania, Hitler fece ripartire la macchina bellica tedesca in vista di una campagna di espansione, che mirava a risarcire i tedeschi delle condizioni imposte dal Trattato di Versailles e puntava alla conquista dello “spazio vitale” per il Terzo Reich (il terzo impero tedesco dopo il Sacro Romano Impero Germanico del 962 e l’Impero Tedesco del 1871). Così, nello stesso anno, accanto alle truppe dello spagnolo Franco e dell’alleato italiano Mussolini, i nazisti presero parte alla guerra civile spagnola. Il 13 marzo 1938 venne annessa l’Austria (Anschluss) e i Sudeti divennero territorio tedesco. Ma la notte tra il 9 e il 10 novembre venne anche scatenata una vera e propria caccia all’uomo contro gli ebrei, in cui furono bruciate centinaia di sinagoghe, distrutte gran parte delle loro proprietà e uccise 90 persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella notte fu chiamata “Notte dei cristalli” (Kristallnacht). Da allora ebbero inizio le deportazioni nei campi anche degli ebrei arrestati nel corso delle azioni punitive. Sin da quei primi anni, quindi, possiamo oggi capire come la Germania nazista combatté due guerre parallele: una contro i nemici esterni, che ebbe inizio il 1° settembre 1939 e sfociò nel dramma della seconda guerra mondiale; l’altra contro gli ebrei, cittadini inermi, secondo le leggi naziste colpevoli di esistere. Da qui ebbe origine la Shoah, la cui legalizzazione si formulò in tre tappe fondamentali:
1935: leggi di Norimberga;
1939: leggi sull’emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti nella Polonia occupata;
1942: Conferenza di Wannsee.Questi tre eventi furono scanditi da una serie di provvedimenti burocratici che permettevano a qualsiasi uomo ariano di commettere crimini contro un suo simile pur continuando a considerarsi un buon cittadino, e anzi per questo essere ricompensato dallo Stato.


Fonte: http://www.binario21.org/

Il giorno della memoria: la "SHOAH"!!!

Nel 2003 in Italia si contavano 45 mila cittadini ebrei tra cui 35 mila regolarmente iscritti alle Comunità delle città in cui risiedono. Gli ebrei italiani rispetto ai circa 15 milioni di ebrei che vivono in tutto il mondo rappresentano il 2,6 per mille.
In Italia esistono ufficialmente 20 Comunità a ciascuna delle quali fa capo una circoscrizione territoriale che comprende anche piccole Comunità o semplici nuclei che, per la loro esiguità, non possono costituire una Comunità organizzata a sé stante. Tutte, grandi o piccole che siano, hanno una vita interna organizzata e regolata dallo Statuto dell'Ebraismo italiano. La Comunità di Torino, di media grandezza, comprendeva sempre nel 2003 circa 1100 iscritti.
Scopo delle Comunità è quello di provvedere al soddisfacimento delle esigenze religiose, associative, sociali e culturali degli ebrei.
Dunque, se ad oggi su circa 60 milioni di Italiani si contano non più di 50 mila Ebrei Italiani, nel 1938 sui 22 milioni di Italiani dell'epoca non credo potevano essercene molti di più; chiaro è che il movimento Fascista non era fondato su un'ideologia razzista come lo era il Nazionalsocialismo, chiamare oggi alla luce della storia quelle leggi come leggi "Nazifasciste" non è del tutto appropriato, certo non si discute sull'infamante qualità morale di una legge che mirava a discriminare quegli stessi cittadini che prima di essere Ebrei erano soprattutto Italiani! Le stesse comunità Ebraiche avevano contribuito alla costituzione ed al progresso dello Stato Fascista, tuttavia Benito Mussolini si era oramai piegato ai voleri ed ai sogni di "grandezza" e di "onnipotenza" dell'Austro-Germanico Adolf Hitler, e se fino a prima del 1938 Hitler ammirava Mussolini e lo considerava suo grande "ispiratore" venerandolo come un "maestro", dopo il 1938 cambiava opinione su di lui considerandolo alla stregua di un vice-Fuhrer sino ad arrivare a considerarlo più modestamente come un fedele "vassallo" capo-popolo del governo "fantoccio" di Berlino durante la guerra civile scoppiata dopo l'annuncio dell'armistizio del nefasto 8 Settembre 1943, guerra fratricida che aveva portato alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana al Nord in contrapposizione di quello che restava di una Monarchia sfaldata al Sud!
E' sì giusto ricordare gli errori e gli orrori del "nostro" passato che hanno causato la morte di milioni di innocenti, ma il "bombardamento" mediatico sulla "SHOAH" rischia di "stancare" a lungo andare anche le menti più sensibili a questo tipo di drammi umani, soprattutto per il fatto che questi orrori non si sono fermati nell'Aprile 1945, mese della liberazione dell'Europa dal Nazismo e fine della guerra...ma sono continuati in maniera più ridotta e silenziosa negli Stati Comunisti di mezzo mondo, nelle varie guerre e guerricciole civili scoppiate via via tra i paesi dell'America latina, dell'Africa, dell'Asia e del Medio-Oriente nei 60 anni post-Seconda Guerra Mondiale e post-Guerra Fredda; solo nel 1992 si riaffacciava in Europa il dramma delle deportazioni, dei campi di concentramento, degli stermini e delle fosse comuni: nessuno si ricorda più della mattanza di Sarajevo? Delle guerre balcaniche che per 5 anni hanno causato morte e distruzione con l'Europa intera e quegli stessi Stati che si definivano "civili" e "democratici" che stavano a "guardare"? Con i partiti di Centro-Sinistra di mezza Europa che protestavano contro gli attacchi NATO quando vecchi, donne e bambini venivano torturati ed uccisi per DISCRIMINAZIONE RAZZIALE E RELIGIOSA all'interno dei lagher sparsi nel territorio Bosniaco? Dunque correva l'anno 1992-1993, appena 15 anni fa, perchè all'interno del GIORNO DELLA MEMORIA non si inseriscono anche i ricordi di tutti gli OLOCAUSTI subiti dall'UMANITA' negli ultimi 60 anni del '900? Certo, con i 6 milioni di Ebrei di mezzo mondo deportati ed uccisi, la SHOAH rappresenta nella scala dei valori la più immensa tragedia del secolo passato comprese alle vittime stimate di circa 50 milioni di morti in 6 anni di guerra tra civili e militari; tuttavia anche le disgrazie più o meno grandi causate dai regimi dittatoriali Comunisti, dai regimi Militari, dai regimi del fondamentalismo Islamico...non sono da meno; non devono esistere morti di serie A e morti di serie B...tutti gli OLOCAUSTI devono essere ricordati, commemorati, condannati come crimini commessi contro l'UMANITA'!!!
Alexander Mitrokhin






sabato 26 gennaio 2008

Il presidente della Regione Sicilia Cuffaro si dimette: "Dimissioni irrevocabili!"

"Francamente preferisco la via dell'umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato, lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta". Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ha motivato così, nel suo discorso in aula, la decisione di dimettersi. "Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva - ha spiegato - ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale. Con la mia decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e delle istituzioni, ma con determinazione - ha concluso il Governatore - mi batterò, in tutte le sedi, per l'affermazione della verità sostanziale, a difesa della mia vita pubblica e privata". "Ho vissuto anni di intensa sofferenza confortato, oltre che dall'affetto di tanti siciliani, dalla cristiana consapevolezza che nella vita di un uomo essa non è mai vana", ha detto Cuffaro, proseguendo il suo discorso in aula. "Mi ha confortato il riconoscimento, anche da parte del giudice, di quanto nel mio cuore era stato sempre certo: ossia l'assoluta estraneità del mio agire e del mio sentire, pubblico e privato, alle finalità di un'organizzazione come la mafia". "Ma tale sollievo - osserva il Governatore - non mi ha mai sottratto a quell'intensa riflessione che oggi mi vede nuovamente di fronte a voi per comunicarvi le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente della Regione". Cuffaro spiega infine: "Già al momento della sentenza sentivo dentro di me il dovere di compiere questo passo, ma ho deciso di attendere sino all'approvazione del Bilancio e della Legge Finanziaria, per senso di responsabilità verso una terra che continuerò ad amare e che in questi anni ho servito fedelmente, consegnando ad essa tutto il mio tempo e le mie energie".Ad anticipare le dimissioni di Salvatore Cuffaro era stato suo fratello Silvio, che lo aveva accompagnato questa mattina all'Assemblea regionale siciliana. "Si dimetterà, ce lo ha detto. Non poteva fare altrimenti, questo accanimento giudiziario, ma anche politico non poteva andare avanti", aveva detto Silvio Cuffaro, che aveva aggiunto: "Lo accoglieremo in famiglia per dargli la serenita' che merita. Ora sì che vale la pena di fare festa con i cannoli"."Oggi - aveva aggiunto Silvio Cuffaro - sarebbe stato davvero il caso di festeggiare con i cannoli. Mio fratello è molto sereno, adesso potrà occuparsi della sua famiglia".



Fonte: http://www.rainews24.rai.it/

Maddie - Diffuso identikit del sospetto rapitore - Lo conosci ?


I genitori di Madeleine McCann, la bimba britannica sparita nell’Algarve portoghese nel maggio scorso, hanno diffuso il primo identikit di colui che, secondo il racconto di testimoni, potrebbe essere il sequestratore della piccola.
Lo schizzo, realizzato a carboncino da una disegnatrice formatasi nell’Fbi, mostra un uomo dall’aspetto sinistro, i capelli che sfiorano le spalle, baffi lunghi e denti pronunciati.
In una conferenza stampa a Londra, il portavoce dei McCann, Clarence Mitchell, ha chiesto la collaborazione internazionale per rintracciare l’uomo. E si è domandata: “Chi è? Dov’è? Quale rapporto ha, se ne ha, con la sparizione di Madeleine?”.
Svolta nelle indagini, il rapitore ha un volto - Il ritratto si basa sulla testimonianza di una turista inglese, Gail Cooper, che nei giorni della sparizione della bimba si trovava nella zona.
La Cooper, 50 anni, alloggiava in una casa a circa 600 metri dall’appartamento della famiglia McCann e in varie occasioni vide un uomo che la insospettì. Secondo i McCnn, la descrizione coincide con quella fatta da Jane Turner, un’amica dei genitori di Madeleine che ha raccontato di aver visto un uomo portare in braccio una bimba con un pigiama rosa, la notte in cui la bimba sparì.
Sospetti su un nordafricano visto aggirarsi attorno a bambini - Cooper ha raccontato di aver incontrato il sospettato, un uomo - secondo lei - tra i 30 e i 40 anni, di origine nordafricana, in tre occasioni.
Il 20 aprile, mentre mangiava in un ristorante, lo vide camminare sulla spiaggia sotto una pioggia torrenziale; quello stesso giorno, l’uomo bussò alla sua porta, per chiederle denaro per un orfanotrofio (che si scopri’ essere inesistente). Due giorni più tardi, l’uomo era sulla spiaggia che guardava un gruppo di bambini che giocavano.
Identikit consegnato alle autorità - News of the World, che ha pubblicato l’identikit, ha fatto ricerche sul racconto della Cooper e ha trasmesso i particolari all’agenzia di detective dei McCann, ‘Metodo 3′. Secondo la portavoce dei McCann, l’identikit, che è stato consegnato all’Interpol e alle polizie britannica e portoghese, è un “sensazionale passo in avanti” nelle ricerche.
Fonte :
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IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

Ora basta!!! Gli italiani non ne possono più delle vostre figuracce!!!

Il governo Prodi ha perso un pezzo della sua maggioranza; ha perso un partito (l'Udeur) che ha sempre condiviso in tutto e per tutto fino a sottoscrivere l'enciclopedia programmatica dell'Unione nell'ormai passato 2006। Ebbene, oggi il moderato e centrista partito di Clemente Mastella sfiducia la maggioranza e il governo Prodi per i motivi che bene o male abbiamo captato tutti quanti (indagine giudiziaria a suo carico e a carico della sua famiglia-partito e molte altri motivi che impedivano all' Udeur di stare oramai nel governo di centro-sinistra)। La critica però non deve e non può riguardare soltanto questo fallimentare governo; ma il sistema politico italiano in generale quindi il sistema elettorale e e anche il frastornato, confuso e caotico "centro-destra" nonché la stupida ed irrazionale logica delle coalizioni politiche.
Se infatti Mastella vota la sfiducia con l'opposizione, vorrà dire che l'UDEUR potrebbe passare con la oramai bollita Casa delle Libertà visto che sembra compatta (dopo le polemiche, le lotte dure tra AN-FI-UDC e altri partiti vari) sul ripresentare Silvio Berlusconi come candidato unico proclamato e stra-proclamato.
Male, malissimo! In questo modo cosa si vorrebbe far succedere con elezioni immediate e con questa legge elettorale (il "porcellum") che obbliga i partiti a coalizzarsi e impedisce la governabilità? Il progetto berlusconiano é quello di creare una coalizione dove dentro c'é tutto e il contrario di tutto; quella stessa coalizione ormai non é più credibile: é incredibile e rappresenta la "destra" della sinistra come del resto lo é e lo é stato dal 1994.
Berlusconi é infatti una creatura di Craxi e dei socialisti; un uomo che non ha mai esitato un momento per farsi gli affari suoi senza ritegno morale, a stipulare accordi televisivi con l'allora Unione sovietica; l'uomo amico di Putin (colui che ha riabilitato Stalin e Breznev).
Confondere il voto della DESTRA con il voto di chi ha voluto l'indulto (Clemente Mastella), di chi ha rubato e non ha chiesto neppure scusa agli italiani (Stefania Craxi, Stefano CladoroŠ); con chi ha smascherato il golpe militare del Generale De Lorenzo (Lino Iannuzzi); con i mafiosi vari che militano in forza italia e in Alleanza Nazionale, nell'UDC ; con gli atei cannati di Taradash e Della Vedova e con i traditori ipocriti di Alleanza Nazionale, con chi del tricolore italiano se ne é sempre pulito il culo e continua a sventolare fazzoletti verdi? NOI NON CI STIAMO! MAI PIU' CI STAREMO! Caro Berlusconi, fino a quando dovremo sopportare i tuoi diabolici progetti di creare mostri che vogliono unire la destra, il centro e i compagni socialisti e Turigliatto ma soprattutto fino a quando dureranno le tue confusioni politiche ed ideologiche?! BASTA COSI'! Distruggiamo tutto il sistema, distruggiamo i partiti ambigui e i loro leader perchè oggi più che mai é necessaria una definitiva chiarezza politica e ideologica।
LA DESTRA é DURA e PURA oppure é TRAVESTITA? Cari Camerati, LA DESTRA HA UNA DIGNITA' MORALE!!!
Fonte: Circolo "Destra Nazional Democratica"

"Elected!" (Io voglio essere eletto!)

1972 - Alice Cooper famosissimo rock-singer degli anni '70-'80 canta "I wanna be elected!" ("Io voglio essere eletto!") Presa in giro delle primarie Americane e dei politici Americani dell'epoca! Questo simpatico video-clip lo dedichiamo al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per la sua irriverente voglia di elezioni anticipate!!! Sta scalpitando per tornare a Palazzo Chigi...???

"Welcome to my nightmare!" ("Benvenuto nel mio incubo!")

Video-clip rock simpatico del 1975 dove Alice Cooper canta attorniato dai pupazzi del Mappet Show! "Benvenuto nel mio incubo!" Dedicato all'ormai ex-premier Romano Prodi, così Giovedì scorso Prodi "cantava" ai Senatori che votavano la sua "sfiducia"!!!

E come al solito il "Titanic" è affondato...

La Camera aveva dato la fiducia al governo Prodi con 326 sì e 275 no. I votanti erano stati 601. Una falla che si era aperta dopo l'ennesimo scontro del "Titanico" Prodi contro l'iceberg della grave crisi scaturita dall'uscita dalla maggioranza del multi-corrotto partitino UDEUR guidato dal suo ex-Ministro della Giustizia Clemente Mastella, indagato insieme alla moglie e ad altri 23 suoi collaboratori per corruzione e concussione...appunto una grande falla che ha continuato ad imbarcare "acqua" sotto i ponti di una coalizione che si è completamente sfaldata al Senato nella lunga giornata di Giovedì 24 Gennaio 2008; il "Titanic" Prodi finalmente è affondato dopo una eterna agonia durata quasi 3 giorni, in Senato 161 voti no e 156 sì con 5 senatori astenuti ed altrettanti che si sono assentati tra cui Giulio Andreotti hanno dato il colpo di grazia.
La maggioranza di Centro-Sinistra che aveva vinto le elezioni Politiche del 2006 con 26mila voti di scarto, grazie soprattutto ai voti degli Italiani all'estero che dopo la riforma targata Mirko Tremaglia (Alleanza Nazionale) possono votare e contribuire alla costituzione del Governo Italiano, non esiste più; non solo numericamente ma anche politicamente, questa maggioranza per lo più formata da un'accozzaglia di Partiti e Partitini molto eterogenei tra loro, molto diversi sia nella loro costituzione, sia nei loro valori, sia nella loro provenienza storica di base è "deceduta" Giovedì scorso in Senato dopo un lungo "coma" farmacologico protratto avanti da un governo che da sempre è stato "ostaggio" di una Sinistra ambigua, doppiogiochista e qualunquista: Comunisti ed ex-Comunisti che dentro il palazzo mantenevano le poltrone e gli incarichi Ministeriali mentre fuori, per le strade e le piazze manifestavano ed organizzavano scioperi contro lo stesso Governo di cui facevano parte.
I due anni del Governo Prodi hanno lacerato l'intero Paese con gli sprechi di denaro e risorse pubbliche, con i "finti" tagli alle spese in eccesso, con il tasso di corruzione che è salito alle stelle assieme al tasso della criminalità e la sicurezza pubblica crollata a terra, con i cittadini medi che non riescono più ad arrivare alla fine del mese colpa degli stipendi che grazie all'euro impazzito hanno perso metà del loro potere di aquisto! Sui posti di lavoro in questi due anni del Governo Prodi ci sono stati più "morti bianche" e più incidenti di quanto non succedeva anche prima, colpa degli scarsi controlli da parte di quegli Enti Statali che dovrebbero garantire e tutelare la salute e l'incolumità del lavoratore stesso.
E la lista dei disastri, delle mancate riforme, dell'economia Italiana che ancora stenta a decollare, dell'emergenza sanitaria e dell'emergenza rifiuti nel Sud Italia, della nuova legge elettorale che in questi due anni non è mai stata nemmeno discussa se non negli ultimi mesi del 2007 e di tanto altro ancora sarebbe troppo lunga per elencarla, tuttavia penso che la maggioranza degli Italiani sia ben contenta della fine di questo nefasto Governo "mortadella" ed ancora quegli stessi Italiani che avevano comunque votato la coalizione di Centro-Sinistra vogliono ora a grande ragione le elezioni Politiche; il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sciolga subito le Camere dopo le consultazioni per evitare pericolosi vuoti di potere e pericolose lacerazioni sociali, perchè il popolo Italiano è completamente sfiduciato nei confronti di uno Stato sempre più assente, sempre più lontano dai veri problemi della gente che è stanca di tutte queste pantomime della Politica Italiana.
Andare subito al voto dunque, al massimo non più tardi del mese di Aprile di quest'anno! L'Italia è in una delicata fase in cui l'emergenza Democratica è ad altissimi livelli, perdendo tempo in inutili dibattiti, consultazioni, votazioni di fiducia non porta altro che il rischio di risvegliare in taluni circoli politici extra-parlamentari la voglia di ricostituire movimenti e nuclei terroristici che vedrebbero reclutare le loro stesse forze nel bacino di quei cittadini stremati dalla povertà sociale e dall'ansia per un futuro gramo dove queste persone non avrebbero più niente da perdere se non la loro vita stessa.
Alexander Mitrokhin

Dopo la caduta del Governo via alle consultazioni: Prodi si defila: "Riforme? No, non accetterò alcun incarico!"

Sono iniziate al Quirinale le consultazioni del presidente della Repubblica dopo la caduta del governo Prodi. Termineranno martedì. l'Udc chiede un governo istituzionale. Prodi si tira fuori: "Non posso essere io la persona che può adempiere al ruolo di guidare un governo per le riforme. Se si perde in parlamento anche solo per un voto, vuol dire che questo schema ha perso. Farò il nonno". Berlusconi: "Diremo a Napolitano di andare al voto con questa legge!"
Ecco quì riassunta la lunga giornata di Giovedì 24 Gennaio 2008: Romano Prodi non ce l'ha fatta. L'Aula del Senato ha negato la fiducia al governo con 161 no e un astenuto contro 156 voti favorevoli. I pronostici più infausti si sono avverati, l'Unione non ha la maggioranza a Palazzo Madama e a nulla questa volta è servito mobilitare i senatori a vita. Troppe le defezioni: al no di Clemente Mastella e Tommaso Barbato si sono aggiunti quelli di Franco Turigliatto (l'unico no targato sinistra), Lamberto Dini e il colpo di grazia inferto da Domenico Fisichella. Cinque voti di troppo, senza contare l'astensione di Giuseppe Scalera (e quella dell'ultimo minuto del senatore a vita Giulio Andreotti), che risultano fatali.
L'ANNUNCIO: Il presidente del Senato Franco Marini annuncia il responso e in Transatlantico a Palazzo Madama esplode la gioia anche dei deputati del centrodestra, arrivati per assistere alla debacle del governo Prodi. Al centro del salone, davanti allo schermo al plasma, c'è anche l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella: aspetta di leggere le cifre sul tabellone lontano da vecchi e nuovi alleati. Poi, lui che è stato l'artefice di questa crisi, scivola via senza parlare.
OSTINAZIONE: Venire in Senato a contarsi è stata una scelta di coerenza, rivendica Prodi, non testardaggine. Eppure i numeri parlavano chiaro e a inizio seduta, alle tre del pomeriggio, non c'era nessuno pronto a scommettere che sarebbe andata diversamente. Neanche il premier: «È finita», scrive via sms a un amico a un certo punto della seduta, mentre è seduto nell'emiciclo della Camera alta. Lamberto Dini entra e non saluta, Mastella va ripetendo che lui e i suoi sono fuori. L'aria che tira è di disfatta, nei corridoi e nelle stanze del Palazzo non c'è la fibrillazione delle volte scorse. Il centrodestra fa i conti e sa che questa volta la spallata è arrivata davvero. «Li ho contati uno a uno - dice Francesco Storace - e non hanno scampo. Male che vada finiamo 159 a 157 per noi». Il Partito democratico sa che la forbice sarà anche maggiore. Chi tiene il pallottoliere del Senato da due anni già immagina che i voti contrari saranno 161. Se il Professore, tirando dritto, non dando ascolto nè al Pd nè al Quirinale, voleva sfidare i traditori e mettere in risalto le crepe nei cespugli c'è riuscito. I diniani sono tre e ciascuno vota a modo suo: Dini si schiera ed è no, Scalera opta per l'astensione, Natale D'Amico resta con l'Unione. Tre anche i senatori del Campanile: qui Mastella e Barbato non rinnovano la fiducia, mentre Nuccio Cusumano offre il sostegno a Prodi. Divisione dal sapore amaro, quella in casa Udeur. In Aula volano insulti, qualcuno racconta anche di sputi, e Cusumano finisce per sentirsi male. Sviene, verrà portato in infermeria.
DA OGGI: Spetterà come è ovvio al capo dello Stato sciogliere il nodo, delineare lo scenario futuro. Da oggi, con i presidenti delle Camere, cominceranno le consultazioni al Quirinale. Certo il voto anticipato non è mai stata l'opzione prediletta da Napolitano, che vorrebbe cambiare prima la legge elettorale. Ed era questo l'obiettivo del forcing del Colle sul premier affinchè evitasse di andare alla conta al Senato. E ora? Elezioni subito, chiedono con forza Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il governo istituzionale, o tecnico o delle riforme, sembra allontanarsi. A volerlo sono solo in tre: il Pd, l'Udc e un pezzo di Rifondazione, ma non bastano a renderlo una realtà. Anche se l'ipotesi è ancora in piedi e non a caso, a voto proclamato, tutti gli occhi si puntano sul banco della presidenza del Senato.

Sfiducia al Senato, Prodi si dimette...consultazioni: si chiude martedì!!!

Roma - Dal Quirinale al Quirinale, senza ritorno (si spera). L’ultima corsa del Ciclista in sella termina ufficialmente alle 20.45, con una poltrona vuota al comando. Il colore è rosso, e Romano Prodi da una ventina di minuti ha abbandonato l’aula di Palazzo Madama per la salita più difficile: al Colle per rassegnare le dimissioni.
Gli scranni del governo sono ora desolatamente occupati da Livia Turco (come assorta in preghiera) e Giovanna Melandri, che riesce a far salotto anche lì. Arriva Cesare Damiano, poi Paolo Ferrero. Ancora il tempo di una foto ricordo sui banchi governativi con il cellulare di una sottosegretaria, chissà se li rivedranno. Intanto i tappi di due bottiglie di spumante italiano piombano dal banco di Mimmo Gramazio sulle seggiole finalmente libere. La caduta del Romano aspirava al tratto eroico, da «guerriero» (così lo saluta Diliberto), ma ha avuto momenti grotteschi o solo patetici. E l’ultimo «no» arriva dal senatore Fisichella, a lungo intimorito dal gesto, quando il premier è già finalmente volato via.
La notte che precede la fine è di quelle che non si dimenticano. Il premier stava per cedere, raccontano i suoi, di fronte al tiro incrociato del Quirinale e del quartier generale del Pd che gli sconsigliavano l’inutile bagno di sangue interno alla coalizione. Scontrarsi in Senato, perché? Ma i numeri, già al mattino disperati, invece di acuire la crisi di coscienza del premier finivano invece per rinfrancarlo. Era un Prodi di nuovo battagliero quello che il presidente Napolitano si trovava di fronte poco dopo le 10 e mezzo. Cinquanta minuti di colloquio teso, nel quale il Professore insisteva allo spasimo con la sua tesi della «parlamentarizzazione della crisi». Unico punto in comune: «Non si può andare a votare con questa legge elettorale», tesi che per Prodi equivale alla possibilità di un reincarico e per Napolitano a salvare il dialogo. Il premier usciva dal Colle ancora più deciso a fare terra bruciata: «Un colloquio sereno e costruttivo, vado in Senato».
Così i fedelissimi vantavano rimonte impossibili, come cercando la «bella morte». Il fidatissimo Angelo Rovati ne spiegava la filosofia alla buvette: «Stiamo andando senza rete, a corpo libero. Noi dobbiamo distinguerci a ogni costo, dobbiamo mostrare al Paese di avere una logica diversa dagli altri. Noi siamo diversi. Si viene qui, si vota come da Costituzione, e succeda quel che deve succedere. Forse ce la facciamo, e rilanciamo il governo con una pattuglia di ministri ridotta, cambiando passo. Oppure non ce la facciamo: in questo caso Romano prende il treno e torna a casa. Amen. Un caso unico nella storia della Repubblica».
Ma tornerà davvero a casa, Prodi? L’attenzione spasmodica per le forme, apparentemente priva di logica politica, è troppo plateale per non alimentare sospetti. Il premier difficilmente potrà giocarsi la carta del reincarico mentre, in caso di elezioni, sarebbe pronto a candidarsi alla premiership in alternativa a Veltroni, sostenuto dalla sinistra più Di Pietro. Una vendicativa puntata d’azzardo che mira a tornare padrone di un Pd ormai «doroteo». Così fin dal mattino i collaboratori reagivano rabbiosamente agli articoli di giornali che rivelano trattative con offerta di nomine in cambio dei voti in Senato. «Le ricostruzioni sui ricatti sono fango per il Paese» dirà più tardi il premier che, dopo il colloquio con Napolitano, non rinuncia al programma e incontra investitori americani.
Il discorso a Palazzo Madama cerca invece di definire una «via maestra» alla crisi. Etica più che mai: rispetto assoluto dei principi della Costituzione e denuncia dell’«ingerenza dei partiti, un residuo del passato». Prodi chiede «un voto esplicito e motivato», perché «nessuno può sottrarsi alla responsabilità di indicare quale altro governo sia possibile...». Stesso tratto che cerca di marcare profonda diversità rispetto al Pd avrà la replica a fine dibattito. «Non sono venuto in Senato per testardaggine, ma per coerenza. Non si sfugge davanti al giudizio di chi rappresenta il popolo, perché il popolo ci guarda. Le crisi non si affrontano nei corridoi ma a viso aperto». Prodi attribuisce i demeriti del governo alla legge elettorale voluta dalla Cdl e si appella ai senatori, nonostante la «contrapposizione senza limiti» abbia dato al Senato un’«inaccettabile immagine di arena». Non basterà, ma il premier ottiene proprio quello che cercava: un’uscita dalla porta principale che bruci i ponti del dialogo per le riforme e gli consenta di rientrare dalla finestra. La casa dei «filistei» Veltroni e D’Alema è avvisata: stavolta Romano non farà prigionieri.

domenica 20 gennaio 2008

Nevada, Hillary Clinton batte Obama con il voto delle donne e degli immigrati!!!

Dopo una competizione serrata Hillary Clinton conquista la vittoria in Nevada con il 51% dei consensi nei caucus democratici di sabato. Barack Obama si è fermato al 45%, ma ha ottenuto 13 delegati per la nomina del candidato alla presidenza nella convention di agosto, un rappresentante in più della rivale: il senatore dell’Illinois ha conquistato un maggior numero di contee, invece Hillary Clinton ha vinto nella più popolosa Las Vegas, la città più grande del Nevada. Straordinaria l’affluenza alle consultazioni elettorali: per il New York Times sono andate alle urne 116mila persone, un numero dieci volte superiore al 2004.
Il voto delle donne e degli ispanici si è dimostrato decisivo per la vittoria della senatrice di New York durante i primi caucus in uno stato occidentale degli Usa. Ago della bilancia è stato il potente sindacato Culinary Workers’ Union, con 60mila iscritti soprattutto tra gli immigrati di lingua spagnola: aveva promesso il sostegno a Barack Obama, ma alla fine la maggior parte dei consensi è andata alla Clinton. Le urne erano aperte anche in alcuni casinò del Nevada.
Nei caucus del partito repubblicano ha avuto vittoria facile l’ex governatore del Massachussetts Mitt Romney, sconfiggendo gli avversari con il 51% dei voti, grazie anche all’affluenza dei mormoni. Nella Carolina del Sud è stato invece il senatore dell’Arizona John McCain a ricevere la maggioranza di voti dagli elettori repubblicani: è qui che sabato prossimo si confronteranno i democratici per le primarie. Secondo i sondaggi economia e immigrazione sono le questioni più importanti per gli elettori del Great Old Party.

Hillary Clinton vince! Obama non si ferma!

Questa volta le donne hanno preferito la Clinton, mentre i due terzi degli under 25 hanno premiato Barak Obama! La senatrice di New York ha vinto le primarie dei Democratici in New Hampshire contro i sondaggi della vigilia e dopo uno spoglio al cardiopalma, con circa il 39% dei voti contro il 37% del rivale Barak Obama. Determinante il voto delle donne. Terzo con il 17% delle preferenze l’ex senatore John Edwards. Fra i Repubblicani McCain, il 71enne eroe del Vietnam, ha vinto col 37% dei voti, mentre Mitt Romney si è fermato al 32 per cento!
I risultati delle primarie nel New Hampshire hanno contraddetto i sondaggi pre-elettorali e gli stessi exit poll, che avevano dato Obama in vantaggio.
Ma ogni elezione ha la sua storia. Questa è fatta di pianti di Hillary in Tv, scrive oggi il New York Times, potrebbero essere arrivata con le lacrime che ha quasi versato alla vigilia del voto di fronte alle telecamere. Nell’ultimo dibattito in tv la senatrice di New York ha mostrato di avere un cuore, non solo ambizioni, sotto il tailleur. E’ stato un momento di debolezza rilanciato decine di volte dai tg del New Hampshire, che paradossalmente ha rafforzato la candidata più in difficoltà.
Ma è soprattutto la vittoria della ritrovata unità delle donne democratiche.
Il partito, dunque, sembra dietro Hillary.
Il Concord Monitor, quotidiano del New Hampshire, ritiene che la vittoria della Clinton sia stata determinata dagli iscritti al partito democratico che si sono recati al voto e hanno scelto lei, non Obama. Quello che dicevano i sondaggi da novembre a dicembre era che Hillary batteva Obama fra le done e fra gli iscritti al partito, che rappresentano il 60% dell’elettorato democratico alle primarie in New Hampshire. Sempre per l’autorevole testata. "Solo quando questo margine si è rimpicciolito Obama ha cominciato a risalire nei sondaggi e, per un po’, è passato addirittura in testa". Gli exit polls dicono che Clinton ha raccolto il voto femminile con un margine fra l’11 e il 12% su Obama.
Certamente a fermare Obama è stato il Partito Democratico. le donne ed una buona performance di Hillary in tv sabato sera, quando ha ricordato che "le parole non sono azioni" e ha invitato a distinguere fra retorica del cambiamento e politica del cambiamento, in un chiaro attacco a Obama.
In campo repubblicano, successo del veterano John McCain, anch’egli con il 37%, a spese del mormone Mitt Romney, fermatosi al 32 per cento, e del vincitore nell’Iowa, il predicatore battista Mike Huckabee, all’11%.
Obama ha riconosciuto la sconfitta e si e’ congratulato con l’avversaria, ma si e’ anche affrettato ad avvertire: "Sono ancora con il motore a pieni giri, e intendo andare avanti!".
Certo Obama, questa è la democrazia partecipata delle primarie, la grande macchina democratica, l’unità di un popolo e il suo orgoglio, questi i valori a cui fa da collante la solidarietà: "una sanità per tutti".
Vedremo nei prossimi grandi seggi elettorali, prossimi appuntamenti della partita elettorale prevedono primarie martedì’ prossimo nel Michigan per entrambi i partiti; quindi il 19 gennaio caucus nel Nevada e primarie in South Carolina, ambedue riservati unicamente ai Repubblicani.
Il 26 del mese i soli Democratici terranno le primarie sempre nella South Carolina, mentre il 29 gennaio tutti e due gli schieramenti affronteranno le rispettive primarie in Florida.
Dopo una parentesi nel Maine il 1 febbraio, circoscritta ancora ai Repubblicani soltanto, il 5 arriverà il cosiddetto super martedì, quando si andrà alle urne in ben 22 stati contemporaneamente, tra cui California, New York, New Jersey, Illinois, Massachusetts, Georgia e Tennessee.
E’ lunga ancora la strada per il ritorno a casa di Hillary, ma il partito e le donne sembrano pronti ad accompagnarla.

"La terra dei cachi"!

L'Italia sempre più una "repubblica delle banane" che affonda in un mare di "spazzatura"!!!

Malasanità...non solo in Italia si muore!!!

Si parlava di malasanità: è accaduto in un programma televisivo in Belgio. Non solo in Italia dunque avvengono tragici errori in corsia. Purtroppo un presentatore non riesce a smettere di ridere sulle disgrazie del povero Valair, un paziente che a causa di un episodio di malasanità ha subito danni irreversibili sia alle corde vocali che ai testicoli. La carriera del presentatore è terminata in quella tragica serata. Lo sappiamo che non ci sarebbe nulla da ridere, ma la risata del presentatore è altamente trascinante!!!

GUERRA REALE!!! "The death of the Yugoslavia"!!!

Nei boschi Italiani si gioca alla guerra...in questo video la cruda realtà di una passata ma sempre attuale GUERRA VERA!!!

Il Papa: "Bisogna rispettare le idee altrui"!

In occasione dell'evento organizzato in piazza San Pietro per manifestare solidarietà al Pontefice per la mancata visita all'Università la Sapienza, non privo di risvolti politici, Papa Benedetto oggi ha incoraggiato gli universitari a rispettare le opinioni altrui e a ricercare la verità. "Vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene", ha detto Benedetto dopo l'Angelus alle decine di migliaia di fedeli che hanno gremito stamattina piazza San Pietro rispondendo all'appello del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma. "All'ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l'amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni. Tutto ciò è anche missione della Chiesa", ha aggiunto il Papa tra interminabili applausi, precisando di parlare "come professore, per così dire, emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita". La visita del Pontefice alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo romano prevista per il 17 gennaio è stata annullata in seguito alla protesta di oltre 60 docenti e di movimenti studenteschi.
Dopo la settimana delle polemiche per la mancata visita alla Sapienza arriva da San Pietro la voce del papa. Benedetto XVI davanti a una folla di 200mila persone (questa la stima ufficiale) ha ringraziato «universitari, professori e quanti sono venuti così numerosi in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera dell'Angelus e per esprimermi solidarietà». L'Angelus domenicale era già iniziato e continuavano ad affluire numerosi in piazza San Pietro da via della Conciliazione i gruppi e i rappresentanti del mondo cattolico per lagiornata che era già stata ribattezzata come il Papa Day. Centinaia gli attivisti di Comunione e Liberazione avevano intonato già dalla prima mattinata canti religiosi. Molti anche i politici presenti in piazza, tra i quali Casini, Cossiga, Andreotti, Mastella, Rutelli e la Binetti.
«HO RINUNCIATO ALLA VISITA MIO MALGRADO» - «Come sapete - ha aggiunto Ratzinger dopo l'Angelus - avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto a intervenire giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza - Università di Roma». «Conosco bene questo Ateneo - ha osservato il Pontefice - lo stimo e sono affezionato agli studenti che lo frequentano: ogni anno in più occasioni molti di essi vengono ad incontrarmi in Vaticano, insieme ai colleghi delle altre Università. Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l'occasione».
«RISPETTATE LE OPINIONI ALTRUI» - «Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita - ha aggiunto ancora il Papa dopo l'Angelus - vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». «A tutti e a ciascuno - ha concluso - rinnovo l'espressione della mia gratitudine, assicurando il mio affetto e la mia preghiera». Salutando poi i partecipanti alla Giornata della scuola cattolica, papa Ratzinger li ha incoraggiati «nonostante - ha detto - le difficoltà che incontrate», ma non ha accennato ai temi più politici della situazione delle scuole cattoliche, quali quello della parità e del finanziamento.
RUINI: «BELLISSIMA GIORNATA» - Era presente in piazza San Pietro con i giovani della diocesi di Roma anche il cardinal Camillo Ruini, promotore di questa straordinaria adunanza. «È una bellissima giornata di sole, sono molto felice», ha detto il vicario del Papa ai giornalisti.
CL: «SIAMO QUI PER UN SOSTEGNO UMANO» - Cristiano Massaccesi, attivista Cl, dichiara: «Siamo qui perché abbiamo risposto all'appello del cardinale Ruini. Solamente per una vicinanza al papa, per un sostegno umano. Non è mai successo che un papa non sia stato fatto parlare. La posizione dei 67 docenti e degli studenti della Sapìienza è stata assolutamente ideologica. Il papa è potuto andare a Cuba e a casa sua no». Presenti nella piazza numerose bandiere dei sindacati Ugl e Cisl e una delegazione di studenti dell'università di Tor Vergata. MAXISCHERMO IN PIAZZA DUOMO A MILANO - Non appena il maxischermo installato in piazza Duomo a Milano ha iniziato a trasmettere in diretta le immagini di Papa Benedetto XVI, migliaia di persone si sono raccolte per ascoltare le parole del Pontefice. Terminata la preghiera, quando il Papa ha cominciato a ringraziare i fedeli, si è alzato un fragoroso applauso tra gli oltre 10 mila arrivati in piazza Duomo.


Lupi dell'alpe...i gruppi della Toscana!

Oramai ogni Regione Italiana vanta gruppi composti da migliaia di proseliti del "WAR GAME"! Ma non tutti lo fanno solo per "sport" o "divertimento"! Anche chi trama contro le istituzioni Democratiche starebbe cercando di utilizzare il "Softair" per esercitare centinaia di uomini all'eversione!!!

Vecchi cascinali a Cagliari per il "WAR GAME"!

In Sardegna vecchi cascinali fanno da sfondo ai patiti del "WAR GAME" che inscenano battaglie ed assalti!!! Perchè la Guardia Forestale Italiana permette l'assalto ai boschi di questi fanatici? Se un cittadino si trova per funghi ed incontra le squadre di questi esaltati, secondo voi sarebbe contento?

"WAR GAME" o prove per una "REAL WAR"???

Le notizie che trapelano da più parti indicano pericolose infiltrazioni "terroristiche" trà gli appassionati del "war game"!!!

Verona: i proseliti del "WAR GAME" simulano un attacco!!!

Se piace così tanto la guerra...perchè queste persone non "emigrano" in Iraq, Afghanistan, Nigeria???

AMELIA: DOMENICA 04/11/2007...A QUALE GUERRA SI GIOCA???

Si vocifera che se la persistente crisi economica, sociale e politica delle istituzioni Italiane, migliaia di uomini legati alla Lega Nord, a frange dell'estrema Destra ed estrema Sinistra, Nuove Brigate Rosse, estremisti impazziti...sarebbero pronti ad imbracciare le armi per sostenere un golpe che sovvertirebbe le istituzioni Romane della Repubblica! I "WAR GAME" sono un diversivo per esercitarsi in sordina alla guerriglia civile ed urbana!!!

Colline di Amelia (Terni) "WAR GAME"!

Sembrano soldati veri, armati di tutto punto! Divise, zaini, fucili...è la capigliatura che li "smaschera"! C'è chi ha il codino, chi i capelli lunghi, chi li ha corti...un esercito più di "irregolari" che "regolari"! NO...non siamo in Bosnia nel video...siamo ad Amelia, tranquilla cittadina collinare di 15 mila anime ad appena 30KM da Terni e 50KM da Roma!!!

21/10/2007 "WAR GAME" in Umbria! (Amelia)...prove di una guerra civile ipotetica!!!

Sono a centinaia, migliaia sparsi in tutta Italia! Sono i fanatici del "WAR GAME"! Le guerre finte che vengono inscenate nei boschi delle nostre regioni, specialmente nelle Regioni del Centro-Sud Italia!!! Tra i fanatici del "WAR GAME" in realtà si nascondono anche membri dell'estrema Destra e l'estrema Sinistra extra-parlamentare, "neo-terroristi" che "giocando alla guerra" si esercitano alla guerriglia, alla guerra civile, si esercitano nelle tecniche di combattimento ed a prendere dimestichezza con le armi...tutto questo perchè? Con la crescente crisi economica e politica di un'Italia allo sbando, prende piede in sordina l'ipotesi di un golpe sia da parte di frange destrorse, sia da parte di frange sinistrorse!!! L'una e l'altra parte si tengono pronte, armi in pugno, a contrastarsi a vicenda!!! Mentre le nostre istituzioni latitano, i nostri servizi segreti "dormono"!!!

I comici fanno "POLITICA"! I politici fanno i "COMICI"!

L'ex-Ministro della Giustizia Clemente Mastella viene ripreso da una macchina fotografica in una delle tante sedute del Parlamento! Visibilmente annoiato, si trastulla con in mano un elastico: così lavorano i nostri rappresentanti in Parlamento e nel Governo??? Evviva la Democrazia...

Bambina scomparsa in Spagna!!! Si sospetta rete di pedofili!!!


Nome: Mari Luz Cortes
Età: 5 anni
Scomparsa in data 13 gennaio 2008 - Zona: Andalusia Spagna

Una scomparsa inquietante:
Un'altra bambina sparita, a 90 minuti di macchina da dove è scomparsa la piccola Maddie McCann, fa ipotizzare che in quella zona, fra Spagna e Portogallo, sia in azione una rete di pedofili!!! Vi pregiamo di divulgare il più possibile!!!

Bambino scomparso a Livorno!!! Forse rapito per pedofilia???


STATO DI ALLERTA - BAMBINO SCOMPARSO,
si chiama DANIEL DE NICOLA:
Un bambino sparisce, un papà di 31 anni si suicida nel dolore e nella paura che il suo bambino sia stato venduto.... è successo a Livorno!!! Chiunque avesse sue notizie deve contattare subito le forze dell'ordine ed il sito http://www.troviamoibambini.it/ !!! Divulgare il più possibile!!!

sabato 19 gennaio 2008

Il discorso integrale che Sua Santità Papa Benedetto XVI° avrebbe dovuto leggere di persona all'Università "La Sapienza" di Roma!!!


Città del Vaticano in Roma - Magnifico Rettore, Autorità politiche e civili, Illustri docenti e personale tecnico amministrativo, cari giovani studenti! È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della “Sapienza - Università di Roma” in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo. Vorrei ricordare, in particolare, l’Incontro mondiale dei Rettori in occasione del Giubileo delle Università, che ha visto la vostra comunità farsi carico non solo dell’accoglienza e dell’organizzazione, ma soprattutto della profetica e complessa proposta della elaborazione di un “nuovo umanesimo per il terzo millennio”.Mi è caro, in questa circostanza, esprimere la mia gratitudine per l’invito che mi è stato rivolto a venire nella vostra università per tenervi una lezione. In questa prospettiva mi sono posto innanzitutto la domanda: Che cosa può e deve dire un Papa in un’occasione come questa? Nella mia lezione a Ratisbona ho parlato, sì, da Papa, ma soprattutto ho parlato nella veste del già professore di quella mia università, cercando di collegare ricordi ed attualità. Nell’università “Sapienza”, l’antica università di Roma, però, sono invitato proprio come Vescovo di Roma, e perciò debbo parlare come tale. Certo, la “Sapienza” era un tempo l’università del Papa, ma oggi è un’università laica con quell’autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all’autorità della verità. Nella sua libertà da autorità politiche ed ecclesiastiche l’università trova la sua funzione particolare, proprio anche per la società moderna, che ha bisogno di un’istituzione del genere.Ritorno alla mia domanda di partenza: Che cosa può e deve dire il Papa nell’incontro con l’università della sua città? Riflettendo su questo interrogativo, mi è sembrato che esso ne includesse due altri, la cui chiarificazione dovrebbe condurre da sé alla risposta. Bisogna, infatti, chiedersi: Qual è la natura e la missione del Papato? E ancora: Qual è la natura e la missione dell’università? Non vorrei in questa sede trattenere Voi e me in lunghe disquisizioni sulla natura del Papato. Basti un breve accenno. Il Papa è anzitutto Vescovo di Roma e come tale, in virtù della successione all’Apostolo Pietro, ha una responsabilità episcopale nei riguardi dell’intera Chiesa cattolica. La parola “vescovo”–episkopos, che nel suo significato immediato rimanda a “sorvegliante”, già nel Nuovo Testamento è stata fusa insieme con il concetto biblico di Pastore: egli è colui che, da un punto di osservazione sopraelevato, guarda all’insieme, prendendosi cura del giusto cammino e della coesione dell’insieme. In questo senso, tale designazione del compito orienta lo sguardo anzitutto verso l’interno della comunità credente. Il Vescovo – il Pastore – è l’uomo che si prende cura di questa comunità; colui che la conserva unita mantenendola sulla via verso Dio, indicata secondo la fede cristiana da Gesù – e non soltanto indicata: Egli stesso è per noi la via. Ma questa comunità della quale il Vescovo si prende cura – grande o piccola che sia – vive nel mondo; le sue condizioni, il suo cammino, il suo esempio e la sua parola influiscono inevitabilmente su tutto il resto della comunità umana nel suo insieme. Quanto più grande essa è, tanto più le sue buone condizioni o il suo eventuale degrado si ripercuoteranno sull’insieme dell’umanità. Vediamo oggi con molta chiarezza, come le condizioni delle religioni e come la situazione della Chiesa – le sue crisi e i suoi rinnovamenti – agiscano sull’insieme dell’umanità. Così il Papa, proprio come Pastore della sua comunità, è diventato sempre di più anche una voce della ragione etica dell’umanità.Qui, però, emerge subito l’obiezione, secondo cui il Papa, di fatto, non parlerebbe veramente in base alla ragione etica, ma trarrebbe i suoi giudizi dalla fede e per questo non potrebbe pretendere una loro validità per quanti non condividono questa fede. Dovremo ancora ritornare su questo argomento, perché si pone qui la questione assolutamente fondamentale: Che cosa è la ragione? Come può un’affermazione – soprattutto una norma morale – dimostrarsi “ragionevole”? A questo punto vorrei per il momento solo brevemente rilevare che John Rawls, pur negando a dottrine religiose comprensive il carattere della ragione “pubblica”, vede tuttavia nella loro ragione “non pubblica” almeno una ragione che non potrebbe, nel nome di una razionalità secolaristicamente indurita, essere semplicemente disconosciuta a coloro che la sostengono. Egli vede un criterio di questa ragionevolezza fra l’altro nel fatto che simili dottrine derivano da una tradizione responsabile e motivata, in cui nel corso di lunghi tempi sono state sviluppate argomentazioni sufficientemente buone a sostegno della relativa dottrina. In questa affermazione mi sembra importante il riconoscimento che l’esperienza e la dimostrazione nel corso di generazioni, il fondo storico dell’umana sapienza, sono anche un segno della sua ragionevolezza e del suo perdurante significato. Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee.Ritorniamo alla domanda di partenza. Il Papa parla come rappresentante di una comunità credente, nella quale durante i secoli della sua esistenza è maturata una determinata sapienza della vita; parla come rappresentante di una comunità che custodisce in sé un tesoro di conoscenza e di esperienza etiche, che risulta importante per l’intera umanità: in questo senso parla come rappresentante di una ragione etica.Ma ora ci si deve chiedere: E che cosa è l’università? Qual è il suo compito? È una domanda gigantesca alla quale, ancora una volta, posso cercare di rispondere soltanto in stile quasi telegrafico con qualche osservazione. Penso si possa dire che la vera, intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità. In questo senso si può vedere l’interrogarsi di Socrate come l’impulso dal quale è nata l’università occidentale. Penso ad esempio – per menzionare soltanto un testo – alla disputa con Eutifrone, che di fronte a Socrate difende la religione mitica e la sua devozione. A ciò Socrate contrappone la domanda: “Tu credi che fra gli dei esistano realmente una guerra vicendevole e terribili inimicizie e combattimenti … Dobbiamo, Eutifrone, effettivamente dire che tutto ciò è vero?” (6 b – c). In questa domanda apparentemente poco devota – che, però, in Socrate derivava da una religiosità più profonda e più pura, dalla ricerca del Dio veramente divino – i cristiani dei primi secoli hanno riconosciuto se stessi e il loro cammino. Hanno accolto la loro fede non in modo positivista, o come la via d’uscita da desideri non appagati; l’hanno compresa come il dissolvimento della nebbia della religione mitologica per far posto alla scoperta di quel Dio che è Ragione creatrice e al contempo Ragione-Amore. Per questo, l’interrogarsi della ragione sul Dio più grande come anche sulla vera natura e sul vero senso dell’essere umano era per loro non una forma problematica di mancanza di religiosità, ma faceva parte dell’essenza del loro modo di essere religiosi. Non avevano bisogno, quindi, di sciogliere o accantonare l’interrogarsi socratico, ma potevano, anzi, dovevano accoglierlo e riconoscere come parte della propria identità la ricerca faticosa della ragione per raggiungere la conoscenza della verità intera. Poteva, anzi doveva così, nell’ambito della fede cristiana, nel mondo cristiano, nascere l’università.È necessario fare un ulteriore passo. L’uomo vuole conoscere – vuole verità. Verità è innanzitutto una cosa del vedere, del comprendere, della theoría, come la chiama la tradizione greca. Ma la verità non è mai soltanto teorica. Agostino, nel porre una correlazione tra le Beatitudini del Discorso della Montagna e i doni dello Spirito menzionati in Isaia 11, ha affermato una reciprocità tra “scientia” e “tristitia”: il semplice sapere, dice, rende tristi. E di fatto – chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste. Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. Questo è anche il senso dell’interrogarsi socratico: Qual è quel bene che ci rende veri? La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l’ottimismo che vive nella fede cristiana, perché ad essa è stata concessa la visione del Logos, della Ragione creatrice che, nell’incarnazione di Dio, si è rivelata insieme come il Bene, come la Bontà stessa.Nella teologia medievale c’è stata una disputa approfondita sul rapporto tra teoria e prassi, sulla giusta relazione tra conoscere ed agire – una disputa che qui non dobbiamo sviluppare. Di fatto l’università medievale con le sue quattro Facoltà presenta questa correlazione. Cominciamo con la Facoltà che, secondo la comprensione di allora, era la quarta, quella di medicina. Anche se era considerata più come “arte” che non come scienza, tuttavia, il suo inserimento nel cosmo dell’universitas significava chiaramente che era collocata nell’ambito della razionalità, che l’arte del guarire stava sotto la guida della ragione e veniva sottratta all’ambito della magia. Guarire è un compito che richiede sempre più della semplice ragione, ma proprio per questo ha bisogno della connessione tra sapere e potere, ha bisogno di appartenere alla sfera della ratio. Inevitabilmente appare la questione della relazione tra prassi e teoria, tra conoscenza ed agire nella Facoltà di giurisprudenza. Si tratta del dare giusta forma alla libertà umana che è sempre libertà nella comunione reciproca: il diritto è il presupposto della libertà, non il suo antagonista. Ma qui emerge subito la domanda: Come s’individuano i criteri di giustizia che rendono possibile una libertà vissuta insieme e servono all’essere buono dell’uomo? A questo punto s’impone un salto nel presente: è la questione del come possa essere trovata una normativa giuridica che costituisca un ordinamento della libertà, della dignità umana e dei diritti dell’uomo. È la questione che ci occupa oggi nei processi democratici di formazione dell’opinione e che al contempo ci angustia come questione per il futuro dell’umanità. Jürgen Habermas esprime, a mio parere, un vasto consenso del pensiero attuale, quando dice che la legittimità di una carta costituzionale, quale presupposto della legalità, deriverebbe da due fonti: dalla partecipazione politica egualitaria di tutti i cittadini e dalla forma ragionevole in cui i contrasti politici vengono risolti. Riguardo a questa “forma ragionevole” egli annota che essa non può essere solo una lotta per maggioranze aritmetiche, ma che deve caratterizzarsi come un “processo di argomentazione sensibile alla verità” (wahrheitssensibles Argumentationsverfahren). È detto bene, ma è cosa molto difficile da trasformare in una prassi politica. I rappresentanti di quel pubblico “processo di argomentazione” sono – lo sappiamo – prevalentemente i partiti come responsabili della formazione della volontà politica. Di fatto, essi avranno immancabilmente di mira soprattutto il conseguimento di maggioranze e con ciò baderanno quasi inevitabilmente ad interessi che promettono di soddisfare; tali interessi però sono spesso particolari e non servono veramente all’insieme. La sensibilità per la verità sempre di nuovo viene sopraffatta dalla sensibilità per gli interessi. Io trovo significativo il fatto che Habermas parli della sensibilità per la verità come di elemento necessario nel processo di argomentazione politica, reinserendo così il concetto di verità nel dibattito filosofico ed in quello politico.Ma allora diventa inevitabile la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? E come la si riconosce? Se per questo si rimanda alla “ragione pubblica”, come fa Rawls, segue necessariamente ancora la domanda: Che cosa è ragionevole? Come una ragione si dimostra ragione vera? In ogni caso, si rende in base a ciò evidente che, nella ricerca del diritto della libertà, della verità della giusta convivenza devono essere ascoltate istanze diverse rispetto a partiti e gruppi d’interesse, senza con ciò voler minimamente contestare la loro importanza. Torniamo così alla struttura dell’università medievale. Accanto a quella di giurisprudenza c’erano le Facoltà di filosofia e di teologia, a cui era affidata la ricerca sull’essere uomo nella sua totalità e con ciò il compito di tener desta la sensibilità per la verità. Si potrebbe dire addirittura che questo è il senso permanente e vero di ambedue le Facoltà: essere custodi della sensibilità per la verità, non permettere che l’uomo sia distolto dalla ricerca della verità. Ma come possono esse corrispondere a questo compito? Questa è una domanda per la quale bisogna sempre di nuovo affaticarsi e che non è mai posta e risolta definitivamente. Così, a questo punto, neppure io posso offrire propriamente una risposta, ma piuttosto un invito a restare in cammino con questa domanda – in cammino con i grandi che lungo tutta la storia hanno lottato e cercato, con le loro risposte e con la loro inquietudine per la verità, che rimanda continuamente al di là di ogni singola risposta.Teologia e filosofia formano in ciò una peculiare coppia di gemelli, nella quale nessuna delle due può essere distaccata totalmente dall’altra e, tuttavia, ciascuna deve conservare il proprio compito e la propria identità. È merito storico di san Tommaso d’Aquino – di fronte alla differente risposta dei Padri a causa del loro contesto storico – di aver messo in luce l’autonomia della filosofia e con essa il diritto e la responsabilità propri della ragione che s’interroga in base alle sue forze. Differenziandosi dalle filosofie neoplatoniche, in cui religione e filosofia erano inseparabilmente intrecciate, i Padri avevano presentato la fede cristiana come la vera filosofia, sottolineando anche che questa fede corrisponde alle esigenze della ragione in ricerca della verità; che la fede è il “sì” alla verità, rispetto alle religioni mitiche diventate semplice consuetudine. Ma poi, al momento della nascita dell’università, in Occidente non esistevano più quelle religioni, ma solo il cristianesimo, e così bisognava sottolineare in modo nuovo la responsabilità propria della ragione, che non viene assorbita dalla fede. Tommaso si trovò ad agire in un momento privilegiato: per la prima volta gli scritti filosofici di Aristotele erano accessibili nella loro integralità; erano presenti le filosofie ebraiche ed arabe, come specifiche appropriazioni e prosecuzioni della filosofia greca. Così il cristianesimo, in un nuovo dialogo con la ragione degli altri, che veniva incontrando, dovette lottare per la propria ragionevolezza. La Facoltà di filosofia che, come cosiddetta “Facoltà degli artisti”, fino a quel momento era stata solo propedeutica alla teologia, divenne ora una Facoltà vera e propria, un partner autonomo della teologia e della fede in questa riflessa. Non possiamo qui soffermarci sull’avvincente confronto che ne derivò. Io direi che l’idea di san Tommaso circa il rapporto tra filosofia e teologia potrebbe essere espressa nella formula trovata dal Concilio di Calcedonia per la cristologia: filosofia e teologia devono rapportarsi tra loro “senza confusione e senza separazione”. “Senza confusione” vuol dire che ognuna delle due deve conservare la propria identità. La filosofia deve rimanere veramente una ricerca della ragione nella propria libertà e nella propria responsabilità; deve vedere i suoi limiti e proprio così anche la sua grandezza e vastità. La teologia deve continuare ad attingere ad un tesoro di conoscenza che non ha inventato essa stessa, che sempre la supera e che, non essendo mai totalmente esauribile mediante la riflessione, proprio per questo avvia sempre di nuovo il pensiero. Insieme al “senza confusione” vige anche il “senza separazione”: la filosofia non ricomincia ogni volta dal punto zero del soggetto pensante in modo isolato, ma sta nel grande dialogo della sapienza storica, che essa criticamente e insieme docilmente sempre di nuovo accoglie e sviluppa; ma non deve neppure chiudersi davanti a ciò che le religioni ed in particolare la fede cristiana hanno ricevuto e donato all’umanità come indicazione del cammino. Varie cose dette da teologi nel corso della storia o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali, sono state dimostrate false dalla storia e oggi ci confondono. Ma allo stesso tempo è vero che la storia dei santi, la storia dell’umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un’istanza per la ragione pubblica. Certo, molto di ciò che dicono la teologia e la fede può essere fatto proprio soltanto all’interno della fede e quindi non può presentarsi come esigenza per coloro ai quali questa fede rimane inaccessibile. È vero, però, al contempo che il messaggio della fede cristiana non è mai soltanto una “comprehensive religious doctrine” nel senso di Rawls, ma una forza purificatrice per la ragione stessa, che aiuta ad essere più se stessa. Il messaggio cristiano, in base alla sua origine, dovrebbe essere sempre un incoraggiamento verso la verità e così una forza contro la pressione del potere e degli interessi.Ebbene, finora ho solo parlato dell’università medievale, cercando tuttavia di lasciar trasparire la natura permanente dell’università e del suo compito. Nei tempi moderni si sono dischiuse nuove dimensioni del sapere, che nell’università sono valorizzate soprattutto in due grandi ambiti: innanzitutto nelle scienze naturali, che si sono sviluppate sulla base della connessione di sperimentazione e di presupposta razionalità della materia; in secondo luogo, nelle scienze storiche e umanistiche, in cui l’uomo, scrutando lo specchio della sua storia e chiarendo le dimensioni della sua natura, cerca di comprendere meglio se stesso. In questo sviluppo si è aperta all’umanità non solo una misura immensa di sapere e di potere; sono cresciuti anche la conoscenza e il riconoscimento dei diritti e della dignità dell’uomo, e di questo possiamo solo essere grati. Ma il cammino dell’uomo non può mai dirsi completato e il pericolo della caduta nella disumanità non è mai semplicemente scongiurato: come lo vediamo nel panorama della storia attuale! Il pericolo del mondo occidentale – per parlare solo di questo – è oggi che l’uomo, proprio in considerazione della grandezza del suo sapere e potere, si arrenda davanti alla questione della verità. E ciò significa allo stesso tempo che la ragione, alla fine, si piega davanti alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscerla come criterio ultimo. Detto dal punto di vista della struttura dell’università: esiste il pericolo che la filosofia, non sentendosi più capace del suo vero compito, si degradi in positivismo; che la teologia col suo messaggio rivolto alla ragione, venga confinata nella sfera privata di un gruppo più o meno grande. Se però la ragione – sollecita della sua presunta purezza – diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma.Con ciò ritorno al punto di partenza. Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.




Dal Vaticano, 17 gennaio 2008



Benedictus XVI

Solidarietà al Pontefice Sua Santità Benedetto XVI...

In seguito alle stupide e insensate polemiche circa la visita di Benedetto XVI all'Università La Sapienza (oggi ribattezzata L'Ignoranza) vogliamo dare la nostra solidarietà totale e sincera al Vescovo di Roma e Capo della Chiesa Cattolica. Gli ex giovani del Sessantotto, oggi divenuti i baroni delle università italiane che manovrano gli studenti universitari per questa protesta incivile e immotivata dal punto di vista razionale sono il vero "perché" di una società priva di valori, dominata dal neo-illumismo imperante, dal marxismo e dal liberalismo; é quello che vogliono i contestatori manovrati dai "professoroni" un po' indisciplinati che negli anni sessanta erano a loro volta manovrati da coloro che applaudivano e tifavano nei salotti "radical chic" per sprangatori e terroristi delle Brigate rosse o altri gruppi dell'ultrasinistra quando uccidevano un "fascista" o quando sparavano alle gambe di Montanelli e altri.
La responsabilità di questa profonda crisi dei valori e il trionfo del materialismo é sicuramente imputabile anche a questa maggioranza di governo nella quale militano transessuali, ex terroristi rossi di PL, no global e "liberal-illuministi" trasformisti alla Kapezzone un po' suonati e poco, ma veramente poco illuminati.
L'entrata in Parlamento del sinistrorso ed ex extraparlamentare Partito Radicale e la legittimazione del laicismo di stampo comunista e stalinista sono la causa principale di una nuova ondata di anticlericalismo e di voglia di ritorno ai sinistri anni di piombo in cui venivano scanditi frasi a favore dell'aborto, del divorzio e delle canne ma soprattutto ad una nuova società i cui effetti disastrosi oggi sono ben visibili sotto gli occhi di tutti.
Ancora solidarietà contro ogni tentativo di tappare la bocca al rappresentante di DIO sulla Terra!

Mastella, Cuffaro...e tanti altri! L'Italia che affonda...



(A sinistra l'ex-Ministro Mastella, a destra il Presidente della Regione Sicilia Cuffaro...i due politici Italiani eccellenti inquisiti dalla Magistratura Italiana per corruzione, concussione ed altri gravi reati di abuso di potere!)... Roma - E l'Italia continua ad affondare!!! Non bastava l'euro-moneta impazzita che dimezza e divora il potere di aquisto degli stipendi, delle pensioni e dei risparmi dei lavoratori Italiani; non bastavano le "morti bianche" sul lavoro che oggi non è più sicuro, in tutti i sensi: non è più sicuro per i giovani che cercano il primo impiego, non è più sicuro per i disoccupati che cercano nuovo lavoro, non è più sicuro per i lavoratori stessi che non hanno più garanzie e prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro!!! Non bastava l'emergenza "spazzatura" del Sud Italia!!! Il Governo Prodi targato elezioni 2006 è il più osceno, più brutto governo che la nazione Italiana si sia potuta trovare dal secondo dopo-guerra ad oggi: maggioranza formata da un'accozzaglia di partiti e partitini che litigano su tutto e su tutti, un'armata "brancaleone" basata sulla contraddizione di quegli stessi partiti che la guidano, tutti uguali ma anche tutti diversi tra loro tra cui troviamo i sostenitori del Gay-Pride per i diritti di omosex, bisex, gay, lesbiche e transgender a contrarre il matrimonio civile ed avere gli stessi diritti-doveri delle coppie etero, partiti progressisti che votano, discutono e vivono spalla a spalla con i conservatori "bigotti" centristi i quali guardano alla Santa Romana Chiesa e vorrebbero "zittire" quegli stessi "alleati" che alzano il vessillo della "bandiera Gay"...un'accozzaglia dentro cui vivono i proibizionisti oltranzisti (divieto assoluto a droghe leggere e pesanti, no alla vendita di alcool, fumo, no al nudo sui giornali e tv) a fianco degli anti-proibizionisti oltranzisti (sì a droghe leggere, sì a droghe-room legalizzate, sì alle adozioni per le coppie gay e di fatto, sì a tutto)...un'accozzaglia formata anche da coloro che vorrebbero annullare, azzerare totalmente la cultura Italiana ed il suo Cristianesimo in nome dell'accoglienza e di una pseudo-integrazione degli immigrati, un esempio? Togliere i crocefissi dalle aule delle scuole e università, abolire le festività Natalizie e Pasquali dagli asili e dalle scuole Italiane, dai Comuni e dalle nostre Provincie!!! (Tutto questo in alcune città Italiane in passato è successo!) Il centro-sinistra che governa oggi con Prodi è tutto il contrario di tutto, è la peggiore coalizione che il nostro Paese poteva ritrovarsi alla testa di un governo formato per lo più da persone lotizzate ed incompetenti...con poche eccezioni, tra cui troviamo il caro Ministro Antonio Di Pietro, il migliore in assoluto della compagine governativa.
Tra i peggiori, oltre al Premier Prodi, troviamo il "mummificato" Lamberto Dini, vero reperto da museo e l'oppulento ex-Ministro della Giustizia Clemente Mastella, vera icona sopravissuta alla Prima Repubblica del corrottissimo penta-partito targato DC-PSI-PRI-PSDI-PLI e sostenuto dalla stampella del vecchio PCI ora frammentato tra DS, PRC e PDCI...l'opulento Mastella che in barba alla Seconda Repubblica, da Ceppaloni dirigeva la politica del suo piccolo partito, l'UDEUR, come un "barone" di un tempo, come un navigato politico degli anni '80 che lotizzava tutto, raccomandava tutti i suoi più stretti famigliari, collaboratori e fedelissimi, affarista che rubava tutto, che abusava di tutto il suo potere che deteneva per speculare ed arricchirsi fin quanto poteva (anche Mastella era tra quelli che a Roma aquistavano in centro grandi e lussuosi appartamenti a prezzi bassissimi, a prezzi di favore!) ma ancora peggio, proprio come quei politici di un tempo, amministrava la cosa pubblica con un incompetenza ed una svogliatezza tale che creava come i suoi "antenati" degli anni '70-'80 ingenti danni e disastri burocratici.
Inoltre non si comprende il fatto per il quale Mastella abbia insistito ad avere la carica di Ministro della Giustizia quando per tale carica era più indicato, più competente il Ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro, come tutti sanno lui stesso ex-magistrato all'epoca di "Mani Pulite" del 1992...inchiesta che decapitò ed affondò la corrottissima Prima Repubblica del già citato Penta-Partito di Craxi-Forlani-Andreotti.
La miopia politica di Romano Prodi sta traghettando la nave-Italia verso il disastro totale, l'iceberg è già stato urtato, la falla è già stata aperta, nessuno si accorge che più si imbarca acqua e più si affonda...le libere elezioni sono ora necessarie per ridare quel poco di ossigeno che ancora ci rimane per rialzare la testa e ricostruire una Nazione ormai al collasso.
Il Presidente della Regione Sicilia Cuffaro, inquisito anche lui per gravissimi reati di concussione, corruzione e abuso di potere non intende minimamente dimettersi, uomo immorale che mostra la sua arroganza di fronte a tutti gli Italiani...come il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, donna totalmente incompetente che ha sfruttato la vecchia politica marcita all'ombra della Prima Repubblica corrotta per emergere, arricchirsi e farsi strada, anche lei rifiuta di dimettersi nonostante la sua evidente responsabilità che aveva insieme al Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino per la mancata risoluzione del problema rifiuti a Napoli ed in tutta la regione.
Eccetto rare eccezioni, tutta la classe politica Italiana, vecchia e recalcitrante, lotizzata e collusa con la Massoneria da una parte e con la Mafia dall'altra parte, deve essere assolutamente abbattuta, il popolo Italiano ha ancora qualche margine di speranza anche se molto risicato, per ribaltare la situazione con il voto democratico che la Costituzione ancora gli garantisce...i politici Italiani devono essere mandati a casa e sostituiti con una classe politica più giovane, libera da interessi e dinamica...prima che la nave-Italia affondi totalmente nei meandri di una crisi sociale, economica e politica pericolosa ed irreversibile!!!
Alexander Mitrokhin

ANNO ZERO su MASTELLA!!!

ARRIVANO I MOSTRI: Marco Travaglio compila un interessante profilo sul volta-gabbana e cambia-bandiere Clemente Mastella durante una delle prime puntate di Anno Zero! Già 6 mesi prima Travaglio aveva preannunciato ciò che sarebbe successo oggi!!! Il corrotto Mastella che compra appartamenti a basso prezzo per se e per i figli...raccomandazioni e abusi di potere!!!

Scandaloso Mastella: "Sono innocente!!!"

Durante la sua lunga, interminabile conferenza stampa, l'ex-Ministro Mastella si è dichiarato innocente, lui e sua moglie vittima di alcuni Magistrati "interessati" a distruggere la sua figura politica!!! Un video-clip divertentissimo di "Sarkastiko.it" sull'ipocrita Mastella!!!

Video satirico sull'ex-Ministro Mastella!!!

Un video-clip divertentissimo sulle verità nascoste di Mastella...la satira punge!!!

Scandalo Mastella in TV!

Che cosa si è detto sullo scandalo Mastella in TV...i Magistrati intervengono per fare chiarezza!!!

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!