«Una coscina di passero, presidente Tito? O preferisce il petto?» Sontuoso quel banchetto ufficiale che il compagno Deng Xiaoping offrì una sera di settembre del 1977, nell' immenso salone del Palazzo del Congresso di Pechino: i fuochi di sedici cucine accesi da due giorni, ottocento commensali, mille camerieri. Allora presidente, il petto o la coscia? Né l' uno né l' altra, pensò il Maresciallo, che detestava mangiare volatili, ma nell' occasione, appunto, poteva solo pensarlo. La Cina è la Cina, l' offesa era vicina. Come cavarsela? Alla Tito: con uno sguardo diretto a Deng, con un sorriso al cameriere. E un cortese rifiuto condito d' ideologia: «Mi spiace, compagno, ma da noi si dice che i passeri sono i proletari del cielo. E io non posso mangiare un proletario». Quando Forattini disegnava l' imborghesito Berlinguer a sorseggiare tè in vestaglia di seta, ben prima che arrivassero i cachemirini di Bertinotti, in Jugoslavia ci fu un comunista con stile che i re volevano alla loro tavola e le attrici di Hollywood andavano a incontrare. Uno che si permetteva d' ospitare la Royal Family britannica nelle campagne di Leskovac e accendere la carbonella del barbecue («Un' esperienza unica», commentò la regina Elisabetta, anno 1972), o d' invitare Sophia Loren a Brioni (1974) perché gli cucinasse due spaghetti al pomodoro. Infoibava e infornava. Reprimeva e riceveva. «Lui era il vero dandy del comunismo», dice Enzo Bettiza, il grande scrittore e giornalista d' origine dalmata e di destino liberale, che dal croato Tito si vide espropriare una casa di famiglia e che a Tito parlava senza interpreti: «Aveva il portamento d' un nobilastro mitteleuropeo, più che d' un comunista balcanico. Anche perché c' entrava poco col proletariato. Dopo il crollo della Jugoslavia, un giorno che pranzavo al club degli scrittori di Zagabria, me lo spiegarono: s' è mai chiesto perché Tito parlava così bene tedesco, tirava di scherma, suonava il piano, andava a cavallo, amava l' operetta, lo champagne e gli yacht? Perché, e questo a Zagabria s' è sempre sussurrato, in realtà era il figlio naturale d' un nobile croato». Tito il bon vivant. Tito il dandy rosso. Sarà anche per questo che crollata la Jugoslavia, (quasi) smaltita la sbornia del nazionalismo, una strana nostalgia attanaglia ora i Balcani. Nel ricordo di Josip Broz nascono ristoranti, fans club, siti web. Chi proclama su un terreno serbo di qualche ettaro la Titoslavia, chi lancia biancheria intima con la stella rossa. Un nipote del Maresciallo ha perfino imposto il copyright sul nome. L' ultimo fenomeno nelle librerie di Belgrado e di Zagabria è il Tito' s Cookbook, 255 pagine di retroscena e di meravigliose foto coi grandi di mezzo Novecento, di menù delle serate e d' istruzioni per cucinarli. Tranne Adenauer e de Gaulle, Tito incontrò tutti. Perché la locomotiva della rivoluzione titina, dove non bastava il carbone, andava a bicarbonato: il pollo al bacon di Kruscev (il più maleducato, ci fa sapere il cerimoniere di corte Branko Trbovic) e l' agnello ai funghi per lo scià (il più carismatico), la salsiccia di Willy Brandt e il montone alle cipolle con Saddam Hussein. La via lussuosa al socialismo includeva galanti colazioni con Joséphine Baker (involtini al formaggio) e Gina Lollobrigida (zuppa di pesce), Liz Taylor (tartare) e Jackie Kennedy Onassis (frutti di mare)... «Non si può dire che sia stato l' uomo più ricco del mondo - nota Bettiza - ma certo s' organizzò l' agio più grande del mondo, su un mare fra i più belli del mondo. Era un gran donnaiolo. Ivan Mestrovic, lo scultore, gli regalò la sua villa di Spalato: a Tito serviva per ricevervi il soprano del teatro locale, lontano dagli occhi della moglie Jovanka». La «Jugostalgia» non è nuova, «se si pensa che la Slovenia comunista era già allora più ricca della Calabria», ma secondo Bettiza «questa Tito-nostalgia, questo libro sono una novità soprattutto in Serbia dove, negli anni duri di Arkan, i miloseviciani forzavano la storia e quasi paragonavano Tito allo sterminatore Pavelic, rimproverandogli d' avere reso la Serbia debole in una Jugoslavia forte, d' avere concesso troppo agli albanesi del Kosovo, d' essere in definitiva un croato». Un postcomunista, anche, almeno a sfogliare il Tito' s Cookbook: aveva imparato a diffidare specialmente degli amici e se gradiva i cocktail Hemingway che gli preparava il compagno Fidel Castro, i limoni e l' acqua per il ghiaccio preferiva portarseli da casa; così come non si scandalizzava quando il caro leader Ceausescu, se veniva a trovarlo, esigeva esclusivamente bottiglie made in Romania. La dolce vita d' un non allineato richiedeva qualche cautela e a Belgrado, nel palazzo presidenziale, funzionò sempre un centro antiveleni che etichettava con due parole - «analizzato», «utilizzabile» - qualsiasi alimento. Una precauzione che risaliva alle colazioni con Stalin, non si sa se più pesanti per lo stomaco o per la politica: «Erano pur sempre regimi intrecciati con crimini, anche se Tito - dice Bettiza - non aveva verso il suo popolo la spietatezza d' un Ceausescu o d' un Castro. Nelle memorie di Micunovic, ambasciatore jugoslavo nella Mosca di Krusciov, si racconta che alla morte di Stalin una scrivania fu portata al museo. Sembrava vuota, ma da un cassetto spuntò un foglio. Appallottolato con rabbia. Era una missiva di Tito al dittatore sovietico. C' era scritto: "Lei mi ha mandato molti attentatori, ma sono stati tutti arrestati. Se ne mandassimo noi uno a Mosca, sono sicuro che tornerebbe a casa vivo"». Una vita, nelle parole di Bettiza, non basterebbe a raccontare la vicenda del dandy rosso: «Impegnata com' è a rivalutare Craxi, la sinistra italiana l' ha rimosso, dimenticato. Inspiegabile. Ci si rende conto di che cosa fermò? E di che cosa anticipò? Non si vergognava del lusso borghese e, nei limiti d' un Paese come quello, ne concedeva qualche briciola anche ai suoi jugoslavi. Un trotzkista da salotto come Bertinotti, un D' Alema con la barca avrebbero interesse a rivalutare questo compagno con stile. Tito fu un precursore dell' edonismo di sinistra. Resta un gigante. Perché è sempre meglio un politico in barca che un politico in chiesa».
Bettiza Enzo
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it e http://www.youtube.com/user/SlovenskiPartizan2
"La Politica è una cosa difficile, talvolta terribile, ma tuttavia umana! Anche nella Politica ci deve essere il disgusto, la pulizia! Non ci si può sporcare di fango, nemmeno per un'idea alta!" (Boris Eltsin - "Il diario del Presidente")
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mercoledì 22 aprile 2009
Yugoslav hell march....in JUGOSLAVIA si stava meglio con TITO!!!
Josip Broz Tito: La jugo-nostalgia dei croati!!!
Rimpianto di una migliore qualità della vita e espressione di appartenenza ad un comune milieu culturale, la jugo-nostalgia esula da una sfera unicamente politica e coinvolge vecchi e giovani. Che ora dicono: "Era meglio".
Neppure un mese fa, il 25 maggio, gente comune e ex combattenti partigiani hanno celebrato il compleanno di Josip Broz Tito, il presidente jugoslavo morto nel 1980, a Kumrovec, suo luogo di nascita. Ora, il 22 giugno prossimo, Zagabria ospiterà la presentazione del libro “Lessico della mitologia jugoslava”. I due eventi, apparentemente non collegati fra loro, dimostrano che una parte della popolazione croata continua a serbare una certa nostalgia per la Jugoslavia, il rimpianto per la vita nell’ex Stato dei Serbi, Croati, Bosniaci, Sloveni, Montenegrini, Macedoni e Albanesi.
Mentre il raduno nella Kumrovec di Tito, luogo che una volta rappresentava la meta obbligatoria di gite scolastiche, rappresenta una cerimonia quasi rituale dei rimanenti antifascisti, il libro che verrà presentato a Zagabria è una vera enciclopedia della jugo-nostalgia.
Uno degli editori, Đorđe Matić, di Zagabria, afferma che questo libro, piuttosto corposo, con le sue 400 pagine e quasi un migliaio di note, è un promemoria di ogni cosa che i cittadini della ex Jugoslavia ricordano ancora oggi con rimpianto a proposito dei suoi 50 anni di esistenza. Tra le mille voci del “Lessico della Mitologia Jugoslava” ci sono notizie sulla prima macchina jugoslava, la italiana Fiat 750, costruita sotto licenza; i viaggi a Trieste per comprare beni dell’Europa occidentale che non si potevano trovare nei negozi della Jugoslavia; i primi gruppi rock jugoslavi; le vacanze di massa nelle residenze estive dei lavoratori, i viaggi delle squadre di lavoro giovanili, e personalità come quella del presidente Tito.
La nostalgia per la Jugoslavia è davvero così diffusa nella società croata odierna? La questione è stata nuovamente sollevata quando i voti della Croazia hanno assegnato il massimo dei punti alla canzone della Serbia e Montenegro al festival della canzone Eurovision, che si è tenuto a Istanbul all’inizio di maggio.
Se una cosa simile fosse capitata solo 5 o 6 anni fa, durante la presidenza di Franjo Tuđman, si sarebbero avute grandi reazioni da parte dei politici e commenti sui giornali e le televisioni controllati dal governo, che avrebbero definito l’episodio come un tradimento. Allo stesso tempo, si sarebbe lanciata una battaglia contro le “forze non ancora sconfitte” che rifiutano di vedere la Croazia come un Paese autonomo, sovrano e indipendente, e che invece cercano di restaurare la Jugoslavia.
In effetti, la jugo-nostalgia era considerata più o meno come tradimento durante il governo autocratico del presidente croato Franjo Tuđman (1990-1999). La paranoia di Tuđman aveva portato a cambiare i nomi delle squadre di calcio, anche se i tifosi della popolarissima “Dinamo” di Zagabria, il cui nome era stato cambiato in “Croazia”, continuavano a gridare il “sacro nome di Dinamo” durante le partite. Tuđman aveva detto loro che se volevano tifare la Dinamo era meglio se si trasferivano nella cittadina jugoslava di Pančevo, che aveva una squadra con lo stesso nome.
Ogni qualvolta ci fosse stata una espressione pubblica di rimpianto nei confronti di qualcosa che era bello nella Jugoslavia – fossero anche state cose assolutamente non minacciose come la musica o il cinema – lo si etichettava come jugo-nostalgia. Uno jugo-nostalgico era meritevole di disprezzo e persona non gradita nella società croata.
E tuttavia, il fatto che oggi i Croati abbiano attribuito il massimo dei punti proprio alla canzone della Serbia e Montenegro non ha causato particolare turbamento. Allo stesso modo, ora non c’è più molto trambusto rispetto alle magliette con l’immagine di Josip Broz Tito che vengono vendute in molti mercati in Croazia.
“Le magliette sono acquistate soprattutto dalla generazione più giovane, quelli che non erano neppure nati quando Tito è morto - ci dice un venditore al mercato di Osijek, la quarta città più grande della Croazia, nel nord est del Paese. Vedono queste magliette così come noi vedevamo quelle con il volto di Che Guevara, dice il negoziante, il cui commercio sembra andare bene.”
“I film serbi si vendono bene - dichiara il proprietario di una videoteca di Vukovar, la città croata che ha più patito durante la guerra tra Croazia e Jugoslavia nel 1991, e che è oggi considerata come un simbolo della sofferenza della Croazia. Io credo che si tratti di jugo-nostalgia. La gente si sente più vicina a questi film che a quelli stranieri. Capiscono la lingua, e le situazioni affrontate sono simili a quelle che vedono nel proprio Paese.”
Dražen Lalić, noto sociologo di Zagabria, ha un’opinione simile: “La jugo-nostalgia è un sentimento molto comune in un segmento della popolazione, e non solo tra i più anziani, ma anche tra i più giovani. Questi ultimi, tuttavia, lo sentono solamente a livello culturale, e non politico”, spiega Lalić. “Dopo una lunga insistenza sul fatto che la Croazia appartiene esclusivamente al milieu culturale della Europa centrale e mediterranea, ora diventa sempre più evidente che, prendendo in considerazione lo stile di vita dei propri cittadini, la mentalità, i simboli e tutto quanto costituisce la cultura, la Croazia appartiene anche al milieu culturale balcanico. E noi associamo questo con la Jugoslavia, così che tutti quelli che sentono come proprio questo milieu – perché ne comprendono la lingua e la vicinanza culturale – vengono definiti jugo-nostalgici.”.
Lalić sostiene che gli jugo-nostalgici politici comprendono un numero poco significativo di anziani e di persone che hanno perso le proprie posizioni politiche al momento della divisione del Paese. Oggi, ricorda Lalić, le persone di questo tipo sono molto poche.
“La jugo-nostalgia esiste, ma la gente non rimpiange la Jugoslavia come ex Stato; rimpiangono la qualità della vita di cui lì potevano godere. Credono che la vita fosse molto migliore in Jugoslavia – erano più sicuri, avevano uno standard di vita superiore, un lavoro sicuro e un miglior sistema sanitario di quello che hanno ora” - afferma Milanka Opačić, 36 anni, vice presidente del partito socialdemocratico (SDP), un partito che i nazionalisti accusavano di tendenze pro jugoslave mentre era al potere nel corso degli ultimi 4 anni.
Le parole della nota esponente politica della giovane generazione riecheggiano in quelle di Josip Horvat, un pensionato, che lavorava per la grande ditta di Zagabria “Rade Končar”.
“Avevo un lavoro sicuro, una cosa che i miei figli non hanno; non dovevo pagare per la assicurazione medica addizionale, cosa che i miei figli invece devono fare; potevo camminare per Zagabria nel mezzo della notte, senza preoccuparmi del fatto che qualcuno avrebbe potuto derubarmi, cosa che ora invece neppure oso fare. Era meglio, la vita era più semplice e non c’erano così tanta criminalità e furti - dice Horvat.”
I politici e i media croati non spaventano più il pubblico con la possibilità di una restaurazione della Jugoslavia, come durante i tempi di Tuđman. La Croazia si sta avvicinando alla Unione Europea, nella quale spera di entrare nel 2007, insieme a Bulgaria e Romania. La Jugoslavia viene ora considerata come un qualcosa di andato per sempre, un tentativo politico fallito impossibile da resuscitare. Questo è il motivo per cui i rimanenti jugo-nostalgici in Croazia sono ormai considerati come dei romantici, non dei nemici dello Stato, come durante il periodo del governo del nazionalista Franjo Tuđman.
Fonte: http://www.osservatoriobalcani.org
Tribute to Josip Tito Broz...Nostalgia di Tito, riappare la scritta gigante!!!
Le dico: «Nonna, sai che è tornata la scritta Na Tito sul monte Sabotino?». Mia nonna stacca un attimo lo sguardo da Domenica in e mi risponde: «E dov' è il monte Sabotino?». Na Tito invece sa cosa significa. Lei, istriana di Orsera, sposa di un cannoniere della Marina che si è portato il ritratto di Mussolini fino a Trieste, lei italianissima figlia di contadini italianissimi, sa comunque cosa significa. Quell' espressione era dentro le canzonette che cantavano i drusi quando scendevano in paese a far baldoria. Le sue figlie - mia madre, mia zia - le canticchiavano anche in casa, per la felicità di mio nonno. Na Tito, Na Tito, nostro Tito. «Tito non era nostro, ma tua zia si tirava dietro tua madre (tu mare) alle feste, non se ne perdevano una, ballavano come matte». I miei nonni sono partiti per Trieste nel ' 49. Non erano certo dei simpatizzanti di Tito, ma non sono fuggiti, non sono stati scacciati. Se ne sono andati perché mia madre si era ustionata un piede e in più di sette mesi non avevano trovato un medico in grado di curarla. Ecco cosa ricorda mia nonna «fascista», ricorda la miseria, l' arretratezza di quei primi anni di regime titino, non la furia genocida, non le foibe. Le foibe sono una sciagura umana, vanno riesplorate, raccontate, analizzate nei libri di storia, ma non rappresentano che in minima parte i rapporti tra la popolazione italiana e quella iugoslava, né dell' epoca né di oggi. Esattamente come non li rappresenta il nostalgico revanscismo di quella cinquantina di sloveni che notte tempo hanno ricostruito, masso dopo masso, la scritta che grida - un po' striscione ultras, un po' HOLLYWOOD sulle colline di Los Angeles - il suo intransigente bagliore verso Gorizia. Decine e decine di pietre del peso di cinquanta chili l' una, ridisposte con cura certosina sulla parte meno cespugliosa della pendice Sud, per un' estensione di venticinque metri di altezza e cento di lunghezza. Un lavoro che sa tanto di risposta, di replica: sul monte Sabotino prima c' era un' innocua sigla SLO, composta il 25 giugno scorso per celebrare l' indipendenza della Slovenia. Ma prima non c' erano neanche i rigurgiti pseudo-foibologisti delle fiction televisive, non c' erano neanche le strumentalizzazioni di un dramma misteriosamente rimosso per cinquant' anni tanto da sinistra che da destra. Il «Cuore nel pozzo» è stato trasmesso anche dalla tv slovena. I sindaci del litorale sloveno stanno preparando un documento di condanna per come sono stati raccontati i fatti. E' ovvio - si tratta dell' ovvietà dei comportamenti umani - che qualche partigiano titino, di quelli che cantavano alle feste con mia zia e mia madre senza aver mai infoibato nessuno, finisse per alzarsi dal divano, spegnere la tv e tornare nei boschi a riscoprir vessilli. Na Tito, Na Tito. Questa terra di tutto ha bisogno tranne che di rivangare, sarebbe bene che i cantori della memoria (fino a ieri smemorati) lo tenessero a mente. I problemi veri sono quelli del presente. Sono, semmai, quelli della nostra omologazione, non della nostra diversità. Se uno si fa un giretto per i casinò di Nova Gorica, così sinistramente uguali a una qualsiasi delle nostre aree suburbane di svago, trova i pescatori di vongole di Chioggia, i mobilieri di Oderzo, i giocatori veneti, i poveri coi soldi, modelli di riferimento per i giovani sloveni, che pensano alla nuova fratellanza europea come via d' accesso per quel tipo di benessere, quel tipo di felicità. Certo, una fiction ambientata sulle Alpi Giulie di oggi sarebbe meno eroica, gronderebbe meno sangue, risulterebbe senz' altro meno seguita, ma magari aiuterebbe a capire di più chi siamo, cosa siamo diventati. Oggi la vanga non serve e quella scritta sul monte sarà presto mangiata dalle piogge. Riconsegno mia nonna a Domenica in e me ne vado con la convinzione che il monte Sabotino meriterebbe un film di Kusturica - con il prima e il dopo, con le scritte di pietre e il ritratto di Mussolini nel cassetto di mio nonno, con i drusi, mia zia, mia madre che ballano in piazza a Orsera - ecco cosa meriterebbe questo pezzettino d' Europa, più di mille ricostruzioni ad uso propagandistico. www.maurocovacich.it Le tappe 1945 Finita la Seconda guerra mondiale, nasce la Repubblica popolare e federale della Jugoslavia con a capo Josip Broz, detto Tito (nella foto): la Slovenia vi aderisce come repubblica federata 1991 Nella primavera del ' 90 la Slovenia è la prima Repubblica jugoslava a indire elezioni libere e a porre fine a 45 anni di comunismo. In seguito a un referendum, il 25 giugno 1991, proclama la sua indipendenza. L' anno dopo il nuovo Stato è riconosciuto dalla Comunità europea 2004 Il 16 aprile 2004 la Slovenia firma ad Atene la sua adesione all' Unione europea. Il 1° maggio ne entra a far parte a tutti gli effetti insieme ad altri nove Paesi LA STORIA E LA BEFFA
Covacich Mauro
Pagina 18
(21 marzo 2005) - Corriere della Sera
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it
Forever Hero [Tito - Yugoslavia] - EX JUGOSLAVIA: CON CRISI CRESCE NOSTALGIA PER TITO!!!
(di Franco Quintano) (ANSA) - BELGRADO, 22 APR - A quasi trent'anni dalla morte, la figura di Jozip Broz Tito appare piu' popolare che mai in tutti i Paesi della ex Jugoslavia dove - complice la sfiducia e lo scoraggiamento legati alla crisi economica - si assiste a un fenomeno di autentica nostalgia nei confronti del maresciallo che guido' con la mano forte e con successo la Jugoslavia dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla sua morte, il 4 maggio 1980. Proprio ieri le autorita' di Lubiana, la capitale slovena, hanno deciso di intitolare nuovamente a Tito una delle strade principali della citta' che nel 1991, con la proclamazione dell'indipendenza, era stata battezzata 'Via della Slovenia'. Strade e piazze intitolate a Tito restano a Belgrado (Serbia), Zagabria (Croazia), Podgorica (Montenegro), Sarajevo (Bosnia-Erzegovina), in Macedonia. A Belgrado riscuotono successo anche due iniziative turistico-rievocative: un giro attraverso i luoghi legati alla vita e all'attivita' del maresciallo, e un viaggio in treno, nel corso di un intero weekend, a Uzice (170 km a sudovest della capitale), principale centro del primo territorio in Europa liberato nel 1941 dall'occupazione nazista, grazie a Tito. Sempre nella capitale serba e' in corso una mostra, con grande afflusso di visitatori da tutta la ex Jugoslavia, dove sono in visione oggetti, ritratti e doni offerti a Tito (sia quando era in vita sia anche dopo la sua morte) da personalita' politiche, organizzazioni di lavoratori e semplici cittadini, desiderosi di esprimere la loro ammirazione e riconoscenza per quella che viene ritenuta la saggia guida politica del maresciallo. Una mostra - come ha spiegato all'ANSA la curatrice Marina Dokmanovic - ''che parla non solo di Tito ma anche di noi, dei cittadini dell'intera ex Jugoslavia, di come eravamo e di come ci comportavamo allora''. ''Con te sono andati via tutti i vantaggi che avevamo: la sicurezza, il lavoro, la casa, i generi alimentari, i viaggi, una vita migliore'', si legge su un tessuto ricamato a mano da una ammiratrice di Tito, in visione alla mostra, intitolata 'Effetto Tito'. ''Sono nata nel 1945, sono cresciuta con Tito e con la nostra bellissima Jugoslavia che non potro' mai dimenticare. Sono felice che qualcuno ancora si ricorda del nostro amato compagno Tito'', ha scritto una visitatrice sul registro del pubblico. Non lontano dal Museo e dalla mostra - nel quartiere residenziale di Dedinje - si trova la Casa dei Fiori, un edificio moderno all'interno di un grande parco, con lo studio privato del maresciallo. E' li' che e' situata la tomba di Tito, morto a 88 anni (era nato il 25 maggio 1892). ''Non e' solo nostalgia. La gente ha capito quali erano i valori e l'aspetto umano della vita ai tempi di Tito. Allora tutti avevano un lavoro, non c'era disoccupazione. Con Tito potevamo viaggiare senza problemi, oggi noi serbi abbiamo bisogno del visto. Mi creda, allora stavamo sicuramente meglio'', dice convinta Mira Tokanovic, presidente del minuscolo partito comunista jugoslavo, venuta a deporre una corona di fiori sulla tomba di Josip Broz Tito. (ANSA). Y1Y-QN
22/04/2009 17:38
Fonte: http://www.ansa.it
Ahmadinejad criticism of Israel sparks UN walkout en masse...
Dozens of delegates have walked out of a United Nations conference on racism after Mahmoud Ahmadinejad, Iran's president, described Israel as a "racist government".
Ahmadinejad told delegates at the summit in Switzerland on Monday, that after the Second World War the United States and other nations had established a "cruel, oppressive and racist regime in occupied Palestine".
"The UN security council has stabilised this occupation regime and supported it in the last 60 years giving them a free hand to continue their crimes," he told delegates at the Durban Review Conference hall in Geneva.
Dozens of diplomats from countries including Britain and France left the hall in protest as he made the remarks.
Ahmadinejad also asked the conference: "What were the root causes of the US attacks against Iraq or invasion of Afghanistan?
"The Iraqi people have suffered enormous losses ... wasn't the military action against Iraq planned by the Zionists ... in the US administration, in complicity with the arms manufacturing companies?".
Many delegates who remained in the hall applauded Ahmadinejad's comments.
At least three demonstrators, dressed as clowns and shouting "racist, racist," were expelled as Ahmadinejad began to speak.
Alan Fisher, Al Jazeera's correspondent at the conference, said Ahmadinejad had reiterated his views on Israel, especially over its 22-day war on Gaza.
He said: "At the time [of the offensive] he said what was going on in Gaza was a genocide ... this was an opportunity for him to say that at a world forum.
"There are people in the hall who believe that what Ahmadinejad was saying is correct - that is why there is such a split here."
Alireza Ronaghi, Al Jazeera's correspondent in Tehran, said: "Ahmadinejad's words are being criticised in Iran, not just among the youth, but among the different political factions.
"This is the exact attitude he has been criticised for some time."
"Even among the conservatives they have said such remarks are totally uncalled for."
Nicolas Sarkozy, the French president, condemned Ahmadinejad's "speech of hate" and called for a "firm and united" reaction from the European Union.
Jonas Gahr Store, Norway's foreign minister, said the Iranian leader's comments had "run counter to the very spirit of dignity of the conference ... he made Iran the odd man out".
The speech by Ahmadinejad, who is a frequent critic of Israel and has cast doubt on the extent of the killing of Jews during the Second World War, coincided with Holocaust Remembrance Day in Israel, which begins at sundown on Monday.
The United States, Canada, Israel, Australia, New Zealand, Germany, Poland and the Netherlands, had earlier said they would not attend the conference amid fears Ahmadinejad would use the summit to propagate anti-Semitic views.
Washington also said it believed a draft text to be discussed was overly critical of Israel and its treatment of the Palestinians.
Opening the five-day summit earlier, Ban Ki-Moon, the United Nation's secretary general, said he was "profoundly disappointed" that some western countries were not attending, but also condemned those who sought to deny or minimise the extent of the Holocaust.
He said: "Some nations who by rights should be helping us to forge a path to a better future are not here ... I deeply regret that some have chosen to stand aside."
Israel had withdrawn its ambassador to Switzerland in protest over a meeting between Ahmadinejad and Hans-Rudolf Merz, his Swiss counterpart.
The UN organised the summit to help heal the wounds left by its last racism conference in Durban, South Africa, in 2001, when the US and Israel walked out after Arab states sought to define Zionism as being racist.
Barack Obama, the US president, announcing his administration's decision not to attend the conference, said Washington wanted a "clean slate" before tackling race and discrimination issues at the UN.
Several Muslim nations at the summit called for moves to prevent perceived insults to Islam, which they say have proliferated since the attacks on the US on September 11, 2001.
Fonte: http://www.youtube.com/user/MiddleEastNews
Consuete falsità del TG5; Ahmadinejad, Israele razzista e le solite reazioni...
"Dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno fatto ricorso alle aggressioni militari per privare della memoria un'intera nazione col pretesto della sofferenza ebraica", ha detto il presidente iraniano, le cui parole sono state tradotte da un interprete.
"E hanno inviato immigrati dall'Europa, dagli Stati Uniti e da altre parti del mondo al fine di stabilire un governo totalmente razzista nella Palestina occupata", ha aggiunto.
"E, di fatto, come indennizzo per le terribili conseguenza del razzismo in Europa, hanno contributo a portare al potere il più crudele e repressivo regime razzista in Palestina".
"La parola sionismo personifica il razzismo che falsamente fa ricorso alla religione e insulta i sentimenti religiosi per nascondere il suo volto di odio", ha detto Ahmadinejad.
Fonte: http://www.youtube.com/user/egoticness
MILANO - All'indomani dell'attacco sferrato dal presidente iraniano, Mahmud Ahmandinejad, nel corso della conferenza di Ginevra sul razzismo, Israele commemora la Shoah, l'olocasusto che vide vittime sei milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti, con due minuti di silenzio nel corso dei quali l'intero Paese si è fermato. Alle 10 in punto (le 9 in Italia) tutte le persone hanno interrotto le proprie attività e si sono bloccate in mezzo alla strada, rimanendo immobili in raccoglimento. Le cerimonie in Israele per l'annuale giornata del ricordo dell'Olocausto sono iniziate al tramonto di ieri sera e si concluderanno al tramonto di martedì. A Gerusalemme le parole pronunciate dal presidente iraniano a Ginevra hanno suscitato vive proteste. Dall'ex campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, nel sud della Polonia, il vice premier di Israele Silvan Shalom contrattacca Ahmandinejad e il governo di Teheran: «L'Iran - dice Shalom - è come la Germania di Hitler».
AHMADINEJAD IN TRIONFO - Ahmadinejad, nel frattempo ha avuto un'accoglienza da eroe al ritorno stamane a Teheran dopo la sua partecipazione alla conferenza Onu, la cosiddetta «Durban 2». Al presidente iraniano sono stati offerti fiori e una folla di studenti militanti fondamentalisti ha gridato ripetutamente lo slogan «Morte all'America». «Prenderò parte a tutte le conferenze internazionali - ha affermato Ahmadinejad - nonostante il volere dell'Occidente». «Quella gente grida slogan sulla tolleranza degli oppositori e sulla libertà di parola - ha detto ancora Ahmadinejad - ma insulta l'onore delle nazioni e i valori divini». Il presidente iraniano ha affermato che i Paesi occidentali «non hanno tollerato una parte delle parole di chi si oppone loro». «Questa - ha concluso - è la natura del pensiero disumano del liberalismo».
LA SANTA SEDE DEPLORA GLI ESTREMISMI - La Santa Sede, in un comunicato, ha ribadito che il Forum dell'Onu deve servire a «dialogare insieme». Di conseguenza «deplora l'utilizzazione di questo Forum dell'Onu per assumere posizioni politiche, estremiste e offensive, contro qualsiasi Stato». Assumere posizioni offensive - rimarca la nota, firmata dalla Sala Stampa della Santa Sede, «non contribuisce al dialogo e provoca una conflittualità inaccettabile». «Si tratta, invece, di valorizzare tale importante occasione - si legge nel comunicato - per dialogare insieme, secondo la linea di azione che la Santa Sede ha sempre adottato, in vista di una lotta efficace contro il razzismo e l'intolleranza che ancor oggi colpiscono bambini, donne, afro-discendenti,migranti, popolazioni indigene, ecc. in ogni parte del mondo». «La Santa Sede, mentre rinnova l'appello del Papa, assicura che con tale spirito la sua Delegazione è presente e lavora alla Conferenza». Nella nota si ricorda che Benedetto XVI ha parlato domenica dell'incontro dell'Onu. «Formulo i miei sinceri voti affinchè -aveva detto all'Angelus in piazza San Pietro - i delegati presenti alla Conferenza di Ginevra lavorino insieme, con spirito di dialogo e di accoglienza reciproca, per mettere fine ad ogni forma di razzismo, di discriminazione e intolleranza, segnando così un passo fondamentale verso l'affermazione del valore universale della dignità dell'uomo e dei suoi diritti, in un orizzonte di rispetto e di giustizia per ogni persona e popolo».
21 aprile 2009(ultima modifica: 22 aprile 2009)
Fonte: http://www.corriere.it/
GINEVRA - AHMADINEJAD DEFINISCE ISRAELE GOVERNO RAZZISTA E UE ABBANDONA LA SALA!!!
rappresentanti degli Stati dellUnione europea hanno abbandonato la sala in cui si sta svolgendo la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra nel momento in cui il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, nel suo intervento, si è riferito allo stato di Israele (pur senza mai pronunciarne il nome) come ad un governo razzista.
Nel suo discorso il presidente Ahmadinejad ha criticato listituzione di un governo razzista in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente a Israele. Ma il presidente Ahmadinejad ha ricevuto anche applausi dalla platea: la prima volta quando ha accusato gli Stati occidentali di essere rimasti in silenzio di fronte ai crimini commessi da Israele a Gaza e la seconda volta quando ha detto che occorre rivedere le organizzazioni internazionali e il loro modo di lavorare. Consensi al presidente iraniano sono arrivati anche quando ha parlato della crisi economica mondiale sottolineando che continua ad aggravarsi e non ci sono speranze che possa essere superata.
Poco prima, nel momento in cui il capo di stato iraniano ha preso la parola davanti ai delegati, almeno tre manifestanti con parrucche multicolori e nasi rossi da clown hanno gridato razzista, razzista allindirizzo di Ahmadinejad.
I tre sono stati espulsi dalla sala delle conferenze.
La lotta al razzismo è una priorità per Italia e Germania, nonostante i due partner europei abbiano deciso di boicottare la conferenza internazionale contro il razzismo. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini, in una conferenza stampa con il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier al termine di un bilaterale a Berlino.
La nostra assenza (dalla conferenza, ndr) vuol dire evitare che un testo che non condividiamo sia utilizzato per veicolare messaggi sbagliati, ha precisato il titolare della Farnesina, aggiungendo che Germania e Italia sono fortissimamente impegnate nella lotta al razzismo e contro ogni forma di discriminazione.
È necessaria una estrema fermezza dell Unione europea ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, definendo il discorso del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza Onu sul razzismo a Ginevra un appello intollerabile allodio razziale.
Fonte: http://www.youtube.com/user/neoumanesimo
Ahmadinejad provoca lo sdegno dei delegati europei alla conferenza Onu contro il razzismo: nuovo attacco del leader iraniano!!!
TEHERAN
Ha preso il via a Ginevra la terza giornata di lavori della Conferenza dell’Onu sul razzismo (Durban 2) dopo l’approvazione per acclamazione - ieri con tre giorni di anticipo - del documento finale per ribadire la lotta a tutte le forme di intolleranza con un richiamo al piano delineato dalle Nazioni Unite otto anni fa a Durban. In mattinata sono attesi gli interventi, tra gli altri, dei delegati di Gran Bretagna, Francia e Svezia, che parlerà a nome dell’Ue in veste di prossimo presidente di turno, dal momento che la delegazione della Repubblica Ceca (attuale presidente dei 27) due giorni fa ha deciso di lasciare definitivamente i lavori della Conferenza come «risposta al discorso del presidente iraniano Ahmadinejad nel quale si descrive Israele come un Paese con un governo razzista».
Oggi c'è stato un nuovo attacco del leader iraniano, Mahmoud Ahmadinejad che, in una conferenza a Teheran, ha nuovamente denunciato Israele di aver messo in atto contro i palestinesi una «pulizia etnica», e di aver compiuto «atti brutali». Ahmadinejad ha ribadito che quello di Israele a Gaza è stato un «genocidio» e che i «criminali» dovranno essere puniti. «Dovranno - ha detto il leader iraniano - dare conto di tutta la loro brutalità».
Ahmadinejad ha quindi ribadito di aver chiesto all’Interpol l’arresto di 25 «criminali di guerra sionisti». «La Repubblica islamica - ha detto - si aspetta da loro che ottemperino i loro doveri legali». Le dichiarazioni di Ahmadinejad arrivano all’indomani delle forti accuse lanciate dal leader iraniano dalla platea della conferenza Onu sul razzismo a Ginevra in cui Ahmadinejad aveva denunciato Israele di essere «un governo totalmente razzista» fondato «sul pretesto della sofferenza israeliana». Affermazioni che avevano profondamente irritato i delegati europei, usciti dalla sala. Lo stesso presidente Usa aveva definito le dichiarazioni del presidente iraniano «spaventose e criticabili».
La conferenza sul razzismo delle Nazioni Unite in questi giorni avrebbe segnato una sconfitta di Israele, secondo il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, che lunedì era intervenuto a Ginevra, unico capo di stato a farlo. Israele, ha detto, «uccide innocenti, costruisce bombe atomiche, usa la questione dei diritti umani per giustificare le sue azioni disumane come fa con l’Olocausto».
Ahmadinejad ha inoltre spiegato di «aver respinto» la raccomandazione del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, a tenere un discorso dai toni morbidi dalla platea della conferenza di Ginevra. «Gli abbiamo risposto se ci stava chiedendo di non parlare dei crimini di Gaza, degli attacchi contro i nostri paesi vicini, e del terrore dei palestinesi. Se non possiamo parlare di queste cose a una conferenza dell’Onu, dove dobbiamo farlo?».
«Gli israeliani volevano dare una nuova definizione di razzismo ma per la prima volta la libertà delle nazioni e dei governi ha neutralizzato i suoi piani diabolici e ha vinto», ha dichiarato Ahmadinejad, dopo aver incontrato a Teheran un gruppo di magistrati.
Fonte: http://www.lastampa.it
ONU - Ahmadinejad infiamma Durban 2 - Rappresentati Paesi dell'Ue lasciano la sala a Ginevra...
(ANSA) - GINEVRA, 20 APR - Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, attacca Israele nel suo intervento alla Conferenza dell'Onu sul razzismo a Ginevra. Ahmadinejad ha criticato l'insediamento di un ''governo razzista'' in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente allo stato di Israele, senza pero' mai nominarlo. Alle sue parole, i rappresentanti degli Stati dell'Unione europea - quelli presenti ai lavori, Italia e Germania non ci sono- hanno abbandonato la sala.
Usa, discorso Ahmadinejad odioso, fa una grave ingiustizia al popolo iraniano
(ANSA) - NEW YORK, 20 APR - Il discorso del presidente Ahmadinejad alla conferenza sul razzismo di Ginevra e' stato ''vile'' e ''odioso''. Lo ha detto l'incaricato d'affari americano all'Onu, Alejandro Wolff. ''Non posso usare altra parola che vergognoso'', ha detto. Ahmadinejad ha accusato Israele di aver creato un ''regime razzista, repressivo e crudele''. Secondo Wolff il discorso ''fa una grave ingiustizia alla nazione iraniana e al popolo iraniano''.
SKYTG24: http://www.youtube.com/
Mahmud Ahmadinejad ha attaccato Israele denunciando la "formazione di un governo razzista in Medio Oriente" e i delegati dell'Unione europea hanno reagito lasciano la Conferenza di Ginebvra 'Durban 2', già disertata da molte delegazioni occidentali.
Poco prima, nel momento in cui il capo di stato iraniano ha preso la parola davanti ai delegati, almeno tre manifestanti con parrucche multicolori e nasi rossi da clown hanno gridato "razzista, razzista" all'indirizzo di Ahmadinejad. I tre sono stati espulsi dalla sala delle conferenze.
Sarkozy: necessaria estrema fermezza dell'Ue
E' necessaria una "estrema fermezza" dell' Unione europea. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, definendo il discorso del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza Onu sul razzismo a Ginevra un "appello intollerabile all'odio razziale".
Kouchner: nessun compromesso possibile
"Nessun compromesso è possibile", dopo le dichiarazioni anti-Israele pronunciate dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza Onu sul razzismo a Ginevra, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. "Avevo avvisato che la Francia non avrebbe tollerato l'uso della conferenza per delle dichiarazioni d'odio", ha sottolineato Kouchner. "Così, seguendo le mie istruzioni, il nostro ambasciatore Onu a Ginevra, Jean-Baptiste Mattei, ha abbandonato la sala con i suoi colleghi europei e numerose altre delegazioni". "Spero - ha osservato il capo della diplomazia francese - che questo gesto di protesta faccia riflettere la comunità internazionale: in nome della protezione dei diritti umani e della lotta contro tutte le forme di razzismo le nazioni devono unirsi contro tutte le dichiarazioni di odio".
Israele critica Ban Ki-moon per l'incontro con Ahmadinejad
Israele ha deplorato oggi il faccia a faccia tra il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, e il presidente dell'Iran, Mahmud Ahmadinejad, a margine della conferenza di Ginevra sul razzismo.
"E' deplorevole che il segretario generale dell'Onu abbia creduto bene di incontrare il piu' grande negazionista d'oggi (Ahmadinejad), il quale e' alla testa di un Paese membro dell'Onu che invoca la distruzione di un altro Paese (Israele) pure membro dell'Onu, nel giorno della commemorazione della Shoah", si legge in una nota del ministero degli Esteri israeliano. Nella nota si sottolinea inoltre che "sarebbe meglio" se tutti "i dirigenti della comunità internazionale si astenessero dall'incontrare" il presidente iraniano.
Nelle ore precedenti Israele aveva protestato in modo ancor più vigoroso contro l'accoglienza fastosa riservata ad Ahmadinejad a Ginevra dal presidente svizzero, Hans Rudolf Merz, richiamando il proprio ambasciatore a Berna per consultazioni.
Ahmadinejad: "arrogante ed egoista" chi non è venuto
Mahmoud Ahmdinejad ha accusato i Paesi che hanno boicottato la conferenza Onu sul razzismo di Ginevra di essere "arroganti ed egoisti".
Tra quanti hanno deciso di non partecipare Israele, che è stata nuovamente attaccata dal presidente iraniano, l'Italia e gli Stati Uniti.
Fonte: http://www.rainews24.rai.it
Il nuovo Iran di Amadinejad...
Nello scorso mese di giugno si sono svolte in Iran le elezioni presidenziali. A sorpresa, ha prevalso l’ex sindaco di Teheran, Mahmoud Ahmadinejad, superando nel ballottaggio il favorito Akbar Hashemi Rafsanjani, che già aveva ricoperto la carica di presidente della repubblica negli anni dal 1989 al 1997. Dopo lo spoglio delle schede, lo sconfitto ha rivolto pesanti accuse di brogli elettorali, sostenendo che il Ministero della Cultura, la Guardia rivoluzionaria ed il Basiji (la milizia volontaria nazionale) avevano favorito lo sfidante grazie ad una campagna denigratoria dell’immagine sua e della sua famiglia orchestrata utilizzando denaro pubblico ed istituzioni statali; tuttavia, il Consiglio dei Guardiani, cioè la corte costituzionale chiamata a sovrintendere alle elezioni, ha minimizzato la portata delle accuse chiudendo definitivamente la partita.
Il risultato elettorale è stato presentato dalla stampa come il prodotto dello scontro fra il pragmatico conservatore Rafsanjani che aveva promesso aperture economiche, l’intensificazione dei rapporti con l’Occidente e riforme democratiche, e l’ultraconservatore ortodosso ed estremista Ahmadinejad, custode dei valori e degli ideali della rivoluzione khomeinista del 1979. La realtà, però, è, come spesso accade, un po’ più complessa di quella tratteggiata da una schematizzazione giornalistica.
Il quadro sociale e politico delle elezioni
Tra i mille e più che avevano presentato la propria candidatura, il Consiglio dei Guardiani ha dischiuso le porte della competizione a soli otto fedeli servitori della repubblica islamica, di cui tre riformatori e cinque conservatori. Il primo turno ha visto prevalere da un lato Rafsanjani, in partenza dato per favorito, e dall’altro l’outsider Ahmadinejad, sconosciuto ai più fino a quando non era diventato sindaco di Teheran e giunto al ballottaggio prevalendo per un soffio su candidati più accreditati di lui. I sondaggi davano vincente l’ex presidente, ma l’esito finale del voto ha sorprendentemente ribaltato tutte le previsioni.
Rafsanjani ha, innanzitutto, pagato la sostanziale astensione del fronte moderato, che non ha mostrato la necessaria compattezza. Benché godesse dell’appoggio delle classi medie, dei settori imprenditoriali e del mondo degli affari, è stato abbandonato da consistenti fasce del blocco sociale riformista che l’hanno più o meno apertamente boicottato a causa della sua fama di corrotto, nonostante gli inviti della stampa moderata a convergere su di lui. Ed a nulla gli è valso l’espresso sostegno dell’establishment politico statunitense ed europeo che confidava in una sua vittoria per incrementare massicciamente gli affari con il paese islamico: “I riformatori dovrebbero smettere di parlare di boicottare la consultazione e votare invece per l’ex presidente. Rafsanjani è la scelta migliore sia per il paese sia per il resto del mondo, soprattutto se mantiene le promesse di avviare un dialogo con gli Stati Uniti” (Los Angeles Times).
Con Ahmadinejad, invece, si sono schierate le classi povere, i disoccupati e gli emarginati che non hanno goduto della ricchezza che il petrolio, con le sue enormi entrate valutarie, ha portato solo ad alcuni settori sociali. Quelle stesse classi subalterne che, anche in odio all’affarismo ed alla corruzione sempre più presenti nella vita politica del paese, sono state spaventate dagli annunciati piani di privatizzazioni da parte di Rafsanjani, che, com’è ovvio, avrebbero indebolito la rete di tutele a protezione dei deboli. A ciò si aggiunga il disgusto per quella nomenclatura cresciuta nel regime teocratico iraniano e considerata traditrice degli ideali della rivoluzione. In Ahmadinejad le classi subalterne hanno visto un paladino in grado di sconfiggere le corrotte élite di governo e di combattere la povertà sempre più diffusa nonostante gli enormi profitti derivanti dalle vendite di petrolio; e, benché abbia goduto del sostegno esplicito della Guida suprema della rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei, e della Guardia rivoluzionaria, il nuovo presidente - un laico di 49 anni - è stato percepito come una figura estranea al regime clericale. Così, oggi l’Iran, per la prima volta dal 1981 (da quando, cioè, Bani Sadr venne deposto), ha di nuovo un presidente non appartenente al clero sciita.
Chi è Ahmadinejad
Figlio del popolo - il padre era un maniscalco - Mahmoud Ahmadinejad ha costruito la propria figura pubblica soprattutto come sindaco di Teheran distinguendosi per la chiusura di centri culturali e per aver imposto restrizioni anche nell’abbigliamento agli impiegati comunali, così alimentando la sua fama di duro ed ultraconservatore che è poi stata amplificata dal suo avversario nella campagna elettorale per le presidenziali nel tentativo di screditarlo. Tuttavia, si è anche fatto conoscere come amministratore molto attento alle esigenze dei cittadini, che infatti hanno sentito vicino a loro quest’uomo austero, che esibisce la propria diversità rispetto ai rappresentanti dei settori clericali arricchitisi grazie alla corruzione e di cui il popolo è parso percepire più l’azione amministrativa in favore dei bisognosi che non l’ideologia conservatrice.
E, durante la competizione elettorale, questa immagine è servita a contrastare la campagna che i riformisti gli hanno lanciato contro per metterne in luce i tratti ultraortodossi ed oscurantisti. Ahmadinejad, pur rivendicando il “ritorno alle origini e agli ideali dell’Imam Khomeini”, ha lasciato più sullo sfondo i richiami ideologici privilegiando invece una propaganda elettorale fors’anche populista, ma di sicura presa, come quando ha proclamato che “i veri problemi del paese sono la situazione dell’occupazione e quella degli alloggi, non come ci si veste”, oppure quando ha promesso “un governo di 70 milioni di ministri”. D’altronde, anche la rivendicazione del ritorno ai valori originari della rivoluzione khomeinista non è mai fatta in funzione di un’astratta “purezza” arcadica, bensì nella consapevolezza, condivisa a livello di massa, della difesa dell’Islam come strumento della lotta per la giustizia sociale.
Dopo la vittoria
Subito dopo l’affermazione elettorale, le prime prese di posizione di Ahmadinejad sono state di rassicurazione al mondo arabo che l’Iran intende ricercare la via per una convivenza pacifica, tranne che con Israele; mentre non ritiene di instaurare con gli Usa alcun tipo di relazione internazionale. Ma il neo presidente è subito intervenuto su altri temi importanti della vita del suo paese, in particolare sull’economia, preannunciando un maggiore intervento dello stato nel settore petrolifero e bancario ed ipotizzando, soprattutto vista la dinamica ascendente dei prezzi del greggio, un ampliamento della rete protettiva del welfare state. E soprattutto non poteva mancare un riferimento al punto centrale di sofferenza nei rapporti fra l’Iran e l’Occidente: la ripresa del programma di sviluppo del nucleare a scopi pacifici.
Ahmadinejad ha sostenuto l’indispensabilità del riavvio del processo di arricchimento dell’uranio a scopi pacifici, definendolo “vitale” per l’economia iraniana. Il compromesso raggiunto nel novembre 2004 con l’Aiea (l’Agenzia internazionale dell’Onu per l’energia atomica) - cioè la sospensione delle attività dell’arricchimento di uranio in un quadro di colloqui bilaterali fra il governo dell’Iran ed una commissione composta dai rappresentanti di tre paesi europei (Germania, Francia e Gran Bretagna) per trovare una soluzione che soddisfacesse da un lato le preoccupazioni occidentali che il programma di lavorazione del materiale radioattivo non nasconde scopi militari e dall’altro la necessità da parte iraniana di riattivare le centrali per la produzione di energia - quel compromesso, dunque, è saltato nello scorso mese di agosto quando l’Iran ha riattivato la centrale di Isfahan, sia pure sotto il controllo dei tecnici Aiea, sostenendo il proprio diritto a portare avanti il programma per scopi soltanto civili.
Le reazioni internazionali
Già in linea generale, le reazioni internazionali non sono state favorevoli all’elezione di Ahmadinejad. Il governo israeliano è stato molto drastico nel sostenere che l’esito del voto iraniano rappresenta un “aggravamento dei problemi che Teheran rappresenta per il resto della comunità internazionale”. E negativi sono stati anche i giudizi da parte statunitense, divenuti ancor più drastici dopo la rottura dei colloqui fra le autorità iraniane ed i rappresentanti dell’Aiea: George W. Bush, infatti, si è dichiarato “pronto alla prova di forza contro l’Iran”[i].
Allo stato non è facile prevedere il grado di serietà della minaccia statunitense, visto l’impegno delle truppe americane in territorio iracheno e la crescente instabilità dell’Afghanistan. Quello che, certamente, potrebbe portare ad una recrudescenza dei rapporti fra Bush ed Amadinejad è il progetto, di cui si parla con insistenza in ambienti Opec, secondo cui l’Iran sarebbe intenzionato a costituire una Borsa del petrolio a Teheran con trattative in euro, cui potrebbero aderire la Russia e qualche altro paese: sarebbe una vera e propria manovra di destabilizzazione delle Borse del petrolio di New York e Londra ed un attacco diretto all’economia americana gravata da un deficit senza fondo. Il progetto, peraltro, non è nuovo: l’aveva iniziato, isolatamente, Saddam Hussein. E si è visto come s’è concluso!
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[i] Appena incidentalmente, però, è il caso di notare che, nonostante il divieto legislativo per le imprese americane di fare affari con i paesi sotto embargo (tra i quali rientra l’Iran), la Halliburton, società petrolifera dell’attuale vicepresidente Usa, Dick Cheney, fornisce agli iraniani, attraverso una sua controllata off shore, i componenti per la costruzione di un reattore nucleare.
Fonte: di Valerio Torre http://www.progettocomunista.it
Terremoto in Abruzzo - L' Aquila Earthquake dopo seconda scossa YOUREPORTER.IT
YOUREPORTER.IT YOUREPORTER.IT
AVIS 06491390. Mediafriends per l'Abruzzo Aperta la raccolta fondi Raccolta fondi Mediafriends (l'onlus di Mediaset, Medusa e Mondadori), a favore dei terremotati. Il conto corrente è intestato a Mediafriends, la causale è "emergenza terremoto Abruzzo". Beneficiario/Donations: Mediafriends, codice Iban: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Le immagini girate dopo la scossa registrata alle 19.42 d'intensità quasi pari alla prima.
La forte e prolungata scossa di terremoto avvertita poco fa ha causato un ulteriore crollo della chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo all'Aquila. La cupola della chiesa era parzialmente crollata nel sisma della notte tra domenica e lunedì.
E' iniziata anche la demolizione della casa dello studente, di via XX Settembre, dove si è registrato il maggior numero di vittime del terremoto.
La palazzina di 4 piani, in parte crollata e comunque lesionata irreparabilmente, è stata abbattuta dai colpi di una macchina demolitrice.
Fonte: http://www.youtube.com/user/lago73
TERREMOTO ABRUZZO-LA TERRA TREMA ANCORA-NUOVA SCOSSA(13/04/09)
ANCORA UNA FORTE SCOSSA DI MAGNITUDO 4.8 SCALA RICHTER AVVERTITA ANCHE A ROMA (14 Aprile 2009) DOPO IL TERREMOTO, IN ABRUZZO UNA SQUADRA ANTI-MAFIA VIGILERA' SUGLI APPALTI DELLA RICOSTRUZIONE...RIUSCIRA' LO STATO A TENERE LONTANO I TENTACOLI DELLA MAFIA DAI GRANDI AFFARI IMMOBILIARI CHE SI PROSPETTANO NELLA REGIONE COLPITA DAL SISMA???
venerdì 17 aprile 2009
Santoro parla delle polemiche su Annozero e della sospensione di Vauro - Annozero, 16 Aprile 2009
Santoro parla delle polemiche su Annozero e della sospensione di Vauro - Annozero, 16 Aprile 2009.
Sabina Guzzanti [AnnoZero - 16/04/2009]
Sabina Guzzanti a AnnoZero del 16 Aprile 2009.
La Guzzanti ha indossato la toga per sovlgere la pubblica accusa contro Vauro, accusato di essere incorso in un vero e proprio "conflitto di interessi". Infatti è stato talmente stupido di andare contro i suoi stessi interessi, facendosi cacciare.
Un'altra battuta delle sue l'attrice l'ha riservata a Mediaset. "La televisione - ha detto - ha insegnato agli italiani a parlare. Mediaset ha fatto un passo avanti: ha insegnato loro a stare zitti".
Anche Report ha attirato gli strali della pubblica accusa, incarnata da Sabina. "La Gabanelli - ha detto la Guzzanti - sulla Social card ha fatto la spia, perché è andata raccontando chi faceva i suoi affari e guadagnava sui fondi che erano destinati ai poveri. E questo non si fa".
Francesca Fornario ad Annozero sostituisce Vauro - 16 Aprile 2009
Intervento dell'autrice satirica Francesca Fornario ad Annozero - mostra spacciandole per proprie le vignette di Vauro :) - tutti i diritti http://www.rai.tv
Marco Travaglio - Annozero - 16 Aprile 2009...
Intervento di Marco Travaglio ad Annozero del 16 Aprile 2009...
giovedì 16 aprile 2009
Tourism encouraged in DPRK...
Pyongyang, February 22 (KCNA) -- An increasing number of foreigners hope for tourism in the DPRK with the tourist season at hand. Visitors are always welcome and their personal safety is surely guaranteed in the DPRK which values international visits, exchange, mutual understanding, cooperation and respect. The government encourages tourism with a view to strengthening solidarity with peoples of all the countries in the idea of independence, peace and friendship and building a more prosperous and civilized country. The first travel company was established in the country in August Juche 42 (1953) and later the state general bureau of tourism for the development of tourism. The DPRK became an official member of the World Tourism Organization (WTO) in September 1987. In April 1997 it was officially admitted to the Pacific Area Travel Association (PATA). The state allotted a great amount of fund to building tourist grounds and service facilities at scenic spots. Hundreds of tourist grounds involve the capital city of Pyongyang, the west sea barrage, a leading lock gate of the world, and such famous mountains as Mt. Myohyang, Mt. Chilbo and Mt. Kuwol. Tourism in the DPRK includes inspection of monumental edifices and historical and cultural relics and remains in Pyongyang and ecological tourism aimed at promoting health and training bodies while resting and vacationing at beautiful and attractive scenic spots. Tourism also includes medical treatment, the training of Taekwon-do and dance notation, the study of Korean language and the observation of animals and plants. What is noteworthy in this year's tourism is to appreciate 100,000-strong gymnastic and artistic performance "Arirang," a masterpiece in the 21st century. Revolutionary opera "The Sea of Blood," national opera "Tale of Chun Hyang" and joint performances of schoolchildren and circus performances are also being prepared. The state general bureau of tourism is now busy with preparations to meet the increasing demand for tourism. Those who want to witness the peculiar feature of the DPRK vigorously advancing with the might of the single-hearted unity, the climax of fascinating art and the beauty of attractive nature may contact with the state general bureau of tourism. address: Jungsong-Dong, Central District, Pyongyang, DPRK. Telephone: 850-2-18111, Fax: 850-2-3814547.
Fonte: http://www.youtube.com/user/atiu88
KCTV (DPRK Army chorus)...
Korean Central Television (조선중앙방송)
장군님은 승리의 기치
합창 : 조선인민군공훈합창단
작사 : 최준경
작곡 : 송민화
강철의 우리 대오 키워주시고
승리의 밝은 길로 이끄는 령장
그 이름 노래되여 울리는 곳에
위훈의 별들 빛나네
승리 승리 승리의 기치 김정일장군
승리 승리 그 기치따라 백승 떨친다
하늘땅 다스리는 철의 의지로
광풍도 순풍으로 돌려 세우네
그 기상 기발되여 날리는 곳에
만세의 함성 높아라
승리 승리 승리의 기치 김정일장군
승리 승리 그 기치따라 백승 떨친다
불패의 대강국을 높이 세우고
반제의 최전선에 계시는 령장
그 명령 번개되여 내리는 곳에
원쑤들 멸망하리라
승리 승리 승리의 기치 김정일장군
승리 승리 그 기치따라 백승 떨친다
승리 승리의 기치
North Korean Military Choir video...
The North Korean "Merited Choir of the Song and Dance Ensemble of the Korean People's Army" performing in a patriotic propaganda music video...
Rosy Is Future of DPRK under Leadership of Kim Jong Il...
Pyongyang, April 8 (KCNA) -- The future of the DPRK is immensely bright as it holds Kim Jong Il, the illustrious commander of Mt. Paektu and statesman of general-type, at the top posts of the Party, the army and the state.
Rodong Sinmun Wednesday observes this in an editorial on the occasion of the 16th anniversary of Kim Jong Il's election as chairman of the DPRK National Defence Commission.
Kim Jong Il's election as chairman of the National Defence Commission in the DPRK meant the successful solution of the fundamental issue on which hinged the destinies of the state and people, the editorial says, and goes on:
He is the great statesman of general-type who has performed immortal feats to shine forever in history by leading the Party and the army, the state and the people for several decades with his extraordinary qualification and personality and distinguished political caliber as an illustrious commander born of Heaven.
The past more than decade during which he has led the Korean revolution, shouldering upon himself the heavy responsibility as chairman of the NDC is an unforgettable period which witnessed an epoch-making change in strengthening and developing the Korean revolutionary armed forces and a glorious period during which he fully demonstrated the heroic spirit of Korea dynamically advancing toward a bright morrow, weathering manifold trials.
The precious feats he has performed by leading the Korean revolution as chairman of the NDC are that he made the DPRK always shed its rays as Kim Il Sung's Korea, augmented the political and military potentials of the country in every way and laid an eternal foundation for the prosperity of the country and the happiness of the people.
The editorial calls upon all the servicepersons and people to fully demonstrate the dignity of the DPRK and spirit of sure victory under the uplifted banner of Songun, while keeping in their mind the great honor and happiness of having Kim Jong Il at the helm of the Korean revolution.
Fonte: http://www.youtube.com/profile?user=Songunblog
The Infernal Jew : Traffic Jams...
The Jews pull the strings of the world with control of the financial, banking, political, and media all over the world to make the peoples lives miserable, stealing children eardrums and walls to make cakes and profit.
This document shows how the Jews control traffic jams all over the world in a bid to make the peoples lives miserable so they can then lord it over and oppress the poor ethnic minority arab Palestinian progressive people.
World progressives demand that the wicked zionists who are the worst human rights abusers in humankind history be tried and found guilty of crimes against humanity by the International Crimes Court at no delay.
Fonte: http://www.youtube.com/profile?user=Songunblog
Kim Jong Il The Great General...
Dear Leader Comrade Generalissimo Kim Jong Il general Secretary of the Workers' Party of Korea, Chairman of the National Defense Commission, and Supreme Commander of the Korean People's Army is the flawless perfect strategist and iron-willed great general of Songun who build the Korean People's Army into a match-for-a-hundred invincible force capable of defeating the US imperialists at one stroke in the defense of the Sacred Motherland of Korea united in single-minded harmony around the headquarters of the Juche Revolution.
With a great scientific insight General Kim Jong Il said that the Korean nation must always be ready for a war as long as the US imperialists exist on this planet. Therefore He build the Army, Party and People's willpower of providing it with the complete means of defence and attack along the Juche-orientated lines of the Songun politics.
General Kim Jong Il is the Great General. Long live General Kim Jong Il! MANSE!!!
Fonte: http://www.youtube.com/profile?user=Songunblog
Kim Jong Il The Great Economist....
Dear Leader Comrade Generalissimo Kim Jong Il the brilliant statesman, political genius, prolific author, musical virtuoso, master of the arts, prodigious humanist, invincible military commander and respected Lodestar of national reunification leads the Korean nation in building the great powerful prosperous country with his adroit and inovative economic ideas.
Making the rounds on field guidance insterction tours, Comrade Kim Jong Il always makes himself aware of every details of a situation and teaches the creative ways to overcome difficulties in reaching the targets of the six-years plans which are the driving force of the Democratic People's Republic of Korea economic processes based on the mass-centered Juche-orientated Korean-style socialism which is the system the Korean people have freely chosen by themselves out of their own free will.
Thus Leader Kim Jong Il is the mass-based leader truly serving the people by bringing about the great upswing in revolutionary economic building for the prosperity of the Korean people and all of humankind.
Fonte: http://www.youtube.com/profile?user=Songunblog
Capitalist in America (USA), Socialist in North Korea....le DIFFERENZE SOSTANZIALI tra COMUNISMO e CAPITALISMO...
This is why "America" is Hell, but the DPRK is Paradise...
Fonte: http://www.youtube.com/user/Songunblog
Dear Leader Kim Jong Il The Great Brilliant Commander
Dear Leader Comrade Generalissimo Kim Jong Il is the great brilliant commander of Songun, the invincible strategist twenty-eight thousand times victorious against the criminal US imperialist, the reactionary Japanese militarists, and the US-puppet south Korean dictatorship. Under the flawless Songun-based leadership of Dear Leader Comrade Generalissimo Kim Jong Il the brilliant statesman, political genius, prodigious humanist, and invincible military commander, the Korean people vow eternal undying loyalty of single-minded unity to the leader, pledging to hurl their lives at the outsider aggressors in defence of the leader who is more precious than their own lives.
Fonte: http://www.youtube.com/user/Songunblog
Friendship Of Korea...
The Democratic People's Republic of Korea is the most frienship-oriented country in the world, blessed with the Songun leadership of Comrade Generalissimo Kim Jong Il the great brilliant commander of Songun building the great independant powerful prosperous country along the Juche line of people-centered korean-style socialism.
Fonte: http://www.youtube.com/user/Songunblog
Kim Jong Il Master Of Creation...
Dear Leader Comrade Generalissimo Kim Jong Il made the arts and litterature of Korea benefit from his wise flawless wisdom. He undertook the guidance of the arts and litterature in Korea turing the heydays of Korean arts and litterature.
Leader Kim Jong Il taugh the art of the cinema peering over the screenplays and teaching actors at the studios well into the night. Thus Korean cinema came to the proeminent position in the world.
The Leader also guided the creation of the Opera in Korea. Taking the Sea Of Blood opera as the genesis of Korean opera, he choose himself the songs with pearl-hunting care, supervising the creation of masterpieces. He thaught how to sing to the opera signers and prop and costume making to the designers.
Thus Comrade Kim Jong Il is revered all about Korea and the world as an accomplished genius of arts, musical virtuoso, and a Master of Creation.
Fonte: http://www.youtube.com/user/Songunblog
Brigate Rosse e Aldo Moro. Documento inedito...
Nella trasmissione "Il rosso e il nero", David Sassoli intervista il testimone oculare Alessandro Marini che parla di un "personaggio con un cappotto cammello presente subito dopo la fuga dei brigatisti e che aveva una paletta della polizia in mano". Il giorno dopo lo stesso Sassoli individua Bruno Barbaro e lo intervista...
Fonte: http://www.youtube.com/user/vuotoaperdere
Brigate Rosse (Ultima Telefonata Aldo Moro) TERRORISMO: PERCHE' CINZIA BANELLI PUO’ LASCIARE CARCERE???
ROMA - Cinzia Banelli, la prima pentita delle Nuove Brigate rosse, potrà lasciare il carcere di Sollicciano a Firenze nelle prossime ore o al più tardi domani. Alla ex “compagna So”, condannata per l’omicidio del professor Massimo D’Antona a 12 anni di reclusione, il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha concesso gli arresti domiciliari. Banelli fruiva già del programma di protezione, ma era rimasta in carcere in attesa del parere della Sorveglianza.
A dare parere favorevole al provvedimento sono state sia la procura generale di Roma sia quella di Bologna.
Alla Banelli, secondo il programma di protezione concesso dal Viminale, sarà assegnata una nuova identità, le sarà riconosciuto un sussidio, e sarà trasferita in una località segreta insieme con il figlio di cinque anni e il marito. Banelli, 45 anni, è detenuta dal dicembre del 2006 nel carcere di Sollicciano a Firenze, dopo che era diventata esecutiva la condanna a 12 anni di reclusione per l’omicidio del professor Massimo D’Antona. Una prima richiesta ai domiciliari era stata respinta dalla Sorveglianza di Roma il 24 gennaio dello scorso anno perché secondo i magistrati la pentita avrebbe dovuto fruire di una serie di permessi e la conseguente valutazione. Cosa che ha fatto in questo periodo lasciando il carcere una volta al mese per raggiungere la famiglia.
Fonte: http://www.destrablog.com/blog/
mercoledì 15 aprile 2009
DPRK mourn Great Leader's demise...
Great Leader Kim Il-Sung died on July 8, 1994. People from all walks of life mourned and paid their last respects to their leader as shown in this video from the state-media. Even the announcer and the field reporter feel the loss.
Fonte: http://www.youtube.com/user/atiu88
Guinness Certificate Awarded to "Arirang" of the DPRK...
Pyongyang, August 16 (KCNA) -- A certificate of the Guinness World Records was awarded to the grand gymnastic and artistic performance "Arirang". It was handed to Song Sok Hwan, vice-minister of Culture, by Wu Xiaohong, representative of the Guinness World Records Ltd., on a visit to the DPRK at the May Day Stadium on August 15. The record of largest gymnastic and artistic performance in the world was created in Pyongyang, the capital of the DPRK, the certificate says. Conveying the certificate, the representative said the grand gymnastic and artistic performance "Arirang" could be successfully created thanks to the wise leadership of Kim Jong Il, and expressed deepest respect to him. Warmly haling the registration of the performance in the Guinness World Records, the representative hoped that "Arirang" would successfully go on in the future. More than 7 million Koreans in the north and the south and overseas and foreigners have watched the performance which has taken place over 180 times.
Fonte: http://www.youtube.com/user/atiu88
Kim Jong Il Announces Plan To Bring Moon To North Korea...
From Onion News Network International: North Korea's space program will capture the moon and bring it home, a feat no Western nation could accomplish...
Fonte: http://www.youtube.com/user/TheOnion
DPRK Foreign Ministry Vehemently Refutes UNSC's "Presidential Statement!"
Pyongyang, April 14 (KCNA) -- The DPRK Foreign Ministry issued a statement Tuesday flatly rejecting the brigandish "presidential statement" which the U.S. and its followers finally released by abusing the UNSC to condemn the DPRK's launch of satellite for peaceful purposes.
Saying that throughout history the UNSC has never taken issue with satellite launches, the statement continues:
First, the DPRK resolutely rejects the unjust action taken by the UNSC wantonly infringing upon the sovereignty of the DPRK and seriously hurting the dignity of the Korean people.
Second, there would be no need to hold six-party talks which the DPRK has attended.
Now that the six-party talks have turned into a platform for infringing upon the sovereignty of the DPRK and seeking to force the DPRK to disarm itself and bring down the system in it the DPRK will never participate in the talks any longer nor it will be bound to any agreement of the six-party talks.
Third, the DPRK will bolster its nuclear deterrent for self-defence in every way.
It will take the measure for restoring to their original state the nuclear facilities which had been disabled under the agreement of the six-party talks and putting their operation on a normal track and fully reprocess the spent fuel rods churned out from the pilot atomic power plant as part of it.
Fonte: http://www.youtube.com/user/atiu88
Kim Jong Il Greets Roh Moo Hyun...
Pyongyang, October 2 2008 (KCNA) -- General Secretary Kim Jong Il on Tuesday greeted south Korean President Roh Moo Hyun on a visit to Pyongyang. The streets of the capital city were wrapped in a festive mood. The meeting of the top leaders of the north and the south will mark an event of weighty significance in boosting the inter-Korean relations to a new higher stage on the basis of the historic June 15 North-South Joint Declaration and in the spirit of "By our nation itself" and opening up a new phase for achieving peace on the Korean Peninsula, prosperity common to the nation and national reunification. Pyongyangites from all walks of life lined up at the plaza in front of the April 25 House of Culture where flags of the DPRK were seen fluttering. When Kim Jong Il appeared at the plaza, the crowd broke into thunderous cheers of "Hurrah!" rocking the earth and sky. Present there were Kim Yong Il, premier of the Cabinet, Kim Il Chol, minister of the People's Armed Forces, Choe Thae Bok, chairman of the Supreme People's Assembly, Yang Hyong Sop, vice-president of the SPA Presidium, Kim Ki Nam, secretary of the Central Committee of the Workers' Party of Korea, Kang Sok Ju, first vice-minister of Foreign Affairs, Kim Yong Dae, chairman of the Central Committee of the Korean Social Democratic Party, and leading officials of the party, armed forces and power organs, working people's organizations, ministries and national institutions. At noon, a limousine carrying Kim Yong Nam, president of the SPA Presidium, and President Roh Moo Hyun arrived at the plaza after passing through tens of ri-long route amid the welcome of the crowd. Amidst the playing of the welcome music, the crowd welcomed Roh Moo Hyun, waving bouquets. Kim Jong Il exchanged a handshake and greetings with Roh Moo Hyun. Roh Moo Hyun is accompanied by Minister of Finance and Economy Kwon O Gyu, Minister of Science and Technology Kim U Sik, Minister of Unification Ri Jae Jong, Minister of National Defence Kim Jang Su, Minister of Agriculture and Forestry Im Sang Gyu, Minister of Health and Welfare Pyon Jae Jin, Director of the National Intelligence Service Kim Man Bok and other suite members and reporters. A function took place at the plaza in welcome of Roh Moo Hyun. Kim Jong Il and Roh Moo Hyun reviewed the guard of honor of the three services of the Korean People's Army. Women workers presented bouquets to Roh Moo Hyun and his wife. Kim Jong Il and Roh Moo Hyun waved back to the enthusiastically welcoming crowd, passing before them.
Fonte: http://www.youtube.com/user/atiu88
La Corea del Nord annuncia il ritiro dai colloqui a sei...
2009-04-15 14:30:39
Dopo l'approvazione unanime di una dichiarazione presidenziale il 13 aprile da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul problema del lancio da parte della Corea del Nord, il giorno 14 il ministero degli Esteri nordcoreano ha espresso condanna ed opposizione, annunciando il ritiro del paese dai colloqui a sei sul problema nucleare nordcoreano, la riapertura degli impianti nucleari disattivati e l'interruzione della cooperazione con l'IAEA. Nel frattempo, le varie parti interessate hanno invitato la Corea del Nord a ritornare ai colloqui a sei. L'opinione pubblica ritiene che in questo momento delicato, la salvaguardia congiunta dei colloqui a sei e del processo di denuclearizzazione della penisola coreana sia di estrema importanza.
Il 5 aprile la Corea del Nord ha annunciato di aver lanciato con successo il satellite sperimentale per telecomunicazioni "Kwangmyonysong-2". Il giorno 13 il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una dichiarazione presidenziale sul problema del lancio nordcoreano, secondo cui l'iniziativa del lancio da parte della Corea del Nord ha violato la risoluzione n.1718, da cui la condanna in merito del Consiglio di Sicurezza, e la sua richiesta al paese di non procedere ad ulteriori iniziative del genere. Inoltre il Consiglio di Sicurezza sostiene e si appella per il pronto ripristino dei colloqui a sei, e sollecita le sei parti ad impegnarsi per l'applicazione completa del comunicato congiunto raggiunto il 19 settembre 2005 e dei documenti sui consensi raggiunti in seguito, così da salvaguardare la pace e la stabilità della penisola coreana e dell'Asia nordorientale.
Il giorno 14, poche ore dopo l'approvazione della dichiarazione presidenziale da parte del Consiglio di Sicurezza, il ministero degli Esteri nordcoreano ha pubblicato una dichiarazione di "condanna e opposizione" alla dichiarazione presidenziale e che comunica la "continuazione dell'esercizio del suo diritto autonomo all'utilizzo del cosmo ai sensi del Diritto internazionale". La dichiarazione afferma che il rispetto dell'uguaglianza dei diritti di autonomia e sovranità costituisce la base e la vita del comunicato congiunto del 19 settembre approvato nel corso dei colloqui a sei. Vista la "completa negazione" di tale spirito, la Corea del Nord "non parteciperà più assolutamente ai colloqui a sei", e "non sarà più vincolata dagli accordi raggiunti nel corso dei colloqui". Inoltre la dichiarazione afferma che la Corea del Nord "rafforzerà in ogni modo il suo deterrente nucleare per l'autodifesa". A tal fine il paese riporterà allo stato originale gli impianti nucleari disattivati, facendoli funzionare normalmente, e "procederà ad attive ricerche sulla questione del suo reattore ad acqua leggera."
Durante la conferenza stampa di routine dello stesso giorno, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che le minacce nordcoreane del ritiro dai colloqui a sei e del ripristino del programma nucleare sono "un grave passo della Corea del Nord nella direzione sbagliata", e che la parte americana sollecita il paese a por fine alle "minacce provocatorie". Lo stesso giorno anche il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Robert Wood ha sollecitato la Corea del Nord a ritornare al tavolo dei colloqui a sei. Secondo la dichiarazione emessa il giorno 13 dalla Casa Bianca sulla dichiarazione presidenziale approvata dal Consiglio di Sicurezza, l'America continuerà ad impegnarsi con gli alleati e i partner nel quadro dei colloqui a sei per la realizzazione in forma verificabile dell'annullamento del programma nucleare nordcoreano, così da distendere il quadro della penisola coreana.
Lo stesso giorno il governo sudcoreano ha espresso rammarico per il ritiro della Corea del Nord dai colloqui a sei. Il portavoce del Ministero degli Esteri e del Commercio ha commentato che la dichiarazione presidenziale del Consiglio di Sicurezza riflette la richiesta unanime della comunità internazionale, e che la Corea del Nord deve rispettarla, continuando a partecipare ai colloqui a sei, così da realizzare la pace e la stabilità della penisola.
Il giorno 14, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Jiang Yu ha detto che la parte cinese non apprezza l'approvazione di una risoluzione, e tantomeno l'adozione di nuove sanzioni, da parte del Consiglio di Sicurezza sull'attuale problema del lancio della Corea del Nord. La parte cinese ritiene coerentemente che la reazione del Consiglio di Sicurezza debba mirare alla salvaguardia del quadro di pace e stabilità della penisola coreana e dell'Asia nordorientale, ai colloqui a sei, al processo di denuclearizzazione della penisola coreana e al sistema internazionale di prevenzione della proliferazione nucleare. La Cina spera che le varie parti interessate, guardando al quadro generale e al lungo periodo, mantengano la calma e l'autocontrollo, salvaguardino congiuntamente la pace e la stabilità della penisola coreana e dell'Asia nordorientale, e si dedichino congiuntamente alla continua promozione dell'avanzamento dei colloqui a sei e del processo di denuclearizzazione della penisola, il che corrisponde agli interessi comuni della comunità internazionale e dei paesi della regione.
Fonte: http://italian.cri.cn
NO alle ingerenze ed interferenze Internazionali negli affari interni degli Stati Indipendenti e Sovrani!!! NO alle imposizioni Democratiche!!!
Sul quotidiano "La Nazione" del 14 Aprile 2009 il famoso giornalista e opinionista Massimo Fini ha pubblicato un articolo molto interessante, cioè quello che vedete proprio quì a fianco...un articolo che mi trova in gran parte in sintonia totale con i concetti da lui stesso espressi e che sono di base anche i miei, in primis il fatto che la "Democrazia" così come la conosciamo e la pratichiamo in Occidente e negli Stati Uniti d'America non si deve e non si può imporre a tutte le Nazioni del Mondo e men che meno in quegli Stati dove esistono popoli "indomabili" ed "ingestibili" che necessitano per forza di cose di essere governati da Regimi semi-Dittatoriali con polso di "ferro"! Ogni popolo ed ogni cultura, per progredire, ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi metodi che non possono essere uguali per tutti! Ciò detto ogni popolo ed ogni Nazione oggi si "merita" il Governo che ha e che si è scelto per andare avanti e per progredire gradualmente verso forme di Governo più stabili e sicure! Ecco perchè oggi Paesi come la Cina, la Corea del Nord, il Vietnam, Cuba, il Laos, l'Iran ed altrettanti Stati devono essere lasciati "liberi" di essere Governati dai propri "Regimi" senza interferenze, senza ingerenze, senza falsi moralismi, perchè solo con quei Governi oggi quei popoli potranno vivere in "Pace"! Basti pensare a ciò che è successo all'Iraq di Saddam Hussein, dopo il crollo "FORZATO" dall'Occidente di quel Regime il popolo Iraqeno non ha conosciuto più veri momenti di pace e stabilità ma solo violenze, instabilià e guerra civile strisciante perenne!!! No alle imposizioni dei modelli Occidentali dunque e "grande" Massimo Fini che ha espresso in poche righe ciò che anche l'idea SOCIALPOPOLARE crede riguardo ai problemi di Politica Estera!!!martedì 14 aprile 2009
SCOSSA TERREMOTO IN DIRETTA - FESTA ITALIANA RAI 1 - 07/04/2009
SCOSSA TERREMOTO IN DIRETTA - FESTA ITALIANA RAI 1 - 7/4/2009
李小龍Bruce Lee珍貴片段(完整1964年長堤空手道大賽表演「振藩國術」)
前中段是「振藩國術」時期;後段自家打沙包是「截拳道」時期。
Rarissimo filmato storico su Bruce Lee...
k-1 GP 2007 Yusuke Fujimoto vs Wang Qiang(中国散打王)
The final kick boxing vs 中国散打 Wang Qiang he's a champion at a civilian sanda club tournament in 2005...
AEROPORTO DI BANGKOK : LE PASSATE PROTESTE CONTRO IL GOVERNO CORROTTO...E GLI SCONTRI DI PASQUA!
BANGKOK (25 novembre) - Circa 10mila manifestanti antigovernativi hanno preso d'assalto l'aeroporto internazionale Suvarnabhumi di Bangkok, dove sono stati bloccati i voli. Sul posto scontri con la polizia. Undici i feriti.
Obiettivo della protesta impedire i lavori del governo, che per sfuggire alla pressione della piazza, che dura da sei mesi, si è provvisoriamente trasferito nei locali di un ex terminal dello scalo. Si tratta della seconda giornata consecutiva di proteste di massa da parte delle forze di opposizione, che intendono impedire al governo in carica di esercitare il potere, con l'obiettivo di rovesciarlo perché «corrotto» e «asservito» all'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, un miliardario incriminato per corruzione che si è rifugiato all'estero. Il partito d'opposizione, l'Alleanza popolare per la democrazia (Pad), da sei mesi ha ingaggiato un braccio di ferro contro il premier, Somchai Wongsawat. I manifestanti del Pad occupano la sede del governo dallo scorso 26 agosto e ieri hanno impedito ai ministri di riunirsi nel vecchio aeroporto di Bangkok che avevano eletto a loro sede. Domani il progetto è di assediare l'aeroporto internazionale dove atterrerà l'aereo che riporta in patria Somchai attualmente in Perù per il summit Apec.
(AGI) - Bangkok, 13 apr. - Gli scontri di piazza a Bangkok hanno causato la morte due persone e 113 feriti. Questo il bilancio provvisorio delle violenze iniziate ieri nella capitale thailandese tra le 'camicie rosse', i sostenitori dell' ex premier Thaksin Shinawatra, e i soldati fedeli a re Bhumibol Adulyadey. Il primo ministro Abhisit Vejjajiva ha annunciato che l'esercito ha "quasi completamente" ripreso il controllo della situazione. Intanto, i soldati hanno occupato l'area intorno all'ufficio del premier, dove si era concentrato il grosso delle proteste. Decine di persone, che erano rimaste a presidiare la piazza Reale, sono fuggite all'arrivo dei camion dell'esercito. L'esercito thailandese ha fatto sapere di essere pronto a "utilizzar ogni mezzo" per riportare l'ordine nel Paese. Dopo che per tutta la notte le violenze sono andate avanti nonostante l'imposizione dello stato di emergenza, il comandante supremo delle forze armate thailandesi, Songkitti Jaggabatara, ha detto in tv che "il comando per le operazioni di emergenza impieghera' ogni mezzo per ripristinare l'ordine rapidamente e riaprire il traffico cosi' che la gente possa riprendere una vita normale". "Non useremo la forza contro il nostro popolo" ha aggiunto Songkitti, "perche' siamo pienamente consapevoli che sono tutti thailandesi, ma ci riserviamo il diritto di usare le armi per difenderci. Spero che la situazione si risolta presto e in modo ordinato". All'alba l'esercito ha sparato in aria e ha impiegato i lacrimogeni per disperdere le "camicie rosse" che cercavano di forzare i cordoni di sicurezza utilizzando autobus dirottati e bottiglie molotov. I dimostranti vogliono le dimissioni del capo del governo Abhisit Vejjajiva appena quattro mesi dopo il suo insediamento.
Fonti: http://www.agi.it e http://www.youtube.com/user/neoumanesimo
Fermate quel cretino (introduzione) - Anno Zero (09/04/09)
Introduzione doverosa della querelle esplosa ad Anno Zero, nella puntata del 9/04/2009, avente per protagonista l'eunuco di casa Berlusconi.
Mario Giordano, l'imbarazzante direttore del Giornale, nel suo solito garrulo falsetto si lagna e frigna sulle legittime proteste della popolazione abruzzese circa i ritardi e i disservizi a poche ore del sisma. Strumentalizzando un problema tragico, questa specie di ologramma finge di non capire che la persona intervistata nel servizio di Ruotolo non si lamentava del fatto che i vigili del fuoco fossero "fannulloni", ma della mancanza colpevole dei responsabili e dei mezzi, figli della mancanza di un barlume di piano di emergenza.
Da segnalare che proprio l'altroieri il governo ha cambiato il testo del progetto di legge sull'aumento delle cubature degli edifici, inserendo i requisiti di antisismicità (così come è sommessamente ammesso dal sottosegretario Crosetto), attuando così in materia una totale inversione di tendenza...
Fermate quel cretino - Anno Zero 09/04/09
Mario Giordano, l'imbarazzante direttore del Giornale, nel suo solito falsetto acuto si lagna e frigna sulle legittime proteste della popolazione abruzzese circa i ritardi e i disservizi a poche ore del sisma. Strumentalizzando un problema tragico, questa specie di ologramma finge di non capire che la persona intervistata nel servizio di Ruotolo non si lamentava del fatto che i vigili del fuoco fossero "fannulloni", ma della mancanza colpevole dei responsabili e dei mezzi, figli della mancanza di un barlume di piano di emergenza.
Giordano prosegue questo horror trip da brividi, polemizzando anche su Giampaolo Giuliani, definendolo cafonamente "profeta"!!!
Centro Oli Viggiano ad ANNO ZERO...
Puntata ANNO ZERO su RAIDUE, si parla del petrolio in Basilicata e del centro oli di Viggiano.
Attenzione, anche in Abruzzo può accadere l'inverosimile "ma solo per colpa di politici....affaristi? Corrotti? Egoisti?"
NON CI PERDONERANNO MAI...
"Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale" con il contributo del Dott. Stefano Montanari e della Dott.ssa Patrizia
Abruzzo: mancato allarme e tragedia! - Marco Travaglio sulla tragedia Abruzzese!!!
Passaparola, la tragedia Abruzzese del 6 Aprile 2009...
ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!