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sabato 14 gennaio 2012

Lo strano caso delle scie chimiche: in una trasmissione metereologica Tedesca se ne parla per la prima volta in diretta TV...



E' stata tradotta solo la parte intessante; in Germania una trasmissione metereologica parla per la prima volta del fenomeno delle scie chimiche...

Teoria del complotto 

sulle scie chimiche

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La teoria del complotto sulle scie chimiche (inglese: chemtrails) sostiene che alcune scie di condensazione visibili nell'atmosfera terrestre sarebbero dei presunti agenti biologici o chimici, spruzzati in volo attraverso ipotetiche apparecchiature montate su aerei, come parte di un complotto globale portato avanti da autori misteriosi per motivi sconosciuti.
Vi sono numerose versioni di tale teoria cospirazionista, che propongono le ipotesi più diverse; la più comune è quella secondo cui si tratterebbe di un "piano" di irrorazioni con ipotetiche sostanze clima-alteranti; nessuna di esse ha però mai portato alcuna prova oggettiva a supporto delle asserzioni personali dei loro vari fautori.
Tale teoria del complotto non ha mai trovato alcun credito nell'ambito della comunità scientifica, in quanto è totalmente priva di riscontri empirici, di coerenza esplicativa o di prove scientifiche; le scie che i sostenitori della teoria identificano come scie chimiche sono infatti in realtà delle normali scie di condensazione (inglese: contrails), che in determinate condizioni atmosferiche assumono un aspetto inconsueto.[1]
Il diffondersi di questa teoria nel mondo attraverso i mass media, e in particolare Internet, ha fatto sì che diversi enti governativi abbiano ricevuto richieste di spiegazioni da parte di molte persone in merito a questo presunto fenomeno[2].
Gli stessi enti governativi e la comunità scientifica hanno ripetutamente dimostrato l'assoluta inconsistenza e incoerenza scientifica di tali asserzioni[3]. Analoghe risposte sono state date dai diversi governi italiani alle relative interrogazioni parlamentari, oltre che da numerosi piloti ed esperti meteo[4][5]. Anche riviste e programmi di divulgazione scientifica hanno definito la teoria "una bufala".
Il supposto rilascio di presunte "scie chimiche" non deve essere confuso con la tecnica detta cloud seeding (inseminazione delle nubi), che consiste nello spargere ioduro d'argento nelle nubi per stimolare le precipitazioni piovose.

Indice

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Origine della teoria e ipotesi sulle caratteristiche delle presunte scie chimiche [modifica]


Alcune scie di condensazione, che secondo i sostenitori di tale teoria sarebbero ipotetiche "scie chimiche".
La teoria del complotto delle scie chimiche cominciò a diffondersi nel 1996, quando l'aeronautica militare statunitense fu accusata di "irrorare" le popolazioni con ipotetiche e misteriose sostanze, generando delle scie inusuali. L'Air Force rispose che questa accusa era una palese bufala, alimentata in parte dalle decontestualizzate citazioni di un testo redatto nell'istituto universitario dell'Air Force intitolato Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025[6]. Quel documento fu presentato in risposta alla richiesta dei militari di delineare le future strategie di modifiche del sistema climatico al fine di mantenere il predominio USA nell'anno 2025, e questo come fittizia rappresentazione di future situazioni e scenari[6]. In seguito l'Air Force chiarì che tale documento non rifletteva le attuali politiche e pratiche militari, e che non è in corso alcun esperimento di modifica del clima, né è presente nei programmi futuri dell'Air Force.
Stessa datazione (seconda metà degli anni novanta) è data anche da altre fonti[7][8]. Dalla seconda metà degli anni Novanta, la teoria del complotto delle scie chimiche trovò eco mediatica su alcuni programmi televisivi, radiofonici e su pubblicazioni riguardanti il cospirazionismo, arrivando perfino ad essere citato in interrogazioni parlamentari in diversi paesi, come l'Italia.
I sostenitori di queste teorie sottolineano generalmente che, a loro dire, le ipotetiche chemtrails apparirebbero diverse dalle normali scie di condensazione, delle quali - sempre a loro dire - non avrebbero la consistenza e le proprietà note. In particolare, le scie chimiche tenderebbero secondo loro a persistere più a lungo, allargandosi pian piano invece di scomparire. Generalmente, essi ritengono che siano formate da sostanze chimiche (anche di tipo biologico), rilasciate su aree popolate per qualche presunto motivo complottistico, non meglio dimostrato. La motivazione più di frequente da loro ipotizzata è il tentativo di operare modificazioni climatiche. Altre motivazioni da loro ipotizzate chiamano variamente e disordinatamente in causa una pletora di altre ipotesi eterogenee e mal definite, come presunti esperimenti governativi o militari, attacchi terroristici, operazioni di corporazioni private, tentativi di condizionamento psicologico tramite agenti psicoattivi, o addirittura il tentativo di frenare l'esplosione demografica mondiale, eliminando quattro miliardi di persone.
In un articolo dal titolo The Chemtrail smoking gun di Bruce Conway, si suggerisce che le presunte scie chimiche sarebbero l'ipotetica implementazione di una strategia suggerita del 1992 dalla National Academy of Science, nello studio Policy Implications of Greenhouse Warming;[9] in particolare, riguarderebbero un ipotetico progetto segreto per mitigare il riscaldamento globale[10].
Secondo Jeff Rense, che con Art Bell conduce un programma radiofonico sui misteri, "le scie chimiche inizialmente sembrano normali scie, ma sono più spesse e si estendono per il cielo in forma di X o #. Invece di dissiparsi rapidamente, si allargano e si diramano. In meno di 30 minuti si aprono in formazioni che si uniscono tra loro formando un sottile velo di finte nuvole simili a cirri che rimangono per ore".[11]
I sostenitori delle teorie complottistiche non hanno mai condotto alcuna analisi sulle scie nel momento dell'emissione in volo; uno di tali sostenitori, lo statunitense Clifford Carnicom, sostiene di aver analizzato campioni di aria raccolti al livello del suolo in seguito ad operazioni di rilascio di scie chimiche. Ha affermato di aver trovato alluminio e bario in queste polveri, che sarebbero state ottenute tramite precipitazione elettrostatica.
Queste sue asserzioni personali non hanno però mai avuto alcun riscontro o possibilità di verifica indipendente, in quanto Carnicom non ha mai voluto mettere a disposizione di istituzioni terze i suoi presunti campioni, né ha mai esposto i metodi con cui avrebbe svolto le prove. Da sottolineare inoltre che, parlando di elementi chimici, l'alluminio è il terzo costituente per quantità della crosta terrestre (dopo ossigeno e silicio) e il bario è al quattordicesimo posto (su 92 elementi naturali).[12]
L'espressione scie chimiche è menzionata anche nello Space Preservation Act del 2001, presentato dal rappresentante del Congresso Dennis Kucinich,[13] dove compare in una lista di ipotetici "sistemi d'arma esotici" da bandire. I sostenitori della teoria presentano questa lista come se fosse una sorta di riconoscimento ufficiale della possibilità di un tale sistema d'arma, in quanto il termine è effettivamente presente in quel documento ufficiale del Congresso statunitense; l'espressione scie chimiche era però presente in un paragrafo che elencava una serie di armi inesistenti o dai nomi improbabili (ad esempio: armi ultrasoniche, armi extraterrestri), paragrafo poi tolto da una successiva versione[14] del 2003. In entrambi i casi la legge non fu approvata[15].

Il presunto fenomeno in Italia [modifica]

La teoria del complotto delle scie chimiche in Italia viene diffusa con blog, siti web, video su YouTube e conferenze[16]. Tra i più attivi sostenitori della teoria[17]: Rosario Marcianò (diplomato geometra, che come unica occupazione si presenta come "ricercatore indipendente" su questa teoria cospirazionista), il fratello Antonio Marcianò (laureato in lettere e docente di latino in un liceo scientifico), Corrado Penna (laureato in fisica[18], autore dello scritto La scienza marcia[19] in cui denuncia presunte falsità di quella che definisce "cultura ufficiale": la non infettività dell'AIDS, il complotto psichiatrico e altre tematiche di ambiente cospirazionista), Giorgio Pattera (biologo e giornalista, attivo nel campo della ricerca ufologica[20][21]).
La posizione dei sostenitori italiani non è molto dissimile da quelli di altri sostenitori nel mondo; essi ritengono che:
  • le scie di condensazione si formerebbero solo a temperature inferiori a −40°, a 8000 metri di quota e con umidità relativa del 70%[22];
  • lo Space Preservation Act sarebbe esplicitante l'esistenza del fenomeno; l'HAARP sarebbe un strumento di attuazione del piano; ad essere irrorato sarebbe un presunto miscuglio di bario, alluminio, silicio e altre sostanze, con lo scopo sarebbe quello di creare una sorta di "sandwich" elettroconduttivo[22] non meglio precisato, anche con presunte finalità di "controllo mentale" di cui comunque non chiariscono i presunti scopi, obiettivi e modalità o fondamento scientifico[16];
  • i Servizi segreti, anche attraverso debunker (come Paolo Attivissimo), il CICAP e altri soggetti starebbero tentando di screditarne il lavoro, con presunte minacce e azioni di sabotaggi. A capo della presunta organizzazione, secondo alcuni di loro, ci sarebbero lo SMOM e il Vaticano, in collaborazione con un ipotetico ed eterogeneo insieme di enti che spazierebbero dalla CIA, alla NASA, a Google, alle compagnie aeree e altro ancora[23].

Caratteristiche delle scie di condensazione [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce scia di condensazione.

Scie di condensanzione di una formazione di B-17F Flying Fortress sui cieli della Germania, 1943 circa.
Le scie che i sostenitori della teoria aggettivano come "chimiche" sono in realtà normali scie di condensazione, cioè strisce nuvolose inizialmente sottili che, successivamente, si allargano formando ampi nastri che si sfioccano lateralmente. Sono generate dal passaggio di aeromobili, e sono costituite da prodotti di condensazione e successiva solidificazione del vapore acqueo. Vengono suddivise in:
  • scie di gas di scarico: sono dovute al rapido raffreddamento dei gas di scappamento dei motori, i quali immettono nell'atmosfera, già molto umida, una quantità di vapore acqueo e nuclei di condensazione sufficienti a provocare il fenomeno. La temperatura dell'aria più favorevole è quella compresa fra i −25 ed i −40 gradi Celsius. Questo tipo di scie, che sono le più persistenti, possono formarsi anche ad umidità relative pari allo 0%, a patto che la temperatura sia sufficientemente bassa[15].
  • scie di convezione: sono dovute a moti convettivi che si manifestano sulla scia dell'aeromobile quando questo vola in aria molto umida e instabile. La temperatura dell'aria più favorevole è quella compresa fra 0 °C e −25 °C. Non si manifestano immediatamente dietro l'aereo, occorrendo un certo intervallo di tempo prima che l'aria calda immessa nell'atmosfera si porti al livello di condensazione.
  • scie di origine aerodinamica: le meno persistenti, sono dovute all'espansione dell'aria, provocata dal veloce moto di un aereo, quando vola in atmosfera molto umida. La temperatura dell'aria più favorevole è compresa tra 0 °C e 10 °C.
I sostenitori della teoria fanno sovente leva su quanto riportato dalla NASA: «le scie di condensazione si formano solitamente ad alta quota (generalmente al di sopra degli 8000 metri), dove l'aria è estremamente fredda (generalmente al di sotto di −40 °C). Altri [tipi di] nuvole si possono formare ad altitudini molto varie, dalla prossimità del suolo, come la nebbia, a quote estremamente elevate, quali quelle dei cirri[24]». Tuttavia si tratta di una descrizione divulgativa che vuole dare una sintesi relativa del fenomeno[15].
Già negli anni cinquanta H. Appleman[25] mostrò come la formazione di scie di condensazione dipendesse da diversi fattori e che esse potevano formarsi anche a umidità relative molto basse[26][27], umidità relativa che incide anche sulla persistenza di tali scie[28].

Analisi scientifiche sulla presunta esistenza delle scie chimiche [modifica]

Le scie di condensazione hanno una persistenza anche di ore; tuttavia, i sostenitori della teoria affermano che le ipotetiche scie chimiche si differenzierebbero dalle scie di condensazione perché sarebbero più persistenti, e arriverebbero a formare griglie, incroci o a porsi in parallelo tra loro, o ancora a non avere continuità (ad esempio una scia che si interrompe in un dato punto e che riprende in punto più avanzato); le scie, sempre a loro dire, sarebbero rilasciate da aeroplani militari o privi di segni distintivi ad altitudini basse e inusuali.[29][30][31]
In maniera virtualmente unanime, tutte le agenzie governative, gli scienziati, gli esperti meteorologi[5], i ricercatori scettici, tra cui il Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal statunitense, i piloti di aereo[4][32], spiegano invece che le scie di condensazione mostrano una gran varietà di aspetti e persistenza, e che le descrizioni e le fotografie delle supposte chemtrail sono in realtà del tutto in linea con quelle delle normali scie di condensazione[33][34], e spesso corrispondono anche a rotte aeree ben note. Le scie di condensazione hanno infatti un diverso comportamento a seconda della temperatura, del wind shear orizzontale e verticale, dell'umidità presente in quota[29][30].
Nessun sostenitore della teoria delle scie chimiche ha mai fornito delle analisi delle scie prese direttamente in aria; al contrario, fin dagli anni venti vengono regolarmente effettuati studi sulle scie di condensazione. Quindi, la loro esistenza e normale spiegazione sono ampiamente comprovate da decenni.
Diverse altre obiezioni scientifiche vengono mosse alle numerose contraddizioni della teoria complottista delle presunte chemtrails:
  • Il comportamento delle presunte "scie chimiche", descritto dai complottisti come "bizzarro" o "inusuale" è in realtà sempre perfettamente coerente con il possibile comportamento di una scia di condensazione[15].
  • Non sarebbe possibile che un aereo possa contenere al suo interno così tanto materiale chimico da generare una scia lunga centinaia di chilometri[15].
  • La visione del cielo da parte di un osservatore a terra risente del fatto che a grande distanza e senza punti di riferimento l'immagine tridimensionale appaia in realtà sostanzialmente bidimensionale. Di conseguenza due scie che appaiono "affiancate" o "incrociate" possono essere in realtà distanti diverse centinaia di metri in verticale. Analogamente due aeromobili che appaiono vicini possono trovarsi molto distanti, quindi produrre scie differenti. In questa situazione del resto non è in alcun modo possibile stabilire l'esatta verticale di un aereo in base alla semplice osservazione. In aggiunta a questo, la semitrasparenza di scie e nuvole rende in molti casi praticamente impossibile dire se l'una è al di sopra dell'altra o viceversa[15].
  • Sarebbe necessaria una gigantesca operazione di copertura su scala internazionale, che coinvolgerebbe un numero incredibilmente alto di persone impiegate in diversi settori professionali: piloti, controllori di volo, governanti, militari, meteorologi, scienziati, ecc. Un'operazione del genere su scala così vasta è pressoché impossibile da gestire, perché vi sarebbe un enorme quantità di dati da falsificare, per di più in modo che questi risultino perfettamente compatibili e concordi tra di loro, su scala mondiale. Inoltre, aumentando il numero di persone coinvolte in un complotto, diminuisce il potere di controllo su di esse: pertanto aumentano le possibilità che il complotto possa essere scoperto a causa di un errore umano o perché una delle persone coinvolte, per rimorso o per ricerca di fama, decida di rivelare la verità alla stampa o attraverso la pubblicazione di un libro.
  • La necessità di mantenere segreto il presunto complotto è incompatibile col fatto che gli aerei agiscano in pieno giorno e lasciando scie visibili da tutti. I sostenitori della teoria, a loro volta, affermerebbero che agire alla luce del sole serve proprio a far sì che la gente possa ritenere questa attività naturale e innocua.
  • Tutti gli aerei sono regolarmente sottoposti a ispezioni tecniche, che farebbero scoprire i presunti "apparati" per il rilascio delle scie. Ci sono del resto state costanti e numerose smentite governative in merito[35][36].
  • Il rilascio di sostanze alle quote superiori ai 10.000 metri usate dagli aerei ha un comportamento non prevedibile, a causa della dispersione generata dai forti venti in alta quota.[37] Inoltre, molte sostanze organiche e anche alcune sostanze chimiche verrebbero distrutte dalla temperatura dei gas combusti dell'aereo prima di distaccarsi dalle linee di flusso aerodinamico. I sostenitori della teoria affermano, tramite loro misure telemetriche amatoriali, che la quota di volo di queste operazioni sarebbe a loro dire molto al di sotto del limite minimo di formazione di contrail; ma nessuna di queste misurazioni personali è mai stata verificata in maniera indipendente, o sottoposta ad enti di certificazione.
  • I sostenitori della teoria hanno più volte presentato delle analisi che mostrerebbero come, su alcuni terreni sorvolati dagli aerei chimici, a loro dire sarebbero presenti delle sostanze velenose. Tuttavia non esiste la prova che tali sostanze provengano necessariamente dagli aerei anziché altre fonti esterne. Inoltre, sostanze diffuse a diversi chilometri d'altezza, anziché ricadere esattamente a strapiombo, sono soggette alle turbolenze dell'aria: pertanto il luogo della loro ricaduta non può essere previsto, e tantomeno ricostruito a posteriori.
  • Come per molte altre teorie di complotto, nonostante vengano ipotizzate e citate presunte organizzazioni senza scrupoli (che a dire dei complottisti sarebbero in grado di avvelenare o uccidere la popolazione a proprio piacimento), queste sembrano disinteressarsi completamente dei vari siti internet che ne farebbero i nomi, lasciando loro piena possibilità di rivelare al mondo il complotto. I sostenitori della teoria affermano che censurare un sito internet (o addirittura rivalersi su chi lo dirige) sarebbe una mossa troppo visibile, che renderebbe palese il complotto. Questa tesi però stride con alcune vicende reali, come le morti sospette di Aleksandr Val'terovič Litvinenko e della giornalista Anna Stepanovna Politkovskaja, oppure il recente arresto di Julian Assange.
  • Nonostante i sostenitori affermino che le presunte scie chimiche sarebbero diffuse in maniera regolare da molti anni, ancora non si sarebbero visti i risultati di questa ipotetica contaminazione (in particolare per chi sostiene che le scie chimiche servano alla diffusione di un'epidemia del cosiddetto morbo di Morgellons - a sua volta considerato essere in realtà una patologia psichiatrica dalla comunità scientifica).
  • Secondo la termodinamica e l'aerodinamica, i diversi comportamenti delle scie di condensazione sono dovuti alle diverse condizioni meteorologiche (temperatura, pressione, umidità relativa e venti) riscontrabili a quote differenti, nonché al diverso tipo di motori usati dagli aerei:
    • in una zona più fredda i gas condensano rapidamente e formano scie compatte, in una meno fredda (o con gas più caldi) il tempo di condensa è maggiore e le scie sono più larghe; anche le scie compatte, a causa del moto browniano, tendono ad espandersi al passare del tempo, anche in assenza di vento (e in quota sono sempre presenti venti e correnti).
    • A seconda dei venti in quota (le condizioni in quota non rispecchiano quelle al livello del suolo), le scie possono allargarsi più velocemente o formare curve e ramificazioni (venti di direzione incostante).
    • Dato che l'atmosfera è un fluido non omogeneo, si possono avere zone in cui sono presenti condizioni atte alla formazione di scie di condensazione adiacenti a zone in cui tali condizioni non sono presenti, con conseguente formazione di scie "a tratti".
    • I reattori turbofan a doppio flusso creano scie di condensazione anche in condizioni in cui i vecchi turbofan a singolo flusso non le formano[38]. I sostenitori della teoria affermano che a loro dire tale differenza di comportamento sarebbe dovuta alla presunta differenza di composizione delle supposte scie chimiche rispetto alle normale contrails, ma senza mai aver prodotto alcuna evidenza oggettiva a conferma di tale loro asserzione.
È stato osservato che la nuvolosità provocata dalle normali scie di condensazione può avere effetti sul meteo e provocare perturbazioni, come per esempio nel caso dei bombardieri americani durante la seconda guerra mondiale[39].

Analisi storico-scientifiche [modifica]

Nel corso dello dello sviluppo della teoria del complotto, oltre alle inesattezze scientifiche la teoria delle scie chimiche è stata sostenuta anche da affermazioni completamente false su pubblicazioni e ricerche, in particolare riguardo alla storia della meteorologia e dell'aviazione, allo scopo di affermare che le scie di condensazione erano inesistenti prima degli anni novanta e che tutte le descrizioni scientifiche delle scie sono opera del complotto.
  • Non esisterebbero foto di scie di condensazione precedenti al 1995. Il che dimostrerebbe che all'epoca le scie non erano comuni. Tuttavia le prime foto di scie di condensazione risalgono agli anni venti e trenta[15].
  • Non esisterebbero immagini satellitari delle scie di condensazione precedenti al 1995. Anche questa affermazione è falsa, perché esistono numerose foto satellitari delle scie di condensazione anteriori a quella data, compreso uno studio meteorologico dell'American Meteorological Society che si riferisce a foto satellitari delle scie di condensazione degli anni dal 1977 al 1979[40].
  • Le vecchie foto delle scie di condensazione sarebbero dei falsi in quanto gli aerei dell'epoca non erano pressurizzati e quindi non potevano raggiungere le alte quote. In realtà già durante la seconda guerra mondiale gli aerei raggiungevano anche 10000-11000 metri. In alta quota i piloti utilizzavano bombole d'ossigeno e indumenti riscaldati elettricamente. Già nel 1937 era stato raggiunto da Mario Pezzi il record di altitudine dei 17000 metri, e il pilota descrisse chiaramente una scia di condensazione che inizialmente credeva causata da un guasto al motore[41].
  • In passato le scie di condensazione non sarebbero state né persistenti né tendenti ad espandersi. Il primo studio sulle scie di condensazione afferma invece che queste possono essere persistenti o non persistenti a seconda delle condizioni atmosferiche[42], mentre studi degli anni '70 descrivono la tendenza delle scie ad espandersi notevolmente oltre le dimensioni iniziali[43][44].
La presenza e il comportamento delle scie di condensazione erano quindi stati dimostrati già da tempo, prima dell'inizio del presunto complotto. L'aumento delle scie di condensazione è del resto direttamente proporzionale all'aumento del traffico aereo. A titolo di esempio, il traffico aereo civile nel ventennio1986-2006 ha registrato un aumento del numero di voli superiore al 200%[45].

Fenomeni simili [modifica]


Scia di fumo durante una esibizione delle Frecce Tricolori a Roma il 2 giugno 2006
Le presunte scie chimiche non andrebbero confuse con altre forme normali di scarico di sostanze da aerei, come l'uso di diserbanti sui campi, la lotta agli incendi o la stimolazione di precipitazioni, sebbene il principio sia lo stesso.
Gli aerei militari o civili a volte scaricano carburante durante il volo, principalmente in caso di emergenze e quasi sempre in mare o in aree disabitate con un'operazione detta fuel dumping. Lo scarico è effettuato tramite ugelli posti sulle ali e ha il fine di alleggerire l'aereo per permettere un atterraggio in condizioni di sicurezza. I convogli militari in questo caso spesso sganciano anche il carico bellico, opportunamente disarmato e messo in sicura. Le evidenze di un fuel dumping, che può essere eseguito anche a bassa quota, possono essere simili a quelle di una scia di condensazione, ma la scia non origina dai motori dell'aereo.


Missione di disboscamento durante l'operazione Ranch Hand in Vietnam
Durante la guerra del Vietnam venne usato un defoliante con erogazioni a bassa quota, l'"Agente Arancio", per spogliare gli alberi delle zone di combattimento.
Durante spettacoli aerei spesso viene prodotto del fumo colorato tramite appositi pod posizionati sotto un'ala o in coda, o con una cartuccia colorata nel tubo di scarico dell'aereo. In questo caso il principio utilizzato è molto semplice e diverso da quelli solitamente associati alla teoria delle scie chimiche; si tratta di sostanze che a contatto coi fumi molto caldi del motore bruciano lentamente emettendo fumi che si mischiano ai gas stessi.
Gli aerei commerciali, anche se raramente, scaricano in volo i reflui della toilette. Questa pratica, oggi abbandonata e usata solo in casi di emergenza su vecchi aeromobili, può causare delle corte scie di cristalli di liquami congelati e luccicanti, o dei blocchi di materiale solido e ghiacciato. Sono documentati casi di danneggiamenti causati da questi eventi, noti come blue ice.[46]
Fertilizzanti e pesticidi sono a volte spruzzati sui campi con aerei, ma con voli a bassa quota. In alta quota l'effetto sarebbe nullo, data la presenza di venti tesi e imprevedibili.


Cessna 210 utilizzato per nebulizzare ioduro d'argento.
La pratica del cloud seeding con ioduro d'argento è usata per indurre la pioggia stimolando nuvole predisposte con nuclei di condensazione, ed è usata in diversi scenari quali siccità o protezione dei raccolti dalla grandine. Lo ioduro condensa l'umidità e a contatto con il vapore delle nubi causa delle piogge, dove la componente chimica è tanto ridotta da essere innocua; tale metodo non genera la pioggia, visto che non crea le nuvole, bensì si limita a favorirla e, quindi, non si tratta di un metodo di controllo climatico.

Interrogazioni parlamentari [modifica]

Nonostante l'assoluta assenza di riscontri scientifici alle tesi delle scie chimiche, e le ripetute dimostrazioni della totale infondatezza ed incoerenza di tali tesi, in Italia e in Europa il fenomeno è stato oggetto di diverse interrogazioni parlamentari. Le diverse interrogazioni hanno ricevuto come risposta ampie, dettagliate e ben circostanziate smentite da parte degli organi di governo interpellati[47]. In particolare, nella risposta del 5 settembre 2008 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si legge che «Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico» e che «l'interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche».[48]

Note [modifica]

  1. ^ Scie Chimiche 5 - Accuse e Smentite 1. md80.it. URL consultato il 24 giugno 2011.
  2. ^ Si veda:
  3. ^ Si veda, ad esempio:
  4. ^ a b Pietro Pallini
  5. ^ a b Dario B. Giaiotti, Osservatorio Meteorologico Regionale (OSMER), Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia
  6. ^ a b Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025
  7. ^ (EN) Articolo "Psychic Vibrations" sul sito Csicop
  8. ^ (EN)articolo di Jay Reynolds sul sito Navarrone
  9. ^ (EN) Policy Implications of Greenhouse Warming sul sito di The National Academies Press
  10. ^ Un brevetto statunitense (250/505.1), relativo alla Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming (disseminazione stratosferica di materiali Welsbach per la riduzione del riscaldamento globale), concesso alla Hughes Aircraft Company nel 1990, è stato interpretato come prova che simili ricerche fossero effettivamente state compiute, almeno a livello teorico.
  11. ^ FAQ sul programma radiofonico di Jeff Rense e Art Bell
  12. ^ Elementi componenti la crosta terrestre
  13. ^ (EN)Space Preservation Act 2001.
  14. ^ (EN)Space Preservation Act 2002
  15. ^ a b c d e f g FAQ del CICAP
  16. ^ a b Convegno a Firenze
  17. ^ La Gaia Scienza
  18. ^ Certificato dell'Università di Messina fornito dal dott. Penna in risposta ai dubbi sulla sua formazione universitaria
  19. ^ La scienza marcia
  20. ^ Associazione Galileo
  21. ^ Il racconto di Pattera su un caso di Rapimento alieno
  22. ^ a b Blog di Rosario Marcianò
  23. ^ L'organigramma relativo alle operazioni clandestine di aerosol (chemtrails). TankerEnemy.com. URL consultato il 12 maggio 2011.
  24. ^ (EN) Sito NASA sulle scie di condensazione
  25. ^ Appleman, H., 1953: The formation of exhaust condensation trails by jet aircraft. Bull. Amer. Meteor. Soc., 34, 14–20
  26. ^ Penne e Scie
  27. ^ Grafici di Appelman
  28. ^ Persistenza e espansione delle scie
  29. ^ a b Schlatter, Thomas Weather Queries: Chemtrail Controversy.
  30. ^ a b Thomas, William "Stolen Skies: The Chemtrail Mystery. URL consultato il 2008-08-30.
  31. ^ Dan Hamilton. «Contrails vs. Chemtrails». Fox12 news at nine, Fox12 Idaho KTRV-TV, 7 aprile 2009 09:52 PM EDT. URL consultato in data 11 aprile 2009.
  32. ^ Mario Giuliacci
  33. ^ (EN)"A Pilot's View (on Chemtrails)" di Ian Wickson
  34. ^ (EN)Contrail analysis
  35. ^ (EN) Usaf to Taylor: All is 'ordinary'
  36. ^ (EN) Air Force lies to America
  37. ^ (EN) Articolo di Jay Reynolds sul sito Navarrone
  38. ^ da MD80.it
  39. ^ A. C. Ryan, A. R. MacKenzie, S. Watkins, R. Timmis (8 giugno 2011). World War II contrails: a case study of aviation-induced cloudiness. International Journal of Climatoglogy. DOI:10.1002/joc.2392. (Abstract).
  40. ^ DeGrand, James Q., Andrew M. Carleton, David J. Travis, Peter J. Lamb, 2000: A Satellite-Based Climatic Description of Jet Aircraft Contrails and Associations with Atmospheric Conditions, 1977–79. J. Appl. Meteor., 39, 1434–1459
  41. ^ Generale Mario Pezzi, Le Vie dell'Aria n.20, 15 maggio 1937
  42. ^ Appleman, H. S. 1953: The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, Bulletin American Meteorological Society, 34, p 14-20
  43. ^ Knollenberg, Mesurements of the growth of the ice budget in a persisting contrail, J. Atm. Sc., 1972, 1367
  44. ^ Murcray, On the possibility of weather modification by aircraft contrails, Monthly Weather Review, 1970, 745
  45. ^ Enav; Statistica dello Spazio Aereo Italiano 2006
  46. ^ (EN) Arthur Hauk
  47. ^ Si veda ad esempio La risposta del 15/01/2009
  48. ^ Atto Camera - Interrogazione a risposta scritta 4/00280. URL consultato il 16 luglio 2011.

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Scie Chimiche su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Scie Chimiche")

Spiegazioni scientifiche [modifica]

A favore della teoria [modifica]

Contro la teoria [modifica]

Fonte: http://it.wikipedia.org

Opere effettuate durante il periodo Fascista... (1922-1940)


"Benito Mussolini è stato un gigante; considero la sua carriera politica un capolavoro. Se non si fosse avventurato nella guerra al fianco di Hitler, sarebbe morto osannato nel suo letto. Il popolo italiano era soddisfatto di essere governato da lui: un consenso sincero!" (Enzo Biagi - Giornalista)
"Mussolini è un enigma per me. Molte delle riforme che ha fatto mi attirano. Sembra aver fatto molto per i contadini. In verità, il guanto di ferro c'è. Ma poiché la forza (la violenza) è la base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale. La sua attenzione per i poveri, la sua opposizione alla superurbanizzazione, il suo sforzo per attuare una coordinazione tra il capitale e il lavoro, mi sembrano richiedere un'attenzione speciale. Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro l'implacabilità di Mussolini, c'è il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici c'è un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini!" (Mahatma Gandhi)
 Fonte: http://www.youtube.com/user/CRIMOR7?feature=watch
 

The incredible mistery of Number Stations - L'incredibile mistero delle Number Stations...


L'incredibile mistero delle Number Stations...

Italian Number Station (V22) - Rarissima trasmissione in Italiano di una misteriosa Number Stations...


Number Station Italiana ascoltata in HF. V22
Italian numbers station, heard in Italy JN61kx. Video by I Z Ø K B A

Fonte: http://www.youtube.com/user/itaRomeo?feature=watch

Number stations: le radio delle spie? - Parte 1 di 2...


Voyager del 23 Maggio 2011 e l'intervista ad Andrea Borgnino e ad altri esperti per parlare di trasmissioni criptate spionistiche sulle onde corte...

Fonte: http://www.youtube.com/user/radiopassioni?feature=watch

Number stations: le radio delle spie? - Parte 2 di 2...


Voyager del 23 Maggio 2011 e l'intervista ad Andrea Borgnino e ad altri esperti per parlare di trasmissioni criptate spionistiche sulle onde corte...

Fonte: http://www.youtube.com/user/radiopassioni?feature=watch 

COSI' INIZIANO LE DITTATURE? Byoblu intervista Nigel Farage...


Il 16 Novembre 2011 Nigel Farage, in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati Europei di avere rimpiazzato il governo Greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo. Per approfondire la questione, ho intervistato Nigel Farage per il blog Enjoy.

Tutto il testo dell'intervista qui:

Fonte: http://www.youtube.com/user/byoblu?feature=watch

Una televisione Americana conferma il ritrovamento di bario nelle scie chimiche...


Trascrizione dell'audio al seguente link:

I legami tra bario e sclerosi multipla, come disintossicarsi dal bario, vedi il link:

L'acqua al bario in provincia di Pistoia:

Le prove dell'esistenza delle scie chimiche:

 Fonte: http://www.youtube.com/user/cipen143?feature=watch

venerdì 13 gennaio 2012

IL CASO DEGLI “SCONTRI” POLITICI NELL’«AREA» DELLE DESTRE ITALIANE: PROPORRE UN PATTO DI NON BELLIGERANZA LA SOLUZIONE?


 



In questi giorni, chi frequenta abitualmente blog, forum e facebook, avrà certamente notato all’interno dei social-network riconducibili alla destra ed estrema destra, quante diaspore incontenibili siano state avviate e quanti litigi assurdi siano venuti fuori, con tanto di insulti, accuse e recriminazioni reciproche fra vari esponenti e simpatizzanti (o presunti tali) dei vari gruppi d’area. In particolar modo il tutto sarebbe partito dalla vicenda delle celebrazioni del 7 gennaio per i martiri di Acca Larentia. Ovunque si sono letti commenti al limite dell’assurdo e della decenza, miriade di insulti, scambio rovente di accuse, denigrazioni, sbeffeggiamenti, offese anche personali, tanto che tutto questo non è passato inosservato neppure al circuito mediatico nazionale (ad esempio Il Fatto Quotidiano né ha dato ampio spazio, a modo suo ovviamente).
Dietro l’anonimato di una tastiera o mascherati da nickname fantasiosi, individui non inquadrabili si sono cimentati nella guerra tra bande, di fatto seminando odio, divisioni e zizzania all’interno di una comunità politica già profondamente divisa da lunghi anni di diaspore ed incomprensioni reciproche.
In realtà pare che nessun vero esponente, militante o simpatizzante di questo o quel movimento abbia preso parte a questo gioco al massacro, salvo qualcuno che in buonafede leggendo certe aberrazioni si è sentito chiamato in causa ed ha comprensibilmente voluto difendere il proprio gruppo di appartenenza, alcuni forse calcando un po’ troppo la mano sulla tastiera e cadendo di fatto nella trappola e nelle provocazioni di chi ad arte voleva e vuole tenere diviso questo ambiente, facendoci precipitare in questo vortice senza uscita, in questo Punto di non ritorno (per dirla con le parole di una famosa canzone di Morsello).
Come è più plausibile, sembrerebbe invece che dietro tutto questo ci siano i soliti elargitori di odio facenti parte dell’estrema sinistra che, approfittando delle incomprensioni e della guerra che da anni imperversa dentro l’estrema destra, abbiano voluto cogliere l’occasione per seminare il germe della discordia e contribuire a dividere un ambiente già di per se litigioso, ma che dopo anni si stava ricompattando per l’occasione della ricorrenza del 7 gennaio dei martiri di Acca Larentia. Cosa questa che ha spaventato non poco gli antifascisti da un lato (sempre più deboli sotto ogni piano strategico) e lo stesso Sistema che invece necessita di proseguire con la classica strategia proveniente dall’Antica Roma secondo cui può sopravvivere e mantenersi intatto soltanto applicando il metodo: “Dividi et Impera!”
A questo punto sarebbe opportuno fare chiarezza e lanciare un messaggio forte e chiaro a tutti i naviganti, siano essi amici, finti amici, nemici o personaggi non inquadrabili.
Ma per farlo, per prendere effettivamente e ufficialmente le distanze da certi atteggiamenti che immagino nessuno di noi veramente vuole, per dimostrare la propria estraneità a quanto avvenuto in questi giorni sul web, sarebbe opportuno organizzare un incontro chiarificatore sul tema, che porti i principali esponenti d’area, da Fiore a Iannone, da Romagnoli a tutti gli altri leader delle più svariate sigle, a firmare una sorta di PATTO DI NON BELLIGERANZA, ad esprimere pubblicamente e magari siglare con una stretta di mano la volontà di prendere le distanze da questi atteggiamenti, all’ordinare ai rispettivi militanti e simpatizzanti di rimanere fuori da queste logiche, in sostanza al chiaro rifiuto di prestarsi a guerre fratricide interne a quest’area, e seppur ognuno diretto per la propria strada e con le proprie posizioni e diversità, si intenda almeno non pestarsi i piedi a vicenda. Se poi in futuro possano esserci anche delle occasioni per fare fronte comune, come poteva essere il ricordo di Acca Larentia, o come potrà esserlo ad esempio quello per Sergio Ramelli o per i fratelli Mattei, o per iniziative più concrete come la lotta contro Equitalia o per la sovranità monetaria e nazionale, penso che tutti i principali leader dovranno saper mettere da parte antipatie e recriminazioni reciproche, almeno per queste occasioni. Si badi bene, qui non sto chiedendo nessuna unità d’area, considerato che questo ormai è un tema superato ed un’utopia bella e buona. Semplicemente chiedo si maturi almeno sul piano del rispetto reciproco e di non farsi più un’inutile e dannosa guerra, che non giova a nessuno di noi, ma solo ai nostri avversari. Ritengo sia interesse comune in questo momento sospendere ogni sorta di spirito di rivalsa, ogni dura contrapposizione interna, qualsiasi lite anche quelle più strettamente personali. I nostri nemici non solo ci vogliono divisi, ma è in atto una strategia stile anni di piombo per annientarci politicamente, giuridicamente ed anche fisicamente. Forse questa cosa non è ancora chiara a tutti e per questo faccio appello ai leader perché avendo la responsabilità di guidare ed influenzare le proprie schiere, diano segnali forti ed inequivocabili. Ma perché questi segnali siano chiari e giungano a destinazione, bisogna che i principali leader d’area trovino la forza di mettere da parte l’orgoglio personale, le rivalse e le rispettive antipatie, giungendo responsabilmente ad intraprendere un’iniziativa volta semplicemente a firmare questo patto di non belligeranza. Il segnale che ne conseguirebbe sarebbe davvero efficace e porrebbe fine a troppe logoranti diaspore, fermando soprattutto chi da anni internamente o esternamente vuole minare e distruggere l’intera comunità militante cui tutti apparteniamo. Specie in questo delicatissimo momento della scena politica nazionale. Possiamo almeno giungere a questo patto di reciproco rispetto? Non credo sia chiedere troppo…. Attendiamo fiduciosi risposte concrete.




Michelangelo Turrini

Fonte: http://www.atuttadestra.net

giovedì 12 gennaio 2012

Gli Yugo-nostalgici...in Serbia si riparte dalla ex-Yugoslavia Titina...

In Serbia il partito comunista riparte dalla famiglia del maresciallo Tito. Josip Joshka Broz, nipote del dittatore della ex Jugoslavia, annuncia la nascita partito ambizioso e nuovo di zecca. Tra gli obiettivi indicati da Broz: restituire alla popolazione la propria dignità, ripristinare il sistema di valori esistente nella ex Jugoslavia, rafforzare i contatti socio-economici tra i Paesi della vecchia Federazione, collaborare con l’Unione europea.
Il nipote di Tito ha consegnato alle autorità competenti di Belgrado le 12mila firme necessarie alla registrazione del nuovo partito che – come ha sottolineato lui stesso – ha voluto raccogliere e fondere in un’unica formazione 14 altri piccoli partiti comunisti sparsi in tutto il paese. ”Vogliamo aiutare i giovani a fare i loro studi, i vecchi a curarsi, i pensionati ad avere regolarmente i loro assegni. E per questo vogliamo unire tutte le forze della sinistra”, ha detto il nipote di Tito citato dall’agenzia Beta.
Parlando dinanzi ad alcune decine di membri del nuovo partito, Joshka Broz ha annunciato che il primo appuntamento sarà la partecipazione alle prossime elezioni locali e parlamentari in programma nel 2012. In una intervista all’Ansa lo scorso maggio, in occasione del 30/mo anniversario della morte di Tito (4 maggio 1980), il nipote del maresciallo aveva parlato di una ”nostalgia per Tito in continua crescita” a causa principalmente delle difficili condizioni di vita non solo in Serbia ma anche nelle altre repubbliche della ex Jugoslavia.
Interrogato sulla possibilità di ricreare la vecchia Federazione jugoslava, Joshka Broz ha detto che è necessario a suo avviso intensificare le relazioni economiche e sociali tra i paesi della ex Jugoslavia, anche se – ha osservato – ”le frontiere politiche nella regione non possono più cambiare”. ”Creare una comunità è un progetto che è già stato applicato nell’Unione europea. E’ importante che nella regione esista una certa forma di associazione poiché non possiamo stare gli uni senza gli altri”.
Il nuovo Partito comunista – ha detto Joshka Broz – ”difende la figura e l’opera di Josip Broz Tito, le conquiste della lotta di liberazione nazionale e si batte per la pace tra i popoli”. Al nuovo partito, ha precisato, può aderire chiunque senza distinzione di religione o appartenenza etnica. ”Non ci sono più né partigiani né cetnici, lavoriamo per la riconciliazione del nostro popolo e impegnamoci a costruire una vita migliore”, ha detto il nipote di Tito. Joshka Broz Tito (63 anni), la cui somoglianza col nonno è impressionante, gestisce a Belgrado un ristorante, le cui pareti sono tappezzate di quadri raffiguranti il maresciallo Tito, ma anche altre figure politiche ‘forti’ come Vladimir Putin, Fidel Castro, Hugo Chavez, Aleksandr Lukashenko. Tutti quadri, ha tenuto a sottolineare, di autori rigorosamente comunisti.

6 dicembre 2010 | 17:59


Giacomo Matteotti e il mistero del suo assassinio...chi fu veramente il deputato Socialista ucciso in circostanze misteriose a Roma, nel lontano 1924?

Da http://ritornoallatradizione.blogspot.com: Mi informo da tempo sul caso Matteotti: uno dei tanti (finti) miti dell'Italia antifascista. Ho letto le ricostruzioni più disparate in varie monografie; ho sentito più di un racconto di persone che hanno vissuto quegli anni in prima persona. Una vicenda torbida. Non solo perché è morto un uomo, ma perché a ciò si uniscono le ombre di una versione ufficiale che fa acqua da tutte le parti. E non serve essere storici per capirlo; basterebbero solo un po' di logica ed un pizzico di buona fede. Merce rara evidentemente.
Bene, vediamo: il buon Giacomino, socialista di tutto rispetto, sempre ritratto nei libri di testo e in quelli di storia come un fanciullino, (giusto per sfiorare "quel tasto del patetico a cui noi italiani siamo particolarmente sensibili "), viene brutalmente ucciso da un pugno di fascisti al soldo di Mussolini. Motivo? Il prode Giacomino aveva denunciato i brogli elettorali di questi cattivi signori che, per non perdere la faccia, l'hanno confinato nel regno delle talpe,ovvero animaletti che non sentono, non vedono e non parlano.
Una storiella "carina" , non c'è che dire. E molto efficace in chiave politica, giacché riesce benissimo a gettare il marchio dell'infamia addosso al nemico ieri imperante, oggi sconfitto.
Allora, iniziamo a porre qualche dubbio, nella speranza di sfiorare qualche candida coscienza, (ammesso che ve ne siano ancora!), tra le fila dell'Italia moderna, democratica e antifascista.
Siete proprio sicuri che le cose siano andate così?
Allora ditemi: perché Mussolini avrebbe dovuto volere proprio la morte di Matteotti? Perché non si sarebbe comportato con lui come fece in altre occasioni con avversari, non meno ingombranti, del calibro di Pertini e Gramsci, mandati in carcere, previo regolare processo, mantenuti e curati  a spese dello Stato? Anche questi ultimi, in fondo, avevano denunciato l'operato delle Camicie Nere, eppure non furono mai uccisi.
Evidentemente, la ragione risiede altrove. Vi preannuncio che non sarà facile trovare riscontro alle parole che seguono, dato che pochi autori ne parlano, (R. Sermonti in primis). Comunque, dovete tenere presente una data, 1923, ed un luogo, Francia.  Infatti, in quell'anno nel Paese transalpino muoiono diversi  fascisti: a Strasburgo era stato ucciso un ebanista; a Marsiglia erano stati rinvenuti i corpi di due iscritti al Fascio di quella città; in seguito a Parigi erano stati uccisi altri due fascisti.

Su queste morti indagherà Amerigo Dumini.

Non è abbastanza singolare la circostanza che Dumini nel 1923 cercasse di scoprire la verità su quelle morti misteriose, e nel 1924 fosse uno dei responsabili del cd. "omicidio Matteotti"?
Sì, e non è solo singolare, ma addirittura sospetta. Ed è questa la tesi che Sermonti ed altri sostengono: Matteotti, assiduo frequentatore dei congressi socialisti anche all'estero, era il mandante di quelle morti. Dumini, Volpi, Povermo e gli altri, avevano il compito di prelevare il deputato socialista per condurlo davanti alle autorità, perché fosse ascoltato. Nel tentativo di condurre in auto Matteotti, sarebbe nata una colluttazione tra quest'ultimo e gli uomini della Ceka, in cui probabilmente Matteotti restò ACCIDENTALMENTE UCCISO, (come è stato scritto in più parti), o addirittura morì INASPETTAMENTE per una emottisi, causata forse da un aneurisma cerebrale, (come scritto in altre). Fatto sta che la morte del deputato gettò nel caos più profondo Dumini e compagni, (ma non erano stati assoldati per ucciderlo?), i quali vagarono tutta la notte con la lussuosa Lancia, (avevano scelto una macchina proprio "invisibile" per l'epoca), per cercare di trovare una soluzione. Alla fine, scelsero di seppellirlo maldestramente nel bosco della Quarterella: una fossa scavata alla bene e meglio, con mezzi di fortuna, (forse un cacciavite o un pugnale-che strano, questi dovevano accoppare un uomo e non avevano pensato a portarsi una pala!), coperta da un pugno di terra e da qualche foglia, ove il cadavere resterà abbandonato fino al  ritrovamento casuale, avvenuto il 16 agosto, da parte del cane di un brigadiere dei Carabinieri in licenza. 
Mussolini, all'epoca astro nascente della politica italiana, conobbe un periodo di forte crisi. Si assumerà la responsabilità morale e storica del clima di violenza in un famoso discorso alle Camere, ma mai una qualche forma di responsabilità diretta nella vicenda, impossibile da dimostrare perché inesistente.
Potete trovare queste ed altre ricostruzioni navigando un po' in rete, oppure cercando testi tipo "Rutilio Sermonti- L'Italia nel XX secolo" oppure "Franco Scalzo- Il caso Matteotti: radiografia di un falso storico". C'è anche dell'altro materiale interessante, firmato dalle penne di Romanato, (prof. dell'Università di Padova), e recensito da Parlato, (storico apprezzato ed affermato già da tempo), che pone all'attenzione del grande pubblico vicende e lati del carattere di Matteotti fino ad oggi sconosciuti. Scritti che danno l'immagine di un uomo violento, fomentato e fomentatore, implicato addirittura in strani giri di strozzinaggio. Insomma, tutto tranne che quel bel giovinetto dalla faccia pulita, vittima della malvagità delle Camicie nere! C.V. D.

Buona lettura,
Roberto Marzola.

STROZZINO E VIOLENTO ESTREMISTA: 
SI INCRINA IL MITO DI GIACOMO MATTEOTTI
 
Lo storico Romanato traccia il ritratto del deputato socialista, pacifista in parlamento e rivoluzionario nel Polesine.

N
on si tratta di fare del revisionismo, piuttosto di andare oltre l’agiografia, tentando di superare il mito a favore di una maggiore conoscenza della nostra storia. Una missione non facile quando si prende in esame Giacomo Matteotti, come ha fatto il professore dell’Università di Padova Gianpaolo Romanato nella bella biografia "Un italiano diverso" (Longanesi) che ieri Giuseppe Parlato ha recensito su queste pagine.
Del leader socialista assassinato dai fascisti ci resta oggi un santino, una descrizione eroica che in parte è certamente era,(ma qui abbiamo già risposto, ndr) ma incompleta. Meno noti al grande pubblico sono i lati più problematici del personaggio, due in particolare: le accuse di strozzinaggio rivolte alla famiglia Matteotti (di cui abbiamo già parlato) e il rapporto del deputato socialista con le violenze del cosiddetto biennio rosso. Lo studioso parla di «un clima di violenza e di guerra civile che, a opera dei socialisti e soprattutto delle leghe, imbarbarì la provincia». 
Matteotti proveniva dal Polesine, e trattò in due discorsi parlamentari la drammatica questione del suo territorio. Il suo atteggiamento, tuttavia, fu ambivalente. Da un lato, alla Camera, il tono dei suoi discorsi era più conciliante, a casa propria invece si poneva diversamente.
In quelle zone l’egemonia socialista era fortissima, e Matteotti mostrava una «singolare dicotomia», come l’ha chiamata sull’Osservatore Romano un altro studioso di vaglia, Roberto Pertici: «A Rovigo, rivoluzionario e ossequiente all’estremismo oppressivo delle leghe del primo dopoguerra; alla Camera legalitario ed esperto di questioni tecniche e giuridiche».
Meriti e peccati: Pertici è un moderato, parlando con «Libero» riconosce i meriti di Matteotti e prende in tutti i modi le distanze dal sensazionalismo. Ma nel suo articolo per l’Osservatore spiega che Giacomo «diede copertura politica (volente o nolente) al clima di violenza e di guerra civile. Quel clima di violenza e di dura sopraffazione Matteotti non lo crea, ma lo protegge e non lo frena», ci dice il professore, «non si opponeva per non perdere il rapporto con il suo elettorato polesano». Del resto questa era la linea del suo schieramento.
«Il partito socialista», prosegue Pertici, «era inebriato dalla prospettiva della rivoluzione russa, le direttive erano quelle di alimentare il clima rivoluzionario. Nella provincia italiana, specie nelle campagne, si creò dunque una situazione di violenza diffusa e pressione sociale fortissima. Ci furono i morti, certo, ma ci fu anche una violenza diciamo ambientale: i reduci della guerra venivano derisi, i mutilati erano presi in giro, si impediva ai Comuni di esporre la bandiera. Il presidente del Consiglio Nitti, nel ’19, non fece festeggiare l’anniversario della fine del conflitto per non indispettire i socialisti, mentre tutti i Paesi europei lo celebravano».
Fu in questo quadro che si sviluppò la reazione dei fasci, inizialmente appoggiata anche dai popolari e dai moderati, che la intendevano come un freno al caos socialista. Poi, ovvio, il fascismo prese un’altra strada. Rispetto alle violenze rosse, nel libro di Romanato si legge un ruvido articolo comparso sul giornale dei popolari del Polesine che condanna duramente gli esponenti del partito di Matteotti: «Ci sono poche cose che corrompono tanto un popolo come l’abitudine dell’odio; e voi, capi del socialismo polesano, questo sentimento l’avete fomentato in tutte le guise».
Anche Romanato è estremamente cauto nei giudizi, e il suo libro è tutt’altro che denigratorio nei confronti del deputato socialista, cosa che lo rende ancora più importante e apprezzabile. A proposito delle coperture alla violenza politica, preferisce dire che Matteotti «fu condizionato da avvenimenti che non sempre seppe o poté governare. Il Polesine era una provincia poverissima e marginale», dice a Libero, «dove la lotta politica aveva poche mediazioni e facilmente degenerava nella rissa. Inoltre il socialismo locale fu sempre egemonizzato da spinte massimaliste, cioè rivoluzionarie. I due maggiori leader, prima Nicola Badaloni e poi Matteotti, operarono per moderare tali spinte e incanalarle in un’azione politica organizzata e più disciplinata. Ma dopo la guerra, quando il conflitto si accese, Matteotti ebbe sempre meno spazio per le mediazioni, non avendo neppure più la sponda di Badaloni. È questa la fase, siamo nel cosiddetto “biennio rosso”, in cui Matteotti apparve in Polesine più un piromane che un pompiere. Altra era invece la linea che teneva a Roma, dove il confronto era dialettico e non “pugilistico”. Questa duplicità gli fu rimproverata da tutti i suoi avversari, liberali, cattolici e fascisti».
Lo studioso racconta che nelle terre di Matteotti regnava una «violenza insostenibile», la quale contribuì certo a suscitare una reazione “nera”. «Il clima in Polesine, come anche nelle contigue province di Ferrara, Bologna e Mantova, era pesantissimo, di strisciante guerra civile», dice. «La documentazione che ho portato nel libro conferma l’esistenza di una situazione di violenza insostenibile, sia pure motivata da sacrosante richieste di giustizia sociale. Solo in Polesine ci furono una ventina di morti in poco più di due anni. È questo l’inferno da cui sorse lo squadrismo fascista, che, di suo, aggiunse all’esercizio della violenza una metodo, una disciplina e un’organizzazione che i socialisti non avevano».
Antiborghese: Il problema, come nota Roberto Pertici, è il tipo di riformismo che il partito di Matteotti propugnava. L’orizzonte era sempre quello della rivoluzione socialista, anche se con la convinzione che per realizzarla fosse necessaria una certa gradualità. I dirigenti dello schieramento rosso non si riconoscevano nelle istituzioni dello Stato democratico e borghese, anzi si consideravano estranei ad esse, le combattevano, per un certo periodo anche a costo di fomentare la violenza nelle province. Solo in seguito cambiarono rotta, ma ormai era troppo tardi, l’avvento del fascismo si faceva inarrestabile.
Giacomo Matteotti, prima di morire - come ha scritto ieri Giuseppe Parlato - aveva accentuato le sue posizioni anticomuniste, poi fu ammazzato come tutti sanno. Tentò di combattere la dittatura incipiente, come chiunque gli riconosce. Proprio per questo bisogna raccontare anche come agì in precedenza.
 
 
di Francesco Borgonovo

Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, Rovigo, 1885-Roma 1924). Deputato socialista, nell'ottobre del 1922 fu nominato segretario del Partito Socialista Unificato. Avverso alla politica di compromessi praticata anche da molti compagni, fu tra gli oppositori più efficaci e decisi del governo Mussolini che attaccò più volte alla Camera sino al duro discorso del 30 maggio 1924 con cui denunciò le violenze e i brogli commessi per vincere le elezioni del 6 aprile. Assalito pochi giorni dopo (10 giugno) da una banda di sicari fascisti (A. Dumini, A. Volpi, A. Poveromo, A. Putato, A. Malacria e G. Viola), fu ucciso e sepolto alla Quartarella, località deserta della campagna romana. Il cadavere fu ritrovato il 16 agosto successivo. La notizia del delitto suscitò un'ondata di orrore e di indignazione che parve mettere in pericolo le basi dello stesso governo, ma le opposizioni non seppero agire con sufficiente energia e Mussolini poté in poco tempo superare la grave crisi. Solo nel 1947 fu celebrato il processo contro i superstiti esecutori materiali del delitto (Dumini, Poveromo e Viola), che furono condannati a 30 anni di reclusione.

BibliografiaE. Bassi, Giacomo Matteotti, Milano, 1945; P. Gobetti, Matteotti, Milano, 1945; G. Spagnuolo, Ceka fascista e delitto Matteotti, Roma, 1947; G. Salvemini, Nuova luce sull'affare Matteotti, in «Il Ponte», 1955; G. Arfè, Giacomo Matteotti uomo e politico, in «Rivista Storica Italiana», 1966; A. G. Casanova, Matteotti. Una vita per il socialismo, Milano, 1974; S. Merli, Fronte antifascista e politica di classe. Socialisti e comunisti in Italia 1923-1939, Bari, 1975; C. Carini, Giacomo Matteotti. Idee giuridiche e azione politica, Firenze, 1984.
 
Fonte: http://www.ossimoro.it

록화실황 우리 당과 우리 인민의 위대한 령도자 김정일동지를 추모하는 중앙추도대회 혁명의 수도 평양에서 엄숙히 거행 경애하는 김... Corea del Nord, Kim Jong-il nel mausoleo in cui riposa il padre Kim Il-Sung...


La Corea del Nord ha dichiarato il 16 Febbraio 2012 "giornata della stella splendente" per ricordare il compleanno del "Caro leader" Kim Jong-Il, usando lo stesso nome del missile a lungo-raggio realizzato durante il suo governo.
Nei 17 anni in cui è stato al potere, Kim Jong-Il ha seguito personalmente i principali sviluppi del settore difesa della Corea de Nord, interessandosi soprattutto al programma per aramenti nucleari e alla costruzione di un missile a lungo-raggio.
Lo Stato ha annunciato anche che il corpo di Kim Jong-Il verrà deposto nello stesso mausoleo, il Kumsusan Memorial Palace, in cui si riposa quello di suo padre, Kim Il-sung.

Fonte: http://it.reuters.com

Che Guevara parla della Corea socialista: l'estratto del suo discorso datato 6 Gennaio 1961...


Sopra: canzoni popolari della Corea del Nord...

Che Guevara parla della Corea socialista:

Quì sotto l'estratto dall’apparizione televisiva nel contesto della firma degli accordi con i Paesi socialisti del 6 Gennaio 1961...

Fra i Paesi socialisti che abbiamo visitato personalmente, la Corea è uno dei più straordinari. Forse è quello che più ci ha impressionato rispetto agli altri. Ha solo 10 milioni di abitanti e l’estensione di Cuba, un po’ meno, circa 110mila kmq; la stessa estensione territoriale della parte sud della Corea, però con la metà degli abitanti. È stata devastata a causa di una guerra così incredibilmente distruttiva che delle sue città non rimase nulla, e quando uno dice niente è niente; è come i piccoli villaggi che gente come Merob Sosa e Sánchez Mosquera bruciava qui, e dei quali non rimaneva nient’altro che cenere. Così rimase, ad esempio, Pyongyang, che è una città di un milione di abitanti. Oggi non si vede un solo resto di tutta quella distruzione; tutto è nuovo. L’unico ricordo che resta sono, in tutte le strade, i buchi delle bombe che cadevano una dopo l’altra.
Essi mi hanno mostrato molte fabbriche, tutte ricostruite ed altre nuove, e ogni fabbrica aveva subìto fra 30 e 50mila bombe. Se ci facciamo un’idea di ciò che erano 10 o 12 bombe sganciate attorno a noi nella Sierra, che significava un bombardamento terribile, e bisognava avere una bella dose di coraggio per sopportare queste bombe, immaginate cosa significano 30mila bombe lanciate in uno spazio di terra a volte minore di quello di una caballería (unità di misura utilizzata in Spagna e in Sud America: la caballerìa cubana equivale a 13.420 ettari. NdT).
La Corea del Nord uscì dalla guerra senza nemmeno un’industria in piedi, perfino senza animali. In un’epoca in cui la superiorità aerea dei nordamericani era tanto maggiore, ormai non avevano nient’altro da distruggere, quindi gli aerei si divertivano uccidendo bovini e ciò che incontravano. Era davvero un’orgia di morte quella che si abbatté sulla Corea del Nord in soli due anni, al terzo anno apparvero i Mig-15 e la cosa cambiò, però questi due anni di guerra significarono forse la distruzione sistematica più barbara mai compiuta.
Tutto ciò che si può raccontare sulla Corea del Nord sembra una falsità. Per esempio, nelle foto si vede gente con odio, quest’odio dei villaggi quando arriva alla parte più profonda dell’essere, che si vede nelle foto delle caverne dove entrano 200, 300 o 400 bambini, di un’età di 3 o 4 anni, e vengono uccisi lì con il fuoco o con il gas; gli squartamenti delle persone, l’uccisione di donne incinte a baionettate per farle uscire il figlio dal grembo; il bruciare i feriti con i lanciafiamme; le cose più inumane che possa immaginare la mente umana furono compiute dall’esercito di occupazione nordamericano. E arrivò quasi al confine della Corea con la Cina, e occupò in un certo momento quasi tutto il Paese. Sommato al fatto che in ritirata distruggevano tutto, possiamo dire che la Corea del Nord è un Paese che si è rialzato dalla morte. Ovviamente ha ricevuto l’aiuto dei Paesi socialisti, soprattutto dall’Unione Sovietica, in una forma ampia e generosa. Ma ciò che più impressiona è lo spirito di questo popolo. È un popolo che uscì da tutto ciò dopo una dominazione giapponese di 30 anni, da una lotta violenta contro la dominazione giapponese senza nemmeno avere un alfabeto. Sarebbe a dire che, in questo senso, era uno dei popoli più arretrati del mondo. Oggi ha una letteratura e una cultura nazionale, un ordine nazionale e uno sviluppo praticamente illimitato della cultura. Ha un insegnamento secondario fino al nono grado, obbligatorio per tutti.
Hanno nell’industria il problema che forse abbiamo anche noi oggi, o che avremo fra 2 o 3 anni, che è il problema della mancanza di manodopera. La Corea sta meccanizzando rapidamente tutta l’agricoltura affinché la manodopera sia sufficiente per poter realizzare i suoi piani, e si sta anche preparando per portare ai fratelli della Corea del Sud il prodotto delle fabbriche di tessuti e di altro tipo, per aiutarli a sopportare il peso della dominazione coloniale nordamericana.
È, davvero, l’esempio di un Paese che grazie ad un sistema e a dirigenti straordinari, come è il maresciallo Kim Il Sum, ha saputo uscire dalle disgrazie più grandi per essere oggi un Paese industrializzato.
La Corea del Nord potrebbe essere per qualsiasi persona di Cuba il simbolo di uno dei tanti Paesi asiatici arretrati. Comunque noi gli vendiamo uno zucchero semilavorato come lo zucchero crudo, ed altri prodotti ancora grezzi come l’agave tessile, e loro ci vendono torni, macchine di ogni tipo, macchine per miniere, vale a dire prodotti che richiedono una elevata capacità tecnica per essere fabbricati. Per questo è uno dei Paesi che più ci entusiasma.

Questo testo è un estratto dal discorso che il Che tenne alla televisione cubana al rientro da un viaggio della delegazione cubana nei paesi socialisti.
Non ci risulta sia stato pubblicato in Italia. Questa traduzione è stata eseguita sul testo pubblicato in rete nel sito web dell’ELN colombiano, che mette a disposizione l’opera completa del rivoluzionario argentino.

 

mercoledì 11 gennaio 2012

Tourism encouraged in DPRK... Il turismo in Corea del Nord...


Pyongyang - An increasing number of foreigners hope for tourism in the DPRK with the tourist season at hand. Visitors are always welcome and their personal safety is surely guaranteed in the DPRK which values international visits, exchange, mutual understanding, cooperation and respect. The government encourages tourism with a view to strengthening solidarity with peoples of all the countries in the idea of independence, peace and friendship and building a more prosperous and civilized country. The first travel company was established in the country in August Juche 42 (1953) and later the state general bureau of tourism for the development of tourism. The DPRK became an official member of the World Tourism Organization (WTO) in September 1987. In April 1997 it was officially admitted to the Pacific Area Travel Association (PATA). The state allotted a great amount of fund to building tourist grounds and service facilities at scenic spots. Hundreds of tourist grounds involve the capital city of Pyongyang, the west sea barrage, a leading lock gate of the world, and such famous mountains as Mt. Myohyang, Mt. Chilbo and Mt. Kuwol. Tourism in the DPRK includes inspection of monumental edifices and historical and cultural relics and remains in Pyongyang and ecological tourism aimed at promoting health and training bodies while resting and vacationing at beautiful and attractive scenic spots. Tourism also includes medical treatment, the training of Taekwon-do and dance notation, the study of Korean language and the observation of animals and plants. What is noteworthy in this year's tourism is to appreciate 100,000-strong gymnastic and artistic performance "Arirang," a masterpiece in the 21st century. Revolutionary opera "The Sea of Blood," national opera "Tale of Chun Hyang" and joint performances of schoolchildren and circus performances are also being prepared. The state general bureau of tourism is now busy with preparations to meet the increasing demand for tourism. Those who want to witness the peculiar feature of the DPRK vigorously advancing with the might of the single-hearted unity, the climax of fascinating art and the beauty of attractive nature may contact with the state general bureau of tourism. address: Jungsong-Dong, Central District, Pyongyang, DPRK. Telephone: 850-2-18111, Fax: 850-2-3814547.

TRADUZIONE: Un numero crescente di stranieri speranza per il turismo in Corea del Nord con la stagione turistica a portata di mano I visitatori sono sempre i benvenuti e la loro sicurezza personale è sicuramente garantita in Corea del Nord che valori visite internazionale, lo scambio, la comprensione reciproca, la cooperazione e il rispetto . Il governo incoraggia il turismo, al fine di rafforzare la solidarietà con i popoli di tutti i paesi l'idea di indipendenza, di pace e di amicizia e costruire un paese più prospero e civile. L'azienda è stata fondata primo viaggio nel paese nel mese di agosto Juche 42 (1953 ) e più tardi l'ufficio dello stato generale del turismo per lo sviluppo del turismo. La RPDC è diventato un membro ufficiale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) nel settembre 1987. Nell'aprile 1997 è stato ufficialmente ammesso alla zona del Pacifico Travel Association (PATA). Lo stato assegnato una grande quantità di fondi per motivi turistici costruzione e strutture di servizio in punti panoramici. Centinaia di motivi turismo comporta la capitale Pyongyang, la diga ovest del mare, un cancello di chiusura leader del mondo, e tale famose montagne come il Monte. Myohyang, mt. Chilbo e mt. Kuwol. Turismo in Corea del Nord comprende l'ispezione di edifici monumentali e reperti storici e culturali e rimane a Pyongyang e turismo ecologico volto a promuovere gli organismi sanitari e di formazione durante il riposo e vacanza a punti panoramici bello e attraente. Turismo comprende anche cure mediche, la formazione di Taekwon-do e la danza la notazione, lo studio della lingua coreana e l'osservazione di animali e piante. Che cosa è degno di nota nel campo del turismo di quest'anno è quello di apprezzare 100.000 forti prestazioni ginnastica e artistica "Arirang", un capolavoro nel 21 ° secolo. rivoluzionaria opera "Il Mare di Sangue," nazionale "Storia di Chun Hyang" opera e performance congiunta di studenti e spettacoli circensi sono inoltre in fase di preparazione. L'ufficio di presidenza stato generale del turismo è ora impegnato con i preparativi per soddisfare le crescente domanda di turismo. Coloro che vogliono assistere alla caratteristica peculiare della Corea del Nord avanza con forza con la forza della singola unità di cuore, il culmine di arte affascinante e la bellezza della natura attraente può contatto con l'ufficio dello stato generale del turismo. indirizzo :. Jungsong-Dong, Central District, Pyongyang, Corea del Nord Telefono: 850-2-18111, Fax: 850-2-3814547.

Italian Pizza and Spaghetti Restaurant in Pyongyang... (Professional Ristorante Cucina italiana) a Pyongyang, Corea del Nord...


A KCTV (Korean Central Television) special on the newly opened "Iddaria Ryori Jeonmun Sikdang" (Professional Italian Cuisine Restaurant) in Pyongyang, DPRK.
The focus is mainly on the restaurant's pizza and spaghetti.
Here's the article from KCNA:
"Italian Food Restaurant"
Pyongyang, April 28 (KCNA) -- There is a restaurant specializing in Italian dishes in Kwangbok Street, Pyongyang.
Its main dishes are various kinds of pizza and spaghetti dishes including pizza margherita and spaghetti vongole bianco. It also serves famous Korean and foreign dishes.
Manager of the restaurant Kim Sang Sun told KCNA:
There is a moving story behind the appearance of this restaurant.
General Secretary Kim Jong Il took care that a restaurant specializing in Italian dishes was opened, saying the Koreans should be let to taste world- famous dishes.
He took necessary measures, learning that the restaurant found it a tough row to hoe, having no cook experienced in Italian dishes.
Now our cooks are just as good as Italians in making Italian dishes.
No wonder the Korean and foreign customers are satisfied with the famous dishes of the world served by our restaurant."
Restaurant Location:
Lat: 39° 1'20.13"N
Lon: 125° 40'18.97"E
2008 재일본조선인총련합회

A (coreano Central Television) KCTV speciale sul recente apertura "Iddaria Ryori Jeonmun Sikdang" (Professional Ristorante Cucina italiana) a Pyongyang, Corea del Nord.
L'attenzione si concentra principalmente sulla pizza del ristorante e gli spaghetti.
Ecco l'articolo dal Kcna:
"Ristorazione italiana"
Pyongyang, 28 aprile (Kcna) - Vi è un ristorante specializzato in piatti della cucina italiana nel Kwangbok Street, Pyongyang.
I suoi piatti principali sono vari tipi di pizza e piatti di spaghetti tra pizza margherita e spaghetti vongole bianco. Serve anche famosi piatti coreani e stranieri.
Manager del ristorante, Kim Sang Sun dice Kcna:
C'è una storia in movimento dietro l'apparenza di questo ristorante.
Segretario Generale Kim Jong Il ha avuto cura che un ristorante specializzato in piatti della cucina italiana è stato aperto, affermando i coreani dovrebbe essere lasciato al gusto di fama mondiale piatti.
Prese le misure necessarie, imparando che il ristorante trovato una fila difficile da zappa, non avendo cuoco con esperienza nella cucina italiana.
Ora i nostri cuochi sono solo buono come gli italiani nel fare piatti della cucina italiana.
Nessuna meraviglia che i clienti coreani e stranieri sono soddisfatti con i piatti famosi del mondo serviti dal nostro ristorante!"

Ristorante Località:
Lat: 39 ° 1'20 0,13 "N
Lon: 125 ° 40'18 0,97 "E
2008 재일본 조선인 총 련합회

ITALIA-CINA

ITALIA-CINA
PER L'ALLEANZA, LA COOPERAZIONE, L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE TRA' LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE!!!