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27 GENNAIO - LA GIORNATA DELLA MEMORIA

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sabato 17 dicembre 2011

La Chiesa in Italia possiede il 20-22% di tutto il patrimonio immobiliare! Un quarto di Roma è del Vaticano? Senza contare tutti gli immobili che appartengono alla Chiesa Cattolica in tutte le parti del Mondo! Il business targato Città del Vaticano!

Negli ultimi due anni - rivela Dagospia - la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni di euro. Il patrimonio gestito dallo Ior (Banca Vaticana) sfiora i 6 miliardi di euro. In Italia si stimano 200.000 posti letto gestiti dai religiosi...


L'ultimo a essere venduto è stato un immenso complesso monastico sulla Camilluccia, alle spalle di Monte Mario. Nella stessa arteria a nord ovest della Capitale, zona Trionfale, un tempo tappezzata di rifugi per pellegrini e lazzareti, l'immobiliarista casertano Giuseppe Statuto (nella foto) si è portato via un ex convento del XVIII secolo di importante valenza storica, con una superficie di quasi 5 mila metri quadri, ed inserito in un'area naturale tre volte più grande.
Ma Statuto, l'enfant prodige dei nuovi palazzinari romani, l'unico ad non essere sfiorato dalle disavventure giudiziarie dei «furbetti del quartierino», in arte Stefano Ricucci e Danilo Coppola, deve avere buoni santi in Paradiso. Davvero: anche perché è uno dei rari operatori del settore ad avere accesso agli affari immobiliari della Chiesa. E così con la sua Michele Amari e le altre controllate attive nella Capitale (Bixio 15, Diemme Immobiliare, Derilca, Egis) in questi anni è andato collezionando immobiili di pregio dismessi da congregazioni religiose, ordini e confraternite.
La svolta è arrivata alla fine del 2002, con la nomina del cardinale Attilio Nicora alla presidenza dell'Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa), uno dei due pilastri economici del Vaticano, insieme all'Istituto per le Opere di religione (Ior), la banca pontificia. Una holding, l'Apsa, che a Roma risulta proprietaria di beni per pochi milioni, perché iscritti a bilancio al costo storico, e accatastati sempre come popolari o ultrapopolari, pur situandosi in pieno centro.
Attraverso società come la Sirea, che ha intestati due palazzi in piazza Cola di Rienzo, valutati neanche 3 milioni e dati in affitto alla Direzione investigativa antimafia; la Edile Leonina, con locali per altri 3 milioni, occupati dal Viminale; e la Nicoloso da Recco, titolare di quattro appartamenti, dal valore nominale di appena 50 mila euro. Ma che invece ha un potere di indirizzo enorme sull'immenso patrimonio che fa capo alla Chiesa e agli oltre 30 mila enti religiosi che operano sul territorio.
Un patrimonio sfuggito a ogni censimento, nei quasi ottant'anni seguiti al Concordato che dal 1929 regola i rapporti tra Stato e Vaticano. Come aveva sottolineato anche Francesco Rutelli, all'indomani della revisione dei Patti lateranensi. In un acceso dibattito parlamentare dell'aprile 1985 sulla legge che istituiva il Fondo edifici di culto, l'allora deputato radicale aveva fatto mettere agli atti l'interminabile elenco dei palazzi posseduti dagli enti ecclesiastici nella sola città di Roma per dare la consistenza reale dei beni della Curia.
E rovesciare così quella visione di una confessione «poverella» che aveva spinto la Dc ad accollare allo Stato mille miliardi di lire (dell'epoca) di spese l'anno, per il mantenimento dei luoghi adibiti a culto. Poi Rutelli è diventato sindaco, e con la pioggia di finanziamenti pubblici arrivata con il Giubileo del 2000, 3.500 miliardi di lire per parcheggi e sottopassi, restauri di cappelle e palazzi, ristrutturazioni edilizie e nuovi alloggi per pellegrini, ha dato il suo contributo all'ulteriore espansione terrena della Chiesa.
Quattrocento istituti di suore, 300 parrocchie, 250 scuole cattoliche, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi. Sono quasi 2 mila gli enti religiosi residenti nella Capitale, e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia.
Un quarto di Roma, a spanne, è della Curia. Partendo dalla fine di via Nomentana, all'altezza dell'Aniene, dove le Orsoline possiedono un palazzo di sei piani da oltre 50 mila metri quadri di superficie, mentre le suore di Maria Ripatrarice si accontentano di un convento di tre piani; e scendendo a sud est per le centralissime via Sistina e via dei Condotti, fino al Pantheon e a piazza Navona, dove edifici barocchi e isolati di proprietà di confraternite e congregazioni si alternano a istituzioni come la Pontificia università della Santa Croce.
E ancora, continuando giù per il lungotevere e l'isola Tiberina, che appartiene interamente all'ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.E poi su di nuovo per il Gianicolo, costeggiando il Vaticano fino sull'Aurelia Antica dove si innalza l'imponente Villa Aurelia, un residence con 160 posti letto, con tanto di cappella privata e terrazza con vista su San Pietro, che fa capo alla casa generalizia del Sacro Cuore.
È tutto di enti religiosi. Un tesoro immenso che si è accumulato nei decenni grazie a lasciti e donazioni: più di 8 mila l'anno scorso nella sola area di Roma città. Ma non c’è solo la Capitale. La Curia vanta possedimenti cospicui anche nelle roccaforti bianche del Triveneto e della Lombardia: a Verona, Padova,Trento. Oppure a Bergamo e Brescia, dove gli stessi nipoti di Paolo VI, i Montini, di mestiere fanno gli immobiliaristi.
«Il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale è della Chiesa», stima Franco Alemani del gruppo Re, che da sempre assiste suore e frati nel business del mattone. Senza contare le proprietà all’estero. «A metà degli anni ‘90 i beni delle missioni si aggiravano intorno ai 800-900 miliardi di vecchie lire, oggi dovrebbero valere dieci volte di più», osserva l’immobiliarista Vittorio Casale, massone conclamato che all’epoca era stato chiamato dal cardinale Jozef Tomko a partecipare ad un progetto di ristrutturazione del patrimonio di Propaganda Fide, il ministero degli Esteri del Vaticano.
Dicevamo del cardinale Nicora. Legatissimo ad Angelo Caloia, il banchiere del Mediocredito centrale che si è fatto interprete del rinnovamento dello Ior dopo il crack dell'Ambrosiano, Nicora è stato per tutti gli anni '90 «assistente spirituale e stimolatore» di un ristretto cenacolo milanese, il gruppo Cultura Etica e Finanza, nato per «porre a confronto il cattolicesimo col travolgente imporsi del primato economico-finanziario», come ha scritto Giancarlo Galli nel suo informatissimo libro sulla Chiesa e il capitalismo (Finanza bianca, 2004).Arrivato al vertice dell'Apsa, Nicora ha cercato di fare ordine nel portafoglio immobiliare della Santa Sede, con le stesse logiche dei banchieri da lui frequentati.
Scoperto con il Giubileo, il fenomeno del turismo religioso si è conquistato l’attenzione crescente delle alte sfere della Chiesa. Intorno a questo nuovo business si è sviluppata l’Opera romana pellegrinaggi di monsignor Liberio Andreatta, cui fa capo l’agenzia viaggi Quo Vadis. Insieme al gruppo Cit la Santa Sede aveva anche messo a punto un progetto molto ambizioso per creare a Pietrelcina, il luogo natio di Padre Pio, un polo turistico religioso, con 76 milioni di investimenti: poi la crisi dell’operatore viaggi ha fermato tutto. Ma che il settore sia in crescita lo dicono le cifre: in tutto il paese si contano circa 3.300 case per ferie gestite da enti religiosi, con un giro d'affari annuo stimato in 4,5 miliardi, e 200 mila posti letto.
Di questi 5 mila sono a Roma, città che solo a Pasqua registra più di 600 mila pellegrini. Oltretutto il calo delle vocazioni ha svuotato abbazie e monasteri, che sono più di 2 mila in tutta Italia, e questo proprio mentre gli ordini venivano chiamati a rispondere ad una nuova razionalità economica. È un boom che ha moltiplicato i cantieri per trasformare antichi conventi e collegi religiosi in case di accoglienza e veri e propri alberghi, soprattutto nella Capitale.
E così un palazzo del Borromini di proprietà delle suore Oblate di Santa Maria dei Sette dolori in Trastevere si avvia a diventare un hotel con 62 camere. Sempre a Trastevere è già in funzione il San Giuseppe di vicolo Moroni, mentre il Collegio gregoriano di via San Teodoro, che s'affaccia sul Palatino, verrà dato in gestione a terzi dopo la riconversione.
È una febbre edilizia che finora è stata gestita con riservatezza da pochi intermediari di fiducia, primo tra tutti il gruppo Re, Religiosi ed ecclesiastici, di Vincenzo Pugliesi e Franco Alemani. Una realtà nata più di vent'anni fa, con lo slogan «non dannatevi per vendere un convento», che si è specializzata nella compravendita e ristrutturazione di beni ecclesiastici e oggi ricava dall'attività con ordini e congregazioni una trentina di milioni l'anno (su un fatturato complessivo di 55 milioni). «La prima richiesta che ci arriva», spiega il vicepresidente Alemani, «è vendere sempre dando la prelazione alla Chiesa». È per questo che sono bandite le aste mentre a dirigere la controllata cui fa capo il business religioso, la Re spa, è stato chiamato di recente l'erede di una delle famiglie che contano in Spagna, Antonio Fraga Sanchez. I primi acquirenti di beni della Curia sono proprio loro, il Santander e il Bilbao, da sempre a braccetto con il potentissimo Opus Dei. BENI IMMOBILI All'incirca il 20-22% del patrimonio immobiliare italiano fa capo alla Chiesa. Un quarto di Roma è intestato a diocesi, congregazioni religiose, enti e società del Vaticano. Solo le proprietà che fanno capo a Propaganda Fide (il «ministero degli Esteri» del Vaticano che coordina l'attività delle missioni nel mondo) ammontano a 8-9 miliardi.
Negli ultimi due anni il Vaticano ha cominciato a fare trading immobiliare, vendendo beni per quasi 50 milioni. Nel 2006 a Roma si sono registrate più di 8 mila donazioni di beni immobiliari, in provincia sono state 3.200. Il doppio rispetto a una città come Milano. Il più grande intermediario immobiliare che lavora con la Chiesa, il gruppo Re spa, realizza da questa attività circa 30 milioni di fatturato.
PATRIMONI Il patrimonio gestito dallo Ior, la banca del Vaticano, e l'Apsa, sfiora i 6 miliardi.
TURISMO In tutta Italia si contano 200 mila posti letto gestiti da religiosi, con 3.300 indirizzi, tra case per ferie, hotel, centri di accoglienza per pellegrini. il giro d'affari è stimato in 4,5 miliardi.
In tutto il paese si contano più di 2 mila monasteri e abbazie. A Roma sono 5 mila i posti letto ufficialmente disponibili in ex conventi e collegi religiosi. Il giro d'affari del turismo religioso nella Capitale è stimato intorno ai 150 milioni di euro.  

Fonte: Dagospia.com e http://www.italiapiugiusta.com

In Germania una casa editrice in mano al clero vende migliaia di prodotti a luci rosse! Verità o menzogna?

Una casa editrice posseduta al 100% dalla Chiesa cattolica tedesca fa lucrosi affari con l’erotismo e la pornografia. Weltbild, un’importante catena di librerie attiva anche sul mercato online, ha in catalogo migliaia di titoli inequivocabili, tra i libri che vende, e in più controlla per un terzo un portale dove vengono venduti Dvd pornografici. La notizia non è in realtà una novità, ma ha creato un piccolo grande scandalo al quale i vescovi tedeschi hanno risposto con un’indignazione più che sospetta.
AFFARI COL PORNOWeltbild è un’importante catena di negozi dove vengono venduti libri, dischi, film, ed è posseduta completamente dalla Chiesa cattolica tedesca. Le quote della società sono suddivise tra numerose diocesi tedesche, che si dividono i discreti guadagni che Weltbild realizza. L’anno scorso l’azienda ha avuto un fatturato di un miliardo e seicento milioni di euro, una cifra importante che supporta i bisogni finanziari del cattolicesimo tedesco. Un investimento nell’editoria non è in sé strano per il clero, però ha creato scandalo la pubblicazione di quanti titoli a carattere erotico Weltbild avesse in catalogo. La notizia è stata fornita da una rivista cattolica, Pur, che ha evidenziato come più di 2500 titoli tra i libri venduti da Weltbild avessero contenuti erotici. Ma gli affari a luci rosse non finiscono qui: Weltbild controlla per un terzo un portale che vende materiale pornografico, e ha il 50% di una società che produce anche film per adulti. Un business del porno che rende più ricca la Chiesa cattolica, che già beneficia di un munifico finanziamento statale, ma che indigna i fedeli più conservatori.
REAZIONE IPOCRITA – L’inchiesta sugli affari a luci rosse del clero tedesco ha scosso molti cattolici, e ha provocato l’immediata risposta di alcuni vescovi. “Ci devono essere filtri, che impediscano la pubblicazione di materiali simili. La nostra casa editrice non può pubblicare contenuti pornografici o che incitino la violenza, e dobbiamo affrontare il caso perché non si ripeta più”, ha esclamato il cardinale di Monaco, Reinhard Marx. Anche il vicario generale della Arcidiocesi di Colonia ha rimarcato il desiderio delle sua diocesi di separarsi da Weltbild, o trasferire quantomeno le loro quote, vista la tipologia di contenuti promossi dalla casa editrice. La risposta del clero però appare molto ipocrita, visto che da tempo si sa cosa offra il catalogo di Weltbild, e quali siano le sue partecipazioni azionarie. La società è famosa, ma non appare per nulla collegata al clero, come invece subito si capisce quando si entra im un negozio delle Edizioni Paoline, per esempio. Il carattere religioso è praticamente assente, o molto emarginato, in Weltbild, e già da molti anni i circoli più conservatori del cattolicesimo tedesco tuonano contro la sua attività. Nel 2008 c’erano già stati simili polemiche, e nulla era cambiato, anzi il business a luci rosse è pure aumentato. Titoli come “Prendimi ora, prendimi qui”, “Chiamami zoccola” oppure “Il collegio delle sgualdrine” sono poco compatibili col messaggio del Vaticano sul sesso, ma fanno vendere, e pure parecchio.

L’imbarazzo di Ratzy per il porno: Benedetto XVI condanna l’hard su internet mostrando grosso fastidio per l’attività editoriale della Cei tedesca!

Il caso Weltbild continua ad allargarsi. La catena di librerie più grandi della Germania, posseduta interamente dalla Chiesa cattolica tedesca, ha nel proprio catalogo materiale erotico, così come alcune società partecipate da Weltbild sono attive nelle produzioni hard. Questo tipo di iniziativa imprenditoriale è molto sgradita al Papa, che ha fatto ricevere un in equivoco messaggio: la Chiesa deve combattere l’arte erotica, non promuoverla né tantomeno venderla.
AMBASCIATOR NON PORTA PENA – Due giorni fa il Papa ha ricevuto il nuovo ambasciatore della Germania. Il suo messaggio è stato inequivocabile Papa Benedetto XVI critica la ”discriminazione di genere delle donne” provocata dalle ”tendenzematerialistiche ed edonistiche” e dalla diffusione della pornografiaanche via internet, soprattutto in Occidente. Ricevendo oggi in udienza il nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, il pontefice ha ricordato che ”ogni persona, sia uomo o donna, e’ destinato ad esserci per l’altro”. Per il papa, ”un rapporto che non tenga in conto il fatto che l’uomo e la donna hanno la stessa dignita’, rappresenta una grave mancanza nei riguardi dell’umanita’. E’ giunto il momento di fermare energicamente la prostituzione come anche la vasta diffusione di materiale a contenuto erotico e pornografico, anche e proprio tramite internet”. ”La Santa Sede – ha concluso – si impegnera’ affinche’ il necessario intervento da parte della Chiesa cattolica in Germania contro queste genere di abusi avvenga in maniera piu’ decisa e chiara!”
Parole chiare, dove spicca il riferimento al materiale a contenuti hard venduto su Internet, e il passaggio in cui il Papa chiede maggior chiarezza alla Chiesa tedesca. Il caso Weltbild dunque infastidisce, e molto, il Vaticano, perché le diocesi della Nazione natale di Benedetto XVI fanno il contrario di quanto sostiene il Papa.
PAPA APPOGGIA LA VENDITA? – Un messaggio che deve essere risultato molto pesante per Carel Halff, il Ceo di Weltbild, che solo un mese fa, ricorda Die Welt, aveva incontrato in persona Benedetto XVI, in una visita privata nella quale erano presenti i suoi datori di lavoro, i vescovi tedeschi. Secondo Die Welt, giornale di simpatie conservatrici e molto attento al cattolicesimo, il Papa ha voluto lanciare un chiaro segnale alla Conferenza episcopale tedesca, suggerendo di seguire la campagna della diocesi di Colonia. Il porporato renano ha chiesto di vendere Weltbild, appoggiando così la posizione del Forum dei cattolici tedeschi, un gremio di provata fede ratzingeriana.
TRAPPOLA WELTBILD –La Chiesa tedesca subisce un altro scossone dal caso Weltbild con l’intervento del Papa. All’interno della Conferenza episcopale ci potrebbero essere movimenti per chiedere anche una svolta nella leadership, la cui reazione è giudicata molto debole sulla vicenda. Nel 2008 la Chiesa era riuscita a tacitare il piccolo scandalo sulle vendite a luci rosse della sua casa editrice, però il cambio di passo imposto dal Papa e dai suoi fedelissimi potrebbe provocare la definitiva separazione dalla società leader nelle vendite dei libri al dettaglio nel mercato germanofono. Risposte imbarazzate e imbarazzanti, come quella che spiegava che i libri erotici venduti erano pochissimi, non saranno più tollerate dal Vaticano. 
Fonte: http://forum.adunanza.net

IL VATICANO E LA VITA EXTRATERRESTRE

Per moltissimi anni gran parte delle pubblicazioni cattoliche sono state decisamente scettiche riguardo all'argomento UFO. Recentemente questo atteggiamento sta cambiando tanto che si sommano sempre di più i pareri possibilisti o addirittura favorevoli. Il 23 aprile 1999 a Parma durante una conferenza Monsignor James Schianchi, docente di Morale all'Istituto di Scienze Religiose di Parma, ha affermato che "non c'è contrasto tra la dottrina cristiana e l'eventuale esistenza di di intelligenze extraterrestri. Non possiamo certo precludere alla grandezza di Dio la possibilità di avere creato altri mondi ed esseri. Un atteggiamento di chiusura nei confronti di quest'potesi sarebbe per lo meno provinciale. Se pensiamo alle Scritture, ma anche all'archeologia babilonese (si riferisce alla tesi di Sagan e Shklovskij in 'La vita intelligente nell'universo', poi ripresa da Zecharia Sitchin in 'Il decimo pianeta', secondo cui i Sumeri ebbero contatti con civiltà extraterrestri NdR), abbiamo numerosi segni della possibile esistenza di intelligenze intermedie tra Dio e gli uomini. Nella Lettera ai Filippesi S. Paolo parla di Gesù come signore di tutte le potenze del cielo e della terra. Signore, non redentore. E' quindi ipotizzabile che creature di dio diverse dall'uomo non si siano macchiate dal peccato di Adamo ed Eva". Padre George Coyne, direttore della Specola Vaticana, nel 1993 dichiarò (salvo poi smentire tutto qualche tempo dopo) in merito alla possibile esistenza di altri mondi abitati che "la chiesa avrebbe dovuto addestrare dei missionari da inviare nello spazio per portare la parola di Dio ad eventuali extraterrestri".
E ancora il 7 gennaio 2002 ribadisce in una intervista al Corriere della Sera: "[la possibilità di vita su altri pianeti...] è una prospettiva che appassiona, ma bisogna andarci cauti. Per il momento non c’è alcuna evidenza scientifica della vita. Ma stiamo accumulando osservazioni che indicano tale possibilità. L’universo è tanto grande che sarebbe una follia dire che noi siamo l’eccezione. Il dibattito è aperto e complesso. Immaginiamo dunque che ci sia”. In realtà la Chiesa cattolica non ha mai avuto un atteggiamento preciso in merito, lasciando ad ognuno la libera interpretazione. Nella bibbia infatti (apparentemente) non si parla della possibilità o no che esistano altri mondi abitati. E' comunque molto indicativo che in Vaticano esiste una cattedra di parapsicologia (ESP) ed ufologia e che la chiesa si sia sempre occupata di studi esobiologici collegati al SETI. Nonostante queste dichiarazioni il Cattolicesimo, così come tutte le altre religioni rivelate, presenta ancora diverse remore nell'accettare la possibilità che esista la vita su altri mondi. Se esistessero civiltà aliene
significherebbe che Cristo non è morto 'in esclusiva' per il genere umano ma saremmo solo uno tra i tanti popoli salvati; oppure non ce ne sarebbe stato bisogno in quanto esseri senza peccato. E tutto questo va contro anni di insegnamento religioso, egocentrismo ed onnipotenza umana.
Concludo dicendo siamo davvero cosi egoisti da pensare che siamo l’unica razza nell’universo?…. E soprattutto leggendo la bibbia vediamo che DIO creo l’uomo a sua immagine e somiglianza e sarebbe ancora piu egoistico quindi pensare che noi esseri umani possiamo crederci piu perfetti di altre fantomatiche creature presenti nell’universo perche simili alla somma e onnipotente divintà... 
Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com

Beati i ricchi nella «Chiesa del business»


 
Tratto da Avvenire del 9 Maggio 2006: Aladura International Church è una delle Chiese cristiane indipendenti della Nigeria. Fondata nel 1930 da Josiah Olunowo Oshitelu, un ex catechista della Chiesa anglicana di etnia yoruba, nella storia delle sue origini in epoca coloniale si potrebbe mettere in analogia con il Kimbanguismo (di cui abbiamo parlato in precedenti puntate): anche se il fondatore non subì un martirio da parte del potere coloniale, la Chiesa africana di Aladura volle contrapporsi alle contraddizioni degli anglicani come Chiesa ufficiale dei colonizzatori.
Quindi non va considerata una reazione contro la Chiesa anglicana in sé, bensì la risposta liberatoria dal giogo coloniale attraverso un'espressione originale e africana del cristianesimo.
La caratteristica della Chiesa nigeriana di Aladura è il posto centrale assunto dalla preghiera nella vita dei credenti. Ciò indica una reazione forte e chiara contro l'invasione delle Chiese ufficiali coloniali, che si erano lasciate fuorviare da preoccupazioni mondane ed esprimevano leggerezza di costumi. Contro questo spirito Oshitelu ha fatto mostra di un radicalismo carismatico, che ha saputo far leva sulla coscienza spirituale africana senza in alcun modo fuorviare dalla totale fedeltà al cristianesimo. Eppure, paradossalmente, anche la Chiesa di Aladura si è ammalata dello stesso male di cui soffriva la Chiesa anglicana, legata al potere coloniale. L'evoluzione materialista della società nigeriana ha avuto come conseguenza che i capi della Chiesa indipendente di Aladura abbiano sviluppato intenti di lucro, che li hanno spinti a cercare un arricchimento individuale e hanno fatto sì che la Chiesa si legasse agli impresari e agli uomini d'affari nigeriani.
È questa opulenza ostentata che ha deviato il messaggio centrale della Chiesa africana di Aladura a favore di Mammona e perciò a progressivo detrimento del messaggio di Cristo, del Vangelo, della vita autenticamente spirituale. Aladura, nata per contrapporsi allo spirito mondano che aveva inquinato il potere coloniale, è divenuta lei stessa una vasta organizzazione finanziaria con ramificazioni internazionali molto solide. In altre parole quella che si potrebbe definire una Business-Church. Alla base della deriva ideologica della Chiesa di Aladura c'è la sacralizzazione del dinamismo economico che contraddistingue l'etnia yoruba e che la fa emergere nell'ambito della comunità nigeriana. Questo attivismo da impresa viene messo al servizio dell'espansione della Chiesa e le ha consentito di impiantarsi anche al di fuori della Nigeria. Grazie all'azione del secondo primate Emmanuel Adeleke Adjobi, successore del fondatore, Aladura ha potuto espandersi in Sierra Leone, in Ghana e persino in Inghilterra. E ancor oggi questa espansione progredisce grazie all'installazione di comunità in molti altri Paesi africani.
Ma non si possono chiudere gli occhi sul fatto che, per arrivare a dotarsi di una struttura organizzativa e propagandistica proporzionale all'espansione territoriale, la Chiesa di Aladura ha dovuto e voluto contare su una potenza finanziaria proporzionale alla sfida espansionistica. Ciò ha spinto i responsabili a volere una Chiesa ricca, i cui capi fossero in grado di ostentare un'opulenza conforme a quella che la cultura nigeriana preconizza per i suoi leader politici e religiosi. In un contesto di cristianesimo, invece, l'opulenza non potrà mai essere compatibile con il servizio a favore della fede in un Dio che nasce povero e che sa spingere i poveri al riscatto e a uno sviluppo umano integrale. L'opulenza della leadership della Chiesa di Aladura finisce dunque per essere fine a se stessa, e per girare a vuoto invece che favorire riscatto e sviluppo. Soprattutto, nell'opulenza viene disperso l'afflato spirituale originario, la profondità del messaggio che legava l'autenticità africana con quella umana.

Fonte: http://www.miradouro.it/

 

UFO E ALIENI INCISI NELLA PIETRA: IL VIDEO DELLA RIVELAZIONE SHOCK...

Dischi volanti e alieni raffigurati in una pietra: il video della rivelazione. Il rinvenimento in un paese centro-americano (non è stato ancora rivelato quale) di un reperto archeologico sorprendente, ha fatto drizzare le antenne a ricercatori e soprattutto agli appassionati di UFO e teorie extraterrestri. In pratica è un OoPart, ovvero un manufatto non convenzionale, con caratteristiche e dettagli che, apparentemente, non coinciderebbero con l’epoca storica a cui presumibilmente apparterrebbe.

Gli oggetti in questione, una serie di pietre, presentano in maniera chiara ed inequivocabile delle incisioni da far tremare le vene ai polsi: dischi volanti e creature aliene. La scoperta è stata divulgata da due ricercatori stranieri, Klaus Dona e Nassim Haramein. Del caso si sta occupando in forma più indiretta Bibiana Bryson: la ricercatrice argentina sta monitorando la vicenda ed è in contatto diretto con Klaus Dona (da poco divenuto un consulente della RADIO-Red Argentina de Investigacion OVNI). In ossequio alla sua filosofia, improntata alla massima prudenza, la Bryson ha preferito per il momento non rilasciare una dichiarazione ufficiale, limitandosi a definire il caso degno di essere approfondito.
Non è la prima volta che vengono rinvenuti reperti archelogici “impossibili”, tuttavia sono solo le analisi successive, di varia natura, a poterne stabilire un effettivo valore scientifico. Innanzitutto, in maniera decisiva, bisognerà stabilire quando la pietra è stata incisa e lavorata. Eventuali aggiornamenti sulla vicenda della “pietra aliena”, saranno disponibili in una sezione (creata per l’occasione) sul sito ufficiale di Bibiana Bryson.

E’ presente anche una vasta galleria fotograficasulle pietre rinvenute in Centro-America. In appendice all’articolo è possibile invece visionare un video, tratto da YouTube, che mostra un momento della Conferenza di Saarbucken. E’ in quella occasione che i reperti archeologici in questione sono stati mostrati al pubblico.
 
 

Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com


mercoledì 14 dicembre 2011

Firenze, perchè il folle che ha ucciso i due senegalesi viene definito dalla stampa killer neo-fascista? La Sinistra Italiana strumentalizza l'accaduto attribuendolo alle formazioni di estrema destra, bieco e squallido tentativo di riprendere consensi elettorali dopo il flop e le cadute di stile degli ultimi 10 anni!

La Sinistra Italiana strumentalizza vergognosamente i tragici fatti accaduti a Firenze, ecco qui sotto la cronaca dei fatti:

In pieno centro un uomo ha aperto il fuoco contro alcuni venditori extracomunitari, ammazzandone due e ferendone altri tre. Poi, si è tolto la vita. L'autore della strage era un militante di estrema destra? La protesta della comunità africana!

Firenze - (Italia) - Momenti di terrore a Firenze. Due persone di origine senegalese sono rimaste uccise e altre sono ferite. Un cinquantenne di nome Gianluca Casseri, autore di diversi libri antisemiti e negazionisti e considerato vicino all'assocazione Casa Pound, ha aperto il fuoco contro gli ambulanti extracomunitari prima in Piazza Dalmazia, in pieno centro, uccidendo due ambulanti e ferendone un terzo, e poi al mercato di San Lorenzo, dove ne ha feriti gravemente due.
L'uomo dopo essersi dato alla fuga è stato raggiunto dalle forze dell'ordine e dopo un breve conflitto a fuoco si è tolto la vita. Casseri era originario di Pistoia, nato nel 1961 e vicino ad ambienti di estrema destra.

Chi sono le vittime - I due senegalesi uccisi si chiamavano Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. Il primo abitava a Sesto Fiorentino in via Puccini e risulta clandestino secondo gli accertamenti dei carabinieri. L'altro aveva un regolare permesso di soggiorno e abitava in via Primo Settembre.
I tre ambulanti feriti sono Moustapha Dieng di 37 anni, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Careggi, Sougou Mor, di 32 anni, in condizioni giudicate gravissime, e Mbenghe Cheike di 42 anni.

Un corteo di protesta degli ambulanti - Diversi ambulanti, amici e conoscenti delle due vittime, al grido di "vergogna vergogna", hanno bloccato per pochi minuti il traffico nei pressi della piazza dove è avvenuto il duplice omicidio e si sono poi diretti in corteo verso il centro. Presenti anche i familiari delle vittime, che erano poco prima giunti sul posto piangendo e urlando di disperazione. Durante il corteo si sono registrati attimi di tensione e anche motorini  buttati a terra a calci. In tanti hanno gridato "Italia Razzista" o  "Maledetti italiani", in alcuni casi è stato anche bloccato il  traffico. I manifestanti hanno quindi raggiunto la prefettura dove una delegazione ha incontrato il sindaco Matteo Renzi.

Le parole di Renzi e Napolitano
- E proprio da lì il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha scritto su Twitter: "Sono con i rappresentanti della comunità senegalese in prefettura. Oggi piange il cuore di Firenze". Su  Facebook ha poi ribadito: "Firenze è scossa dal gesto solitario di un killer folle e senza pietà." La giunta ha poi proclamato il lutto cittadino. Cordoglio è stato espresso anche da Giorgio Napolitano, che ha ricordato come sia  "sempre più urgente l'impegno di tutte le Autorità politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro Paese". Nella serata di martedì, poi, il sindaco ricorda ancora i due ambulanti uccisi: "Domani lutto cittadino a Firenze per Mor e per Modou. E alle 17 ci vediamo in Palazzo Vecchio con Riccardi e la comunità senegalese...".

La reazione della comunità senegalese - "Non ci dite che era un pazzo, perché se lo fosse stato avrebbe ucciso sia neri che bianchi....". Così hanno reagito alcuni dei senegalesi che si trovavano in piazza San Lorenzo. Nessuno di loro ha tuttavia dato segni di rabbia e tutti sono calmi. Sul posto si è recato anche l'assessore comunale Massimo Mattei che li ha rassicurati: "Siamo tutti con voi". C'è anche il console onorario del Senegal, Erando Stefani: "C'è smarrimento e tanto dolore ma occorre andare avanti con l'uso della ragione".

Le testimonianze - "Abbiamo sentito tre colpi di pistola, forse anche quattro. L'edicolante, Gabriele, ha cercato di bloccarlo, anche per disarmarlo, mentre scappava, ma lui ha mostrato la pistola, e gli ha detto qualcosa tipo: 'Se non ti scansi, faccio fuori anche te'. Allora l'ha dovuto lasciare andare, e quello è risalito sull'auto ed è scappato". Così la gente di piazza Dalmazia racconta la prima sparatoria avvenuta oggi a Firenze. "C'era molta gente in quel momento", si racconta ancora in un bar prospiciente l'edicola presso cui è avvenuta la sparatoria.


Momenti di terrore a Firenze. Due persone di origine senegalese sono rimaste uccise e altre sono ferite. Un cinquantenne di nome Gianluca Casseri, autore di diversi libri antisemiti e negazionisti e considerato vicino all'assocazione Casa Pound, ha aperto il fuoco contro gli ambulanti extracomunitari prima in Piazza Dalmazia, in pieno centro, uccidendo due ambulanti e ferendone un terzo, e poi al mercato di San Lorenzo, dove ne ha feriti gravemente due.
L'uomo dopo essersi dato alla fuga è stato raggiunto dalle forze dell'ordine e dopo un breve conflitto a fuoco si è tolto la vita. Casseri era originario di Pistoia, nato nel 1961 e vicino ad ambienti di estrema destra.

Chi sono le vittime - I due senegalesi uccisi si chiamavano Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. Il primo abitava a Sesto Fiorentino in via Puccini e risulta clandestino secondo gli accertamenti dei carabinieri. L'altro aveva un regolare permesso di soggiorno e abitava in via Primo Settembre.

I tre ambulanti feriti sono Moustapha Dieng di 37 anni, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Careggi, Sougou Mor, di 32 anni, in condizioni giudicate gravissime, e Mbenghe Cheike di 42 anni.

Un corteo di protesta degli ambulanti - Diversi ambulanti, amici e conoscenti delle due vittime, al grido di "vergogna vergogna", hanno bloccato per pochi minuti il traffico nei pressi della piazza dove è avvenuto il duplice omicidio e si sono poi diretti in corteo verso il centro. Presenti anche i familiari delle vittime, che erano poco prima giunti sul posto piangendo e urlando di disperazione. Durante il corteo si sono registrati attimi di tensione e anche motorini  buttati a terra a calci. In tanti hanno gridato "Italia Razzista" o  "Maledetti italiani", in alcuni casi è stato anche bloccato il  traffico. I manifestanti hanno quindi raggiunto la prefettura dove una delegazione ha incontrato il sindaco Matteo Renzi.


Le parole di Renzi e Napolitano - E proprio da lì il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha scritto su Twitter: "Sono con i rappresentanti della comunità senegalese in prefettura. Oggi piange il cuore di Firenze". Su  Facebook ha poi ribadito: "Firenze è scossa dal gesto solitario di un killer folle e senza pietà." La giunta ha poi proclamato il lutto cittadino. Cordoglio è stato espresso anche da Giorgio Napolitano, che ha ricordato come sia  "sempre più urgente l'impegno di tutte le Autorità politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro Paese". Nella serata di martedì, poi, il sindaco ricorda ancora i due ambulanti uccisi: "Domani lutto cittadino a Firenze per Mor e per Modou. E alle 17 ci vediamo in Palazzo Vecchio con Riccardi e la comunità senegalese...".

La reazione della comunità senegalese - "Non ci dite che era un pazzo, perché se lo fosse stato avrebbe ucciso sia neri che bianchi....". Così hanno reagito alcuni dei senegalesi che si trovavano in piazza San Lorenzo. Nessuno di loro ha tuttavia dato segni di rabbia e tutti sono calmi. Sul posto si è recato anche l'assessore comunale Massimo Mattei che li ha rassicurati: "Siamo tutti con voi". C'è anche il console onorario del Senegal, Erando Stefani: "C'è smarrimento e tanto dolore ma occorre andare avanti con l'uso della ragione".

Le testimonianze - "Abbiamo sentito tre colpi di pistola, forse anche quattro. L'edicolante, Gabriele, ha cercato di bloccarlo, anche per disarmarlo, mentre scappava, ma lui ha mostrato la pistola, e gli ha detto qualcosa tipo: 'Se non ti scansi, faccio fuori anche te'. Allora l'ha dovuto lasciare andare, e quello è risalito sull'auto ed è scappato". Così la gente di piazza Dalmazia racconta la prima sparatoria avvenuta oggi a Firenze. "C'era molta gente in quel momento", si racconta ancora in un bar prospiciente l'edicola presso cui è avvenuta la sparatoria.


Il comunicato di Casa Pound -  "Gianluca Casseri era un simpatizzante di Casa Pound Italia, come altre centinaia di persone in Toscana, e altre migliaia in tutta Italia, alle quali, come del resto avviene in tutti i movimenti e le associazioni e non solo in Cpi, non siamo soliti chiedere la patente di sanità mentale". Lo afferma CasaPound Italia in una nota. "Casseri non era un militante della nostra associazione, frequentava talvolta la sede di Pistoia e non abbiamo motivo per tenerlo nascosto - aggiunge Cpi - Oggi si è consumata una immane tragedia della follia, e quattro persone sono morte senza motivo, ma se è avvenuta vogliamo ricordare che è anche perché questo Stato non è in grado di fornire alcuna protezione e assistenza ai suoi figli più deboli".

Sui forum di destra solidarietà all'assassino - "E' un complotto",  "solidarietà", "rispetto e onore". Così sul sito dell'estrema destra con simpatie razziste e negazioniste Stormfront.org, un forum americano che ospita una piccola sezione italiana, si commenta la morte di Gianluca Casseri. "Gli sbirri non ci sono mai quando un allogeno delinque oggi  sono stati efficientissimi - scrive un partecipante al forum - E' terribile, Casseri è morto. Ci sono incidenti in centro, è la guerra etnica come aveva previsto Freda". Un altro scrive "avevo letto qualcosa che aveva scritto in passato. Rispetto e Onore". Un utente che si firma con lo pseudonimo 'Complotto Giudaico'  scrive: "E' un complotto", mentre un altro ancora lascia scritto "R.I.P.  (Riposi in pace, ndr). Solidarietà".

Fonte: http://tg24.sky.it/


Che cosa si è detto in Parlamento Europeo sull'Italia e sulla crisi economica mondiale? Intanto Monti parla al Senato, ma la Lega lo contesta e lui apre alla Tobin Tax...


Sopra, l'ntervento di un parlamentare europeo...

Il premier: "Più credibili nell'Ue!". La Lega insorge: "Ma quale Europa, parlaci delle pensioni!". E Schifani sospende la seduta. Il Professore segue il maestro: "Tassiamo le transazioni finanziarie!" Bagarre al Senato dove Mario Monti doveva riferire del Consiglio europeo. Il premier ha esordito sottolineando che il Parlamento "ha un ruolo centrale per l’azione dell’esecutivo ed il futuro del nostro paese!" Poi inizia a parlare di eurobond e Unione europea, dove grazie ai provvedimenti economici l'Italia ha riconquistato "credibilità e posizioni autonome". I leghisti lo interrompono continuamente: "Parlaci delle pensioni". E tirano fuori dei cartelli: "Basta tasse", "Non è una manovra, è una rapina", "Giù le mani dalle pensioni". Il Professore non perde la pazienza e risponde: "Avevo inteso che oggetto di questa riunione era l'Europa e il Consiglio europeo. Scusatemi se valorizzo il Parlamento...". Al presidente Schifani, definito "pagliaccio" dai senatori del Carroccio e apostrofato con un sonoro "vaffa...", non resta che sospendere la seduta finché non si sono placati gli animi. Dopo qualche minuto l'audizione riprende, ma i senatori della Lega Nord restano in piedi, chiacchierano tra loro e danno le spalle al premier che, incurante, va avanti nel suo intervento e risponde alle proteste della Lega, Monti sostiene che "in sede europea uno dei modi per arrivare a meno tasse su chi produce e per le famiglie è anche quello di avere una fiscalità estesa anche al mondo della finanza". Motivo per cui "l'Italia è pronta a considerare questa posizione e ad unirsi a quelli che vorrebbero un’adeguata tassazione sulle transazioni finanziarie", istituendo la cosiddetta Tobin tax, proposta nel 1972 da quello che fu uno dei maestri di Monti, James Tobin.

Per Monti, inoltre, il Consiglio Ue "è stato abbastanza significativo", soprattutto sul tema degli eurobond - di cui l'Europa discuterà a marzo e che non sono un "mezzo subdolo per evitare la disciplina e il rigore finanziario" - e sul rafforzamento dell’operatività del fondo salva-Stati. "Nelle conclusioni", sottolinea, "non troverete la parola eurobond, ma segnalo due finestre aperte verso questo tema". Inoltre il premier ha precisato che "viene accelerata l’entrata in funzione del meccanismo europeo di stabilità", il che significa che non ci sarà possibilità di veto da parte di piccoli Paesi e "si potrà procedere più speditamente".
L’obiettivo del Consiglio Ue è quello di evitare che "il puro concerto bilaterale franco-tedesco domini l’Europa". Parlando di alcune decisioni prese a Deauville da Merkel e Sarkozy, Monti ha ricordato che "I 27 paesi hanno deciso che quella cosa deve essere tolta di scena. Questo è un messaggio collaborativo con cui si dice: Merkel e Sarkozy potete fare errori, è meglio che agiamo con con una consultazione preventiva tra tutti". C'è bisogno, quindi, di "far valere in quella sede una visione di metodo comunitario e una valorizzazione delle istituzioni comunitarie". È importante, inoltre, che l’Ue non "dimentichi che il problema è la crescita e l’occupazione".
Proteste della Lega anche al Copasir, riunito per l’audizione del direttore del Dis, Gianni De Gennaro. Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio, avrebbe sostenuto che la presidenza del comitato - che spetta ad un partito di opposizioni - debba andare alla Lega.

Fonte: http://www.ilgiornale.it

Russia, Putin fa firmare ai paesi ex Urss l'unione del libero scambio...

Mosca - (Russia) - Tra le canzoni dei Beatles preferite da Vladimir Putin c'è "Back in the Ussr" e quella potrebbe essere la colonna sonora di quanto accaduto nella serata a San Pietrobugo, al palazzo di Costantino. I primi ministri si erano riuniti apparentemente solo per la preparazione al XX anniversario della Comunità degli Stati Indipendenti, creata per sostituire l'Unione Sovietica, e invece i lavori si sono protratti a lungo e alla fine 8 delle ex repubbliche sorelle hanno firmato un trattato per il libero scambio. Meglio di quanto era possibile sperare per Mosca. Putin ha fatto di questo disegno - per molti un ritorno all'Urss - la sua bandiera nella prossima corsa al Cremlino. Non tutti i paesi della Csi hanno firmato, ma già nel gruppo ci sono quelli molto significativi: Russia, Ucraina, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Armenia, Moldavia e Tagikistan. Entro la fine dell'anno potrebbero entrare anche Azerbaijan, Uzbekistan, Turkmenistan.
Oggi scrive la Komsomolskaja Pravda, il quotidiano più diffuso in Russia: "Quando il trattato è stato firmato e dopo cena i premier si sono presentati alla stampa alle 10 di sera. Putin era di un umore allegro, e ha detto che l'accordo sulla zona di libero scambio 'dà una nuova configurazione alle relazioni economiche e commerciali nello spazio ex sovietico'". Putin ha sostenuto l'idea che l'accordo apre grandi opportunità. Il primo ministro bielorusso Mikhail Myasnikovich ha ricordato il recente articolo di Putin sull'Unione Eurasiatica. Il primo ministro armeno Sarkisian ha detto che i paesi della Csi al trattato hanno lavorato 20 anni. Il primo ministro ucraino Mykola Azarov non voleva parlare, ma Putin - riporta la gazzetta - ha suggerito che prendesse la parola con un sorriso di avvertimento: "Ma solo su questo documento", forse temendo che Azarov volesse affrontare anche altre questioni di frattura tra Mosca e Kiev, come il gas.
Da notare che ieri l'Unione europea ha rinviato a data da destinarsi la visita del presidente ucraino Viktor Ianukovitch a Bruxelles prevista per giovedi' prossimo. Nel corso della visita il presidente ucraino avrebbe dovuto incontrare il presidente permanente della Ue, Herman Van Rompuy, ed il presidente della Commissione, Jose' Manuel Barroso. La decisione della Ue era legata alla condanna inflitta a Yulia Tymoshenko. Mentre sarebbero dovuti continuare i contatti tecnici per l'accordo di associazione con l'Ucraina. 
 
Fonte: http://notizie.tiscali.it

Russia: Putin apre le porte al progetto Eurasia...

Russia, l'Eurasia di Putin. La popolarità in Russia di Vladimir Putin non è forte come un tempo. A molte persone infatti non piace più il suo modus operandi, che lo ha portato a guidare direttamente o indirettamente ogni cambiamento negli aspetti della vita pubblica e politica russa. L'ultima trovata della staffetta con Medvedev per la poltrona di presidente della Federazione Russa, mossa che lo vedrebbe al potere fino al 2024, non è stata presa bene dalla gente. Per evitare brutte sorprese alle prossime elezioni, lo Zar Vladimir si sarebbe inventato la soluzione Eurasia, una sorta di Ue in salsa moscovita. 

Nascerà nuova Urss? - L'Eurasia non è altro che un unico spazio economico comune, che già coinvolge Russia, Bielorussia e Kazakhstan, ed all’interno del quale potrebbero confluire anche Kirghizistan e Tagikistan. Questo progetto è stato lanciato dallo stesso Putin con un articolo sul quotidiano Izvestia, e prevede anche l'abbattimento delle barriere tra tutti gli stati prima citati, l'utilizzo di un'unità monetaria uguale per ogni paese, e la prospettiva di una più ampia integrazione con l'Europa. Il progetto di Putin non ha ricevuto tanti commenti positivi da parte dei suoi connazionali. Alcuni infatti si sono detti preoccupati di questa nuova unione con le ex-repubbliche sovietiche, che potrebbe dar vita ad un Urss in versione moderna e de-comunistizzata. Altri invece non vedono di buon occhio quest'apertura all'Europa, anche perchè a Mosca si guardano con diffidenza gli eurocrati di Bruxelles, e gli attuali allargamenti dell'Ue e della Nato ai paesi dell'ex-cortina di ferro.

Simone Lo Iacono
  Fonte: http://www.newnotizie.it 

Sparatoria: Casa Pound smentisce, ma la Sinistra vigliacca strumentalizza vergognosamente la tragedia e attacca tutte le formazioni politiche di destra!


Sparatoria: Casa Pound smentisce, ma la Sinistra attacca 

Casapound Firenze prende le distanze dal killer che questa mattina ha ucciso due senegalesi: "In relazione ai tragici fatti accaduti a Firenze nel corso della giornata odierna ci sia consentito di esprimere l'immenso dolore per le vittime ed i loro familiari.
Tenuto conto, però, che alcuni quotidiani hanno evidenziato presunti, nonché inesistenti, legami dell'assassino con CasaPound Italia Firenze teniamo a precisare che il soggetto in questione mai è stato un militante della nostra Associazione. Il semplice fatto della sua partecipazione ad una nostra manifestazione non è assolutamente sinonimo di impegno politico in e per CPI, come il fatto che fosse iscritto da simpatizzante a Pistoia non vuol dire che partecipasse in alcun modo alle attività organizzative della sezione. Peraltro alle nostre manifestazioni un buon 50% dei partecipanti è costituito da persone esterne all'organizzazione. Quindi è del tutto indebito e campato in aria creare un collegamento concreto, peraltro inesistente nei fatti, tra l'assassino e la nostra associazione. Ci riserviamo di adire senza ulteriori indugi le vie legali nei confronti di chiunque porti avanti il tentativo di infangare il nome di CasaPound Italia accostandola ad una tragedia della follia compiuta da un malato di mente".

Evangelisti (Idv): “La strage di Firenze è anche il frutto avvelenato prodotto da una cultura dell’odio e dell’intolleranza che l’estrema destra ha contribuito a diffondere nel Paese. I luoghi di ritrovo di neofascisti e neonazisti si sono moltiplicati nel corso degli ultimi dieci anni, con la colpevole omertà dei governi di destra. Gli stessi che per anni hanno attaccato i centri sociali, chiedendone ripetutamente la chiusura, hanno chiuso gli occhi sul proliferare di occupazioni di stabili da parte della destra, in particolare di Casapound. I Gasparri, iLa Russa, gli Alemanno e le Meloni ora tacciono perché non hanno parole. Da loro ora ci apsettiamo non le ovvie e scontate condanne, ma azioni politiche concrete per isolare gli estremisti e i violenti della destra. Presenteremo delle interrogazioni e chiederemo al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri di monitorare attentamente le nuove centrali della violenza dell’estrema destra e tutte le sedi di Casapound. Non si può continuare a chiudere gli occhi su questa pericolosissima spirale di violenza”. Lo afferma il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera Fabio Evangelisti.

“E’ inaccettabile il tentativo di strumentalizzazione messo in atto da certa stampa e dalla solita sinistra becera: il pazzo che ha sparato a Firenze, uccidendo due senegalesi, per poi togliersi la vita, ha compiuto un gesto folle. Definire quest’uomo un estremista di destra significa voler dare una connotazione politica a un’azione che non ha alcuna matrice politica, ma che può essere spiegata soltanto con un momento di pazzia, che va condannato senza se e senza ma”. E’ quanto dichiara Adriano Tilgher, segretario de La Destra in Toscana, il quale aggiunge che, piuttosto, “tutti dovrebbero riflettere sulla necessità di frenare l’invasione indiscriminata da parte di cittadini stranieri, alla quale stiamo assistendo inermi”. “Le nostre città, i nostri centri storici – conclude Tilgher – sono letteralmente preda di extracomunitari, che fanno il bello e il cattivo tempo. E questo genera tra la popolazione insicurezza, esasperazione e rabbia. Poi arriva il folle, che, invece di fermarsi a ragionare, carica un’arma e spara. Ripeto: nessuno vuole giustificarlo e, anzi, va condannato senza mezzi termini. Ma chi può si faccia carico di restituire agli italiani quelle strade, quelle piazze, quelle città invase dall’ondata straniera”.

Di tutt'altro tenore la dichiarazione del Consigliere Regionale Pdl e Coordinatore Regionale della Giovane Italia Toscana, Tommaso Villa: "Condanniamo con forza qualunque azione in nome di ideologie sconfitte dalla storia e tutti coloro che pensano ancora oggi di attuarle o scimmiottarle tramite azioni o atti di qualunque tipo o violenza. La morte oggi a Firenze di cittadini senegalesi ci addolora e ci fa sentire tutti vicini alla comunità senegalese presente a Firenze e non solo. Credo sia fondamentale e opportuno che tutte le forze politiche dell'arco costituzionale e parlamentare oltre che quelle giovanili e moderate condannino l'accaduto senza se e senza ma e che si muovano tutte all'unisono per dimostrare che Firenze ed i fiorentini sono cosa diversa, e che se un pazzo esaltato ha commesso questa follia ciò dovrà essere riconducibile ad un fatto isolato e da isolare e cancellare senza prima però capirne bene la causa e nel caso provvedere ad eliminarla in modo politicamente e socialmente definitivo per il bene di tutta la comunità italiana e straniera"

Ma il Sen. Marco Perduca (Radicali) e Maurizio Buzzegoli, vice-segretario Associazione 'Andrea Tamburi rincarano la dose: "Quanto avvenuto oggi a Firenze, come l'altro giorno a Torino è frutto di una serie di politiche liberticide e proibizioniste che, col concorso dell'amore per la violenza e la necrofilia dei media, rischia di riportarci a contesti in cui occorra l'uomo forte. Alle famiglie dei due senegalesi e a tutta la loro comunita' vanno le nostre condoglianze e la nostra solidarieta', perche' riteniamo l’immigrazione una risorsa da valorizzare piuttosto che una valvola di sfogo di odii e fallimenti politico-legislativi".

E Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze: aggiunge"Quanto accaduto oggi a Firenze ci lascia esterrefatti e preoccupati. Le circostanze sono tutte da appurare. Ma pur apprendendo che probabilmente si è trattato del gesto di un folle, non riusciamo a toglierci dalla mente la pericolosità di idee tipiche dell'area politica (l'estrema destra) cui faceva riferimento il 50enne killer suicida. Né riusciamo a toglierci dalla testa il clima socio-culturale che purtroppo ha dominato il dibattito sull'immigrazione in questi anni, tra la continua denuncia di un'emergenza sicurezza, il rifiuto da parte di alcuni settori del mondo politico di intraprendere serie politiche di governo del fenomeno, il 'cattivismo' razzista, propugnato, per esempio, dall'ex ministro dell'Interno leghista Roberto Maroni. Pensiamo che Firenze, nonostante sia città della convivenza e del dialogo, non possa ritenersi immune dai rischi che questo quadro può generare. E' necessario creare le condizioni affinchè gli istinti razzisti siano sconfitti. E per fare questo è prioritario aprire una nuova stagione di governo dei fenomeni migratori. Esprimendo la solidarietà di tutta l'associazione alla comunità senegalese fiorentina, ai familiari e parenti delle vittime di questi brutali assassinii, siamo disponibili, qualora lo voglia, a incontrare la comunità stessa nei prossimi giorni".

La Cgil tutta si stringe intorno alle vittime di questa giornata di follia che ha colpito la nostra città. Questo gesto efferato, seppure di un folle appartenente a un’organizzazione neo fascista, ci deve far riflettere su come stia crescendo il clima xenofobo e razzista in questa città. La Cgil nell’esprimere tutta la propria solidarietà alla Comunità Senegalese che così bene si è integrata e che da sempre si è impegnata nel dialogo con i tutti i soggetti politici e istituzionali, si mette a completa disposizione per incontrarne i rappresentanti e decidere insieme eventuali iniziative comuni. La Cgil chiede che i cittadini, le istituzioni, le varie autorità facciano ogni sforzo possibile per risvegliare il vanto di questa città, l’accoglienza e la tolleranza per tutti.

Antonio Marrocco (Segretario Generale Silp Cgil Firenze): "La prima ricostruzione di quanto accaduto oggi a Firenze ci porta ad esprimere cordoglio per le vittime e vicinanza ai loro cari e familiari, ma anche a condannare quella cultura all'interno della quale allignano sentimenti razzisti e antidemocratici. Il drammatico epilogo di oggi ci consegna però una realtà sana come quella fiorentina, grazie alla quale è stato possibile, con foto e ricostruzioni dei cittadini, circoscrivere la responsabilità dell'attentatore ai due fatti di Piazza Dalmazia e San Lorenzo. Ci consegna inoltre la prontezza e la professionalità delle Forze dell'Ordine che nel nostro territorio, malgrado continui tagli alle risorse e al personale, riescono a garantire la sicurezza dei cittadini."

Manciulli e Bugli (Pd): “Solidarietà a comunità senegalese"
“Siamo vicini alla comunità senegalese, alle famiglie delle vittime e ai feriti, dopo la sequenza di terrore e morte che li ha colpiti e ci addolora profondamente. Quanto accaduto è agghiacciante e non ha precedenti. I fatti di oggi dimostrano che non bisogna mai abbassare la guardia, che il pericolo di folli estremisti e il rischio di rigurgiti razzisti sono concreti e sempre vivi. Serve una condanna unanime e il lavoro di tutti anche nella società per isolare le frange di estremismo e impedire in ogni modo che attecchisca anche minimamente un clima di odio nei confronti di cittadini provenienti da paesi diversi”.
Così il segretario del Pd toscano, Andrea Manciulli e il capogruppo in Regione, Vittorio Bugli, commentano quanto accaduto oggi a Firenze.

"Dolore, sbigottimento e solidarietà alla comunità senegalese, residente in Italia. I fatti avvenuti oggi a Firenze sono di una gravità assoluta. Il fatto che l'assassino gravitasse nelle fila dell'estremismo di destra impone un più severo controllo da parte delle forze dell'ordine in quegli ambienti impregnati di violenza razzista". Lo dichiara il senatore Andrea Marcucci (Pd).in merito agli attentati che hanno causato la morte oggi a Firenze di 3 giovani ambulanti senegalesi ed il ferimento di altri tre. "Colpisce che tutto ciò sia avvenuto nel capoluogo della Toscana, da sempre culla della tolleranza e dei diritti civili -aggiunge il parlamentare-in questo momento è indispensabile manifestare la piu' totale vicinanza alla comunità senegalese, ferita in modo così brutale. Mi auguro che si possa capire in fretta dove si nasconda questa terribile violenza e che cosa sia giusto chiedere- conclude Marcucci- alle forze dell'ordine per tenere sotto controllo i luoghi dell'estremismo di destra. Purtroppo già in precedenza, fatti di minor gravità si sono registrati a Lucca, con violenze nei confronti di ragazzi di sinistra"

“Noi dell'Italia dei Valori esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti della Comunità senegalese e dei parenti delle tre vittime uccise oggi a Firenze da un cinquantenne”. Lo dichiara, in una nota, Mariella Valenti, Dipartimento Immigrazione Idv Toscana. “Questa è la nuda e triste cronaca di una vera e propria caccia al senegalese - aggiunge Valenti – da parte di un uomo appartenente alla destra estrema. Altre vittime, altro sangue, altra ingiuria al diritto alla vita. Dal ‘pogrom’ torinese si passa in un giorno all’omicidio di tre ragazzi africani... Ci auguravamo che Torino non anticipasse i segni di un’involuzione antropologica che lascia intravedere chiari segni di matrice razzista, e invece ci ritroviamo nella Firenze, culla della cultura, con tre morti ammazzati solo perché neri”. “Dobbiamo impegnarci tutti - continua Valenti – istituzioni, partiti e società civile, affinché il conflitto sociale non prenda le pieghe pericolose verso cui si sta avviando, impegnandoci a valorizzare ancora di più i tratti distintivi del nostro Paese e della nostra regione: la solidarietà, l’inclusione sociale e politica, il rispetto dei diritti civili, spegnendo sul nascere il fuoco della xenofobia e del razzismo”.

Il Capogruppo della Lega Nord alla Provincia di Firenze Marco Cordone: "Gli episodi di violenza con morti e feriti accaduti oggi a Firenze, in piazza Dalmazia ed al Mercato Centrale in S.Lorenzo confermano se mai ce ne fosse bisogno, che Firenze non è un'isola felice. Mi chiedo cosa aspetti ancora il Sindaco Renzi a richiedere al Prefetto della Provincia di Firenze la convocazione del tavolo per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, dato che la situazione della sicurezza in città sta precipitando ed i fiorentini chiedono a gran voce il rispetto della legalità".

"Quanto accaduto oggi a Firenze ci colpisce profondamente. Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per i fatti avvenuti in una realtà che consideriamo estranea alla violenza. Nel condannare fermamente il gesto folle che ha portato alla morte di due persone e al ferimento di 4 ragazzi senegalesi, vogliamo evidenziare negativamente la spinta ideologica di destra e razzista che ha portato a questa tragedia. Alle famiglie e agli amici delle vittime va il nostro pensiero e la nostra vicinanza. A tutti i cittadini l'invito a non sottovalutare quanto accaduto e a non chiudere gli occhi davanti a luoghi e circoli di pensiero che coltivano idee xenofobe e che fanno esplicito richiamo al fascismo" così il Pd Empolese Valdelsa e i Giovani democratici Empolese Valdelsa commentano l’agguato di quest’oggi a Firenze.

Giuseppe Carovani, Presidente della Commissione pace della Provincia di Firenze, stava incontrando l'associazione 'Insieme', impegnata in un progetto in Senegal, quando ha appreso insieme agli altri consiglieri dell'agguato ai senegalesi di Firenze. "Sono certo di interpretare i sentimenti di tutti i consiglieri - ha detto Carovani - nell'esprimere la vicinanza mia personale e di tutta la Commissione alla comunità senegalese ferita così duramente. Siamo vicini agli amici dei senegalesi che sono stati uccisi, ai loro cari che sono qui o in Senegal. Troppo odio è stato seminato negli anni passati con insostenibile leggerezza e conseguenze efferate. Bisogna dissipare questo clima".

“Il Pdl toscano inorridito, dalla strage avvenuta oggi a Firenze, esprime totale solidarietà alla comunità senegalese così duramente colpita nei confronti della quale non è mai mancata simpatia e volontà di integrazione da parte di tutta la società fiorentina” così l’On. Riccardo Migliori, Vice Coordinatore Vicario Pdl Toscana e Pres. Delegazione parlamentare Italiana dell’OSCE, ha commentato la strage di Firenze. “La grave crisi sociale ed economica che sta attraversando l’Italia non può e non deve lasciare spazio a crimini di qualunque natura e in particolare di carattere razzista e xenofoba – ha continuato Migliori – Siamo certi che anche in questa tragica occasione prevarrà la composta e reale partecipazione al dolore di tutta la città così gravemente vilipesa di tutte le forze politiche e sociali fiorentine”

Incredibile ribaltamento di responsabilità invece per bocca dell'europarlamentare della Lega Nord Toscana, Claudio Morganti, che sottolinea che «non vorrei che le vittime svolgessero la propria attività presso i mercati vendendo merce abusiva. Se così fosse, i maggiori responsabili di quanto successo sarebbero coloro che non hanno impedito ai senegalesi di vendere abusivamente la loro merce. È inutile che Renzi dichiari il lutto cittadino o insceni un dispiacere finto quando chi doveva controllare non l'ha fatto. Mi domando come mai al mercato non ci fosse nessun vigile. Una tragedia simile si sarebbe potuta fermare se qualcuno avesse svolto il proprio dovere. Esprimo la mia più totale condanna sul gesto di Casseri, ma qualche politico dovrebbe anche avere il buon gusto di ammettere che quanto successo è il frutto di politiche fallimentari di questa sinistra».

"Siamo vicini alla comunità senegalese fiorentina e toscana che ha perso due fratelli e ci auguriamo la guarigione dei feriti". Giuseppe Brogi, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà e Lorenzo Falchi, coordinatore di Sinistra Ecologia Libertà provinciale esprimono la solidarietà del partito ai familiari delle vittime e alla comunità senegalese duramente colpita questa mattina a Firenze. "Se è vero che la follia è imperscrutabile - aggiungono Brogi e Falchi - è indubbio che assurde teorie razziste siano il terreno di coltura nel quale possono crescere l'intolleranza, la violenza, la ricerca di capri espiatori, fino alla strage accaduta a Firenze. E' essenziale, specie nei momenti bui, che viva e si irrobustisca incessantemente una cultura alternativa fatta di umanità, legami sociali, solidarietà, contrasto culturale e politico di qualunque istinto o tesi razzista".

I Verdi di Firenze esprimono assoluto sconcerto per quanto avvenuto oggi nei mercati, nelle piazze di Firenze. Sincera vicinanza alle famiglie, alla Comunità senegalese tutta, colpite nel profondo degli affetti. La follia umana, xenofoba e razzista, si è scatenata mirando scientemente: "Si apprende adesso che sul social network facebook menti parimenti criminali inneggiano all'accaduto. E' compito delle Forze di Polizia prevenire tali gesti, con determinazione, e della società civile tutta rimuovere al proprio interno il cancro della xenofobia, del razzismo, della intollerenza : alle nuove generazioni abbiamo la responsabilità di consegnare una società depurata dalle nefandezze del secolo scorso, pervasa invece dai valori dell'accoglienza e dell'inclusione".

Intanto è stato convocato per domani, mercoledì 14 dicembre alle ore 17.30, il Forum Legalità e Sicurezza del Pd Toscana presso la sede regionale del partito a Firenze. La decisione è stata presa dal responsabile del Forum Federico Gelli dopo la strage di ambulanti senegalesi in piazza Dalmazia e al mercato di San Lorenzo a Firenze e gli arresti per camorra effettuati oggi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. “Il vile assassinio dei cittadini senegalesi è atto di violenza gravissimo che mi amareggia profondamente – sottolinea Gelli – perché completamente estraneo alla nostra cultura che ha sempre fatto di Firenze e della Toscana un territorio dell’accoglienza e della tolleranza. Per tutti questi motivi abbiamo deciso di convocare il Forum per riflettere insieme con i nostri amministratori di questa tragica e inaspettata recrudescenza di violenza nella nostra regione!"

Fonte: http://www.nove.firenze.it





Firenze, sparatoria al mercato: 2 morti tra la folla!

"Il killer ha colpito 2 venditori ambulanti senegalesi e poi si è ucciso: si tratta di un estremista di destra!"

Firenze - (Italia) - Far West in pieno centro a Firenze dove un uomo ha aperto il fuoco in un mercato, uccidendo sul colpo due venditori ambulanti senegalesi, prima di rivolgere l’arma verso se stesso: il killer è un 50enne pistoiese, Gianluca Casseri, che secondo i primi accertamenti delle forze dell’ordine era vicino agli ambienti di estrema destra di casa Pound, aveva un regolare porto d’armi e una pistola regolarmente denunciata (probabilmente la stessa con cui ha ucciso i due senegalesi, ferendone altri tre). Quella di ieri mattina, secondo i testimoni, sarebbe stata una vera e propria esecuzione, forse scatenata dal litigio con uno dei venditori ambulanti: il killer non era armato, ma dopo il diverbio si allontana per andare a prendere la pistola. Al suo ritorno in piazza Dalmazia, dove era in corso il mercato cittadino, estrae l’arma e fa fuoco uccidendo Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. Poi si allontana, mentre i passanti impauriti scappano e qualcuno cerca di riprendere la scena con il cellulare. L’edicolante della piazza prova a fermarlo, ma viene minacciato con la pistola. Immediatamente scatta l’allarme e le forze dell’ordine si mettono sulle sue tracce; sentendosi accerchiato spara ancora, colpendo altri senegalesi. Sconvolto dall’accaduto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato di «barbaro assassinio» e «si è fatto interprete del diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione di violenza razzista e xenofoba».

http://www.essenzialeonline.it
 
 
 

Manovra, governo Monti attenua stretta sulle pensioni...


Roma - (Italia) - Aumento del bollo sul conto corrente per i soggetti diversi da persone fisiche, nuova formulazione della tassa sui capitali condonati con lo scudo fiscale che diventa permanente, garanzia dell'adeguamento all'inflazione per tutte le pensioni pari al triplo del minimo Inps nel 2012, detrazioni sulla prima casa fino a 400 euro per le famiglie con figli a carico e una nuova tassa sul valore degli immobili situati all'estero.
Sono questi gli interventi principali contenuti nell'emendamento alla manovra che il governo ha presentato nelle commissioni Finanze e Bilancio.
Innanzitutto cambia l'articolo 19, che prevede un'imposta su tutte le attività finanziarie e un prelievo sugli oltre 180 miliardi "scudati".
L'emendamento aumenta l'imposta di bollo annuale sui conti correnti di soggetti diversi da persone fisiche a 100 euro da 73,8, con un rincaro quindi di 26,2 euro.
Nel caso di persone fisiche, il bollo resta pari a 34,2 euro ma non è dovuto se il valore medio di giacenza annuo è inferiore ai 5.000 euro.
I capitali scudati, tassati all'1,5% nel testo della manovra uscito da Palazzo Chigi, sono ora soggetti a "un'imposta di bollo speciale annua del 4 per mille", quindi permanente. Non solo: per gli anni 2012 e 2013 l'aliquota è fissata "nella misura del 10 per mille". Gettito atteso 1,461 miliardi sia nel 2012 sia nel 2013 e 561 milioni nel 2014.

DETRAZIONE IMU PRIMA CASA FINO A 400 EURO PER FAMIGLIE

Il prelievo sulle attività finanziarie, pari allo 0,1% nel 2012 e allo 0,15% dal 2013, viene esteso alle attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche residenti in Italia. L'imposta ha effetto anche per il 2011.
Probabilmente con l'obiettivo di fare cassa, il governo introduce anche un'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, "a decorrere dal 2011" e "a qualsiasi uso destinati".
Il prelievo ammonta allo 0,76% del valore degli immobili, costituito dal costo risultante dall'atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l'immobile".
Cambia l'articolo 13, che introduce l'Imposta municipale sugli immobili, la nuova Ici. La franchigia prevista sulla prima casa, pari a 200 euro, diventa una detrazione e sale di 50 euro per ogni figlio di età fino a 26 anni. Valore massimo 400 euro.


SALVE IN 2012 PENSIONI PARI AL TRIPLO DEL MINIMO INPS

Il governo allenta la stretta sul capitolo previdenziale rivedendo diverse norme contenute nell'articolo 25.
L'adeguamento al 100% dell'inflazione sarà garantito a tutte le pensioni pari al triplo del minimo Inps nel 2012 e al doppio del minimo nel 2013.
La platea di coloro ai quali non si applicherà la riforma voluta dal ministro Elsa Fornero sale a 65.000 da 50.000, salvando i lavoratori di Termini Imerese e Alenia messi in mobilità.
L'emendamento introduce anche altre deroghe alla nuova stretta sui requisiti di accesso alla pensione.
Infatti, i lavoratori del settore privato che maturano un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro fine 2012 e che avrebbero raggiunto, prima della manovra, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012, potranno andare in pensione anticipata una volta compiuti i 64 anni.
Le lavoratrici occupate nel privato potranno "conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se più favorevole, con un'età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un'anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla stessa data conseguano un'età anagrafica di almeno 60 anni".
Previsto anche un contributo di solidarietà più pesante sulle pensioni d'oro per la quota eccedente i 200.000 euro, non è chiaro se al 15 o al 25% rispetto al 10 previsto oggi.


RELATORI CHIEDONO TETTO 
A RETRIBUZIONE MANAGER PUBBLICI

Altre novità arrivano dai nuovi emendamenti dei relatori, Pierpaolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl).
Una proposta di modifica stabilisce come parametro di riferimento per il trattamento economico dei dirigenti pubblici lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione.
Nell'applicazione della norma si tiene conto di tutte le somme cumulate da uno stesso manager, se provenienti da uno stesso organismo o da più enti, o se frutto di diversi incarichi.
Inoltre, magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili che svolgono funzioni direttive o dirigenziali, anche se sono fuori ruolo e in aspettativa o lavorano nelle autorità indipendenti, non possono avere più del 25% dell'ammontare complessivo del trattamento economico percepito.

Fonte: Francesca Piscioneri
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